TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Dall’influenza al Cosmo

Mi sono beccato l’influenza, quella piu’ o meno classica: febbre, irritazione delle vie respiratorie, tosse a cannone (sorvolo sui proiettili del cannone), poco appetito, dolore alle ossa e capacita’ di pensare prossima allo zero. Il primo che dice che la mia capacita’ di pensare e’ sempre prossima allo zero, gli attacco il virus!

Proprio mentre me ne tornavo a casa ieri pomeriggio, mi sono reso conto della fragilita’ del nostro corpo. Un cosino minuscolo, invisibile, ci mette in ginocchio con una facilita’ disarmante. E un’influenza, in effetti, non e’ nulla. Ci sono virus molto piu’ bastardi che ci possono far fuori in pochi giorni, l’Ebola e’ il primo che mi viene in mente.

E mentre riflettevo su questa questione, mi e’ venuta fuori una divagata. Indegna, senz’altro, del miglior Dottordivago, ma pur sempre una divagata che mi ha portato a rapportare la nostra fragilita’ su scala molecolare a quella su scala cosmica.

Ho preso un essere umano e l’ho collocato sul pianeta Terra, e ho riflettuto sul fatto che nell’ambito del nostro stesso Mondo, solo alcune zone climatiche ci consentono di sopravvivere senza troppo sforzo. Verso i Poli fa un freddo mostruoso, idem oltre i 2.000 metri sul livello del mare. Troppo vicino all’Equatore nemmeno va bene, fa un caldo pazzesco. In molte aree poi, l’aria e’ troppo secca oppure troppo umida. Alla fine si puo’ vivere piu’ o meno dovunque, ma con grande spirito di sacrificio e adattamento. Ma solo una zona temperata senza fenomeni monsonici e’ l’ideale. Vogliamo dire che la spiaggia di Marina Piccola a Capri potrebbe fare al caso nostro? E diciamolo!

Ho spostato poi questo concetto dal pianeta Terra al Sistema Solare: l’unica zona favorevole allo sviluppo della vita e’ (guarda caso) quella in cui si trova la Terra: circa 150 milioni di chilometri dal Sole. Marte dite? Troppo lontano, quindi poco calore e poca luce. Venere? Troppo vicino, quindi un inferno di fuoco con troppe radiazioni micidiali. Capri, finora, resta la candidata ideale.

Lo stesso ragionamento si applica su scala Galattica. Il Sistema Solare si trova alla periferia della Via Lattea, su uno dei due bracci della spirale. Avvicinandosi al nucleo galattico, il numero di stelle aumenta in modo non lineare: come dire, ci sono piu’ stelle per anno luce cubico. Lo so che come definizione fa schifo ma e’ tanto per capirci.

Piu’ stelle significa piu’ pericolo: radiazioni, esplosioni, supernove, collisioni, stelle di neutroni, buchi neri e chi piu’ ne ha piu’ ne metta. Sapevate che una stella di neutroni emette radiazioni mortali? E sapevate che se domani una stella collassa e diventa una stella di neutroni, anche trovarci a 100 anni luce di distanza potrebbe non essere sufficiente? Mi pare proprio che Capri stia resistendo molto bene.

Per riassumere: il luogo ideale per un essere umano e’ una spiaggia (livello del mare) dove non ci siano virus mortali, collocata nella zona temperata di un pianeta di roccia e acqua, che orbiti alla giusta distanza da una stella della categoria giusta. Il tutto poi si deve trovare nella parte giusta (e sicura) di una Galassia.

Io me ne vado a Capri; qualcuno obiettera’ dicendo che “tanto i virus dell’influenza arrivano pure li'”.

E chi se ne frega!

11 dicembre 2008 - Posted by | Quando uno non ha niente da fare... | , , , , ,

1 commento »

  1. Ok per la spiaggia, ma occhio agli tsunami…
    Guarisci presto, che ti vogliamo sano.
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 11 dicembre 2008 | Rispondi


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