TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Macchine pensanti e Test di Turing

Leggo sul Corriere.it che qualcuno si sta dando da fare, per l’ennesima volta nella storia dell’Informatica, per verificare le capacita’ cognitive di una macchina. L’obiettivo e’, dunque, cercare di capire se una macchina programmata (un computer) possa o meno pensare, oppure possa, quantomeno, dare un’illusione realistica di pensiero cosciente. Sul Corriere dicono anche che la macchina sara’ sottoposta al famoso e tanto discusso Test di Turing. Per sapere perche’ famoso e/o dibattuto, potete leggervi questa pagina su Wikipedia. Quello che posso dire qui e’ che il Test di Turing e’ molto piu’ articolato dell’esperimento citato dal Corriere, dove si parla semplicemente di macchine che dovranno conversare con controparti umane. Quindi lasciamo un attimo da parte Alan Turing, e concentriamoci sul problema principale: esiste davvero un test capace di determinare, se non con precisione assoluta almeno con ottima approssimazione, le capacita’ cognitive di un computer?

Nella mia scatola cranica c’e’ un cervello umano, sicuramente il miglior elaboratore esistente al Mondo (non mi riferisco al mio cervello in particolare, ma al cervello Umano, con la U maiuscola…), quindi ritengo che io, in quanto essere umano, dovrei avere piu’ possibilita’ di successo, rispetto a qualunque altro test pre-determinato a tavolino, di determinare le capacita’ pensanti di una qualsiasi altra entita’ mi venga messa di fronte. E fin qui tutto bene, ma il punto arriva adesso: mi capita, a volte spesso, di dubitare delle qualita’ intellettive degli stessi esseri umani con cui vengo a contatto quotidianamente, i quali, per definizione, dovrebbero essere tutti pensanti, figuriamoci valutare una macchina!

Scherzi a parte, qui il difficile sta nel definire il termine “intelligenza”. Un essere intelligente pensa, quindi ha capacita’ cognitive superiori, di conseguenza riesce a concatenare idee e ad esprimerle, ponendole nel contesto giusto. Senza troppa ambizione, direi che un essere intelligente e’ un essere che ha capacita’ di sintesi.

E allora la domanda diventa: come si determina la capacita’ di sintesi? E quali domande si possono porre per poterla svelare? Non credo che discutere delle previsioni metereologiche oppure della squadra del cuore possa essere sufficiente, perche’ in questi casi (capita a tutti, soprattutto in ascensore, vero?) la conversazione di appiattisce subito, ed e’ relativamente facile improvvisare piuttosto che “tagliare corto”. Si dovrebbe condurre la conversazione su un livello piu’ sofisticato, parlare di problemi sociali, di tematiche filosofiche, di questioni ambientali e culturali, e cosi’ via. E quanti interlocutori umani si trovano mediamente al giorno d’oggi, capaci di confrontarsi su questi temi e rendere proficua la discussione? A me capita troppo spesso di finire a parlare del tempo e della squadra del cuore, ma non e’, di solito, colpa mia e non prendo nemmeno troppo spesso l’ascensore!

E allora, quante speranze ho di trovare un computer capace di convincermi della sua intelligenza? Nessuna, perche’ questo computer, per quanto sofisticato possa essere, non avra’ mai accumulato le mie esperienze, non avra’ mai fatto errori (e’ un computer!), e non avra’ imparato da essi, correlando cio’ che e’ giusto con le cose da fare e cio’ che non e’ giusto con le cose da non fare. E non avra’ mai acquisito, se non a chiacchiere (e le chiacchiere si possono programmare), la capacita’ di mettere in discussione se stesso e la realta’ che lo circonda, sempre a patto che ne percepisca l’esistenza. L’intelligenza e’ nata da miliardi di anni di selezione naturale e dall’esperienza di vita di circa 80 miliardi di individui pensanti che, sin qui, sono nati, vissuti e morti. Non c’e’ speranza di poter ottenere lo stesso risultato da un pezzo di silicio. Si potra’ simulare l’intelligenza secondo schemi preordinati, anche estremamente complessi, ma generare la scintilla del pensiero, quello vero, quello che ci fa chiedere ogni giorno se esista o meno la vita dopo la morte, e’ e restera’ impossibile.

Con questo non condanno questi test, anzi li incoraggio, per la stessa ragione per cui incoraggio gli esperimenti del CERN, ma, almeno in questo caso particolare, sono molto scettico.

Amen.

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6 ottobre 2008 - Posted by | Cose tecniche | , , , , , , , , ,

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