TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

FUNNY GAMES: chi nun ten’ che fa’…

Il proverbio iniziato nel titolo di questo POST si completa in modo naturale con “… port’ u’ can’ a caca’”. Che significa che chi non ha niente da fare porta il cane fuori a fare i bisognini.

E invece le famiglie TuttoQua e Indonapoletano si sono riunite oggi, come praticamente ogni weekend, per passare il tempo insieme a divertirsi. Non avendo nulla dare fare nel tardo pomeriggio, decidono di guardarsi un film, nello specifico Yes Man, con Jim Carry.

Ma il disco non funziona bene, c’e’ qualcosa che non va nell’audio!

Era un segno del destino, da interpretare correttamente ma di cui, purtroppo, nessuno di noi ha colto l’immenso ed evidente significato. La voce diceva: “lasciate perdere, oggi non e’ giornata da film… giocate a monopoli, andate fuori a cena, portate il cane a deporre gli scarti… tutto, ma non insistete col lettore DVD!”.

E noi, niente! Siamo qui, pronti, davanti alla TV, il pop corn in cottura, i birroni gelati, avevamo anche invitato il nostro autista indiano per avere pure il rutto libero… che facciamo, non insistiamo? Beh, abbiamo insistito!

Cosa c’e’ sotto mano? Dr. House? No, l’abbiamo visto gia’, ma rivederlo non sarebbe stato una cattiva idea.

E no! C’e’ Funny Games qua… dai su, mettiamo Funny Games. Che male puo’ farci? Giochi divertenti… sara’ un film comico, magari una storia d’amore, magari una cazzata americana, ma almeno passiamo un paio d’ore di relax.

Infatti la pellicola narra la tranquilla e serena storia di una famigliola americana, papa’, mamma’, figlio ragazzino e cane, che se ne va a passare una settimana di vacanza nel cottage al lago. Idilliaco: silenzio, pace, natura e tanto amore.

Il film scorre lento, placido… mammina cucina, papino e bambino mettono la barchetta a vela in acqua e cagnolino bello se ne va in giro scodinzolando. Un po’ lento, un po’ vuoto, ma d’altronde noi cerchiamo il relax.

Tempo 20 minuti che ti entrano in scena un paio di ventenni psicopatici. I quali, in rigorosa sequenza:

  • Entrano in casa con una scusa qualsiasi;
  • Ammazzano il cane con una mazza da golf;
  • Azzoppano bruttissimamente babbo con la suddetta mazza;
  • Picchiano mamma, la lasciano in reggiseno e mutande (di colore diverso, per la gioia di Nello), e la legano col nastro da imballaggio;
  • Ammazzano il bambino con una fucilata;
  • Ammazzano papino con qualche coltellata;
  • Annegano mamma nel laghetto;
  • Vanno al prossimo cottage sulla lista per ricominciare daccapo;
  • Nell’entrare nella nuova casa, uno dei due pazzi furiosi guarda negli occhi la telecamera e partono i titoli di coda!

Ora, un film che si chiama Funny Games in cui vengono ammazzati barbaramente un cane e un bambino dopo 20 minuti, non solo merita che la pellicola master venga inviata in orbita col prossimo Shuttle ed espulsa nel vuoto, non solo merita di essere depennato d’autorita’ da qualsiasi annale o albo della cinematografia, ma merita di essere stoppato. E’ facile: si preme il pulsante col quadratino sul telecomando, poi si preme quello con la freccina in alto, si prende il DVD, lo si frantuma con un martello da 58 Kg e lo si butta nel cesso, tirando bene lo sciacquone!

Ma noi no! D’altronde voi che avreste fatto? Riavvolgiamo un attimo, e torniamo a 25 minuti dopo l’inizio del film, quando questi due stronzi hanno appena ammazzato cane a bambino. Lo spettatore desidera solo una cosa a quel punto: che papino, mammina o il cacciatore di cappuccetto rosso trovino il modo di trucidare barbaramente, con quanta piu’ sofferenza possibile, i due pezzi di merda. Che qualcuno li annienti, che gli dia tante di quelle mazzate da mettergli polmoni, fegato e pancreas a zainetto! Che arrivi Rambo, oppure Steven Seagal e che uno dei due gli faccia un mazzo tanto e passi il resto del film a giocare a rubamazzo con le loro palle.

E invece no… abbiamo atteso per quasi due ore, solo per vederci la faccia da pirla di uno dei due imbecilli in primo piano, sovrapposta immediatamente dai titoli di coda!

Ma il vero colpo di genio, la cosa per cui il regista, tale Michael Haneke, meriterebbe di una settimana gratuita di sesso selvaggio con un elefante africano solitario in calore, arriva quando mammina, chissa’ come, riesce ad afferrare il fucile e a piazzare un calibro 12 nel petto di uno dei due coglioni, sparandolo direttamente contro il muro e lasciandogli Piazza San Pietro dipinta di rosso al centro del petto… ahhhhhh… che goduria.

Ma… ma…. un attimo! Che accade!! L’altro stronzo ferma tutto, e mentre devasta i cuscini del divano, urla: “dove sta il telecomando???”. E quando lo trova, preme rewind e il film torna indietro a qualche attimo prima, e lui cambia la storia: afferra il fucile dalle mani di mammina e glielo suona in DO minore nelle gengive, con tappeto d’archi e rullo di timpano.

Caro Michael Haneke, sei un genio, sei immenso… posso toccarti? MA VAFFANCULO!!!

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21 febbraio 2009 - Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, Quando uno non ha niente da fare... | , , ,

6 commenti »

  1. 1) non ti invito più a vedere film.
    2) ma non ti sei emozionato con il montaggio analogico? e con l’occhio della madre?
    3) ho già un paio di birre in fresco e la corazzata potemkin nel videoregistratore
    4)volendo ho altre cose di Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn e ho anche film cechi con i sottotitoli in slovacco. O preferisci qualche bella cagata di Bollywood?
    5) e se ci buttassimo su Natale a Rio?
    6) ricordati di riportarmi 20mila seghe sotto i mari e Biancaneve sotto i nani

    Commento di Nello | 22 febbraio 2009 | Rispondi

  2. onestamente se fosse finito con quei buzurri pompati dei film commerciali che ristabiliscono una vittoria del bene sul male da clichè allora si che sarebbe stato un film banale…
    invece in funny games vince il “non te l’aspetti” che cozza col fatto che è girato proprio come un gioco assurdo e irreale. Tutto così irreale da apparire più vero dei polpettoni a lieto fine americano. La realtà è proprio questa: se due maniaci ti prendono di mira, finisce che tu finisci nel TG. I buoni nella realtà perdono come perdono in questa esagerata finzione. Perdono anche perchè i cattivi riescono a fare rewind!!! E su questo basta guardare chi ci governa. E’ vent’anni che gioca con noi come i due sadici del film e ogni volta che sembra che lo si è messo via a mazzate lui è lì che ride… una legislatura via l’altra e quando finalmente pare che l’italiano sia rinsavito, gli basta fare rewind e ripartire…
    Il film è grottesco, esagerato? E’ aderentissimo alla realtà italiana…

    Commento di AntonyStar | 9 marzo 2009 | Rispondi

  3. Ciao Antony. In effetti la questione e’ proprio come la metti tu, ma ho un problema. Se voglio leggere di cronanca nera, cosi’ giusto per tormentarmi l’anima, mi basta acquistare un qualsiasi quotidiano. Ma, almeno per quel che mi riguarda, quando vado al cinema o quando mi noleggio un DVD, voglio passare un paio d’ore di relax. Non ho bisogno di guardarmi un film per scoprire che vivo in un mondo pericoloso pieno di delinquenti. I film che voglio vedere io devono offrirmi la possibilita’ di sperare, o almeno di sognare che, alla fine, il bene trionfa.

    Commento di tuttoqua | 9 marzo 2009 | Rispondi

  4. Rispetto i tuoi gusti, spiegavo la posizione di chi invece ha trovato gradevole il rompicapo. A me piacciono tanti generi, si la commedia, o il leggereo, ma anche il cervellotico e il poco scontato.. che hanno da qualche tempo spodestato gli inflazionati e poco originali horror.
    Al di là dei gusti (è un film che deve piacere) bisogna però ammettere che per una volta il regista ha provato a sperimentare nuove vecchie e nuove vie per raccontare qualcosa di non scontato.

    Commento di AntonyStar | 12 marzo 2009 | Rispondi

  5. Concordo Antony, e’ un esperimento ardito e, come tale, puo’ piacere oppure puo’ fare un buco nell’acqua. 😉

    Commento di tuttoqua | 13 marzo 2009 | Rispondi

  6. No, no, no. Non ci siamo. Il film, per una mente non completamente annacquata, è prevedibilissimo. Nel momento in cui il figlioletto viene ammazzato è evidente che non si salverà nessuno. E la certezza si fa sempre più forte quando vediamo i due genitori lasciati soli in casa che non riescono neppure a organizzarsi per quando i maniaci torneranno. L’unico aspetto interessante del film è la critica del regista alla società borghese: nessuno dei tre protagonisti “buoni” è vicino ad essere minimamente capace di fare una scelta sensata per affrontare due ragazzotti tutto sommato non invincibili. Il marito prima sottovaluta gli avvertimenti della moglie, poi schiaffeggia il ragazzo e si fa spaccare una gamba, poi non riesce a organizzare un attacco nonostante potesse vantare su tre forze (la sua, pur menomata, quella della moglie e del bambino.. un po’ di capacità nel coordinare, su!). Non pensa neppure di cercarsi un arma in casa per contrastarli al loro ritorno. Non gli viene in mente di mandare un sms visto che il microfono del telefono è fuori uso. Insomma, un disastro… per il regista senz’altro meritano di morire. E’ per questo che gode nel far vincere i cattivi. Ma vorrei commentare un attimo la “genialata” finale del regista che, quasi a voler estremizzare il concetto di “non c’è via di scampo, signori…la vostra frustrazione non avrà sfogo!” fa tornare indietro il film quando la moglie riesce a uccidere uno dei due matti, e ripete la scena, stavolta facendola finire male. Beh, caro il mio regista, forse credi di aver superato una barriera, con questa cazzata, ma credimi, non tutte le barriere possono essere superate. Quella mossa è stata un vero e proprio insulto allo spettatore, io non ho fatto altro che disprezzarti. Hai reso banale un film che poteva risolversi in maniera interessante. Puah.

    Commento di Andrea | 20 marzo 2010 | Rispondi


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