TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

E vabbe’, so’ bambini!

Venerdi 27 Febbraio, la scuola che mio figlio frequenta ha celebrato la giornata dello sport. Io me la sono scansata grazie al lavoro, ma la mia povera meta’ non ha potuto astenersi, e se l’e’ beccata tutta.

Premessa1: lettera su cartoncino inviata a casa, orario d’inizio alle 9:00, festeggiamenti con VIP.

Premessa 2: “portate 500 Rupie che la divisa ve la diamo noi”. Infatti, la sera prima, tipo verso le 18:00, chiama la maestra e ci informa, con largo anticipo, che il giorno dopo “il bambino deve indossare una tuta bianca”.

Ma li mortac… ehm… capirai! Fossimo in Italia, uno fa un salto da Decathlon e trova tutte le tute bianche che vuole! Ma a Gurgaon, dove vacca miseriaccia boia la trovo la tuta bianca?? E infatti, dopo aver girato 700 centri commerciali con grandissima gioia del sottoscritto che adooooora andare per negozi, ce la siamo cavata con una polo bianca e un pantaloncino acetato bianco. Meglio di cosi’ credetemi, non si poteva fare, altrimenti venite voi a vivere qua e io me ne torno a casa! In ogni caso, gli altri bambini (indiani), stavano messi pure peggio.

Il giorno dopo la signora TuttoQua, alle 8:45, esce di casa. “Ma dove vai”, le dico. “Pensi davvero che gli indiani inizieranno mai qualcosa con puntualita’?”.

Alle 10:00 mi chiama: “Siamo ancora qua, stiamo aspettando il VIP…”.

Non commento. Il resto del racconto lo riporto cosi’ come ricordo di averlo ricevuto, almeno spero, e da come l’ho visto in un paio di filmini all’uopo girati sul posto dalla mia signora attrezzata di Nokia N93i.

Due gare: staffetta 4xboh, nel senso che non e’ stato possibile determinare la lunghezza di ogni stint, e checcazzoneso a ostacoli, nel senso che, come sopra, non si sa quanto fosse lunga la pista. Pista poi! Correvano nel giardino della scuola, sull’erba.

Vabbe’, so’ bambini mi direte. Si, i bambini so’ bambini, ma i genitori so’ adulti! Arriva l’ospite d’onore, con piu’ di un’ora di ritardo. Tale Santosh Yadav, una delle poche donne ad aver scalato l’Everest due volte. Ma quando?? 15 anni fa!! E’ ‘na vecchia adesso!! Magari non si ricorda nemmeno come c’e’ arrivata sull’Everest! Ma che razza di VIP sarebbe??

Ve lo dico io! Siccome in India nessuno fa niente per niente, e’ evidente che la scuola l’ha dovuta anche pagare ‘sta ignorante! E per cosa hanno optato? Per l’ignorante piu’ economica sul mercato, una scalatrice che adesso fa la nonna, e di cui nessuno sa una beneamata fava. Persino Wikipedia, che di solito non e’ avara di informazioni, su questa qua dice quattro cose in croce.

Comunque la nonna arriva alle 10 passate, non dice un ciufolo, non chiede manco scusa, cosa che la rende subito gradita al pubblico, si accomoda sul divano sotto l’ombrellone, e si fa servire subito subito un bella parure di bibite fresche. Nel mentre di tutto cio’, i genitori erano li’ da piu’ di un’ora, sotto il sole, senza nemmeno un bicchiere d’acqua stagnante, a macerarsi i maroni nel chicken tikka avariato. E sara’ cosi’ per altre 3 ore buone!

Ma che Lord Shiva mi ascolti, e vi incenerisca con un poderoso rutto al masala!!

Ma ricomponiamoci, e torniamo alle gare. Parte la staffetta, mio figlio e’ nel terzo stint, e fa una performance degna di Michael Johnson alla finale dei 400 metri nel 1996 ad Atlanta. Arriva al traguardo tre quarti d’ora prima degli altri, chiedendosi se per caso gli altri non avessero sbagliato pista, e passa il testimone all’ultimo compagno.

E questo incommensurabile idiota in scala 1:24 che fa? Evidentemente, pensa di essere sulla Lungo Gange, decide di godersi una bella passeggiata al sole fino al traguardo, e viene superato da, nell’ordine:

  1. Cani
  2. Porci
  3. Un drappello di escargot a cavallo
  4. Un brodo di tartaruga zoppa
  5. Ali’
  6. Babba
  7. I quaranta ladroni
  8. Una scorreggia del mio autista
  9. Il Mar Morto
  10. Mia nonna in carriola

Arriva terzo, solo grazie al mostruoso vantaggio ereditato in partenza e al fatto che le scorregge non sono ancora ammesse a questo tipo di competizioni amatoriali.

Mio figlio, figlio appunto di cotanto padre, s’incazza come un licaone, benedice piu’ volte l’India e tutti gli indianèi, e ci manca poco che non vada a schiaffare la medaglia di bronzo nel c… non la vada a regalare all’altro bambino.

E vabbe’, so’ bambini direte voi. D’accordo, so’ bambini, ma so’ pure rincoglioniti! Ma inzomma, piccolo pampino intiano, afere tu capiten che qvesta essere ciornata sport, oppure tu essere completamenten defizienten e penzare di essere a colonia eztiva?? Atesso, caro pampino, tu fenire con me, che faccio fetere io!!

Ma ricomponiamoci nuovamente, e spostiamo pure la nostra attenzione sui checcazzoneso a ostacoli. Altezza degli ostacoli: 15 centrimetri e 3 micron. Ora, io capisco che so’ bambini, ma c’hanno pure 10 anni. Quando a quell’eta’ andavo allo stadio comunale a fare atletica, i miei istruttori mi facevano un mazzo come una capanna!! E se mi lamentavo, mi omaggiavano anche con un paio di giri di pista… quella da 400 metri, da fare con le gambe a tracolla e un tappo di Ferrarelle nelle mutande (Copyright Dottor Divago)!

NOTA: sara’ per questo che sono venuto su alto, bello, biondo, occhi azzurri, forte e prestante? Sara’!

No! In India gli ostacoli sono alti come Pupo. E poi la gente si chiede come mai dalla Cina vengono fuori fior di atleti, e dall’India al massimo arriva il campione mondiale del lancio di lutamma. Fate voi…

Arriva poi il momento tanto atteso: l’esibizione di Tae Kwon Do! Tanto atteso piu’ che altro con preoccupazione. Non ci risultava che nostro figlio avesse mai fatto nemmeno un minuto di pratica. E cosa scopriamo? Che quando noi siamo stati via in Italia per Natale, gli altri bambini hanno fatto 6 minuti, 14 secondi e 7 decimi di allenamento, con un formidabile maestro cintura nera (e pantaloni marroni…). L’unica differenza tra mio figlio e gli altri era la cintura: gialla loro e bianca lui. Evidentemente, in India, bastano 374,7 secondi di pratica per passare di livello… vabbe’ so’ bambini.

Per il resto, il povero TuttoQua Junior se la cava pure bene: copia quello che fanno gli altri, segue i movimenti della cintura nera-marroncino, e la cosa, dopo pochi minuti, si conclude e nessuno si accorge di niente. Ma poi a lui, in fondo, che glie’ frega? C’ha gia’ una bella medaglia di bronzo in saccoccia.

Anche se, quando mi ha raccontato la giornata, c’ha tenuto a precisare che “per me questa vale come una medaglia d’oro, perche’ se non fosse stato per quel f…”. “ALT! Ho capito appapa’! Stai buono appapa’!”.

Ma adesso pero’ c’e’ l’esibizione del maestro… attenzione eh! Chissa’ che mosse spettacolari, che volteggi arditi, che salti e che capriole, che… che fa?? Mette due mattonacci su un tavolino e… AAAAAAAAAAAAAAAAAH! E li rompe, s’inchina, saluta e se ne va, tra gli applausi scroscianti del pubblico indoliofilizzato.

Cerimonia di premiazione: finalmente la vecchia alza le chiappe dal divano, lasciando a sempiterna memoria la forma del suo deretano impressa sui cuscini, manco fosse la Veronica, consegna i premi, arrivederci e grazie, tutto bello, tutto ok, e mo’ dateme li sordi che me ne devo anna’, che me so’ rotta li coglioni, che m’avete fatto lavora’ pure troppo oggi!

Poi dicono che uno si butta a sinistra!

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28 febbraio 2009 Posted by | Bestialita' | 6 commenti

Pizzo oppure Muro?

Forse vi avevo gia’ detto che stiamo ristrutturando un nuovo ufficio in cui, verso Aprile, consolideremo 3 sedi, sparse tra Delhi e Gurgaon. Ma siccome qualcuno ha fatto le cose all’indiana, abbiamo mollato troppo presto la vecchia sede di Gurgaon, prima che l’edificio nuovo fosse pronto. E allora ci e’ toccato arrangiarci alla bene e meglio. Poiche’ non avevo alcuna intenzione di spararmi Gurgaon-Delhi-Gurgaon tutti i giorni, altrimenti mi sarei sparato alla tempia, ho chiesto a certi amici della Corporate di darmi una ventina di scrivanie in una delle loro sedi (quella della Fondazione per essere precisi). E da un paio di mesi siedo la’.

Impiegati e dipendenti che vengono in auto possono comodamente parcheggiare in una grossa piazzola che si trova proprio di fronte all’ingresso principale. Piazzola che, fino a un paio di giorni fa, avevo creduto fosse annessa ai nostri uffici.

Evidentemente no! Giovedi scorso ero fuori a fumare una sigaretta e, verso le 11 del mattino, vedo arrivare un trattore con rimorchio, carico di una decina di muratori e una carrettata di mattoni pieni.

Ma cosa fanno??? Li scaricano direttamente davanti all’ingresso del parcheggio e, in men che non si dica, si mettono a tirare su un muro… per chiudere l’ingresso del parcheggio!! Dopo una mezz’oretta sono sceso di nuovo a vedere, ero troppo curioso… Ecco cosa ho trovato:

mattoni-prima1

Ovviamente gli operai erano gia’ in pausa, beatamente sdraiati in un campo alla sinistra di questa foto, ma si vede chiaramente il mucchio di mattoni che ostruisce l’ingresso, e il muretto che sta venendo su, con tanto di cemento a presa rapida!

Ho pensato… boh… avranno scoperto che c’e’ qualche problema serio, tipo che la terra e’ piena di voragini, oppure magari vogliono semplicemente asfaltarlo. Ma la cosa buffa e’ che avendo chiuso l’unico ingresso/uscita, tutte le auto che erano gia’ dentro (si vedono sullo sfondo), erano praticamente intrappolate!

Ma sapete come vanno le cose qua… mi sono detto amen e vedremo come va a finire.V

Verso le 17:30 scendo a fumare di nuovo, e cosa vedo? Vedo questo:

mattoni-dopo

Il muro non c’e’ piu’ e i mattoni sono stati accantonati di lato!!

Eh ma allora qua devo capire! Chiamo uno dei miei colleghi e gli faccio interrogare per benino una delle guardie all’ingresso, che ahime parlano solo Hindi.

Risultato? Il parcheggio non e’ dell’azienda, e’ demaniale (di fianco corre l’autostrada NH8)! La mia azienda paga il pizzo ogni mese. Questo mese il pizzo non era stato ancora spedito, ed ecco che “qualcuno” aveva subito inviato i punitori a murare il parcheggio!

Poi dicono che in Italia abbiamo la mafia… dilettanti siamo, ecco cosa siamo!

28 febbraio 2009 Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , | Lascia un commento

Effetto Raman

Domani, 28 Febbraio, in India si festeggia la giornata nazionale della Scienza. Questo per celebrare una scoperta scientifica del fisico indiano Chandrasekara Venkata Raman, che gli valse il premio Nobel per la Fisica nel 1930.

Cosa scopri’? Beh, nonostante il mio intelletto superiore (sento gia’ fischi e pernacchi proveniere da ogniddove…), provero’ a spiegarvelo in parole semplici. 😀

Quando un fascio di luce (fotoni) colpisce un oggetto, subisce una diffrazione, cioe’, in qualche modo, i fotoni interagiscono con le molecole che compongono l’oggetto o il materiale in questione. Una parte del fascio di fotoni che attraversa il corpo viene diffusa in modo elastico. In altre parole non gli succede niente: entra con una certa frequenza (energia) e ne esce tale e quale, come se nulla fosse accaduto. Questo fenomeno si chiama Effetto Rayleigh, ma non ce ne frega niente perche’ non e’ di questo che vogliamo parlare.

Il summenzionato buon uomo indiano invece, all’inizio degli anni ’20, si accorse che una bassissima percentuale di questi fotoni viene diffusa in modo anelastico, cioe’ il fotone esce dal materiale con cui interagisce con una frequenza diversa, piu’ alta oppure piu’ bassa. Perche’? Perche’, a seconda del tipo di molecola con cui collide, cede o riceve una quantita’ di energia, scambiandosela con la molecola stessa.

In sostanza e’ come immaginare tante persone che passano attraverso una porta girevole. Molte di loro entreranno ed usciranno sane e salve, tutto bene, tutto a posto, arrivederci e grazie. Qualcuno, scemo o distratto, sbattera’ il muso contro il vetro e ne uscira’ con una gibolla sul mento, o magari, se sara’ uno scemo, distratto ma soprattutto grande e grosso come il sottoscritto, passera’ attraverso il vetro lasciandosi i cocci in scia, per la gioia della porta.

Mi fa sorridere che proprio un indiano si sia accorto che esistono alcuni fotoni deficienti… ma lasciamo perdere…

A che serve l’Effetto Raman? Potendo catalogare la reazione di questi fotoni particolari ogni qual volta attraversano un certo materiale, si possono desumere le caratteristiche fisiche e chimiche del materiale attraversato.

Il fotone esce gibollato sul mento? E’ idrogeno! Una cicatrice sull’occhio? E’ ossigeno! La giugulare gronda sangue? E’ sicuramente ferro, magari ossidato!

L’Effetto Raman ha dato il via alla spettroscopia moderna (da non confondere con la spettrografia), quella scienza che, analizzando lo spettro, ci puo’ fornire indicazioni utili sulla composizione chimica dei materiali da cui proviene un determinato fascio di luce. L’Astronomia ringrazia sentitamente, piuttosto anzicheno, ole’!

Ora che vi ho illuminati, e’ il caso di dirlo, con un potente fascio informativo di fotoni, che e’ scaturito direttamente dal mio intelletto (e da qualche sito web tipo Wikipedia… ehm…), ma che purtroppo si e’ diffuso elasticamente a causa della resistenza nulla opposta dai vostri cervelli, facciamo una riflessione.

Bravo Raman, non c’e’ che dire, sei un fisico degno di sedere a tavola con altre menti illustri. Quello che mi colpisce, e non e’ la prima volta, e’ il livello di astrazione su cui si concentrano le menti scientifiche indiane.

In un paese dove, da sempre, il problema piu’ imminente e’ “cosa mangero’ oggi” oppure “di cosa moriro’ domani”, matematici e fisici che si elevano a teorie cosi’ sofisticate e poco applicabili alla vita di tutti i giorni, mi fanno instristire.

Sembra quasi una pena del contrappasso: moriamo di fame, di malattie, non abbiamo niente, quindi ci concentriamo sulla diffrazione di un fascio di fotoni, o magari sul produrre nuove teorie matematiche talmente complesse che nessuno riesce a scriverci un teorema intorno il che, di fatto, le rende utili come e’ utile un sacchetto di sabbia nel Sahara e piacevoli come un cobra nelle mutande.

In India sarebbe assai piu’ comodo se qualche scienziato si concentrasse su un dispositivo capace di trasformare la cacca in energia elettrica. Visto quanta ne hanno della prima e quanto necessitano della seconda, sarebbe l’invenzione del millennio e garantirebbe all’India l’indipendenza energetica per gli eoni a venire!

Nel Mondo Occidentale si fa un gran parlare delle capacita’ intellettuali degli indiani. Qualche settimana fa raccontavo a un’addetta del check-in di Lufthansa (eh… che devo fare…) delle mie difficolta’ quotidiane nel vivere in questo paese. E lei: “ma come? Ma gli indiani non sono intelligentissimi? Ho sentito dire che in India ci sono i migliori matematici del Mondo”.

Appunto… hai sentito dire! Ma chi te l’ha detto? I Media? E chi glielo dice ai Media? Gli Indiani! E che fanno i Media, vengono a controllare? No! Prendono per buone le indianate e ce le girano. Ma perche’, voi avete mai visto un giornalista o uno scrittore occidentale far parte della commissione d’esame dell’IIT?

In India vivono 1,3 miliardi di persone, milioni di studenti affollano le universita’ ed i centri di ricerca del Paese. Quelli che vogliono fare carriera prendono sicuramente una laurea e uno o due Master. E una percentuale di questi si lancia pure in un dottorato di ricerca. Statisticamente, dall’India, dovrebbero scaturire decine di nuove scoperte scientifiche e di nuove invenzioni all’anno. Perche’ non succede? Sara’ anche la carenza di mezzi e strumenti adeguati, senza dubbio (anche se l’India non fa altro che affermare di essere un paese altamente tecnologico…), ma la verita’ e’ che queste menti sublimi in India non ci sono. E’ un fatto puramente statistico: ogni tanto, qualche cervello superiore lo ereditano anche loro dal buon Dio. Non sono peggiori o piu’ stupidi degli altri (perdonatemi, lo dico perche’ lo devo dire ma non ci credo fino in fondo!), ma non sono nemmeno migliori.

Pero’, a sentire loro e tutti quelli che si bevono le loro fesserie, in proporzione direi che e’ come se in Italia ogni singolo ateneo producesse un grandissimo genio all’anno! Invece in India, come in ogni altra parte del Mondo, la cosa funziona come il Superenalotto. Tutti giocano, tutti immettono miliardi di Euro nelle casse dello Stato e, ogni tanto, qualcuno fa il colpaccio, portandosi via comunque solo una frazione minima di tutti i soldi spesi per giocare.

Idem qui: l’India investe, investe, investe. La gente studia, studia, studia. I professori fanno un mazzo cosi’, fanno un mazzo cosi’, fanno un mazzo cosi’ a tutti e, ogni tanto, uno buono salta fuori, salta fuori, salta fuori! Uno a caso, Srinivasa Ramanujan.

L’India un paese di grandi cervelli? Ma facitm’ o’ piacere! Gli unici grandi cervelli che vedo qui sono quelli degli elefanti, ma in questo caso si tratta solo di cervelli grandi.

27 febbraio 2009 Posted by | Cose tecniche, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Secondo Aggiornamento Incidente Turkish Airlines THY1951

I POST precedenti li trovate qui.

Prima cosa importante: il passeggero italiano Lucio Basso, che si era ferito lievemente durante l’impatto, sta bene ed e’ stato dimesso dall’ospedale 😀

Come dicevamo la scatola nera e’ stata ritrovata, e gli esperti sono sul posto ad effettuare tutti i rilievi. Bisognera’ attendere qualche settimana per gli esiti.

Le ipotesi piu’ accreditate al momento sono due:

  1. Fine del carburante. Pare che in questi tempi di crisi, molte compagnie aree stiano imbarcando solo lo stretto indispensabile. A meno di perdite o guasti agli indicatori, da verificare, questa ipotesi mi sembra improbabile. Non mi risulta che l’aereo sia stato nel circuito di attesa, dunque sarebbe folle da parte di qualsiasi compagnia non imbarcare nemmeno il quantitativo necessario ad andare da A a B senza intoppi, imprevisti o ritadi.
  2. Guasto a flap. I flap sono superfici mobili delle ali (poste ai bordi anteriori e posteriori), che variano la configurazione aerodinamica dell’ala e, di conseguenza la portanza. Alle basse velocita’ (decollo e atterraggio), i flap sono estesi (durante l’atterraggio molto di piu’, anche 40 gradi) in modo che l’aeromobile possa effettuare il “volo lento” senza andare in stallo. In altre parole, con i flap estesi, la spinta generata dai motori genera piu’ portanza, sacrificando la velocita’. Al decollo cio’ consente di staccarsi da terra ad una velocita’ sufficientemente bassa cosi’ che gli aerei non debbano effetturare corse di decollo di chilometri ed i piloti possano controllare il mezzo piu’ agevolmente. All’atterraggio il volo lento permette di arrivare a terra ad una velocita’ tale che l’aereo possa assorbire il contatto col suolo senza problemi. Con i flap chiusi un aereo di linea non atterra e non decolla. Emblematico il caso Spanair, quando il pilota tento’ (per errore!) il decollo con flap completamente chiusi, e causo’ un disastro che non risparmio’ la vita di nessuno a bordo.

Per dovere di cronaca, riporto che due settimane va quel Boeing 737-800 aveva subito un intervento di manutenzione/riparazione ad uno dei flap.

Devo dire che quando ho letto la descrizione della dinamica dell’incidente da parte di alcuni testimoni oculari, i miei modestissimi sospetti si sono orientati anche nella direzione di un problema ai flap. I testimoni, infatti, hanno dichiarato di aver visto l’aereo cambiare assetto, e puntare il naso decisamente verso l’alto per alcuni secondi, salvo poi metterlo’ giu’ subito dopo e picchiare come un sasso. Questa descrizione corrisponde piuttosto bene ad uno stallo. Quando l’aereo tende a perdere portanza, la prima manovra, sia da parte del pilota e sia da parte del pilota automatico, e’ quella di cabrare, cioe’ mettere il naso leggermente all’insu’ per offrire una maggiore sezione alare all’aria, guadagnando spinta verso l’alto. E’ chiaro che se in seguito a questa manovra non accade nulla, tipo dare piu’ manetta, la portanza guadagnata con questo artificio se ne va molto presto a farsi benedire e, a quel punto, l’aereo va in stallo. E quando va in stallo si comporta come un pendolo: mentre inizia a perdere quota, cadendo letteralmente verso il basso come una foglia che cade da un albero, il muso punta in picchiata. La picchiata, se gestita bene dal pilota, e’ ancora recuperabile, a condizione di essere sufficientemente distanti da suolo. Il mezzo impiega molti secondi a riprendere velocita’ e portanza, in modo da offrire al pilota la possibilita’ di tirare la cloche a se’ e cercare di rimettere l’aereo in assetto orizzontale o di discesa controllata. Se l’aereo e’ vicino al suolo, beh… amen.

Se il problema ha riguardato davvero uno o piu’ flap, allora devo riconoscere che il comandante e’ stato davvero un fenomeno a mettere l’aereo a terra in quel modo, davvero un fenomeno!

Ulteriori aggiornamenti seguiranno quando ce ne saranno.

AGGIORNAMENTO 4 Marzo 2009: LINK

27 febbraio 2009 Posted by | Cose tecniche, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , | 1 commento

Potrei anche metterci la firma…

Conoscete quei test che si trovano in giro sul Web? Ce ne sono di tutti i tipi: personalita’, attitudine, carattere, professione, ecc… e ogni tanto mi diverto a provarne qualcuno. Oggi ho trovato questo sito che ne ha una marea.

Tra questi ho deciso di mettermi alla prova con questo qua:

QUANTO TI RESTA DA VIVERE?

Sottotitolo: *sgrat*sgrat*sgrat*

Comunque, questo e’ il risultato che mi e’ venuto fuori:

Risultato del test

Ti restano ancora da vivere 40 anni

Vivrai dunque fino a 77 anni

Sei una persona nel pieno della sua maturità fisica, che dimostra anche di condurre una vita abbastanza sana ed equilibrata. Hai ancora tanto tempo a disposizione!

P.S:

  • Dici che vuoi vivere per sempre… ma questo non è possibile. Ti conviene cercare di vivere al meglio il tempo che hai a disposizione! (ndr: vabbe’, io c’ho provato!)
  • Passare molto tempo sulla strada non è salutare. Purtroppo la vita media di chi viaggia molto per le strade è più bassa! (ndr: che devo farci se in India per fare 10 Km ci vogliono 2 ore???)
  • Fumi troppo! Fumare fa male e accorcia la vita, oltre ad alleggerire il portafogli… perché non provare a smettere? (ndr: ehm…)
  • Come mai possiedi tanti nemici? Ad ogni modo guardati bene le spalle! (ndr: questa non l’ho capita, gli ho detto che ritengo di avere 4 o 5 nemici… non mi sembrano poi tanti… E poi come si dice? “Dagli amici mi guardi Dio che ai nemici ci penso io!”)

Comunque non mi sembra malaccio, considerato che l’ultima cosa che voglio e’ vegetare, magari fino a 95 anni, senza nemmeno rendermi conto di cio’ che mi accade intorno. Diciamo che 77 anni, arrivandoci lucido e ancora in grado di allacciarmi le scarpe da solo, sarebbe una buona cosa.

Corro a rinnovare la polizza vita!!

26 febbraio 2009 Posted by | Quando uno non ha niente da fare..., Roba utile gratis | , , , , | 2 commenti

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