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L'umanita' sta regredendo

Perche’ l’India non puo’ farcela – 1

Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica, che si chiamera’ “Perche’ l’India non puo’ farcela”. In questi ultimi anni si sta facendo un gran parlare del boom economico di questo paese, della crescita impressionante, per alcuni spaventosa, per altri preoccupante e per altri ancora non lo so.

Vivendo e lavorando in India posso affermare di trovarmi in una posizione privilegiata per osservare questi fenomeni da vicino, e tastare il polso della situazione. Non e’ trascorso molto tempo, prima che potessi comprendere due cose fondamentali:

1- L’India non e’ come ce la dipingono i media, piuttosto che i libri di certi scrittori che in India non ci sono mai venuti, e se ci sono venuti sono atterrati a Delhi, andati nel resort a 5 stelle di Goa, risaliti sull’aereo e tornati a casa. L’India e’ molto ma molto peggio di cosi’. Le cose belle in India si contano sulle dita di una mano e, per certo, non hanno niente a che fare con l’esperienza mistica, con gli occhi e il sorriso degli indiani e col Taj Mahal.

2- L’India non ce la puo’ fare. Il retaggio culturale, le pratiche e gli atteggiamenti sociali, la corruzione imperante, le posizioni religiose, le divisioni interne, le caste, il karma, la poverta’ e l’ignoranza dilaganti e tutto il resto faranno si’ che il sub-continente affondi sotto il suo stesso peso.

Allora, come faccio a convincervi che l’India non puo’ farcela? Cercando di aprirvi gli occhi su alcuni dettagli che, non solo tendono a sfuggire, ma sono assolutamente invisibili a chiunque non si trovi dentro il territorio come me.

E inizio da una cosa piuttosto banale ma che, a mio avviso, e’ in indicatore del progresso mentale e sociale di questa nazione.

Un paio di giorni fa leggevo un trafiletto su Hindustan Times, uno dei maggiori quotidiani nazionali, in cui si cercava di fare dell’ironia piuttosto diretta sul fatto che gli americani stiano ammassando gabinetti portatili nel luogo dove il presidente Obama oggi terra’ il suo discorso alla Casa Bianca.

L’articolo diceva che per gli americani sara’ un bel problema capire se 5.000 cabine basteranno per soddisfare i bisogni di alcune centinaia di migliaia di sostenitori che accorreranno sul posto per poter essere parte di questo straordinario evento.

In sostanza, quindi, il quotidiano si faceva beffe del problema e rideva del fatto che qualcuno si stesse dando da fare in modo serio per risolvere questo problema logistico e decidere, magari per tempo, se fosse o meno il caso di aumentare la capacita’ dell’improvvisato apparato fognario.

Questo sberleffo fa capire quanto in India sia importante l’igiene e quanto sia rilevante l’attenzione ai servizi ai cittadino. In India, chiunque abbia un bisogno impellente, si ferma per strada, ovunque si trovi, e deposita sul posto il pacchetto, liquido o solido che sia.

L’India e’ un porcile anche per questa ragione: merda e urina si trovano ovunque, e provengono dagli animali che sono liberi di girare per le strade (bovini, equini, suini…) ma, soprattutto, dagli essere umani, che considerano il loro paese come una cloaca a cielo aperto. In India baciarsi in pubblico e’ considerato un gesto riprovevole, mentre cagare davanti a un negozio di alimentari e’ perfettamente normale.

Qui il problema dei cessi portatili non se lo pongono, il luogo deputato ad accogliere il discorso di un qualsiasi personaggio degno di nota, diviene una latrina ancora prima che il discorso abbia inizio. Visioni orribili e puzze stomachevoli sono all’ordine del giorno.

Quindi, che un quotidiano nazionale trovi il tempo, lo spazio e la voglia soprattutto di prendere per il culo gli americani che cercano di installare bagni pubblici cosi’ che uno possa evitare di farsela addosso, e’ un indicatore chiarissimo del modo di pensare e di agire di questa gente!

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20 gennaio 2009 - Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , ,

4 commenti »

  1. ma che piacevole scoperta questo tuo blog! me lo sono messa tra le letture piacevoli, ormai sono così pochi gli scrittori acuti e con qualcosa da dire.

    In quanto al rapporto cessi-civiltà avrei da dire molto, essendo un argomento che mi ha sempre affascinata. Però per il momento mi limiterò a ribattere alla tua analisi (ma solo per puro spirito polemico, visto che in fondo la condivido).
    – Un giornalista americano durante le olimpiadi invernali a Torino scrisse un editoriale sul bidet che aveva nel suo bagno d’albergo: non sapeva identificare l’oggetto. All’inizio ipotizzò che fosse un piccolo lavabo per piccola biancheria, poi un oggetto extra-lusso per pediluvio, infine decise che era sicuramente un lavabo per nani visto che l’hotel era segnalato per l’alto livello di accessibilità ai diversamente abili. Più incivili gli americani senza bidet (che quindi non si puliscono perbenino dopo aver cagato) o noi con? Eppure…
    – Se la mia vicina fa cagare il cane davanti al mio cancello, prendo la pala e le lancio il prodotto vicino al suo. Se lo facesse in Svizzera, verrebbe multata. Ok, più civili gli svizzeri, senza dubbio. Ma la periferia delle città svizzere è spesso più sporca di merda di cane delle nostre periferie. Quindi: più civile distribuire egualmente il prodotto lordo per tutta la superficie disponibile o garantire ipocritamente una zona off-merda nel centro cittadino aumentando la quantità nella periferia?

    Non ultimo, i romani mangiavano e si ficcavano due dita in gola per vomitare: hanno conquistato gran parte del mondo conosciuto. Gli inglesi della Regina Vittoria hanno colonizzato 1/4 delle terre conosciute e sono tra i popoli meno dediti alla pulizia personale e casalinga che io abbia conosciuto.
    Forse, quindi, l’India delle possibilità le ha 🙂

    Commento di Erbaviola | 20 gennaio 2009 | Rispondi

    • Grazie, anche a me piace molto il tuo blog, e sei subito entrata nel mio feed reader 🙂

      Riguardo alla pulizia, le tue osservazioni su Romani, Inglesi e via dicendo sono corrette. Il problema e’ che bisogna aggiustare il tiro riadattandosi a un nuovo standard che non pensavo potesse esistere. Anch’io ho sempre ritenuto che gli Inglesi (e vogliamo parlare dei Francesi allora??) fossero piuttosto zozzoni.

      Ma da quando vivo in India, li considero meravigliosi, profumati, lindi, candidi e immacolati. Direi quasi senza peccato 🙂

      La sporcizia dell’India e’ classificabile solo come Indiana, non esistono altre definizioni, e qualunque termine di paragone perde di significato. L’unica cosa che posso aggiungere e’ che con l’India ci possiamo e ci dobbiamo mettere anche il Pakistan e il Bangladesh che, poi, altro non sono che emanazioni musulmane dell’India.

      Commento di tuttoqua | 21 gennaio 2009 | Rispondi

  2. Articolo al vetriolo ma che tutto sommato non si discosta poi tanto dalla realtà indiana: devo ammettere con rammarico che ciò che hai scritto ha del fondamento di verità, anche se forse ti sei lasciato un pò troppo andare nell’affondo.
    Visto che parliamo di cose simili vieni a visitare il mio blog e scambiamoci impressioni.

    Commento di FDM | 27 aprile 2009 | Rispondi

    • FDM, l’affondo e’ la specialita’ di questo blog 😉 Verro’ senz’altro a leggere il tuo.

      Commento di tuttoqua | 27 aprile 2009 | Rispondi


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