TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Venite alla festa!

Non esagero: saranno 3 ore che, a un paio di chilometri di distanza da casa, un drappello indiano sta festeggiando qualcosa. A parte il gran rumore di musica che disturba anche da questa distanza, la cosa che mi colpisce sono i fuochi d’artificio.

Nella mia citta’, per la festa del patrono, si usa sparare dei gran botti: mettono una chiatta a mare, a qualche centinaio di metri dalla riva, la riempiono di razzi, e poi sparano, sparano, sparano, per una ventina di minuti buoni. Quanto costa questo giochetto? Non lo so, ma voci indiscrete parlano di 150.000 Euro. Ora, sara’ che ‘sta roba costa meno in India, ma questi stanno sparando roba professionale da 3 ore, senza soluzione di continuita’!

Non vorrei fare paragoni azzardati, ma quando uno si ubriaca perche’ ha dei grossi problemi, alla fine rischia di diventare alcolizzato. E non e’ un caso che l’India sia anche una terra di grandi bevitori, di gente che attende rassegnata il proprio destino. E’ come quel detto “canta che ti passa”… qui bevono, sparano e fanno tutte quelle cose che uno senza soldi e con tanti problemi non dovrebbe fare. Uno dovrebbe reagire, ma a volte la disperazione prende il sopravvento.

L’India e’ sostanzialmente un paese di disperati, ma non lo dico solo perche’ bevono e sparano, sarei superficiale. E’ una cosa palpabile, a volte si potrebbe tagliare col coltello la loro disperazione. Milioni di quelli che hanno un lavoro non si possono permettere comunque nulla, vestono come straccioni, con scarpe rimediate, si spostano con autobus che definire carri bestiame costituirebbe un’offesa ai carri bestiame. Mangiano per 20 rupie alle bancarelle che si trovano ovunque per strada, dove preparano il cibo in totale assenza di ogni norma igienica, anche quelle piu’ elementari. Devono combattere come bestie per qualsiasi cosa, perche’ la gente e’ tanta e l’acqua e’ poca ossia scarseggia.

E poi lavorano ininterrottamente 7 giorni 7, tante ore al giorno; spesso si tratta di lavori massacranti senza alcuna prospettiva, se non quella di essere trattati come schiavi dai loro datori di lavoro (indiani anch’essi). Persone che in realta’ sono i loro padroni e che, spesso, anzi sempre, trattano molto meglio il loro cane che i loro dipendenti. Anzi, usiamo i nomi che si usano qui: si chiamano servants, e non serve che traduca.

L’India e’ un paese poverissimo, dove vivono pochi milioni di “ricchi” i quali si reggono su un miliardo di disperati, e’ una cosa da fare rabbia e spavento allo stesso tempo.

Gente letteralmente buttata per la strada, tra i rifiuti e la cacca, le pozze di acqua malsana, con i bambini che razzolano nelle discariche e, magari non mangiano per giorni. E con politici et similia che si credono semi-dei, e che intascano soldi dalla mattina alla sera. In India un lavoratore paga il 34% di tasse, dove vanno a finire tutti quei soldi, perche’ non si vedono, perche’ non si trasformano in strade, fogne, acqua potabile, elettricita’, sussidi e mense per i poveri, scuole gratuite per i bambini indigenti? E perche’ non si sforzano di far davvero crescere il loro paese in qualche modo?

Perche’ in India l’indifferenza e la strafottenza regnano sovrane, la regola che ognuno pensa ai cazzi suoi qui e’ osservata alla lettera, e non esistono eccezioni. Nessuno s’intenerisce, anche di fronte a problemi molto gravi, nessuno fa un gesto caritatevole, nessuno sembra mostrare nemmeno un minimo di preoccupazione di fronte a certi fatti tristi e cosi’ evidenti. Se Lampedusa fosse in India, le migliaia di immigrati clandestini che vi giungono ogni mese morirebbero di fame, di stenti o semplicemente annegati, perche’ non ci sarebbe nessuna Guardia Costiera che andrebbe a toglierli dai guai. Anzi, magari li arresterebbero e, prima di rispedirli a casa sullo stesso barcone scassato, gli farebbero anche una bella mazziata, tanto per lasciargli un souvenir dell’India. Nella piu’ grande democrazia del Mondo, il rispetto per i diritti umani, la comprensione reciproca, l’apertura mentale, la disponibilita’ ad aiutare una persona in difficolta’ sono balle! Balle fatte circolare per far credere che l’India sia un paese moderno, perche’ ha bisogno di farlo credere. Perche’ deve attirare investitori, e perche’ ambisce ad entrare nella lista delle super potenze, cosi’ da ottenere favori e risolvere problemi che da sola non riesce a risolvere, perche’ non ne ha le capacita’ intellettuali e morali.

L’India e’ un paese che ti toglie ogni dignita’, e’ un mostro che imbrogliandoti continuamente ti fa dubitare sempre di piu’ della tua capacita’ di giudizio, oppure ti porta a convincerti in maniera irreversibile che per spuntarla nella vita devi essere piu figlio di puttana degli altri. E’ un paese che ti toglie la liberta’, anche nelle cose piu’ elementari: il piacere di fare una passeggiata, di fare un giro in macchina, di andare per negozi, di farti una vacanza senza troppi pensieri. L’India ti toglie la gioia di vivere, un po’ alla volta, come un parassita che ti consuma da dentro e tu non puoi farci nulla.

L’India non si confronta con tutto cio’ che c’e’ fuori dall’India, per loro il Mondo funziona come funziona qui, e non c’e’ nessun bisogno di cambiare le cose. L’India e’ come uno che c’ha 10/decimi di vista ma se ne va in giro con occhiali scuri e bastone bianco e un bel cartello sul petto che recita CIECO.

Nella “parte occidentale” del Mondo siamo messi male, non c’e’ dubbio: la gente comunque tende a coltivare il suo orticello. Ma non siamo messi cosi’ male! Qui c’e’ qualcosa di tremendamente brutto radicato nelle loro anime, qualcosa che nemmeno 500 anni di progresso riusciranno a cavare via.

Se uno ha il cancro ma si ostina a gridare a tutti che sta bene, che non ha nulla, perche’ ne e’ davvero convinto, beh allora morira’ di cancro. E il guaio e’ che, morendo, potranno accadergli solo due cose: se ne rendera’ finalmente conto e allora avro’ pena per lui, oppure se ne andra’ senza accorgersene, pensando che sia naturale che la vita finisca cosi’, magari a 40 anni o giu’ di li’. Quando invece una chemio qualsiasi l’avrebbe salvato. Ecco, in questo secondo caso, pur rispettando una vita che se ne va, gli urlerei COGLIONE! Non e’ il cancro che ti ha ucciso, ma gli occhiali scuri e il bastone bianco!

Confesso che, da  quando vivo qui, il mio personalissimo orgoglio di essere un cittadino della Comunita’ Europea si e’ ripreso parecchio, e ora sta attraversando una felice convalescenza.

Adesso sapete perche’ continuo a ripetere che l’India non puo’ farcela.

Oggi va cosi’, non ho trovato nulla su cui sfottere l’India, e meno di niente per strapparvi un sorriso, sara’ per il prossimo POST.

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3 marzo 2009 - Posted by | L'India non puo' farcela! | , , ,

4 commenti »

  1. Lo so che è dura. A me sono venuti i capelli bianchi (in senso letterale) in tre anni di India e Nepal. E quando ho dei bei sogni, sogno di essere in Italia; poi quando mi sveglio, a volte, mi sembra che cominci l’incubo. Poi, sai, con il tempo, ti affezioni alle persone, vedi come stanno male, a volte riesci a fare qualche cosa per loro, a farli cambiare un poco… però, dentro, nascosto, c’è sempre il sogno del rientro in Europa.
    Niki

    Commento di Niki | 9 marzo 2009 | Rispondi

  2. Condivido lo stesso sogno. Solo che sto facendo di tutto per trasformarlo da un sogno in un solido piano d’azione. Vedremo…

    Commento di tuttoqua | 9 marzo 2009 | Rispondi

  3. Ragazzi! ci andate giù pesante, ho quasi paura di darvi ragione. E’ vero più, ciò che porto nel cuore, quello che rimane di un turista o quello che registra l’animo di chi vive l’India come voi? . Sono così insensibile ? Eppure ho vissuto tanto al Cairo e lo penso ancora con amore. uffa ! mi avete spiazzato….

    Commento di chicco48 | 27 aprile 2012 | Rispondi

    • Chicco non ti preoccupare, per fortuna e’ sempre tutto molto soggettivo.

      Commento di tuttoqua | 27 aprile 2012 | Rispondi


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