TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo, e la NANO brucia!

La piccola fiammiferaia (POST sull’India)

La piccola fiammiferaia era cosi’ povera che, quando si mangiava le unghie, apparecchiava!”. Questa battuta di Giobbe Covatta mi serve per introdurre il tema, prendendo il LA da una segnalazione del buon Pier, che ringrazio anche per questo link (che e’ un pezzo di Nello, scritto per l’ANSA e poi riportato dal Corriere.it).

Vi ricordate i miei POST sulla TATA NANO (qui, qui e qui), la vetturetta indiana da 1.500 Euro? Dopo aver letto vari articoli, mi ero formato un’idea abbastanza definita su alcuni aspetti della vettura. Da un lato l’estrema economicita’ del prodotto, con particolare riferimento all’eccessiva poverta’ dei materiali utilizzati, dall’altro la dubbia efficacia di alcune soluzioni legate alla sicurezza adottate dalla casa indiana, proprio in nome del contenimento dei costi.

Arriva ora la notizia che alcune NANO pare prendano fuoco “spontaneamente” da qualche parte nell’abitacolo. Ne sono stati segnalati alcuni casi, ma prima di commentare un paio di notizie, la prima informazione incredibile che devo girarvi e’ la seguente. Un portavoce della TATA ha dichiarato che, in seguito a queste segnalazioni, loro effettueranno solo alcuni controlli aggiuntivi sulle vetture che saranno consegnate da adesso in poi, ma non hanno alcuna intenzione di richiamare i circa 7.500 esemplari che sono gia’ stati venduti, e che circolano sulle strade del sub-continente. Credo che sia un approccio da irresponsabili, e ve lo dice uno che ha corso il rischio di morire arso vivo nella sua Toyota Innova, proprio a causa di un corto circuito che innesco’ il fuoco su materiali dalla dubbia qualita’, che tutto erano tranne che ignifughi. Ed era una Toyota, fatta in India, ma dalla Toyota! Figuriamoci la piccola fiammiferaia da 100.000 Rupie, che e’ costruita con materiali cosi’ scadenti che piu’ scadenti non si puo’, nemmeno ad andarli a cercare in una discarica. Tanto per citarne uno: il rivestimento del padiglione e’ di canapa… Eh si sa che il fuoco alla canapa gli fa un baffo no? Sinceramente qualsiasi casa automobilistica farebbe una campagna di richiamo, almeno per verificare una situazione che, potenzialmente, potrebbe mettere a rischio la vita delle persone. Alla TATA no! Loro sorvolano sul problema! Ma siccome i controlli pre-delivery li faranno (tanto non costano nulla), e’ evidente che c’e’ consapevolezza del rischio, ma a loro conviene ignorarlo per risparmiare. Probabilmente un richiamo e una relativa revisione di 7.500 macchine farebbe saltare tutto il progetto dell’auto a basso costo…

Passiamo a qualche dettaglio in piu’. Un tizio di Delhi, tale Kumar, mentre era al lavoro, e’ stato richiamato improvvisamente a casa, perche’ la sua NANO aveva preso fuoco, da qualche parte nella zona bassa del cruscotto. Ecco le foto dell’abitacolo:

nanofire1nanofire2

Fortunato lui a non trovarsi dentro dopo la scintilla! Il particolare piu’ divertente (si fa per dire), che fornisce una dimensione abbastanza precisa del concetto indiano di customer service, e’ che, quando Kumar ha chiamato la TATA per incazzarsi come un rinoceronte albino in calore che non trova una femmina perche’ si sono estinte tutte, la persona dell’altra parte del telefono, come primissima cosa, gli ha chiesto di pagare 1.500 Rupie per mandare qualcuno a prendere la macchina e portarla in officina per le verifiche e le riparazioni!! Incredible TATA!!

Continuando a leggere la storia del signor Kumar, si scopre anche che un tecnico della TATA, che ha chiesto l’anonimato (e ci credo!) ha dichiarato che la posizione della batteria (montata a vista sotto il sedile del guidatore!) “potrebbe aver causato il corto circuito responsabile dell’incendio”. Ora, io non vorrei pavoneggiarmi troppo (anche perche’ il pavone e’ proprio uno degli animali simbolo dell’India), ma nella lista delle mie critiche alla NANO c’era anche la scelta di posizionare la batteria proprio li’, perche’ c’erano rischi di corti circuiti causati dall’umidita’ (in India… ehm… monsoni…ehm…), fuoriuscite di acidi (qualita’ delle plastiche utilizzate, accuratezza del montaggio), eccetera eccetera.

Ovviamente, il titolo della TATA ha perso punti in Borsa in seguito a questa notizia, fatto che si unisce all’oggettivo scarso successo riscosso dalla vettura finora. Le vendite sono ben al di sotto anche delle piu’ pessimistiche previsioni, e tanti di quelli che l’avevano prenotata si sono tirati indietro. Avevano detto di volerne vendere 500.000 in un anno… BUM! Poi avevano rivisto la stima a 80.000… BUM BUM!!! Da Giugno a oggi ne hanno vendute (sulla carta) meno di un terzo… Consegnate? L’abbiamo appena detto: 7.500. Forse solo la Lancia Thesis fu vittima di un fallimento peggiore nella storia dell’automobile moderna. E pensare che la NANO doveva essere l’auto del popolo indiano, la macchina che avrebbe finalmente e definitivamente motorizzato il Paese, e avrebbe convinto gli abitanti piu’ poveri ad abbandonare le pericolose motorette su cui girano intere famiglie. AZZ!! Pericolose?? Le motorette??? Per la serie “io gia’ sto messo una chiavica che devo portare moglie e tre figli sulla motoretta e rischio la vita ogni momento, e tu mi vuoi far bruciare viva tutta la famiglia dentro una NANO???”. Ma accir’t, che in antico sanscrito (la lingua madre dell’Indi moderno) significa “grazie, ma preferisco l’insicura motoretta”.

A questo punto c’ho preso gusto, e faccio un’altra previsione. Visto l’insuccesso commerciale e la caduta in Borsa, e vista la gia’ precaria situazione della TATA Automobili, che contava tantissimo proprio sulla NANO per riportare i conti in uno stato decente, vogliamo scommettere che, presto, dovranno cedere degli assett? E vogliamo provare a indovinare quali? Io dico Jaguar e/o Land Rover, cosi’ dopo averle acquisite e aver gia’ chiuso stabilimentin in Europa e aver mandato a casa un sacco di operai, finiranno per distruggerle completamente!

Io continuero’ a gridarlo fino a perdere l’uso delle corde vocali: non fate business con gli indiani, non vi fidate! A chiacchiere sono i migliori del Mondo, dopo restano solo i cocci e una scia di dolore, dentro e fuori dal Paese.

22 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Cose tecniche, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , | 8 Commenti

Milano-Roma: Treno Vs Aereo

La tratta in questione e’, forse, la piu’ frequentata d’Italia, soprattutto da coloro che si spostano continuamente per ragioni di lavoro. Tra l’altro la cosa mi ricorda molto quella famosa battuta di Beppe Grillo quando disse che “a Milano vogliono bere la Ferrarelle, a Roma la San Pellegrino, che se ognuno si bevesse la sua cazzo di acqua toglieremmo 500 TIR al giorno dall’A1, e il tratto tra Roncobilaccio e Barberino come per magia sarebbe libero”.

In ogni caso anch’io, per anni, sono stato vittima di questo rito, cioe’ quello del viaggio “in giornata” tra le due citta’. In aereo ovviamente, perche’ il treno ci mette troppo. Tra un po’, con l’apertura della nuova linea ferroviaria ad alta velocita’ tra Firenze e Bologna, e grazie anche alla recente inaugurazione della tratta tra Bologna e Milano, questo problemino potrebbe essere risolto. In sostanza, a conti fatti, la Freccia Rotta (non e’ un refuso), dovrebbe metterci qualcosa come 3 ore e 40 minuti per collegare la capitale al capoluogo lumbard.

Quanto ci vuole, in aereo, per andare da Linate a Fiumicino, considerando anche il fatto che, per un volo nazionale, bisogna presentarsi al check-in almeno 45 minuti prima della partenza? Allora: 45 minuti (pre-requisito) + 50 minuti (volo effettivo) + 15 minuti (taxi e movimenti vari dell’aereo pre-partenza) + 15 minuti (l’aereo atterra e va  al gate, si aprono le porte, ecc…) = 125 minuti. Che, a casa mia, fa 2 ore e 5 minuti. Beh, se consideriamo che il treno parte dal centro e arriva in centro, mentre per volare bisogna sempre andare a casa di Dio, la cosa non suona affatto male. Se poi calcoliamo i costi, puo’ darsi che il treno resti in vantaggio (almeno rispetto alle compagnie tradizionali), ma e’ difficile a dirsi, visto che da un lato i listini dei vettori sono piu’ sibillini della Sfinge, e dall’altro Trenitalia piazza improvvisamente aumenti colossali ogni pochi mesi (e quale migliore occasione dell’apertura della linea BO-FI?).

Vabbe’, ok… puo’ darsi che, da un certo momento in poi, valga la pena di andare in treno, anche perche’ il treno va sempre, anche con la nebbia, la pioggia, i temporali, la neve. E poi, se uno si smarona a star seduto puo’ fare due passi, oppure andarsi a prendere un caffe’ alla carrozza ristorante (se si ha il coraggio di bere quella roba), puo’ attaccare il laptop alla presa di corrente, puo’ usare il cellulare e tutte queste cosine qui.

La sapete una cosa?

CHI SE NE FREGA!!!

Io odio il treno, e odio i suoi passeggeri decerebrati!!

Ma partiamo dal treno, in particolare i modelli ETR 450/500: si puo’ sapere chi e’ quel genio che ne ha progettato gli arredi interni? Ditemi dove abita, che lo voglio premiare di persona! Ehi… tu… si, dico a te, arredatore dei miei stivali, ma chi sei, un nano col culo piatto? Io non so quale modello di primate tu avessi in testa, ma io sono alto 1 metro e 98! Le gambe!! Dove minchia metto le gambe??? E perche’ per viaggiare mi devo litigare lo spazio per i piedi col primo cafone che mi si siede davanti e che pensa di poter mettere quelle sue maledette fette dove gli pare? Oppure di poter usare lo spazio sul pavimento per metterci la borsa del computer? Che devo fare io, me le devo tagliare la gambe prima di salire sul treno, come facevano i kamikaze giapponesi prima di andarsi a fiondare sulle portaerei americane? E quello straminchia di tavolino? Ma che a casa tua, tu c’hai una roba del genere? E dove abiti pirla, nella casa del Maestro Yoda?? E porca miseria, levalo quel coso, metti i tavolini estraibili dal bracciolo, cosi’ recuperi alcuni chilometri cubi di spazio, per la miseria!! Sei veramente un fesso di colossale risma, un deficiente di bibliche proporzioni, un ignorante  di inenarrabile levatura. Tu e chiunque ti abbia pagato per concepire delle fesserie simili. Lui e chiunque poi ne abbia approvato il montaggio sui treni.

Pero’, la ciliegina sulla torta ce la mettono i passeggeri maleducati. Passi per quelli che viaggiano in coppia oppure in gruppo e che scambiano il treno per una saletta per convenevoli, in cui si sentono liberi di urlarsi (perche’ urlano…) le loro stronzatine e di coinvolgere gli altri 1.500 astanti. Passi per i genitori/nonni che non sanno tenere a bada le loro bestie, pardon i loro bambini, che gridano e scorazzano per il treno come se fosse l’oratorio.

Ma quelli che non si staccano un attimo dal cellulare no eh!!! Eh no!! Ma si puo’ sapere che avete da ”contarvi su” col Mondo che non possa attendere un momento piu’ appropriato? E mi sembra che vi mettiate da parte le telefonate per un mese per poi spararvele tutte in quelle tre ore di viaggio! Non solo, mi sembra anche che tutti quelli che vi conoscono sappiano alla perfezione dei vostri spostamenti, cosi’ che vi possano chiamare proprio mentre siete in viaggio! E poi, ma perche’ non siete capaci di parlare sotto i 100 decibel? E perche’ avete sempre un tono di voce che irrita dopo i primi cinque secondi, tipo quello di Franceschini e di La Russa (par condicio)? E perche’ parlate sempre di argomenti di cui non frega una mazza a nessuno, tipo… non so… I CAZZI VOSTRI?!?!?

Ma che fanno alle Ferrovie, le selezioni tipo Grande Fratello? “Su, mi faccia sentire una sua telefonata tipo”.

“UE!! MARIA!!! TI HO PENSATO TUTTO IL GIORNO!!!! MI SENTI???? PRONTO…. EH SI CI SONO LE GALLERIE… PRONTOOOOOOOOOOOO!!! AH SI ADESSO TI SENTO!!! DICEVO CHE TI HO PENSATO TUTTO IL GIORNOOOOOO…. E POI VOLEVO DIRTI CHE BLAH BLAH BLAH… SONO ANDATA DALLA GINA CHE BLAH BLAH BLAH E POI HO INCONTRATO LA ADALGISA E BLAH BLAH BLAH E OGGI A PRANZO HO FATTO LE LASAGNE… DOMENICA E’ VENUTA LA MOROSA DI PEPPINO…E…”

…e basta cazzo!!! Non ce la faccio a sentirvi!!! Almeno in aereo mi godrei 50 minuti di silenzio telefonico.

PS: oggi sono andato a Roma in treno…

21 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , , | 12 Commenti

Beh… certo… ‘a perifrastica…

Ho sempre avuto un’opinione precisa nei riguardi dei “generalisti”: l’utente ci rimette sempre e comunque.

In questo caso voglio parlare delle grandi catene che distribuiscono elettronica di consumo, come MediaWorld, Trony, Expert, Unieuro e compagnia bella. Chi vi scrive e’ un consumatore piuttosto accanito di gadget, chi mi conosce da vicino puo’ confermarlo, ed e’ quindi un assiduo frequentatore di questi luoghi ameni, nonche’ cliente benemerito spesso e volentieri.

La grande distribuzione ha l’indubbio vantaggio di poter offrire vastissima scelta, il che rende l’accanimento ancora piu’ feroce, visto che, ogni volta che entro da qualche parte, mi brillano gli occhi e vorrei comprarmi tutto. Sui prezzi ci sarebbe da fare una polemica infinita, perche’ nonostante i volumi pazzeschi in gioco, sono gli stessi praticati dai pochi negozietti all’angolo che ancora si trovano. Ma cio’ che mi infastidisce in modo oltremodo sopportabile e’ la diffusa incompetenza del personale. Prendo ad esempio il MediaWorld, ma non perche’ ce l’abbia con loro in modo particolare (anzi, se andassero a vedere quanto ho speso da loro negli ultimi dieci anni dovrebbero darmi una targa d’oro!), ma perche’ ieri e’ successo un fatto rivelatore di cui vi parlero’ fra un attimo.

Gli omini, e le omine, in maglia rossa sono mediamente impreparati. Se gli fai una domanda che va al di la’ del prezzo gia’ esposto sul cartellino, cadono dal pero con una tranquillita’ disarmante. La prima loro reazione e’ quella di andare a cercare dentro il terminale, come se l’AS400 fosse un oracolo capace di dare tutte le risposte. Una volta constatato che il sistema oracolo non e’, o si arrendono subito, oppure con intraprendenza chiamano il collega piu’ vicino, come se questi fosse un Guru. Ma il Guru si rivela, alla prova dei fatti, altrettanto scarso se non peggio. Io, poi, amo pure metterli in difficolta’, quindi a volte mi documento e poi vado a metterli in imbarazzo. E’ successo di recente subito dopo l’uscita della Vodafone Station. Ho studiato la brochure e poi sono andato a interrogarli, solo per sentirmi sparare una serie incredibile di cazzate e per sentirmi consigliare di andare a chiedere in un negozio Vodafone (!).

In sostanza, dunque, ci si ritrova piuttosto abbandonati a se stessi, e chi non ci capisce granche’ (cosa peraltro legittima), e’ costretto a ripiegare, oppure a compiere una scelta che, a posteriori, per un motivo o per un altro, si rivela sbagliata. Passi quando vai a comprare 10 DVD vergini che poi scopri non essere del tipo compatibile col tuo masterizzatore, ma quando ti prendi un LCD 42 pollici a cui manca proprio quel connettore che cercavi tu, c’e’ da mangiarsi il fegato con un bel piatto di fave alla maniera di Hannibal! E vogliamo parlare della garanzia? Entro non so quando devi andare da loro, poi ti devi rivolgere direttamente alla casa. In entrambi i casi la procedura e’ una sofferenza.

I negozietti che c’erano una volta, invece, erano tutta un’altra storia. Andavi li’, c’era l’omino appassionato e onnisciente, quasi un Leonardo dell’elettronica, che conosceva ogni bit di ogni prodotto, ti dedicava il tempo che ti serviva e ti aiutava a scegliere con coscienza. Se qualcosa non fungeva, andavi da lui e amen: problema risolto, e soprattutto non da te ma da qualcun altro.

Ora, dovete sapere che TuttoQua Girl si e’ scoperta, da un paio d’anni a questa parte, una incontenibile divoratrice di alimentatori per laptop HP (originali!). Due anni fa cambio’ il laptop e, dopo qualche mese, il pirulino di metallo che collega l’alimentatore al computer era partito. Poco male, eravamo in India, dove ci sono punti vendita HP, andammo in uno di questi e ci dettero un cavetto nuovo di zecca. La stessa cosa si e’ verificata qui in Italia, dove i punti vendita HP non ci sono. Pero’ ci sono i generalisti, che di prodotti HP ne vendono a pacchi. Siamo andati al MediaWorld ieri sera, ci siamo approssimati a un omino in maglia rossa e gli abbiamo detto: “si e’ rotto… blah blah blah… si puo’ sostituire?”. Risposta: “Dipende”. Noi: “Bene… ehm… da che?”. Lui: “se chiedete ad HP un connettore nuovo, perche’ noi qui non li abbiamo”. Che tipo splendido splendente, talmente splendente da mandarlo affanculo per direttissima.

Ma, il realta’, il mio POST di oggi, se pur attivato da un incenerimento del pancreas causato dallo splendido, trova la sua ragione di essere in un fatto accaduto 30 secondi dopo. Passando davanti a uno dei PC esposti, mi scappa l’occhio su un particolare immensamente evidente: a tutto schermo appare il client Outlook aperto sulla casella di posta elettronica di uno degli omini in maglia rossa. Che, evidentemente, aveva letto la posta li’ nel negozio, e poi aveva lasciato i cazzi suoi in bella vista come se fosse la cosa piu’ normale del mondo ed era andato a fare altro. Non ho resistito, e ho letto i messaggi in catena che apparivano a video. Anzi, a dire la verita’, ho anche scattato una foto, ma non posso pubblicarla altrimenti violo la Legge sulla Privacy (anche se non ne sono sicuro, visto che la casella era aperta li’ in un luogo pubblico sotto gli occhi di tutti).

Lo scambio di email riguardava certi corsi di aggiornamento interni, con particolare riferimento ad alcuni prodotti nuovi, tra cui Microsoft Windows 7. Uno dei dipendenti si lamentava che l’istruttore non sapeva niente un tubo, e che il corso era prima saltato e poi era stato recuperato in extremis, pur servendo a poco e a nulla. E l’altro rispondeva con un “boh… andiamo a braccio”. Ma come? Io vengo da te per chiederti lumi su un nuovo sistema operativo che nessuno ha mai visto, e tu vai a braccio? Insomma, mi spari delle fesserie, tanto non sono in grado di confutarle?

Ecco, e’ esattamente quello che fanno li’, vanno a braccio, ma il bello e’ che ne sono consapevoli, ma invece di mangiarsi i maroni indorati e fritti dei loro capi, se ne escono con un boh! Voglia de lavora’ sartame addosso, proprio…

Viva la Grande Distribuzione Organizzata, orribile effetto collaterale del mercato del 21-esimo secolo, dove l’unica attenzione e’ al profitto, mentre la customer satisfaction e’ un concetto abbondantemente dimenticato. Viva la Grande Distribuzione Organizzata, perche’ l’unico vero obiettivo che doveva porsi, cioe’ quello di aiutare il contenimento dei prezzi, l’ha clamorosamente mancato, sviluppandosi in aziende gigantesche e pesanti con dei costi interni e di overhead insostenibili, che si ripercuotono pesantemente sul prezzo all’utente finale.

E viva anche noi, perche’, nonostante tutto, continuiamo a comprare li’, ma forse, ormai, ci siamo costretti.

17 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , | 7 Commenti

Magari la colpa fosse del CO2!

Sto leggendo che Trenitalia ha lanciato una campagna molto marchettara che, nelle intenzioni dovrebbe dare una mano all’Ecologia, ma che, secondo me, serve solo a cercare di attirare piu’ passeggeri e a lavare la coscienza dei disinformati. Nella nota si dice, infatti, che “tutti i tagliandi d’accesso sui treni italiani, compresi quelli emessi online, riporteranno in tempi brevi – oltre a tratta, classe e prezzo – anche il bilancio ambientale del percorso: vale a dire i numeri che quantificano quante emissioni (in kg. di CO2) e consumi energetici (in grammi di petrolio equivalenti) si sono evitati rispetto all’uso sullo stesso percorso di auto ed aereo”.

E fin qui, i numeri danno ragione alle ex-FFSS, poiche’, come ricordano anche loro, “Per ogni passeggero/chilometro – l’unità di misura su cui si calcola il bilancio ambientale di un mezzo di trasporto – scegliendo i convogli delle Fs si producono 44 grammi di CO2 contro i 118 dell’auto, i 140 dell’aereo e i 158 del camion. Stesso discorso sul fronte del risparmio energetico. Utilizzando la strada ferrata si consuma il 91% in meno rispetto al volo, il 77% in meno dei camion e il 68% di una vettura”.

Questa storiella si collega automaticamente al tema incentivi statali vari per l’acquisto di autovetture nuove. Al di la’ di quelli che riguardano il GPL e il Metano, ci si concentra con estrema determinazione sulle emissioni di Anidride Carbonica. Da qui, la corsa dei costruttori di automobili a ridurre (al banco, poi si dovrebbe verificare su strada) i numeri che riguardano la CO2 rilasciata nell’atmosfera. Intendiamoci, non c’e’ nulla di male, ma qui stiamo cercando di svuotare il mare con un secchiello, e stiamo anche facendo uno sforzo enorme per ammazzare un dinosauro con una fionda di cartone.

OK, diciamo che mettiamo a posto la CO2. E gli altri?

Come quali altri?

Diossido di Zolfo (SO2 + SO3), Ossidi di Azoto (NO+NO2), Composti Organici Volatili non Metanici, Metano, Monossido di Carbonio, Protossido di Azoto, Ammoniaca, Particolato (< 10 micron e < 2.5 micron), Arsenico, Cadmio, Cromo, Rame, Mercurio, Nichel!

Bastano? No??? OK: Piombo, Selenio, Zinco, Diossine e Furani, Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), Benzene, Policlorobifenili e Dio solo sa quali altre schifezze ancora!

Non c’e’ bisogno che vi spieghi i guai che questa roba puo’ provocare alla nostra salute; ma, se siete curiosi, aprite un paio di link a caso, e vi sembrera’ di leggere il copione di un film di Dario Argento.

Ora, insisto: supponiamo di ridurre l’Eeffetto Serra e di salvare il Mondo dal Global Warming, questo cattivone terribile contro cui tutti puntano il dito. E gli altri fetentoni di cui sopra, quando ce ne occupiamo? Ogni volta che interveniamo chimicamente per trasformare la Materia, rilasciamo nell’Ambiente diverse quantita’ di questo o di quello, a seconda dei casi.

E inoltre, perche’ ci accaniamo solo ed esclusivamente contro il trasporto privato? Scegliamo un inquinante a caso, il Particolato PM10, e scopriamo che L’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale ci dice che nel 2007 abbiamo combinato la seguente cosa (cliccabile e ingrandibile):

PM10

Tutto cio’ che si trova al di sotto del 5% non l’ho incluso nelle query per evitare che le liste fossero inutilmente lunghe. Cosa si vede? Si vede che le automobili contribuiscono “solo” per un 6%, a fronte di un 49% dei primi quattro fattori messi insieme (la meta’).

Ma, non e’ sempre cosi. Ad esempio, per quel che riguarda gli Ossidi di Azoto, la classifica s’inverte:

Ossidi di Azoto

Allora, facciamo un ultimo tentativo, proprio con la famigerata Anidride Carbonica:

Co2

Le automobili contro il Resto del Mondo perdono 15% a 85%.

Quindi noi ci ammazziamo le tasche a cambiare auto ogni 3 anni per stare dietro alle varie normative Euro N, ci massacriamo le balle a fare i bollini e le revisioni ogni 2 anni, ci mettiamo in ballo con gas vari per autotrazione, con tutti i disagi che la cosa comporta, ma per cosa? Per sapere che ci sono centrali elettriche (che producono anche l’energia per Trenitalia (!)) che vanno ancor a Carbone? Per sapere che gli impianti di riscaldamento vanno ancora a Gasolio? O addirittura, per sapere che mentre in Europa e USA ci massacriamo le balle a fare tutto questo, il resto del Mondo (leggi India e Cina) si rifiuta di impegnarsi in qualsiasi iniziativa seria, con la scusa che loro devono sostenere il loro sviluppo economico?

Mi sento leggermente preso per il culo!

12 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , | Ancora nessun commento.

Ali’ Bába, e i quaranta ladroni (POST sull’India)

Su segnalazione del buon Nello, ricevo e volentieri pubblico e commento.

Il 9 Ottobre, l’ANSA ha pubblicato la seguente agenzia:

ROMA, 9 OTT – Pilot Baba, uno dei più famosi “Maha yogi” dell’India, sarà domenica a Roma per una conferenza dedicata al “potenziamento del Sé interiore”. La sua storia di missionario dell’autorealizzazione è cominciata molti anni fa durante il conflitto tra India e Pakistan: sopravvissuto miracolosamente allo schianto dell’aereo da lui stesso pilotato, Pilot Baba abbandonò tutto e si trasferì nell’Himalaya, approfondendo per sette anni le tecniche della meditazione profonda. In questo periodo sperimentò personalmente il “samadhi”, uno stato – spiega la tradizione indiana – di semisospensione delle funzioni vitali, nel quale il battito cardiaco viene ridotto al minimo e si permette all’anima di fuoriuscire dal corpo. Pilot Baba si è fatto seppellire in passato per sei giorni e ha passato tre giorni sotto l’acqua, sospendendo le funzioni fisiologiche e abbassando il ritmo del respiro, per dimostrare pubblicamente il potere immenso, e sconosciuto, contenuto nel corpo umano. Attualmente Pilot Baba insegna queste tecniche di evoluzione interiore in America e in Giappone, oltre che in India. Domenica 11 ottobre sarà possibile seguire la sua conferenza alla Sala San Leone Magno, in via Bolzano 38 a Roma, dalle 17 alle 20. Ma nei giorni successivi, dal 12 al 18 ottobre, ci si potrà anche iscrivere ai suoi seminari che parleranno di come usare il potere della mente, come cambiare il destino modificando il proprio “karma”, come usare le tecniche per rilassare le tensioni e affermare l’Essere. Per informazioni si può contattare il Centro ayurvedico Devata (tel. 06/35347810) o l’Accademia Yoga (tel. 06/4742427).

Un Maha Yogi e’, se non mi sbaglio, un esperto di meditazione e di Yoga, i cui benefici sulla salute e sulla psiche sono difficilmente discutibili, o almeno cosi’ dicono gli esperti. In India, di questi personaggi se ne possono trovare a pacchi, piu’ o meno celebri e piu’ o meno imbroglioni. Il problema, dal mio punto di vista, e’ che costoro, spesso e volentieri, trascendono il loro ruolo di “insegnanti di educazioni fisica” (e’ riduttivo, ma serve a rendere l’idea), per assumere il ruolo di veri e propri santoni. Si ritrovano ad essere corteggiati da stuoli di seguaci accaniti e da milioni di incantati adoratori, persone (benestanti prima di tutto), disposte ad andare ovunque per vederli, ma non tanto per poter trarre insegnamento dalle loro lezioni, ma piuttosto per conoscerli, salutarli, inchinarsi davanti a loro, toccargli la veste e, soprattutto, riceverne la benedizione. Si, avete capito bene, la benedizione, nonostante questi non siano sacerdoti di alcun genere. E’ come se io, vestito da cardinale, mi mettessi a benedire la gente che passeggia sotto i portici di Bologna al sabato sera! Ma cose da pazzi!

Non parlo per sentito dire, ma per esperienza personale: un bel giorno, nel giardino pubblico di fronte casa, un drappello di “engineers” inizia a montare un gigantesco gazebo, mentre la Demo House (la bellissima villetta a schiera utilizzata per attirare e truffare gli ignari conduttori), viene letteralmente addobbata a festa, con striscioni, luci, piante, tappeti rossi, tende da circo, templi d’oro, mucche, cani cavalli, ricchi premi e cotillons. Un paio di giorni dopo arriva uno di questi santoni, (mi pare si chiamasse Baba Ramdi…), che prende possesso della villetta e inizia a ricevere, a ciclo continuo, lunghissime file di adoratori (per la gioia del sottoscritto, che si ritrova lo spazio antistante casa invaso da ogni genere di mezzo di trasporto, al punto quasi da non riuscire piu’ nemmeno a uscire di casa). Inutile dire, che al termine del soggiorno del Lord, il verde e la strada erano ridotti in condizioni ancora piu’ pietose di quanto non fossero normalmente tenuti dalla proprieta’. Le mie coronarie ancora ringraziano sentitamente.

Ma torniamo ai Guru. Questi signori, approfittando della celebrita’, non solo diventano straricchi, ma divengono anche potentissimi, e capaci di influenzare uomini politici, ministri e capitani d’industria. E, ovviamente, lo fanno senza troppo ritegno, allo scopo di elargire favori personali, di guadagnare ancora piu’ soldi e prestigio e, anche, di rafforzare il loro ruolo e la loro immagine. Sono macchine da business, perche’ oltre alle sedute pubbliche, frequentate da migliaia di persone, vendono anche libri, CD, DVD, diete speciali, gadget e tutto il resto. E’ evidente che mischiare il sacro e il profano in India sia divenuto lo sport preferito di un sacco di gente (che s’adda da pe’ campa’): infatti, il sacro attira le masse, ma in barba al sacro il profano fa crescere i quattrini a palate sui rami degli alberi. Chiarisco: non faccio il moralista, anche perche’ questa cosa avviene ovunque, anche da noi, ma noi non urliamo al Mondo di essere il Paese dell’esperienza mistica, dell’accoglienza, del sorriso, degli sguardi profondi, dell’amicizia e di tante altre virtu’, e poi inchiappettiamo il primo che passa. Noi inchiappettiamo e basta, mi pare piu’ coerente.

E allora? Su, coraggio, ditemi “che te ne frega?”, chiedetemi se sono invidioso a tal punto da scriverci su un POST. No, in teoria non me ne importerebbe una cippa, se non fosse che Nello ha scovato poi anche questo articolo.

Qui si scopre che il nostro Pilot Baba e’ uno che, grazie ai suoi poteri mistici, ricicla enormi quantita’ di danaro sporco, per conto di industriali e politici, indiani e non. E guadagna cifre da capogiro, arrivando perfino a chiedere il 50% della cifra come commissione, perche’, come avrete letto nell’articolo, “perche’ rischiare per un misero 10%?”. Bisogna comprenderlo il pover’uomo. Uno che se ne fa, ad esempio, del 10% di 50 Crore Rupees (circa 10 milioni di dollari)?? In India poi, che potere d’acquisto si puo’ mai attribuire a un milione di dollari americani???

Si, e’ proprio un Guru, con una capacita’ speciale: quella di far rivoltare Yogananda nella tomba, grazie alla sola imposizione delle mani su un grasso pacco di banconote!

Che mariuolo!

10 Ottobre, 2009 Pubblicato da tuttoqua | Ammazza che ladri!, Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , | 2 Commenti