TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Se la crisi vi colpisce… parte seconda

L’altro ieri ho promesso di girarvi qualche dritta su come affrontare al meglio (si spera!) la malaugurata situazione di aver perso il posto di lavoro. Oggi riprendiamo il tema, e dopo aver cercato in tutti i modi, nel POST precedente, di tirarvi su il morale, stavolta cerchero’ di essere un po’ piu’ pragmatico, ed affrontero’ la situazione di petto insieme a voi.

Dopo aver calcolato il vostro Profit & Loss (piu’ Loss che Profit probabilmente), vi avevo anche chiesto di annotarvi alcuni dati:

  • Eta’ anagrafica
  • Anni di esperienza professionale
  • Lista dei mercati o tipologie di business in cui vorreste lavorare
  • Stipendio a cui ambite

Perche’ vi ho chiesto di fare cio’? Perche’ questi dati, seppur da integrare con ulteriori dettagli su cui non vale la pena di spendere energie per ora, vi consentono di fare una classificazione di voi stessi.

In base ad eta’ ed esperienza, possiamo riferirci alle seguenti tre aree professionali o categorie:

a) “Giovane” (sotto i 30 anni), con pochi anni di esperienza (meno di 5)
b) Middle Manager (sotto i 40), con 7/12 anni di esperienza
c) Top Manager (sopra i 40), con almeno 15 anni di esperienza

Esistono altre due categorie, tutt’altro che rare, che pero’ vanno trattate diversamente. E sono:

d) “Middle/Top Manager” rampante, sotto i 40 ma gia’ molti anni di esperienza, oppure un brillante talento per il management. Oppure un farloccone politicizzato che ha fatto carriera baciando terga e quando ha perso gli sponsor ha perso pure il posto. Oppure un nipote di Agnelli.
e) “Anziano” (oltre i 50, senza offesa), ma non ha fatto una gran carriera, se per motivi giusti o meno giusti non ci riguarda.

Prima di scegliere l’approccio, a seconda della categoria di appartenenza, fissiamo due regole d’oro.

La prima e’ che, in tempi di crisi, e’ fortemente consigliabile lasciar perdere i Siti Web che pubblicano annunci di lavoro. In tempi di crisi, infatti, ci sara’ una concorrenza spietata, gli annunci saranno pochi, le societa’ di selezione saranno subissate di Curriculum, e gestiranno i candidati con molta superficialita’ e fretta. Il che, tradotto in parole povere, equivale a: manderete centinaia di CV, nessuno vi rispondera’, e perderete tempo prezioso e, con esso, le speranze di ricollocarvi!

Cosa fare? Meglio utilizzare i canali personali, amici, conoscenti, ex datori di lavoro, clienti (precedenti/attuali), insomma, far leva sui propri link professionali. Cio’ consente rapido accesso alle opportunita’ aperte, comunicazione diretta, disponibilita’ immediata delle referenze necessarie e, cosa non trascurabile, la sensazione di muoversi verso una direzione (non importa quale, l’importante e’ che ci si muova). In un momento difficile come questo, avere una ragione per restare ottimisti e’ quanto di meglio si possa cercare. Anche presentarsi di persona presso una societa’ di selezione funziona discretamente. Se non conoscete nessuno, allora telefonate, prendete un appuntamento, andate e presentatevi, spiegando tranquillamente la situazione, evitando di dire peste e corna del datore di lavoro che vi ha appena mandato a casa e, piu’ in generale, gestendo l’incontro come un vero e proprio colloquio. Lo sapete come ci si presenta a un colloquio, vero?!

La seconda regola d’oro e’ che, in tempi di crisi, tutto fa brodo, o quasi tutto. Mi riferisco a tutte le categorie, ma in particolare alla b) e alla d). Meglio far sparire la puzza sotto il naso. E’ inutile, e anche dannoso, attendere il principe azzurro delle opportunita’! Non arrivera’ mai! Non arriva in tempi di vacche grasse, figurarsi ora. Il compromesso e’ cio’ che vi serve, anche a costo di sospendere per un po’ le proprie ambizioni di carriera oppure di dover modificare il proprio stile di vita. Prendete cio’ che ritenete accettabile, anche un principino azzurrino sbiadito e un po’ fesso, tanto nessuno vi impedisce di continuare a cercare mentre portate un po’ di stipendio a casa. Ecco, dunque, perche’ vi avevo chiesto di annotarvi lo stipendio a cui ambite. Fate il P&L come si deve, e fissatevi come obiettivo un reddito che vi consenta di pagare i conti almeno; se poi ci scappa qualcosina per due settimane di vacanze ad Agosto, tanto di guadagnato.

Esempio: se prima avevate uno stipendio annuo lordo di 60.000 Euro, e ora lo volete tale e quale, rischiate di fare un buco nell’acqua. Magari 50.000 Euro, per ora, potranno bastare (fate anche bene i conti sul netto, perche’ potreste finire in un’aliquota diversa oppure, comunque, trovarvi qualcosa in piu’ del previsto in tasca alla fine del mese per via dell’imponibile piu’ basso).

Diverso, invece, e’ il discorso sul mercato di riferimento. Data la scarsita’ di posti di lavoro, e’ piuttosto difficile, se non impossibile, che proprio ora riusciate a cambiare mercato, mantenendo stipendio ed inquadramento. Se avete 5 anni di esperienza come IT Manager presso un’istituto finanziario, non cercate di diventare Delivery Manager per una societa’ di Software/Consulenza ICT. Siete un cliente, diventare un fornitore non e’ un’impresa facile e lo sanno tutti, anche i potenziali datori di lavoro. Solo una amico potrebbe fidarsi di voi e darvi un’opportunita’, ma quanti amici conoscete che rischierebbero la loro reputazione in azienda ed i loro numeri solo per salvare il culetto a voi? Puntate piuttosto a qualcosa di simile (l’IT e l’IT…) in un mercato diverso. Ad esempio logistica e trasporti, assicurazioni, produzione di beni durevoli.

Cosa fare invece rispetto al tipo di contratto? Indubbiamente un’assunzione a tempo indeterminato ha i suoi vantaggi, almeno in Italia, visto che garantisce una discreta sicurezza. Ma se siamo qui a discutere di tutto cio’, e’ vero anche che la cosa e’ relativa. Certo, se siete un dipendente e la vostra azienda vi vuole licenziare, deve creare il caso, ma negli ultimi anni ne ho viste di cotte e di crude, tipo:

1- “In seguito alla riorganizzazione, la tua posizione non esiste piu’ e non abbiamo alternative da offrirti.

2- “La tua performance review non e’ granche’, ed e’ gia’ la seconda volta. L’altra volta avevi ricevuto un avvertimento, stavolta te ne devi andare”.

3- “Piu’ di un cliente si e’ lamentato di te pesantemente…”, ed il finale e’ lo stesso.

4- “Dobbiamo tagliare i costi, accetti un incentivo all’esodo di tre mesi?”. Se non accetti, ti sospendono formalmente dal servizio, senza stipendio. Puoi fare causa, se vinci prendi tutti gli arretrati e magari anche i danni. Ma vinci? E quando, dopo 10 anni di tribunali? E che fai nel frattempo? Se sei sospeso sei ancora un dipendente, e non puoi andare a lavorare con un altro.

5- Mobbing e demansionamento vario…

6- Altre soluzioni creative…

Quindi, il tipo di contratto diviene una variabile molto elastica. In caso di necessita’ anche un contratto a tempo determinato puo’ andare bene, anche una consulenza, anche un contratto a progetto, una cosa qualsiasi a partiva IVA. Non formalizzatevi e non bloccatevi su questo dettaglio che, seppure importante, assume una rilevanza relativa rispetto alla vostra situazione.

Cio’ che conta e’ assicurarsi che il contratto contenga i paletti giusti, che le clausole ci siano tutte e siano legali. Leggete bene tutto prima di firmare.

Avevate la clausola di non concorrenza nel contratto precedente? Cioe’ quella clausola che vi impedisce, una volta lasciata l’azienda, di andare a lavorare con un concorrente per uno o due anni? Se vi hanno licenziato, la clausola non vale. Se avete dato le dimissioni, allora assicuratevi che vi abbiamo sempre pagato il relativo guiderdone (la clausola di non concorrenza prevede una quota mensile che l’azienda deve aggiungere allo stipendio). Se non vi hanno pagato, la clausola non vale! E se vi hanno pagato, beh ciccia, hanno la coscienza sporca, che vi facciano causa loro stavolta!

Vorrei chiudere con una lista di approcci diversi al problema, a seconda della categoria di appartenenza.

a) Siete giovani, relativamente inesperti, ma siete ambizioni, forse giustamente, e avete un sacco di energia. Difficile non trovare un’altra collocazione a tempo indeterminato, cercate di restare flessibili sullo stipendio e andra’ tutto bene. Nel vostro caso, nonostante quanto detto prima, i portali tipo Monster possono funzionare. Anzi, gia’ che ci sono, ve ne segnalo uno mitico: Jobespresso. Il bello di questo portale e’ che cerca per voi in una marea di siti, tipo Monster stesso, il Corriere.it e tanti altri. Vi fa risparmiare un sacco di tempo, il trucco e’ quello di usare parole chiave restrittive, in modo da evitare di ottenere risultati troppo generici (vista la mole di dati).

b) Avete gia’ una bella dose di anni di lavoro sulle spalle, siete ancora giovani (la soglia dei 40 e’ critica, ma voi non ci siete ancora), avete ancora discrete possibilita’. I portali non usateli, parlate con colleghi presenti e passati, anche i vostri riporti diretti e indiretti (non c’e’ da vergognarsi). Mettete ordine nel vostro CV e preparate una lista di referenze (chiedete il permesso ai soggetti interessati, prima di pubblicare i loro nomi, numeri di telefono ed indirizzi email!). Siete anche nella fase giusta per poter ottenere dei contratti di consulenza ben pagati, oppure avviare un’attivita’ in proprio se la cosa vi intriga. Opportunita’ all’estero sono assolutamente da prendere in considerazione, specialmente se single! Head hunter come Michael Page, Spencer Stuart ed altri possono aiutarvi.

c) Voi non dovreste avere problemi, avete gli agganci giusti. Di solito voi cadete abbastanza in piedi e, se cadete di sedere, il conto di banca dovrebbe sostentarvi per un bel po’. Se siete bravi il mercato vi conosce, qualcuno vi chiamera’, magari non per fare il CEO ma per fare l’angelo custode di un CEO incapace. Questi contratti sono da favola, anche se oggi ci sono e domani chi lo sa? Se siete politicizzati e i vostri sponsor si sono dileguati, allora e’ il caso di attendere tempi migliori. A meno che non decidiate di rimboccarvi le maniche, ma in quel caso dimenticatevi lusso e ricchezza. Se siete nipoti di Agnelli, beh… che culo!

d) Voi siete una categoria difficile. Avete le palle, questo e’ fuori di dubbio, ma siete anche emotivi e lo stress abbonda nel vostro organismo. In questo momento siete particolarmente spaventati e non sapete dove girarvi. Le state provando tutte, state anche facendo qualche colloquio, ma avete la sensazione che siano tutti piu’ bravi/esperti di voi e vi rendete conto che quei pochi che vogliono darvi un lavoro intendono pagarvi molto poco. E quando decidono che chiedete troppo, vi propinano la solita storia che “siete dei fenomeni ma…” poi c’e’ sempre un “ma” ridicolo alla fine della frase. Voi dovete cercare con attenzione… voi siete quelli sul punto di vendere l’auto oppure siete sul punto di arrendervi e tornare a fare i capi progetto a meta’ dello stipendio di prima. Non c’e’ problema, ma avete visto il vostro P&L? Siete sicuri di farcela? Se si’, allora andate, ricominciare da un paio di gradini piu’ in basso non vi fara’ male, anzi vi rendera’ piu’ tosti. Se non ce la fate, e se non trovate un lavoro adeguato, allora accettate comunque il compromesso, ma lavorate bene sul vostro P&L e tagliate tutto il tagliabile. Anche per voi, le opportunita’ all’estero sono da tenere in altissima considerazione. La vostra famiglia dovra’ seguirvi, che altro potrebbe fare?

e) Cosa dirvi? Voi siete la categoria piu’ difficile… Perche’ vi hanno mandato via? Non guadagnate uno sproposito, ergo non siete un costo particolarmente preoccupante per l’azienda. Avete negoziato bene prima di andarvene? Magari potevate farvi pagare i contributi mancanti alla pensione e andarci subito. Se non l’avete fatto, allora il vostro obiettivo e’ proprio questo: ricollocarvi in modo da guadagnarvi l’agognato riposo. Una cosa e’ certa: avete sicuramente uno skill particolare, siete bravi a fare una cosa precisa, anzi, per un bel po’ di tempo, vi siete considerato indispensabile ed insostituibile. Allora fate valere la vostra conoscenza specifica, presentatevi ad una societa’ di selezione, avanzate poche pretese e restate aperti ad ogni opportunita’. Spiegate in dettaglio quanto siete bravi su quella certa cosa e quanto avrebbe bisogno di voi uno di quei manager rampanti della categoria d). Avete l’esperienza, ma avete anche la saggezza e la stabilita’ emotiva, visto che ne avete gia’ viste a sufficienza. Cos’altro dirvi? Forse dovreste insegnare voi qualcosa a me.

Comunque vada, anima e coraggio e in bocca al lupo! 😀

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15 gennaio 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche | , , , , , , ,

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