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L'umanita' sta regredendo

Crisi Economica: io speriamo che me la caveau!

Premessa: questo POST contiene le parole “cazzo” e “vaffanculo” e altre… E’ possibile che, da ora in poi, ulteriori POST di questo blog, soprattutto quelli che tratteranno di politica ed economia, ne conterranno ancora… Sto scoprendo, mio malgrado, che alcune situazioni possono essere commentate adeguatamente solo ricorrendo all’uso di tali colorite metafore…

Oggi ho trovato un articolo sul Corriere.it che spiega un po’ i termini tecnici piu’ ricorrenti in questo periodo di magra. Una lettura (breve) interessante.

E, grazie a questo articolo, ho imparato un paio di cosettine-ine-o’.

Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley sono considerate fra le maggiori responsabili dell’attuale crisi finanziaria. La prima considerazione, cosi’ sui due piedi, che mi viene e’: ma li mortacci loro!

Non si tratta di banche commerciali (quelle cioe’ a cui noi affidiamo i nostri soldi e in cambio ci danno un Bancomat). Eh no… sono BANCHE D’AFFARI: azz… d’affari, che bella parola… affari… come suona bene…. affari… questi devono davvero sapere il fatto loro.

Loro lo sanno il fatto loro, a tal punto che si occupano indubbiamente di affari, ma degli affari loro e basta!

Ora attenzione, la parte in corsivo che segue (anche quelle che seguiranno piu’ tardi) leggetela con voce bassa, composta, socchiudendo leggermente le labbra e mettendole all’infuori, tipo Ornella Vanoni:.

Sono istituti di credito che, diversamente delle banche commerciali, non permettono depositi, ma offrono servizi di alto livello e speculano con elevato rischio. Ma vaffanculo! Cioe’ prendono i soldi della gente (tipo quelli che fanno private banking), oppure i soldi di altre aziende, e li investono in modo “folle”. Si, perche’ dire che “speculano con elevato rischio” equivale a dire che se gli va bene fanno un sacco di soldi, ma se gli va male, ci rimettono anche le mutande. In casi come questi non c’e’ strategia che possa funzionare, e’ come il superenalotto: butti tutti i soldi nel cesso e speri che la magica tazza di ceramica bianca te ne restituisca di piu’ con un bellissimo ritorno di fogna. E invece, in queste ultime settimane, lo stramaledetto cesso si e’ tenuto tutto, e si e’ risucchiato pure il rotolo di carta igienica, lo scopino, gli asciugamano e la vasca jacuzi con la nonna dentro! Piu’ che altro mi spiace per gli asciugamano che erano quelli del corredo…

Ho anche imparato qualcosa sugli HEDGE FUND. Gia’ il termine hedge dovrebbe suggerire qualcosa: fondi che stanno sul bordo, sul confine. Io direi piuttosto sull’orlo del precipizio, sempre in equilibrio precario, basta una scorreggina piccola e silenziosa (tipo “ftttttt”), per farli precipitare, nuovamente, nel cesso di cui sopra. Infatti (attenzione, bocca all’infuori e labbra sporgenti) sono fondi di investimento ad alto rendimento e ad alto rischio. Nascono negli Stati Uniti negli anni Cinquanta, la Legge americana impone che gli investitori abbiano un patrimonio di almeno un milione di dollari o entrate nette per oltre 200.000 dollari, e che il numero dei soci non sia superiore a 99. Si stima che vi siano oggi almeno 10.000 fondi hedge nel settore, per un giro d’affari di 2.000 miliardi di dollari. E capirai che garanzie! 2.000 miliardi di dollari! Circa un sesto del PIL dell’Italia! Mi scapparebbe un altro sonoro vaffanculo qui…

L’ultima cosa riguarda il termine SUBPRIME: cosi’ d’istinto, senza sapere nulla, direi che ha qualcosa a che fare con un essere sottosviluppato, un sotto prodotto dei primati. Ma, in realta’, (le labbra!) i mutui subprime sono quelli concessi alle persone meno facoltose e perciò con un elevato rischio di mancato rimborso delle rate. Negli Stati Uniti pesano per il 10% del mercato, mentre in Europa, tranne che in Inghilterra, il fenomeno è marginale. Ovviamente, quando c’e’ crisi, queste persone sono le prime che dicono “TIE’ ladro! Col cavolo che ti pago! Mi aumenti il mutuo da 1.000 $ a 1.400 $ in un mese, che cazzo vuoi? Vieni a prendermi, non possiedo piu’ nulla, mi sono venduto pure le mutande sporche del nonno… vieni, accomodati, fammi causa, mandami la cartella esattoriale, pignorami le ragnatele!”.

Riassumendo, le banche d’affari giocano a monopoli contro la tazza di ceramica, perdono e vanno a gambe all’aria, gli hedge fund crollano, i mutui subprime subiscono aumenti mostruosi (sono mutui a tasso iper-super-ultra-variabilissimo) e la gente smette di pagare. Tutte le aziende che perdono montagne di quattrini, e che sono quotate in Borsa, generano un effetto domino sui listini, le azioni precipitano, le Borse registrano perdite gravissime, Bolzano meno quattro, neve in Alt’Italia e nebbia in Val Padana.

Le banche commerciali investono i nostri soldi in fondi, azioni, bond e tutto il resto, e perdono un sacco di soldi, alimentando ancora una volta l’avido pezzo di ceramica bianca.

Che c’entrano i nostri risparmi? C’entrano, c’entrano (come direbbe Misterpinna “Lo fanno, lo fanno!”):

i nostri soldi non restano giacenti e inutilizzati sui nostri conti correnti. Le banche definiscono “giacenza” la nostra liquidita’, quella somma che compare nell’estratto conto. Ora, se prendo il vocabolario e cerco il termine giacenza, trovo anche la seguente definizione: “l’insieme dei mezzi di pagamento che una banca o altro ente tiene inattivi nelle casse”.

Inattivi? Ma de che?! La verita’ che le banche i nostri soldi li investono perche’, per Legge, devono tenerne disponibile solo una piccola percentuale, giusto per poter coprire i movimenti in contanti che avvengono ogni giorno. Se provassimo ad andare tutti insieme in banca e dicessimo: “Mani in alto! Tu, brutto ladrone in giacca a cravatta che stai dietro lo sportello! Dacci subito, adesso, ora, seduta stante, tutti i soldi che abbiamo sul conto, in contanti e in banconote di piccolo taglio”. Col cavolo! Mica ce li hanno! In cassaforte non hanno un cacchio, nei computer hanno i soldi di topolino!

Le nostre giacenze, in realta’, giacciono investite da qualche parte. E allora, se gli investimenti sono in perdita, i nostri risparmi svaniscono nel nulla, e le giacenze finiscono a giacere al cimitero, per sempre, in saecula seculorum, amen. Pochi giorni fa, il Sig. PoVca Puttana ha detto che lo Stato gaVantiVa’ fino a 103 mila EuVo per coVVentista. Va bene, indubbiamente io sono tranquillissimo perche’ 103 mila Euro sul conto non li avro’ mai, ma la domanda e’: perche’ lo Stato deve garantire le perdite delle banche utilizzando i nostri soldi?

Piuttosto, visto che hanno ormai abbondantemente dimostrato di essere dei ladri professionisti e nemmeno troppo gentiluomini, perche’ non li mettiamo tutti al gabbio (ma tutti eh!) e teniamo solo la Banca d’Italia? A che servono tutte ‘ste banche?

Oppure, perche’ non viene emanata una Legge che vieti alle banche italiane di investire piu’ di una minima quota percentuale all’estero e le obblighi invece a tenere piu’ soldi possibili in Italia? E perche’ non viene varata un’altra Legge che vieti alle Banche italiane di ottenere un profitto superiore all’ X% (tenuto basso), a costo di multarle dell’intero importo eccedente piuttosto, piu’ qualcosa in piu’ cosi’ imparano?

E che cazzo, c’abbiamo le quote latte e le quote agrumi, non possiamo avere anche le quote profitti?

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17 ottobre 2008 - Posted by | Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , ,

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