TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo, e la NANO brucia!

Incredible minchiate!

Sara’ che oggi e’ Venerdi 13, ma aprendo il mio feed reader un’oretta fa, mi e’ capitato di iniziare molto male la giornata guardando questo breve filmato:

L’avete visto? Vi e’ venuta una voglia irrefrenabile di andare in India?

FATEVELA PASSARE!!! O meglio, cercate di pensarci almeno un po’ su, via. Ma vi pare possibile poter credere a una cazzata del genere? Ma davvero vi sembra plausibile che l’India sia come quella che appare nel film?

Un primo fatto evidente e’ legato alla velocita’ di passaggio da una scena all’altra, sembra quasi di assistere alla proiezione di singoli fotogrammi. Quando poi la scena dura qualche secondo in piu’, chi e’ stato li’ vi potra’ giurare che i luoghi e le persone sono stati abbondantemente ripuliti, nel senso piu’ esteso del termine. Esiste un solo luogo (a parte Goa, forse…) in tutta l’India che e’ abbastanza pulito e ordinato di suo, ed e’ la zona delle ambasciate di New Delhi. Il resto e’ tutta cacca, disordine, caos, sporcizia e… puzza! Eh gia’, perche’ quello che un video non puo’ rendere (figuriamoci un video girato ad arte come questo), e’ la vera essenza dell’India:

la merda.

Ma non intesa semplicemente come sterco, ma come concetto esteso all’idea di sporcizia, tangibile praticamente con tutti i cinque sensi messi insieme.

D’altronde, annusare un po’ di cacca senza vederla e’ una cosa ancora sopportabile. Vedere una cacca, ma non farsi disturbare le budella dal suo odore rivoltante e’ una sfida accettabile. Osservare qualcuno (qualche miliardo) che piscia, sputa, rutta e scorreggia dove gli capita si puo’ ancora fare, a condizione che costui non venga a farlo addosso a te.

Ma se mettiamo tutto insieme, allora l’India rivela la sua natura. In questo filmato la rivelazione della natura del Paese e’ stata del tutto e coscientemente omessa. D’altronde e’ uno spot girato per acchiappare i turisti.

Ci sono, nel film, alcuni passaggi che fanno davvero sorridere. Tipo, che so, il tizio che sale sul treno, in una bellissima stazione intonsa. Ma dove sarebbe questo posto in India? E la carrozza ristorante del treno? Sembra il Savini di Milano!

E quando il tizio si fa portare beatamente in carrozzella per le strade (credo) di Jaipur?? Ma per favore!! Vorrei vedere voi a montare su quel trabiccolo, dove la cosa migliore che puo’ capitarvi e’ quella di dovervi sedere su un sedile cosi’ lercio da far invidia a un maiale. E quando va in giro tutto solo a piedi???

A piedi?

Tutto solo??

In India???

Ma sei scemo o cosa????

Boh…

Perfino i colori del cielo sono stati ritoccati, perche’, a causa dell’inquinamento, il cielo indiano non e’ mai di quel bellissimo azzurro, ma piuttosto tende quasi sempre al giallo sabbia. Certo, sull’Himalaya e’ diverso, ma non ci vuole un genio per capirlo.

Insomma, ancora una volta, e a conferma di cio’ che ho sempre predicato al vento, le immagini dell’India che esportano a noi sotto forma di contenuti multimediali (dai libri dei giornalisti ai video come questo e passando per i canali satellitari), sono belle, patinate, leggere, pulite, ed esercitano un’attrazione fortissima su chi li riceve.

Non vi nascondo che, se in India non ci fossi gia’ stato, dopo aver visto questo film c’avrei una voglia mostruosa di andarci. Cazzo, bello! I colori, le carrozzelle, i treni, i ristoranti, il rafting, il lavaggio degli elefanti, mari incontaminati, spiagge di sabbia finissima, gente pulita e vestita bene, fanghi, massaggi… BELLO!!!

Il problema e’ che io, invece, l’India l’ho vista, e non e’ Positano e non e’ Cortina, come non e’ Roma, non e’ Venezia e non Firenze. E nemmeno Napoli e Bari e Catanzaro. E nemmeno San Sebastiano al Vesuvio, Crotone e Gela!

13 Novembre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , | 15 Commenti

Atti osceni in luogo pubblico

Stamattina, mentre andavo (ben prima dell’alba) in macchina da Bologna a Milano, mi sono fermato piu’ o meno a meta’ strada a fare colazione. Entro in Autogrill e mi metto in fila. Quando tocca a me, la cassiera si fionda letteralmente fuori dall’area delle casse e aggredisce un tizio che stava innocentemente scattando una foto alla famiglia col cellulare.

“Signore!!! SIGNOREEEEEEEEEEEEEE!!! Ma cosa fa??? E’ proibito scattare fotografie!!!”.

Il povero cristo, tra l’allibito e lo sconcertato, si volta, un po’ rosso in viso, chiede scusa e se ne va.

SCUSA?!?!??! Ma come scusa?? Stai facendo una cosa innocentissima, ’sta fuori di testa ti tratta come una pezza da piedi davanti a due piotte di persone, e tu dici scusa??? Non ci siamo proprio, questo e’ un lavoro per TuttoQua!

Io: “Signora, sinceramente dopo quello che ho visto le potrei dire di tutto, pero’ sono una persona civile e le dico solo che non vedo nessun divieto di scattare foto all’interno dell’AutoGrill” (indossavo ancora gli abiti civili).

La stronzona: “Signore!! Guardi che nei luoghi pubblici si sa che non si possono scattare foto!!!”.

Allora mi strappo la camicia da cui fuoriesce la T rossa e… Io: “Ma di che cazzo sta parlando??? Questo un luogo pubblico?? E che e’ un museo?? Dove starebbero i quadri e le statue?? Questo e’ un esercizio commerciale privato, e come tale qui dentro valgono le Leggi e le regole stabilite dal padrone. Siccome non c’e’ una Legge che vieti di scattare foto, e siccome il padrone non l’ha scritto da nessuna parte, allora io scatto tutte le foto che mi pare, ha capito, ignorante maleducata??”.

Mentre gli astanti applaudivano a scena aperta, la megera ha compreso che le conveniva ritirarsi in buon ordine e mi ha emesso scontrino senza colpo ferire.

Luogo pubblico… l’Autogrill… ma so’ cose e pazz!!!

9 Novembre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita' | , , , | 14 Commenti

Imballaggi Indiani!

Dopo tante peripezie, siamo finalmente riusciti a far giungere il nostro container dall’India a casa, qui vicino Bologna. Ieri e’ arrivato il camion, con tre operai che avevano una gran voglia di lavorare, a tal punto che c’hanno messo 3 ore a scaricare 154 colli, e “solo” 4 ore per montare un armadio e la cameretta di TuttoQua Boy. Dei campioni del fai da te! E pensare che, andando via, non volevano portarsi nemmeno via i cartoni dei pezzi che avevano sballato, e ci siamo dovuti incazzare per farglielo fare. “Eh, dotto’… ma gli imballaggi non sono i nostri…”. “Ma perche’, se erano i tuoi te li mangiavi in insalata?”. Il fatto e’ che, poi, nell’aprire i cartoni, li avevano anche lanciati dal primo piano direttamente di sotto in giardino, dichiarando “tanto poi puliamo…”. Secondo loro, invece, tutta quella roba doveva restare li’ sotto tutta la notte, quando nella migliore delle ipotesi il vento avrebbe sparso tutto su un raggio di 300 Km da casa, e nella peggiore sarebbe venuto a piovere, facendoci trovare le sabbie mobili sotto casa.

Ora, voi direte: “vabbe’, alla peggio ti caricavi quei quattro cartoni in macchina e li portavi in discarica…”.

E qui casca l’asino, pardon, l’indiano! Quattro cartoni!! Voi non avete idea di che razza di imballaggi abbiano fatto quelli della CLINTUS… poi dicono che dobbiamo salvare il Pianeta. La quantita’ di carta e cartone e’ imbarazzante! Non esagero se vi dico che, tra ieri e oggi, ho gia’ smaltito un quintale di roba, e siamo solo all’inizio.

No, ma voi non potete capire, perche’ io, a chiacchere (e tabbacchere e legno, come si dice a Napoli), non riesco a spiegarmi, quindi ho creato una sequenza di foto, per farvi vedere l’imballaggio di un semplice bicchiere. Ma non pensate che sia cosi’ perche’ si parla di roba fragile… perfino la plastica e’ stata imballata allo stesso modo! Siete pronti? Allora andiamo pure, spendo solo un altro secondo per ricordarvi che le immagini, come sempre, sono cliccabili e ingrandibili (1044 x 783 pixel, JPG, 345 Kb circa l’una):

Step 1: il bicchiere cosi’ come si presenta appena tirato fuori dalla scatola di cartone:

Step 1

Step 2: dopo aver rimosso il primo giro di carta marrone (quella esterna e’ marrone quella interna e’ bianca…).

Step 2

Step 3: dopo aver tolto il giro di cartone che si vede nella foto precedente.

Step 3

Step 4: dopo la rimozione del primo strato interno di carta bianca.

Step 4

Step 5: rimozione del secondo strato interno di carta bianca, che protegge la parte superiore del bicchiere (!).

Step 5

Step 6: rimozione del terzo strato interno di carta bianca, che progette la parte inferiore del bicchiere (!!).

Step 6

E finalmente il calice da vino rosso rivede la luce! Integro… certo… e vorrei anche vedere!! Probabilmente, con tutta quella roba intorno, resterebbe sano anche lanciandolo dall’ottavo piano di un palazzo!

A cosa conduce questa sequenza d’immagini? A questo settimo scatto:

Step 7

A destra, nel quadrato rosso, si vede una delle decine di scatole di cartone che stiamo aprendo… e a sinistra la montagna di carta marrone, bianca e di cartone “avvolgente” che ogni singola scatola produce! E’ cosi’ tanta che dentro non ci sta… devo saltarci dentro e pressare con i miei 120 Kg di bonta’ e generosita’ per fare spazio, e per ben due volte, prima di poterla chiudere. Tempo medio di sballaggio di ogni scatola? Almeno 30 minuti… di questo passo…

Il fatto e’ che mi sento in colpa, perche’ temo che, a causa del mio trasloco, la Foresta Amazzonica abbia perso 300 ettari di bosco… Che esagerazione! Come al solito gli indiani non hanno il senso della misura, e pensano solo a pararsi il culo.

Posso solo chiedere scusa alla Foresta Amazzonica e promettere che mai piu’ nella vita faro’ un trasloco dall’India!

30 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , | 7 Commenti

La piccola fiammiferaia (POST sull’India)

La piccola fiammiferaia era cosi’ povera che, quando si mangiava le unghie, apparecchiava!”. Questa battuta di Giobbe Covatta mi serve per introdurre il tema, prendendo il LA da una segnalazione del buon Pier, che ringrazio anche per questo link (che e’ un pezzo di Nello, scritto per l’ANSA e poi riportato dal Corriere.it).

Vi ricordate i miei POST sulla TATA NANO (qui, qui e qui), la vetturetta indiana da 1.500 Euro? Dopo aver letto vari articoli, mi ero formato un’idea abbastanza definita su alcuni aspetti della vettura. Da un lato l’estrema economicita’ del prodotto, con particolare riferimento all’eccessiva poverta’ dei materiali utilizzati, dall’altro la dubbia efficacia di alcune soluzioni legate alla sicurezza adottate dalla casa indiana, proprio in nome del contenimento dei costi.

Arriva ora la notizia che alcune NANO pare prendano fuoco “spontaneamente” da qualche parte nell’abitacolo. Ne sono stati segnalati alcuni casi, ma prima di commentare un paio di notizie, la prima informazione incredibile che devo girarvi e’ la seguente. Un portavoce della TATA ha dichiarato che, in seguito a queste segnalazioni, loro effettueranno solo alcuni controlli aggiuntivi sulle vetture che saranno consegnate da adesso in poi, ma non hanno alcuna intenzione di richiamare i circa 7.500 esemplari che sono gia’ stati venduti, e che circolano sulle strade del sub-continente. Credo che sia un approccio da irresponsabili, e ve lo dice uno che ha corso il rischio di morire arso vivo nella sua Toyota Innova, proprio a causa di un corto circuito che innesco’ il fuoco su materiali dalla dubbia qualita’, che tutto erano tranne che ignifughi. Ed era una Toyota, fatta in India, ma dalla Toyota! Figuriamoci la piccola fiammiferaia da 100.000 Rupie, che e’ costruita con materiali cosi’ scadenti che piu’ scadenti non si puo’, nemmeno ad andarli a cercare in una discarica. Tanto per citarne uno: il rivestimento del padiglione e’ di canapa… Eh si sa che il fuoco alla canapa gli fa un baffo no? Sinceramente qualsiasi casa automobilistica farebbe una campagna di richiamo, almeno per verificare una situazione che, potenzialmente, potrebbe mettere a rischio la vita delle persone. Alla TATA no! Loro sorvolano sul problema! Ma siccome i controlli pre-delivery li faranno (tanto non costano nulla), e’ evidente che c’e’ consapevolezza del rischio, ma a loro conviene ignorarlo per risparmiare. Probabilmente un richiamo e una relativa revisione di 7.500 macchine farebbe saltare tutto il progetto dell’auto a basso costo…

Passiamo a qualche dettaglio in piu’. Un tizio di Delhi, tale Kumar, mentre era al lavoro, e’ stato richiamato improvvisamente a casa, perche’ la sua NANO aveva preso fuoco, da qualche parte nella zona bassa del cruscotto. Ecco le foto dell’abitacolo:

nanofire1nanofire2

Fortunato lui a non trovarsi dentro dopo la scintilla! Il particolare piu’ divertente (si fa per dire), che fornisce una dimensione abbastanza precisa del concetto indiano di customer service, e’ che, quando Kumar ha chiamato la TATA per incazzarsi come un rinoceronte albino in calore che non trova una femmina perche’ si sono estinte tutte, la persona dell’altra parte del telefono, come primissima cosa, gli ha chiesto di pagare 1.500 Rupie per mandare qualcuno a prendere la macchina e portarla in officina per le verifiche e le riparazioni!! Incredible TATA!!

Continuando a leggere la storia del signor Kumar, si scopre anche che un tecnico della TATA, che ha chiesto l’anonimato (e ci credo!) ha dichiarato che la posizione della batteria (montata a vista sotto il sedile del guidatore!) “potrebbe aver causato il corto circuito responsabile dell’incendio”. Ora, io non vorrei pavoneggiarmi troppo (anche perche’ il pavone e’ proprio uno degli animali simbolo dell’India), ma nella lista delle mie critiche alla NANO c’era anche la scelta di posizionare la batteria proprio li’, perche’ c’erano rischi di corti circuiti causati dall’umidita’ (in India… ehm… monsoni…ehm…), fuoriuscite di acidi (qualita’ delle plastiche utilizzate, accuratezza del montaggio), eccetera eccetera.

Ovviamente, il titolo della TATA ha perso punti in Borsa in seguito a questa notizia, fatto che si unisce all’oggettivo scarso successo riscosso dalla vettura finora. Le vendite sono ben al di sotto anche delle piu’ pessimistiche previsioni, e tanti di quelli che l’avevano prenotata si sono tirati indietro. Avevano detto di volerne vendere 500.000 in un anno… BUM! Poi avevano rivisto la stima a 80.000… BUM BUM!!! Da Giugno a oggi ne hanno vendute (sulla carta) meno di un terzo… Consegnate? L’abbiamo appena detto: 7.500. Forse solo la Lancia Thesis fu vittima di un fallimento peggiore nella storia dell’automobile moderna. E pensare che la NANO doveva essere l’auto del popolo indiano, la macchina che avrebbe finalmente e definitivamente motorizzato il Paese, e avrebbe convinto gli abitanti piu’ poveri ad abbandonare le pericolose motorette su cui girano intere famiglie. AZZ!! Pericolose?? Le motorette??? Per la serie “io gia’ sto messo una chiavica che devo portare moglie e tre figli sulla motoretta e rischio la vita ogni momento, e tu mi vuoi far bruciare viva tutta la famiglia dentro una NANO???”. Ma accir’t, che in antico sanscrito (la lingua madre dell’Indi moderno) significa “grazie, ma preferisco l’insicura motoretta”.

A questo punto c’ho preso gusto, e faccio un’altra previsione. Visto l’insuccesso commerciale e la caduta in Borsa, e vista la gia’ precaria situazione della TATA Automobili, che contava tantissimo proprio sulla NANO per riportare i conti in uno stato decente, vogliamo scommettere che, presto, dovranno cedere degli assett? E vogliamo provare a indovinare quali? Io dico Jaguar e/o Land Rover, cosi’ dopo averle acquisite e aver gia’ chiuso stabilimentin in Europa e aver mandato a casa un sacco di operai, finiranno per distruggerle completamente!

Io continuero’ a gridarlo fino a perdere l’uso delle corde vocali: non fate business con gli indiani, non vi fidate! A chiacchiere sono i migliori del Mondo, dopo restano solo i cocci e una scia di dolore, dentro e fuori dal Paese.

22 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Cose tecniche, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , | 8 Commenti

Milano-Roma: Treno Vs Aereo

La tratta in questione e’, forse, la piu’ frequentata d’Italia, soprattutto da coloro che si spostano continuamente per ragioni di lavoro. Tra l’altro la cosa mi ricorda molto quella famosa battuta di Beppe Grillo quando disse che “a Milano vogliono bere la Ferrarelle, a Roma la San Pellegrino, che se ognuno si bevesse la sua cazzo di acqua toglieremmo 500 TIR al giorno dall’A1, e il tratto tra Roncobilaccio e Barberino come per magia sarebbe libero”.

In ogni caso anch’io, per anni, sono stato vittima di questo rito, cioe’ quello del viaggio “in giornata” tra le due citta’. In aereo ovviamente, perche’ il treno ci mette troppo. Tra un po’, con l’apertura della nuova linea ferroviaria ad alta velocita’ tra Firenze e Bologna, e grazie anche alla recente inaugurazione della tratta tra Bologna e Milano, questo problemino potrebbe essere risolto. In sostanza, a conti fatti, la Freccia Rotta (non e’ un refuso), dovrebbe metterci qualcosa come 3 ore e 40 minuti per collegare la capitale al capoluogo lumbard.

Quanto ci vuole, in aereo, per andare da Linate a Fiumicino, considerando anche il fatto che, per un volo nazionale, bisogna presentarsi al check-in almeno 45 minuti prima della partenza? Allora: 45 minuti (pre-requisito) + 50 minuti (volo effettivo) + 15 minuti (taxi e movimenti vari dell’aereo pre-partenza) + 15 minuti (l’aereo atterra e va  al gate, si aprono le porte, ecc…) = 125 minuti. Che, a casa mia, fa 2 ore e 5 minuti. Beh, se consideriamo che il treno parte dal centro e arriva in centro, mentre per volare bisogna sempre andare a casa di Dio, la cosa non suona affatto male. Se poi calcoliamo i costi, puo’ darsi che il treno resti in vantaggio (almeno rispetto alle compagnie tradizionali), ma e’ difficile a dirsi, visto che da un lato i listini dei vettori sono piu’ sibillini della Sfinge, e dall’altro Trenitalia piazza improvvisamente aumenti colossali ogni pochi mesi (e quale migliore occasione dell’apertura della linea BO-FI?).

Vabbe’, ok… puo’ darsi che, da un certo momento in poi, valga la pena di andare in treno, anche perche’ il treno va sempre, anche con la nebbia, la pioggia, i temporali, la neve. E poi, se uno si smarona a star seduto puo’ fare due passi, oppure andarsi a prendere un caffe’ alla carrozza ristorante (se si ha il coraggio di bere quella roba), puo’ attaccare il laptop alla presa di corrente, puo’ usare il cellulare e tutte queste cosine qui.

La sapete una cosa?

CHI SE NE FREGA!!!

Io odio il treno, e odio i suoi passeggeri decerebrati!!

Ma partiamo dal treno, in particolare i modelli ETR 450/500: si puo’ sapere chi e’ quel genio che ne ha progettato gli arredi interni? Ditemi dove abita, che lo voglio premiare di persona! Ehi… tu… si, dico a te, arredatore dei miei stivali, ma chi sei, un nano col culo piatto? Io non so quale modello di primate tu avessi in testa, ma io sono alto 1 metro e 98! Le gambe!! Dove minchia metto le gambe??? E perche’ per viaggiare mi devo litigare lo spazio per i piedi col primo cafone che mi si siede davanti e che pensa di poter mettere quelle sue maledette fette dove gli pare? Oppure di poter usare lo spazio sul pavimento per metterci la borsa del computer? Che devo fare io, me le devo tagliare la gambe prima di salire sul treno, come facevano i kamikaze giapponesi prima di andarsi a fiondare sulle portaerei americane? E quello straminchia di tavolino? Ma che a casa tua, tu c’hai una roba del genere? E dove abiti pirla, nella casa del Maestro Yoda?? E porca miseria, levalo quel coso, metti i tavolini estraibili dal bracciolo, cosi’ recuperi alcuni chilometri cubi di spazio, per la miseria!! Sei veramente un fesso di colossale risma, un deficiente di bibliche proporzioni, un ignorante  di inenarrabile levatura. Tu e chiunque ti abbia pagato per concepire delle fesserie simili. Lui e chiunque poi ne abbia approvato il montaggio sui treni.

Pero’, la ciliegina sulla torta ce la mettono i passeggeri maleducati. Passi per quelli che viaggiano in coppia oppure in gruppo e che scambiano il treno per una saletta per convenevoli, in cui si sentono liberi di urlarsi (perche’ urlano…) le loro stronzatine e di coinvolgere gli altri 1.500 astanti. Passi per i genitori/nonni che non sanno tenere a bada le loro bestie, pardon i loro bambini, che gridano e scorazzano per il treno come se fosse l’oratorio.

Ma quelli che non si staccano un attimo dal cellulare no eh!!! Eh no!! Ma si puo’ sapere che avete da ”contarvi su” col Mondo che non possa attendere un momento piu’ appropriato? E mi sembra che vi mettiate da parte le telefonate per un mese per poi spararvele tutte in quelle tre ore di viaggio! Non solo, mi sembra anche che tutti quelli che vi conoscono sappiano alla perfezione dei vostri spostamenti, cosi’ che vi possano chiamare proprio mentre siete in viaggio! E poi, ma perche’ non siete capaci di parlare sotto i 100 decibel? E perche’ avete sempre un tono di voce che irrita dopo i primi cinque secondi, tipo quello di Franceschini e di La Russa (par condicio)? E perche’ parlate sempre di argomenti di cui non frega una mazza a nessuno, tipo… non so… I CAZZI VOSTRI?!?!?

Ma che fanno alle Ferrovie, le selezioni tipo Grande Fratello? “Su, mi faccia sentire una sua telefonata tipo”.

“UE!! MARIA!!! TI HO PENSATO TUTTO IL GIORNO!!!! MI SENTI???? PRONTO…. EH SI CI SONO LE GALLERIE… PRONTOOOOOOOOOOOO!!! AH SI ADESSO TI SENTO!!! DICEVO CHE TI HO PENSATO TUTTO IL GIORNOOOOOO…. E POI VOLEVO DIRTI CHE BLAH BLAH BLAH… SONO ANDATA DALLA GINA CHE BLAH BLAH BLAH E POI HO INCONTRATO LA ADALGISA E BLAH BLAH BLAH E OGGI A PRANZO HO FATTO LE LASAGNE… DOMENICA E’ VENUTA LA MOROSA DI PEPPINO…E…”

…e basta cazzo!!! Non ce la faccio a sentirvi!!! Almeno in aereo mi godrei 50 minuti di silenzio telefonico.

PS: oggi sono andato a Roma in treno…

21 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , , | 12 Commenti