TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

L’India e le Caste

Chiariamo subito un concetto: secondo la costituzione indiana, il sistema delle caste e’ illegale, e qualunque comportamento sociale o discriminazione basata sulla loro esistenza e’, altresi’, illegale.

Ma siamo in India, quindi chi se ne frega, le caste esistono e le ferree regole che le caratterizzano vengono applicate come se niente fosse, alla faccia della costituzione, e a tutto vantaggio di chi nasce ricco e potente. Con questo sistema ci saranno sempre servi a volonta’ e a costi ridicoli: gente sottomessa, destinata a lavorare dalla mattina alla sera per quattro soldi e un letto il cui materasso e’ il pavimento.

Detto questo, spieghiamoci.

Circa 5000 anni fa, quando gli Ariani invasero l’India e la sottomisero, nacque questo sistema. Lo scopo era quello di posizionare gli individui i 4 differenti classi sociali:

  • Brahmana: sacerdoti e maestri;
  • Kshatrya: amministratori, sovrani e soldati;
  • Vaishya: contadini e commercianti;
  • Shudra: servi et similia.

Poi ci sono i Paria, che sono i piu’ infimi di tutti, fanno lavori umilissimi e non possono essere nemmeno toccati, altrimenti tocca purificarsi. Mai visto un indiano lavarsi come si deve, ne deduco che ‘sti paria non li tocca nessuno.

Per questa ragione, quando in India prendi una donna delle pulizie, probabilmente si rifiutera’ di fare alcuni lavori perche’ lei e’ una Shudra e non una Paria. Cio’ si traduce in una cosa molto semplice: quando il mio cane fa le sue cosine in giardino, se non le raccolgo io, non le raccoglie nessuno. Va bene spazzare e lavare i panni, ma guai ad avvicinarsi alla cacca!

Ma come funzionano le caste? E’ semplice, se nasci in una casta, resti dove sei, indipendentemente dalle tue qualita’ o azioni. Ad esempio, se nasci servo, puoi anche essere il nuovo Leonardo da Vinci, resterai comunque servo, e quando per te si trattera’ di lavorare all’ultima cena, significhera’ solo che dovrai sparecchiare e pulire dopo che il tuo padrone avra’ mangiato prima di partire per una crociera nel Golfo del Bengala.

Viceversa e purtroppo, la Storia ci insegna che se uno nasce nella bambagia, difficilmente sara’ il nuovo Leonardo da Vinci, perche’ serve farsi un po’ il mazzo per forgiare i propri talenti e farli emergere, e bisogna soffrire per ottenere qualche risultato. Se nasci ricco e agiato, probabilmente condurrai una gran bella vita, ma non dipingerai alcuna Monnalisa. Ovviamente ci sono eccezioni a tutto questo, ma non ci servono ora.

Una volta, un amico di mio padre, direttore di una delle banche piu’ importanti d’Italia, mi disse: “rimpiango una sola cosa: non aver fatto il vice direttore, ma di essere diventato direttamente il grande capo”. Avevo 19 anni all’epoca e non dissi nulla. Oggi gli avrei detto: “caro amico, mi fa piacere che tu lo riconosca. La colpa allora non e’ tua, ma di chi ti ci ha messo per ragioni politiche e non per meriti e competenze effettive”. Per la cronaca, quella banca e’ stata acquisita qualche anno fa da un grande gruppo perche’ sull’orlo del fallimento… Non so che fine abbia fatto il direttore.

Torniamo in India, per dire che l’unico modo per ambire ad una casta superiore (nessuno ambisce ad una casta inferiore!) e’ quello di fare il bravo per tutta la vita, nella speranza di non reincarnarti di nuovo in un poveraccio, ma in qualcosa di meglio. Questa cosa si chiama Karma: le tue azioni, le tue parole ed i tuoi pensieri determinano il tuo stato sociale nella tua prossima vita, mentre quello attuale l’hai determinato tu stesso nelle tue vite precedenti.

Morale: se sei buono puoi farcela, se sei uno stronzo rinasci Shudra!

Ora, a giudicare dal comportamento dell’indiano medio, fra un paio di generazioni dovremmo avere un’India piena di servi e sguatteri. Vedremo.

18 dicembre 2008 - Posted by | Bestialita' | , ,

2 commenti »

  1. Stringi i denti, soldato.
    Questa sporca guerra finirà.
    E si tornerà a casa.
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 19 dicembre 2008 | Rispondi

    • Mi serve sapere quanti giorni mancano all’alba!

      Commento di tuttoqua | 22 dicembre 2008 | Rispondi


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