TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo, e la NANO brucia!

Ali’ Bába, e i quaranta ladroni (POST sull’India)

Su segnalazione del buon Nello, ricevo e volentieri pubblico e commento.

Il 9 Ottobre, l’ANSA ha pubblicato la seguente agenzia:

ROMA, 9 OTT – Pilot Baba, uno dei più famosi “Maha yogi” dell’India, sarà domenica a Roma per una conferenza dedicata al “potenziamento del Sé interiore”. La sua storia di missionario dell’autorealizzazione è cominciata molti anni fa durante il conflitto tra India e Pakistan: sopravvissuto miracolosamente allo schianto dell’aereo da lui stesso pilotato, Pilot Baba abbandonò tutto e si trasferì nell’Himalaya, approfondendo per sette anni le tecniche della meditazione profonda. In questo periodo sperimentò personalmente il “samadhi”, uno stato – spiega la tradizione indiana – di semisospensione delle funzioni vitali, nel quale il battito cardiaco viene ridotto al minimo e si permette all’anima di fuoriuscire dal corpo. Pilot Baba si è fatto seppellire in passato per sei giorni e ha passato tre giorni sotto l’acqua, sospendendo le funzioni fisiologiche e abbassando il ritmo del respiro, per dimostrare pubblicamente il potere immenso, e sconosciuto, contenuto nel corpo umano. Attualmente Pilot Baba insegna queste tecniche di evoluzione interiore in America e in Giappone, oltre che in India. Domenica 11 ottobre sarà possibile seguire la sua conferenza alla Sala San Leone Magno, in via Bolzano 38 a Roma, dalle 17 alle 20. Ma nei giorni successivi, dal 12 al 18 ottobre, ci si potrà anche iscrivere ai suoi seminari che parleranno di come usare il potere della mente, come cambiare il destino modificando il proprio “karma”, come usare le tecniche per rilassare le tensioni e affermare l’Essere. Per informazioni si può contattare il Centro ayurvedico Devata (tel. 06/35347810) o l’Accademia Yoga (tel. 06/4742427).

Un Maha Yogi e’, se non mi sbaglio, un esperto di meditazione e di Yoga, i cui benefici sulla salute e sulla psiche sono difficilmente discutibili, o almeno cosi’ dicono gli esperti. In India, di questi personaggi se ne possono trovare a pacchi, piu’ o meno celebri e piu’ o meno imbroglioni. Il problema, dal mio punto di vista, e’ che costoro, spesso e volentieri, trascendono il loro ruolo di “insegnanti di educazioni fisica” (e’ riduttivo, ma serve a rendere l’idea), per assumere il ruolo di veri e propri santoni. Si ritrovano ad essere corteggiati da stuoli di seguaci accaniti e da milioni di incantati adoratori, persone (benestanti prima di tutto), disposte ad andare ovunque per vederli, ma non tanto per poter trarre insegnamento dalle loro lezioni, ma piuttosto per conoscerli, salutarli, inchinarsi davanti a loro, toccargli la veste e, soprattutto, riceverne la benedizione. Si, avete capito bene, la benedizione, nonostante questi non siano sacerdoti di alcun genere. E’ come se io, vestito da cardinale, mi mettessi a benedire la gente che passeggia sotto i portici di Bologna al sabato sera! Ma cose da pazzi!

Non parlo per sentito dire, ma per esperienza personale: un bel giorno, nel giardino pubblico di fronte casa, un drappello di “engineers” inizia a montare un gigantesco gazebo, mentre la Demo House (la bellissima villetta a schiera utilizzata per attirare e truffare gli ignari conduttori), viene letteralmente addobbata a festa, con striscioni, luci, piante, tappeti rossi, tende da circo, templi d’oro, mucche, cani cavalli, ricchi premi e cotillons. Un paio di giorni dopo arriva uno di questi santoni, (mi pare si chiamasse Baba Ramdi…), che prende possesso della villetta e inizia a ricevere, a ciclo continuo, lunghissime file di adoratori (per la gioia del sottoscritto, che si ritrova lo spazio antistante casa invaso da ogni genere di mezzo di trasporto, al punto quasi da non riuscire piu’ nemmeno a uscire di casa). Inutile dire, che al termine del soggiorno del Lord, il verde e la strada erano ridotti in condizioni ancora piu’ pietose di quanto non fossero normalmente tenuti dalla proprieta’. Le mie coronarie ancora ringraziano sentitamente.

Ma torniamo ai Guru. Questi signori, approfittando della celebrita’, non solo diventano straricchi, ma divengono anche potentissimi, e capaci di influenzare uomini politici, ministri e capitani d’industria. E, ovviamente, lo fanno senza troppo ritegno, allo scopo di elargire favori personali, di guadagnare ancora piu’ soldi e prestigio e, anche, di rafforzare il loro ruolo e la loro immagine. Sono macchine da business, perche’ oltre alle sedute pubbliche, frequentate da migliaia di persone, vendono anche libri, CD, DVD, diete speciali, gadget e tutto il resto. E’ evidente che mischiare il sacro e il profano in India sia divenuto lo sport preferito di un sacco di gente (che s’adda da pe’ campa’): infatti, il sacro attira le masse, ma in barba al sacro il profano fa crescere i quattrini a palate sui rami degli alberi. Chiarisco: non faccio il moralista, anche perche’ questa cosa avviene ovunque, anche da noi, ma noi non urliamo al Mondo di essere il Paese dell’esperienza mistica, dell’accoglienza, del sorriso, degli sguardi profondi, dell’amicizia e di tante altre virtu’, e poi inchiappettiamo il primo che passa. Noi inchiappettiamo e basta, mi pare piu’ coerente.

E allora? Su, coraggio, ditemi “che te ne frega?”, chiedetemi se sono invidioso a tal punto da scriverci su un POST. No, in teoria non me ne importerebbe una cippa, se non fosse che Nello ha scovato poi anche questo articolo.

Qui si scopre che il nostro Pilot Baba e’ uno che, grazie ai suoi poteri mistici, ricicla enormi quantita’ di danaro sporco, per conto di industriali e politici, indiani e non. E guadagna cifre da capogiro, arrivando perfino a chiedere il 50% della cifra come commissione, perche’, come avrete letto nell’articolo, “perche’ rischiare per un misero 10%?”. Bisogna comprenderlo il pover’uomo. Uno che se ne fa, ad esempio, del 10% di 50 Crore Rupees (circa 10 milioni di dollari)?? In India poi, che potere d’acquisto si puo’ mai attribuire a un milione di dollari americani???

Si, e’ proprio un Guru, con una capacita’ speciale: quella di far rivoltare Yogananda nella tomba, grazie alla sola imposizione delle mani su un grasso pacco di banconote!

Che mariuolo!

10 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Ammazza che ladri!, Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , | 2 Commenti

Il blu e’ il colore dell’impunita’?

Oggi sono andato e tornato da Milano, e durante il tragitto in autostrada, per ben due volte, sono stato sfiorato da due asteroidi mascherati da auto blu. Il fatto noto a tutti e’ che in Italia abbiamo stabilito il record mondiale sul tema, con ormai piu’ di 600.000 veicoli. E, come se non bastasse, le eminenze a cui tocca questo privilegio, non mostrano di avere il minimo ritegno. Mi ricordo che, fino a qualche anno fa, c’era la liberta’ totale di scelta, quindi ognuno poteva farsi assegnare la sua astronave preferita. Poi, il Governo fece un giro di vite (si fa per dire), consigliando di preferire le berline italiane (praticamente la Lancia Thesis) a quelle tedesche, non solo perche’ prodotte nel nostro paese ma perche’ piu’ convenienti dal punto di vista economico. Ci fu il sindaco di non so qualche citta’ che trovo’ subito la soluzione, emettendo un bando di gara in cui si specificavano le caratteristiche tecniche della vettura piu’ adatta (secondo lui) a svolgere il servizio. Praticamente quel bando era la fotocopia della brochure dell’Audi A8! Ma in realta’ io, stamattina, mi ponevo un altro dilemma: perche’ le auto blu possono comportarsi come se il Codice della Strada non esistesse?

In autostrada viaggiano sempre sul filo dei 200 Km/h se non oltre, anche in condizioni di traffico intenso, e ti sparano gli abbaglianti sul collo, irradiandotelo finche’ non ti sposti almeno 45 minuti prima del loro arrivo! Si, insomma, ti sodomizzano con notevole anticipo, ungendoti bene con un fascio di fotoni allo Xenon. Fanno lo slalom in mezzo alle auto, poi ti sorpassano a destra per saggiare la tenuta della vernice al contatto con un oggetto supersonico, ti passano sopra e ti passano sotto, quando c’e’ spazio e anche quando non c’e’. In pratica fanno quel cacchio che gli pare.

Ora, si potrebbe dire: “ma l’eminenza a bordo, di qualunque natura essa sia, ha fretta!”. E perche’, io no? Che c’ho un cazzo da fare io? Io pure c’avrei fretta, solo che, se mi permetto di assecondarla, il Tutor mi fa un mazzo come una capanna. A loro no. E se avete fretta, allora perche’ non andate in elicottero? Tanto, con quello che ci costano ’ste cavolo di macchine, ci potremmo permettere una flotta di Shuttle!

Si potrebbe anche dire: “lo fanno per motivi di sicurezza!”. E gia’, perche’ seminare il panico su un’autostrada e’ chiaramente un comportamento che mostra l’attenzione alla sicurezza. Vai pure tu a 130, vedrai che arrivi, e arriviamo pure noi per inciso, con le ossa al loro posto.

“Si, ma cosi’ si minimizza il rischio di un assalto e di un attentato!”. Ma porcaccia miseria, viaggi a bordo di una berlina di lusso con i vetri oscurati, i lampeggianti accesi, la targhetta che ti identifica come mezzo di polizia che trasporta un’eminenza, e minimizzi il rischio?? Praticamente c’hai un bersaglio disegnato sul tetto che si vede anche dallo Spazio come la Muraglia Cinese! Prova a metterlo su una merdaccia di TATA il Ministro, vedrai che non se lo fila nessuno!

“Ma dai, non c’e’ pericolo, gli autisti sono piloti provetti, con tanto di corso di guida sicura”. Certo, come se una gomma, prima di esplodere a 200 Km/h di fianco alla FIAT Doblo’ che trasporta genitori e 4 figli, chiedesse di vedere la superlicenza!

2 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Ammazza che ladri!, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , | 7 Commenti

Inesplicabili bavaresi

In questo periodo abbiamo una sola auto, la nostra amata BMW 330xd touring del 2004. Tanti chilometri ma e’ una gran macchina e le vogliamo molto bene. Tanto e’ che sappiamo gia’ che il giorno inesorabile del suo pensionamento, indipendentemente da quando arrivera’, sara’ un giorno da magone per noi. E’ anche vero che, ogni volta che va a fare un tagliando io vado a far estendere il mutuo, pero’ siamo tranquilli cosi’.

Questo fino a quasi un mese fa, quando ci siamo dovuti porre il problema di agganciare il sediolino del pargolo al sedile anteriore. Essendo un discreto conoscitore di automobili (evidentemente debbo ricredermi), ho fatto il figone con TuttoQua Girl, ho preso le chiavi e sono andato giu’ spavaldamente, con l’intento di disattivare l’airbag lato passeggero. Operazione necessaria per poter installarvi il suddetto sediolino. Bene, apro la macchina, mi siedo e inizio a scrutare il sottobosco del cruscotto. Niente. allora passo ai fianchetti del cruscotto. Niente. Mi studio gli sportelli, sara’ qui… niente! Scavo nel portaoggetti, macche’!! Mandocazzosta?? (dal greco Mandoca = Serratura e Zzosta = Luogo).

Sto per iniziare a smontare l’abitacolo usando il crick come apriscatole, quando mi rendo conto che sara’ piu’ semplice andare su Google. Detto fatto, inserisco “disattivazione airbag bmw 330″ e mi saltano le coronarie, insieme a tutta una nutrita serie di valvole cardiache! Sulla mia macchina, sulla mia amatissima vettura, sulla mia meravigliosa creatura teutonica…

…..

……..

……….

………….questa operazione e’ possibile solo in officinia, via software. Ovviamente i modelli piu’ recenti hanno un sensore che, al di sotto dei 15 Kg rilevati, fa da solo. Ma vaccagare va! (dall’aramaico Vacc = Seccatura e Agare = Immensa).

Ora, non che mi aspettassi un sensore anch’io sulla mia antidiluviana automobile (capirai, ha 5 anni), ma una cacchio di serratura come ce l’hanno tutte le altre, TATA e DACIA incluse, ebbene si perdinci e poi perbacco!

No, devo andare in BMW. Vado in BMW, attendo e, finalmente, un tizio che sembrava che avesse appena litigato col mondo mi spiega che deve controllare il libretto, perche’ non sa se sul mio modello sia possibile la disattivazione via software oppure sia necessaria, addirittura, l’installazione di un kit specifico. Mentre lui controlla, io sgrano di nascosto il Rosario, perche’ conoscendo i prezzi della casa tedesca, sono gia’ sicuro che mi converra’ comprare la macchina nuova piuttosto che montare il kit.

La sofferenza e’ breve: infatti, gaudio e tripudio, si puo’ fare! Ok, facciamolo! Seeeee… bisogna compilare un modulo, con tanto di sgravio di responsabilita’, inviare la domanda a BMW Italia che comunichera’ il codice di sblocco, secondo tempi e procedure noti solo a Nostradamus e alla Sibilla Cumana. Ma porcadiquellamaiala! (dall’urdu Porcadiqu = Procedura e Ellamaiala = Lunga e Complessa). Sapete, quando uno e’ poliglotta…

Dopo sole 3 settimane, arriva il codice. Nel frattempo, che so, l’Estate e’ finita, hanno fatto il G20 e hanno perfino consegnato le case nuove a 30.000 terremotati d’Abruzzo. Si insomma, appena un battito di ciglia. Se avessimo aspettato ancora un po’, il pargolo avrebbe fatto pure un tempo a prendere la patente, invece e’ riuscito fare solo i quiz finora.

Comunque, si portano la macchina in officina e, da lontano, vedo che la tengono un’ora col cofano aperto. Dopo un’ora me la restituiscono: unica traccia dell’avvenuta operazione due cazzo di adesivi della serie chi-ti-ha-chiesto-di-appiccicarli-sul-MIO-parabrezza?, che ricordano all’utente che l’airbag e’ staccato. E c’era bisogno di ricordamelo?

Vabe’… arriva il conto e… 68 Euro! 68 Euro per aprire un cofano, attaccare la presa seriale di un notebook al computer della macchina, digitare un codice, staccare la presa seriale e richiudere il cofano. Tempo necessario all’operazione? Non so, fate voi… 5 minuti? 68 Euro! E attenzione: quando vorro’ riattivarlo, dovro’ chiedere un altro codice, rifare tutta la trafila e ripagare 68 Euro, che nel frattempo, magari, diverranno 80 (c’e’ la crisi… c’e’ l’inflazione, c’e’ l’ISTAT, c’e’ il terremoto in Abruzzo, c’e’ la Guerra d’Eritrea… c’e’ la moglie dell’amministratore delegato di BMW Italia che si deve rifare le tette…).

Ora, per carita’, tutti quanti dobbiamo mangiare. Pero’, lucrare su una scelta tecnica fatta dalla casa bavarese e non da me, per ottemperare a degli obblighi di Legge (il bambino va sul sedile… l’airbag deve essere staccato…) mi pare un po’ eccessivo.

Incredible India! Ah no, stavolta l’India non c’entra nulla… sapete com’e'… l’abitudine.

29 Settembre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose tecniche, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , | 18 Commenti

De Rerum Briatora

Questo POST era inevitabile, e allora non attardiamoci oltre, e vediamo di capire un po’ di piu’ della faccenda Renault F1, Briatore, Nelson Piquet Jr. e compagnia bella.

Il fattaccio

Pare che al Gran Premio di Singapore dell’anno scorso, il secondo pilota della Renault, signorino Nelson Piquet Jr., su richiesta del team manager Flavio Briatore e del direttore tecnico Pat Symonds, sia volontariamente andato a sbattere contro le barriere, allo scopo di sollecitare l’ingresso in pista della Safety Car. Perche’? Per favorire la vittoria del suo blasonato compagno, Fernando Alonso, che era partito scarico di benzina nel tentativo di rimontare, ma che rischiava di dover effettuare il pit-stop troppo presto e di perdere l’opportunita’. Come sappiamo, la satefy-car compatta il gruppo ma, soprattutto, rallenta l’andatura, cosi’ che i consumi scendono drasticamente, e anche chi ha poca benzina riesce a percorrere molti piu’ giri prima di rifornirsi.

La scoperta

Dopo il Gran Premio del Belgio di quest’anno, Nelson Piquet Jr, spalleggiato dal plurititolato padre, ha confessato tutto, per vendicarsi del siluramento subito proprio dalla Renault a causa degli scarsissimi risultati portati a casa fino quel momento.

Riassunto intermedio

Briatore ordina a Piquet Jr. di fracassarsi nel muro, per consentire ad Alonso di vincere a Singapore nel 2008, quando la Renault aveva un gran bisogno di risultati, visto che la questione Mondiale era una faccenda a due tra Ferrari e McLaren. Piquet Jr. esegue l’ordine, Alonso vince, e tutti sono contenti. Quest’anno Briatore si stufa delle prestazioni insignificanti di Piquet Jr. e lo manda a casa insalutato ospite. Piquet Jr. s’incazza. Ma, soprattutto, s’incazza Piquet Sr. che aveva fatto di tutto e aveva speso milioni di dollari pur di riuscire a mettere un volante di Formula 1 nelle mani del mediocrissimo figlio. Il figlio confessa e il padre lo supporta, Max Mosley (che ha un conto aperto con Briatore da alcuni anni) prende la palla al balzo e fa scoppiare la bufera. La Renault raggiunge un accordo non ufficiale con la F.I.A., che prevede, a fronte del licenziamento di Briatore e Symonds, che la scuderia francese non venga pesantemente  sanzionata nell’audizione prevista per il 21 Settembre a Parigi. Silurati i due, la Renault si chiude nel silenzio, ma querela comunque Piquet Jr. La Renault, inoltre, non smentisce nulla, pero’… manda a casa Briatore e Symonds… Il primo nega tutto, il secondo si contraddice piu’ di una volta, alimentando i sospetti gia’ fortissimi.

Domande

Se la Renault e’ innocente, perche’ licenzia i due? Allora ammette la colpa! Ma, se e’ colpevole, perche’ querela Piquet Jr.? E perche’ Briatore arriva a inventarsi una robaccia del genere, pur di vincere un Gran Premio, andando contro ogni condotta sportiva che lui stesso aveva spesso sbandierato come l’unico vero grande valore da preservare nella Formula 1 moderna?

Flavio Briatore

In Rete si trovano varie biografie che potete andare a leggervi, io pero’ vorrei sottolineare alcune caratteristiche salienti del personaggio, di cui non discuto la simpatia o l’antipatia, anche perche’ non lo conosco. Quanto segue tra virgolette e’ preso tale e quale da Wikipedia, quindi non posso garantire l’accuratezza delle informazioni e non me ne assumo la responsabilita’.

“Dopo aver fatto il piazzista di polizze assicurative a Saluzzo e dintorni, esordì nel mondo dell’imprenditoria a Cuneo, collaborando con un finanziere locale e costruttore edile, Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici, ex azienda di Michele Sindona. Il 21 marzo del 1979, Attilio Dutto venne assassinato a Cuneo con una bomba collegata all’accensione della sua auto (l’omicidio fece un grosso scalpore nella tranquilla cittadina piemontese); la verità sul caso non fu mai accertata. Questo è l’atto ufficiale che segna l’ascesa di Flavio Briatore che di fatto mette in opera tutto quello che aveva imparato dall’amico defunto.

Cavalcando l’onda della fortuna, si trasferisce a Milano dove iniziò a frequentare la Borsa. Nel contesto conobbe Achille Caproni (Caproni Aeroplani) e divenne consulente della CGI (Compagnia generale industriale), la sua holding. Poco dopo, la Paramatti, acquistata nel frattempo da Caproni sotto consiglio dello stesso Briatore, ebbe un “crac” ed il pacchetto azionario dell’impresa fu venduto alla statale Efim. Diverse società del gruppo fallirono, gli operai finirono in cassa integrazione e banche e creditori rimasero con un buco di 14 miliardi di lire.

Briatore fu in seguito condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e a 3 anni a Milano. Fu accusato infatti di essere a capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano che aveva il delicato compito di agganciare clienti di fascia alta e di truffarli. L’attività si interruppe con una retata, una serie di arresti, un’inchiesta giudiziaria ed un paio di processi che coinvolsero tra gli altri l’amico Emilio Fede, assolto per insufficienza di prove. A cadere nella rete furono alcuni nomi importanti tra cui l’imprenditore Teofilo Sanson, il cantante Pupo, l’armatore Sergio Leone, l’ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani e l’ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra. Briatore non fece un solo giorno di carcere poiché si rifugiò per tempo a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un’amnistia.

In seguito, l’amicizia con Luciano Benetton gli permise, nonostante la latitanza, di aprire alle Isole Vergini qualche negozio Benetton e di fare rapidamente carriera nel gruppo di manager dell’azienda di Ponzano Veneto.

All’inizio degli anni novanta venne nominato direttore sportivo della scuderia Benetton di Formula 1, creata nel 1986 da Davide Paolini e Peter Collins sulle ceneri della Toleman. Nel 1994 e nel 1995 vinse il mondiale con Michael Schumacher, da lui fortemente voluto al volante come pilota. Grazie a questa straordinaria vetrina la Benetton ottenne una copertura pubblicitaria molto importante.

Fu di nuovo coinvolto da inchieste giudiziarie: nel novembre del 2003 il P.M. di Potenza Woodcock chiese la custodia cautelare di Briatore nell’ambito di una inchiesta che coinvolse molti Vip con un sottobosco di pressioni indebite verso ambienti ministeriali, ma il Giudice per le indagini preliminari di Potenza emise una sentenza di incompetenza per territorio.”

Fine del Copia & Incolla. Ora, si potrebbe affermare, senza tema di smentita, che Briatore non sia proprio uno stincone di santo, anzi di essere uno quanto meno incline ai magheggi, perfino di sostanziosa entita’. Di fronte a quanto riportato sopra, come si colloca la furbata di Singapore? Direi che si colloca bene, e anche con una discreta non chalance. Voglio dire, di fronte agli intrallazzi appena descritti, cosa volete che sia l’incidentuccio pilotato di Piquet Jr.? Toto’ avrebbe detto che si tratta di quisquilie e pinzillacchere!

Riassunto

Briatore ordina il fattaccio a Piquet Jr., lo sgamano, la Renault lo licenzia e attende la sentenza F.I.A. del 21 Settembre.

Considerazioni

A Briatore non gliene po’ frega’ de meno, e non saranno i soldi che la Renault non gli versera’ da ora in poi a intaccare il suo tenore di vita. La F.I.A. e’ una farsa, il suo presidente sfrutta questa occasione non per tenere saldi i valori dello sport, ma per togliersi un macigno dalla scarpa prima di andare definitivamente a casa alla fine del suo mandato, dopo che ha rotto le palle a tutti e ha rovinato la Formula 1. Piquet Jr. e’ un emerito coglione, primo perche’ ubbidisce a una follia del genere e secondo perche’ lo confessa, sputtanandosi completamente come idiota, imbroglione e traditore. Piquet Sr., che il volante in mano invece sapeva tenerlo, e’ un coglione anche lui, perche’ asseconda i capricci del figlio, invece di prenderlo a calci in culo. E’ inevitabile che, in 60 anni di F1, cosa simili siano gia’ accadute, ma e’ la prima volta che un pilota e’ cosi’ fesso, oppure cosi’ stronzo, da raccontarle. E cosi’, la Formula 1 viene scossa da un ragazzino viziato e vendicativo e da un Geometra di Cuneo, pregiudicato. Il quale, pur nella sua evidente abitudine a certe situazioni, non riesce a pararsi il culo nell’ipotesi che il ragazzino di cui sopra lo metta alla gogna.

Conclusioni

Attendiamo la sentenza del 21 Settembre. Credo che alla Renault accadra’ poco o nulla, Briatore e Symonds saranno radiati dalle competizioni motoristiche, forse non a vita ma per un paio d’anni almeno. Piquet Jr. non trovera’ un volante nella vita nemmeno se dovesse costruirselo da solo con il Lego, quindi probabilmente il paparino gli comprera’ una scuderia minore per farlo giocare e toglierselo dalle palle, fino a quando non scassera’ pure quella.

Una vicenda che definire un’emerita monnezza e’ un eufemismo. In tutto questo c’e’ ancora un punto a favore del buon Flavio: il fatto di essere e di restare multi-milionario, grazie ai locali per VIP disseminati qui e li’. Perche’, se cosi’ non fosse, domani dovremmo anche parlare della separazione chiesta dalla Gregoracci.

AGGIORNAMENTO 20 SETTEMBRE ORE 09:10: La F.I.A. e’ arrivata alla conclusione di non ritenere che Fernando Alonso fosse informato del folle piano di Briatore & C., per cui non lo ascoltera’ nemmeno nell’udienza del 21 Settembre. Visto che invece i due Piquet continuano a sostenere il contrario, sarebbe giusto che Alonso, a questo punto, li querelasse, tanto per mettere le cose in chiaro.

Nuovo POST qui.

19 Settembre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , , | 7 Commenti

Le citta’ di mare

Sembra il titolo di una canzone, ma serve solo a introdurre il tema. In effetti, la ragione per cui sto postando poco in questi giorni e’ che sono venuto giu’ a Salerno, che oltre ad essere la mia citta’ natale, e’ anche il luogo in cui ho fatto arrivare il container dall’India. E qui iniziano le difficolta’, perche’ se gli indiani lavorano male, i milanesi-salernitani (una terrificante combinazione di agenzie e dichiaranti doganali) fanno il possibile per non essere da meno. Il container e’ arrivato il 7 Settembre, ma per ragioni su cui non mi dilungo, non ci e’ ancora possibile andarlo a prendere! E, naturalmente, la franchigia e’ di 7 giorni dall’arrivo della nave in porto, il che significa che dovro’ pagare penale per ogni giorno extra. Allegria!

Ah, piuttosto, sapete che ho dovuto pagare l’IVA sulla mia roba? Cioe’, io spedisco roba dall’Italia all’India, poi me ne vado dall’India e torno in Italia e pago l’IVA! Quasi 900 Euro di IVA! Tutto questo a causa di una complicata gabola (su cui MrPinna potra’ illuminarci se lo vorra’) che dice che se i mobili fossero stati in India almeno un anno e io, contestualmente, mi fossi iscritto all’AIRE, allora non avrei pagato. E a nulla serve confrontare le packing list in uscita e in ingresso, a nulla serve mettere a disposizione l’intero carico per un’ispezione. A nulla serve dimostrare che in India io c’ero andato per lavoro e non per importare mobili, mostrando Visti, contratti di lavoro, permessi di residenza…

Insomma, in soldoni, ho pagato 1.500 Euro di sdoganamenti vari, solo per rientrare in possesso della mia roba. Ne paghero’ altri 1.000 per avere un camion che me la sposti di 5 Km in un luogo dove restera’ imballata, e ne ho gia’ pagati 4.000 e rotti per il viaggio dall’India. Viva la convenienza! Poi mi dicono che in India ci sono andato per i soldi… mah!

Allora ho imparato una lezione, che condivido volentieri con voi: se andate all’estero per lavoro, non portatevi un cazzo! Comprate tutto sul posto e, prima di partire, rivendete! Risparmierete una caterva di soldi!

E nel frattempo, abbiamo provato a goderci un po’ Salerno, soprattutto portando il pargolo a passeggio. Ma tra caldo infernale fino a ieri, e pioggia a dirotto da oggi, la cosa non e’ semplice. Come tutte le citta’ di mare, Salerno e’ lunga e stretta, abbarbicata sulle colline e affacciata direttamente sul mare. Se esci a piedi devi mettere in conto dei salitoni mostruosi, per cui se fa caldo sudi come un maiale e se piove ti bagni come un tonno. Ma, se esci in macchina, puo’ essere anche peggio, visto il traffico e la cronica carenza di parcheggi.

Ma tutto questo e’ irrilevante, di fronte alla sofferenza di due nostri carissimi amici per un dramma che li ha colpiti. Il loro dolore lo conoscono solo loro, ma per noi e’ grigia, perche’ gli vogliamo un mondo di bene, ed il solo sapere che soffrono, fa stare male anche noi. Quindi, bando alle ciance, a fanculo gli sdoganamenti e le citta’ di mare, sono tutte fesserie che, almeno in questo momento, mi stanno davvero scivolando addosso.

16 Settembre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Ammazza che ladri!, Bestialita', L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , | 10 Commenti