TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Dispositivi pericolosi in aereo? Si o no?

Ieri ho volato Kingfisher per fare Delhi-Mumbay-Delhi in giornata.

E come mi e’ accaduto di osservare altre volte durante i miei voli nel sub-continente e dintorni, una buona fetta di indiani se ne fotte di rispettare le regole. E fin qui amen, ma la cosa diventa un po’ preoccupante, e anche piuttosto fastidiosa, quando questa stessa fetta tende ad ignorare le disposizioni in materia di sicurezza.

Sul volo di ieri, quando ormai eravamo in finale (tecnicamente significa a meno di 20 miglia dalla pista, con l’aereo allineato ed il carrello aperto), c’erano:

1- Una signora che scattava beatamente foto con una macchina fotografica digitale;

2- Un tizio (seduto alla mia destra) che ascoltava tranquillamente il suo iPod, cosa che tra l’altro ha fatto per tutto il volo, martellandomi le orecchie con una musicaccia indiana orrida!

3- Qualcuno, alcune file piu’ indietro, che ha ricevuto un SMS (be-bep… pausa… be-bep. Tipicamente Nokia).

Ora, i telefoni cellulari sono proibiti per tutta la durata del viaggio, dal momento cui cui l’aereo chiude le porte e lascia il gate fino a quando vi ritorna dopo l’atterraggio. Gli altri dispositivi sono consentiti solo in crociera e mai durante decollo ed atterraggio.

Quindi, i tre soggetti in questione stavano chiaramente violando le regole. Ho fatto subito notare la cosa all’assistente di volo seduta nei pressi, e lei mi ha risposto di non poter far nulla perche’ era in fase di “no contact”. Questa procedura non la conoscevo ancora, ma mi sembra di aver capito che durante i minuti che precedono l’atterraggio, quando anche l’equipaggio prende posto e allaccia le cinture, sia loro proibito muoversi per ragioni di sicurezza.

A parte il fatto che, almeno il tizio con l’iPod avrebbe potuto schiaffeggiarlo se avesse voluto perche’ sedeva solo una potrona piu’ in la’, ma la sicurezza dell’aeromobile in generale dove la mettiamo? Se lo schermo CRT davanti al pilota sparisce all’improvviso per via di un’interferenza, il “no contact” te lo fai fritto, perche’ ti schianti e crepi come un idiota, con la cintura di sicurezza ben allacciata pero’!

Per esperienza sono certo che su qualsiasi volo da e per l’India, dove ci siano indiani a bordo appartenenti alla famigerata fetta, ci sia almeno un cellulare acceso o che viene riacceso gia’ prima di atterrare (spesso si sente il jingle Nokia che segnala l’accensione del dispositivo). Inoltre, tutti i laptop moderni sono dotati di scheda Wi-Fi che emette un segnale radio ad alta frequenza, pericoloso anch’esso per la navigazione. E allora, pur essendo l’uso del computer consentito durante la fase di crociera, quanti passeggeri spengono il Wi-Fi?

In ogni caso, non commento l’incivilta’ di questi soggetti, ma mi chiedo: questi dispositivi sono veramente pericolosi per la navigazione aerea? No, perche’ se cosi’ fosse, nel sud dell’Asia dovrebbe verificarsi almeno un incidente al giorno! E invece non accade, come mai?

Fortuna? Non ci credo. Statistiche a favore? Non ci credo! Ma non sara’ che in realta’ le radiazioni e le interferenze emesse da cellulari e roba simile non gli facciano un baffo a questi aerei?

Non voglio dubitare di chi spende tempo e soldi nel fare indagini ed emanare regolamenti, e non voglio nemmeno discutere sulla loro applicabilita’: per me una legge e’ una legge ed io la rispetto in quanto tale, senza domandarmi circa la sua legittimita’. Gli indiani questo non lo fanno e, incidentalmente, mi fanno venire qualche dubbio.

Allora, ‘sta roba e’ pericolosa o no?

9 gennaio 2009 - Posted by | Bestialita', Cose tecniche | , , , , ,

2 commenti »

  1. Mah… secondo me le “disposizioni di sicurezza” che conosciamo hanno la stessa utilità di sapere che sotto al sedile c’è il giubbotto salvagente, e in caso di ammaraggio e di uscita da un finestrino, lo si deve gonfiare solo dopo l’uscita. Non credo che in caso di disastro il passeggero medio si ricordi:
    1) dov’è il giubbetto
    2) come allacciarlo
    3) dov’è che deve andare per uscire
    4) se l’uscita è un finestrino o una porta
    Risultato:
    quelli che non muoiono per infarto o per traumi vari, muoiono annegati a causa di un cretino che ha intasato il finestrino col giubbetto gonfio. E a bordo nessuno ha un coltello per tagliarlo.

    Tuttavia da bravo pecorone rispetto alla lettera le norme di sicurezza, quasi come una “liturgia” che ha un che di scaramantico…

    Commento di misterpinna | 9 gennaio 2009 | Rispondi

  2. Questo mi ricorda uno sketch di Giobbe Covatta che diceva di non capire perche’ sulla rotta Roma-Francoforte ci fosse il giubbotto di salvataggio. Diceva piu’ o meno: ” non c’e’ un centimetro di mare tra Roma e Francoforte, che me ne devo fare del giubbotto? Dammi un paracadute piuttosto!” 🙂

    Commento di tuttoqua | 9 gennaio 2009 | Rispondi


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