TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

La McLaren non ha mai smesso di imbrogliare

L’hanno scorso la scudera di Formula 1 McLaren Mercedes e’ stata condannata dalla stessa Federazione per aver sottratto segreti industriali alla scuderia Ferrari Marlboro, traendo un notevole vantaggio dal know-how della casa di Maranello. Per questo, l’anno scorso, la McLaren perse tutti i punti guadagnati nel campionato costruttori. La Ferrari vinse entrambi i trofei: quello piloti (Raikkonen), di un punto su Hamilton, e quello costruttori che, a conti fatti, avrebbe vinto comunque, anche se la McLaren non fosse stata penalizzata. Si sperava che questi signori, un po’ inglesi un po’ tedeschi, avessero imparato qualcosa. E invece no!

Quest’anno, ieri in Brasile, situazione analoga: titolo costruttori praticamente in tasca alla Ferrari, e titolo piloti in ballo, con Lewis Hamilton (McLaren) che partiva con 7 punti di vantaggio di Felipe Massa (Ferrari). Stessa pista dell’anno scorso, e quindi stesso copione. Ferrari parte in testa, gara strepitosa (sul bagnato), con Massa che praticamente lascia tutti gli altri a corrersi un Gran Premio separato. Hamilton annaspa, cercando di barcamenarsi tra la 4a e la 6a posizione (gli basta arrivare quinto per vincere il titolo).

A 3 giri dalla fine, Hamilton e’ quinto, ed e’ campione del mondo di F1.

A 2 giri dalla fine, Hamilton fa la solita cazzata “emozionale”, va largo ad una curva, il bravissimo Vettel (Toro Rosso) lo infila e se lo mette dietro come un allocco. Massa e’ campione del mondo di F1, con Alonso (Renault) che viaggia secondo, Raikkonen (Ferrari) terzo e Glock (Toyota) quarto.

A 500 metri dal traguardo (con Massa che l’ha gia’ tagliato vittorioso), la Toyota di Glock ha un misterioso rallentamento, niente di grave, qualcosa come un’esitazione. Una cosa minima, ma quel tanto che basta per far passare Vettel e, soprattutto, Hamilton il quale, a 10 secondi dalla fine del Gran Premio del Brasile, riconquista magicamente il titolo e beffa tutti, ma proprio tutti.

Glock si piazza sesto, la McLaren vince il titolo piloti e un paio di miliardi di tifosi della Ferrari se lo prendono in quel posto.

Complimenti, alla faccia del fair play inglese (McLaren e’ mezza inglese e mezza tedesca). Se fossi in Ferrari farei ricorso, perche’ e’ vero che bisogna saper perdere, ma cosi’ no!

Sarei curioso di sapere quanto incassera’ la Toyota dalla Mercedes ora. Purtroppo io ho una Toyota, cerchero’ di cambiarla al piu’ presto, nel frattempo smettero’ sicuramente di acquistare prodotti Panasonic (lo sponsor).

3 novembre 2008 - Posted by | Bestialita' | , , , , , , , , ,

3 commenti »

  1. Ho immediatamente pensato la stessa cosa, anche se nell’immediato dopo gara la conduttrice Rai si è premurata di informare che Glock ha girato sullo stesso tempo di Trulli: grazie al cazzo, Jarno era cinquantesimo…
    Se Mosley pensasse un po’ allo sport anzichè alle orge, acquisirebbe la telemetria della vettura di Glock, le comunicazioni box-pilota e le immagini del box Toyota degli ultimi dieci giri.
    Purtroppo sarebbe una specie di Commissione Warren: se trovassero mai qualcosa, la McLaren dovrebbe saltare i prossimi dieci anni di F1 e quel poco di credibilità che rimane al baraccone se ne andrebbe a farsi fottere.
    Mi sa che abbiamo ragione, ma non se ne farà niente.
    A meno che la Ferrari scopra qualcosa ed abbia voglia di piantare un gran casino…
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 3 novembre 2008 | Rispondi

  2. […] rabbia e orgoglio (e un po’ di pregiudizio) Non mandero’ giu’ facilmente la “sola” patita dalla Ferrari e da tutti noi tifosi domenica scorsa. Al Gran Premio di F1 del Brasile si e’ consumata […]

    Pingback di F1, rabbia e orgoglio (e un po’ di pregiudizio) « Tutto Qua? | 5 novembre 2008 | Rispondi

  3. Mah! Secondo me la Ferrari un pensierino potrebbe anche farlo sulla questione. Ma la verita’ e’ che se io fossi in Domenicali & C. mi concentrerei molto di piu’ sul perche’ si sia arrivati a giocarsi il Mondiale all’ultima gara. Visto lo strapotere tecnico, la questione andava chiusa con due o tre gare di anticipo, come faceva il buon Tedescone. Se si arriva a giocarsela in Brasile, 7 punti sotto, sperando poi in un miracolo, che poi era anche avvenuto, salvo pezza miracolosa di Ron Dennis, allora qualcosa di grosso e’ andato storto.

    Credo che l’anno prossimo in Ferrari qualcosina cambiera’, se non altro la strategia sulla gestione del piloti, fin dalla prima gara.

    Commento di tuttoqua | 5 novembre 2008 | Rispondi


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