TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Una pistola ti fa sentire grande

Stamattina la mia memoria mi ha restituito un flash: una cosa a cui non avevo piu’ pensato da moltissimo tempo. Avevo circa 18 anni, ogni sabato “conducevo” un programma di musica italiana in una piccola radio locale della mia citta’. Non ero solo, la radio era frequentata da alcuni amici che, con la scusa di venirmi a sentire, passavano un po’ di tempo in compagnia gli uni degli altri. Erano gli stessi con cui si usciva la sera a fare baldoria, affiatati, amalgamati e pronti a trasformare ogni sciocchezza in un’occasione per divertirsi.

Uno di questi, Antonio, era appena riuscito ad entrare in polizia, un traguardo di cui andava giustamente orgoglioso. Antonio era il classico bulletto senza speranze, un bravo ragazzo, ma desideroso di mettersi in mostra ad ogni occasione. Se ne viene alla radio, di sabato mattina, io, Mario e Nicola siamo gia’ li’. Antonio porta pistola e manette d’ordinanza, per mostrarci i suoi status symbol e gonfiarsi un po’ di fronte ai suoi amici. Poi, per scherzo, ammanetta Nicola ad una sedia, e Nicola ci sta, in fondo non si sta facendo nulla di male. Ma Antonio va un po’ oltre, estrae la pistola, toglie il caricatore e, “per gioco” punta la pistola contro Nicola, dicendo “non preoccuparti, e’ scarica, ho tolto il caricatore”. Antonio preme il grilletto…

Da quel momento in poi la scena me la ricordo come un sogno al rallentatore: ero dietro al vetro (in diretta), gli altri erano dall’altra parte, dalla mia posizione potevo vedere Antonio ma non Nicola. Sento un rumore sordo e secco, attutito dalle insonorizzazioni della cabina, e vedo un lampo di fuoco giallastro propagarsi per un istante dal carrello della pistola, mentre il braccio di Antonio rincula leggermente verso l’alto. E’ un attimo: metto un disco qualsiasi, mi tolgo le cuffie e mi fiondo fuori dalla cabina. Giro l’angolo della stanza, arrivo davanti a Nicola e incrocio il suo sguardo: terrore puro, la mano libera che si tasta il corpo mentre chiede sussurrando “mi ha colpito… mi ha colpito?”.

No, non l’aveva colpito, ma il proiettile gli aveva sfiorato l’orecchio destro prima di scavare una voragine di venti centimetri nel muro alle sue spalle, e conficcarsi, finalmente, nel muro maestro della stanza adiacente.

Antonio, durante il corso, non aveva imparato che, oltre a togliere il caricatore bisogna scarrellare per rimuovere anche il colpo in canna… Per fortuna, non aveva nemmeno imparato a sparare. Da quel giorno, Antonio non ci frequento’ piu’, ogni tanto lo vedevamo in servizio con la sua divisa, la pistola e le manette, e questo era tutto. Nicola e’ diventato medico chirurgo e Mario un DJ professionista, entrambi sono molto bravi nel loro lavoro.

10 ottobre 2008 - Posted by | Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , ,

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