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L'umanita' sta regredendo

Legge 675/96 – Art. 35

Sono stato oggetto in questi giorni, via email, di varie ingiurie e minacce da utenti non ben identificabili, in seguito ad alcune mie osservazioni su una persona, la quale aveva pubblicato il mio indirizzo email personale, associandolo ad affermazioni quali “mi ha minacciato” oppure “e’ un coglione” sul proprio sito web. La prima affermazione e’ indiscutibilmente falsa, la seconda spero lo sia altrettanto.

Solo a titolo d’informazione nei confronti di questi galantuomini, riporto un estratto della newsletter del Garante Privacy datata 10-16 Febbraio 2003 (la versione integrale si trova qui):

Privacy su Internet. Gli indirizzi e-mail non sono pubblici

Gli indirizzi di posta elettronica non sono liberamente utilizzabili da chiunque per il solo fatto di trovarsi in rete. La vasta conoscibilità degli indirizzi e-mail che Internet consente, non rende lecito l’uso di questi dati personali per scopi diversi da quelli per i quali sono presenti on line. Gli indirizzi e-mail non sono, insomma, “pubblici” come possono essere quelli presenti sugli elenchi telefonici.

Il principio è stato ribadito dall’Autorità Garante (composta da Stefano Rodotà. Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi e Mauro Paissan) che ha affrontato in questi ultimi mesi diversi casi di utenti che avevano segnalato la pratica ormai diffusa di inviare e-mail commerciali ad indirizzi di posta elettronica raccolti in rete. Alle proteste degli utenti, le società che avevano inviato le e-mail rispondevano che non vi era stata alcuna violazione della privacy perché gli indirizzi erano stati reperiti su Internet (spesso attraverso appositi software) e che pertanto erano “pubblici”.

Niente di più sbagliato, afferma l’Autorità. Gli indirizzi di posta elettronica non provengono, infatti, da pubblici registri, elenchi, atti o documenti formati o tenuti da uno o più soggetti pubblici e non sono sottoposti ad un regime giuridico di piena conoscibilità da parte di chiunque. La circostanza che l’indirizzo e-mail sia conoscibile di fatto, anche momentaneamente, da una pluralità di soggetti non lo rende, infatti, liberamente utilizzabile e non autorizza comunque l’invio di informazioni, di qualunque genere, anche se non specificamente a carattere commerciale o promozionale, senza un preventivo consenso.

L’Autorità sottolinea che l’eventuale disponibilità in Internet di indirizzi di posta elettronica, anche se resi conoscibili dagli interessati per certi scopi (ad esempio su un sito istituzionale o anche aziendale) attraverso siti web o newsgroup, va “rapportata alle finalità per cui essi sono pubblicati sulla rete”.

A maggior ragione questo principio vale in caso di uso indebito di software che rastrellano automaticamente migliaia di indirizzi in rete o li creano “a tavolino” a prescindere da un accertamento sulla loro effettiva esistenza.

Per poter inviare e-mail senza violare la privacy degli utenti web è obbligatorio, dunque, ottenere prima il loro consenso.

Faccio notare che, nella sezione “Io” di questo blog, il mio indirizzo email e’ dichiaratamente a disposizione per commenti, osservazioni, suggerimenti e critiche costruttive. Non mi sembra di aver incluso offese, turpiloquio, ingiurie e minacce.

Ed aggiungo, per completezza d’informazione, l’articolo 35 della Legge 675/96:

Art. 35
Trattamento illecito di dati personali
1. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, al fine di trarne per se’ o per altri profitto o di recare ad altri un danno, procede al trattamento di dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 11, 20 e 27, è punito con la reclusione sino a due anni o, se il fatto consiste nella comunicazione o diffusione, con la reclusione da tre mesi a due anni.
2. Salvo che il fatto costituisca piu’ grave reato, chiunque, al fine di trarne per sè o per altri profitto o di recare ad altri un danno, comunica o diffonde dati personali in violazione di quanto disposto dagli articoli 21, 22, 23 e 24, ovvero del divieto di cui all’articolo 28, comma 3, e’ punito con la reclusione da tre mesi a due anni.
3. Se dai fatti di cui ai commi 1 e 2 deriva nocumento, la reclusione è da uno a tre anni.
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9 ottobre 2008 - Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, Cose tecniche, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , ,

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