TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Fare la festa alla donna

Non c’e’ refuso nel titolo, ho scritto esattamente cio’ che intendevo scrivere.

Nel Mondo Occidentale, l’8 Marzo si celebra la Festa della Donna. E’ possibile che individualmente, poi, ci si muova da un estremo all’altro. C’e’ sicuramente l’uomo a cui non frega niente, magari per invidia o per indifferenza, c’e’ chi se la cava col mazzo di mimose d’ordinanza, chi fa rose e cioccolattini, chi porta fuori a cena, fino a chi fa regali a tutte le donne della famiglia e dell’ufficio.

In India gli uomini si limitano senz’altro al mazzo, ma dentro questo mazzo di mimose non ce ne sono. Ci sono, in compenso, una caterva di mazzate e di improperi, che lo portano a lievitare, fino a  farsi come una una capanna.

In altre parole tu, cara donna, se vuoi essere trattata come un merda, come una schiava, se vuoi essere ridotta al rango di oggetto di proprieta’ di qualcun altro, e vivere solo per sacrificare te stessa a tuo marito e alla famiglia di tuo marito (tutto cio’ sempre che tu riesca a venire al Mondo), allora non ti resta che rispettare due requisiti: devi avere i cromosomi XX e devi nascere in India.

Mi rendo conto che entrambi questi requisiti sfuggono completamente al tuo controllo: non puoi sapere cosa uscira’ dal pisellino del tuo papa’, e non puoi nemmeno decidere se ti andra’ o meno di nascere in uno posto piuttosto che un in altro. Pero’ se ti capita di avere le tette e di portarle sotto un saree, beh sappi che sei una grandissima sfigata e che, assai difficilmente, poteva andarti peggio di cosi’. Adesso lo sai, per cui donna avvisata…

Non a caso, infatti, tutte le donne indiane, quando si alzano al mattino, recitano tutte la stessa preghiera: “ahmatal ech ashont Vishnu, abtrat cu!”, che in antico sanscrito significa “noi siamo le predilette di Vishnu, che culo!”.

In India, il primo problema che una donna deve affrontare e’ quello di sperare che sua madre porti a termine la gravidanza. Gia’, perche’ ci sono buone possibilita’ che, se si accorgono di aspettare una bambina, papino e mammina abortiscano. Non mi credete? Allora sappiate, lettori di poca fede, che in India la Legge proibisce ai medici di effettuare la determinazione del sesso dei nascituri. E’ illegale per i medici dirlo, ed e’ illegale per i futuri genitori chiederlo, punto e basta.

In generale una donna, in questo paese, ha ben poca voce in capitolo. Anche uomini di caste inferiori, quando hanno a che fare con una signora, la trattano come una povera deficiente. Questo perche’ in India la donna e’ una povera deficiente. Nella mente degli indiani c’e’ un interruttore che e’ rimasto spento (uno dei tanti), che gli impedisce, a livello cerebrale, di riconoscere la femmina come un essere vivente di pari capacita’ rispetto al maschio. I maschi, quelli con l’uccello (di solito cosi’ piccolo che quello di Del Piero sembra un’Avvoltoio delle Ande), sono i padroni, sono quelli intelligenti, quelli che sanno e che capiscono tutto. Le femmine, quelle con lo slot per la carta di credito, non sono un cazzo.

E questo, come potrete immaginare, limita gia’ un bel po’ le possibilita’ di movimento. E i maschietti indiani mica fanno cosi’ solo con le donne indiane! Macche’! Qualche giorno fa TuttoQua Girl, dopo aver appreso che TuttoQua Junior ha sviluppato una bella amicizia con uno dei suoi compagni di scuola, ha avvicinato i genitori di ‘sto bambino per dire loro che, se volevano, il figlio dopo la scuola si sarebbe potuto fermare a casa per giocare col nostro pargolo.

I due deficienti si sono guardati tra loro, come se mia moglie gli avesse appena chiesto 10 milioni di Euro a fondo perduto, e sono rimasti poi ad osservare la Galassia di Andromeda, di giorno e a occhio nudo, per circa 15 minuti. Al che la mia signora ha detto: “ue’, con calma! Ne possiamo riparlare anche tra 12 anni, non e’ il caso che vi mettiate a scrivere un trattato di astronomia proprio adesso, e per una cosa cosi’ semplice”. Ieri, i due soggettoni ci hanno fatto sapere, per vie traverse, che in realta’ l’invito avrei dovuto porgerlo io, che sono l’uomo. A parte il fatto che io non c’ero, e a parte il fatto che mia moglie, alle volte, mostra di avere palle piu’ grosse delle mie, ma ai due minus faremo sapere che far entrare in casa nostra dei trogloditi di siffatta risma e’ l’ultimo dei nostri desideri. Arrivederci, grazie, e taaaanti in bocca al lupo al bambino!

Ma torniamo alle sfigate indiane, perche’ il bello arriva quando si sposano. Ma prima di sposarsi, bisogna fidanzarsi, cioe’ bisogna trovarsi. Le dinaniche di questi riti me le conservo per un altro POST, quindi vi dico solo che decidono tutto i genitori di lui. E, se a lei non va bene, puo’ anche attaccarsi al tram, cosa che le converra’ parecchio, perche’ c’e’ il rischio che mamma e papa’, invece, la buttino sotto il tram!

Per sposarla, il padre dovra’ farle la dote che, a seconda delle possibilita’ della famiglia, potra’ variare da una mucca a un’automobile, e fino a una casa (o l’equivalente in moneta sonante). E’ chiaro che, sia una mucca per una famiglia povera, e sia una casa per una benestante, si tratta, in proporzione, sempre di una spesa enorme. Di solito i fortunati genitori devono fare un mutuo, e questo aiuta a comprendere come mai le femmine siano cosi’ bene accette dai genitori indiani.

Poi finalmente si sposera’ (con una cerimonia dove lei contera’ come il due di coppe con la briscola a bastoni) e, immediatamente, diventa proprieta’ del marito e della famiglia di lui. E, probabilmente, finira’ a casa a fare la serva e la sguattera: pulira’, lavera’, stirera’, cucinera’, mettera’ a posto, portera’ la spazzatura e, nel tempo libero, allevera’ una ventina di figli, piu’ o meno. Se, casomai, dovesse venirle voglia di andare a visitare i suoi genitori, dovra’ chiedere il permesso ai suoceri, permesso che le verra’ negato 9 volte su 10, solo per il gusto di trattarla come una merda che non ha alcun diritto. Ma tanto e’ probabile che la poverina non osera’ nemmeno chiederlo, per evitarsi altre vasche da bagno.

E dato tutto cio’, quando i genitori di lei saranno vecchi e avranno bisogno di assistenza, lei non potra’ occuparsi di loro, ma tocchera’ al figlio maschio. Anche questo fa capire molto bene perche’ i genitori indiani ricevano con tanto gaudio la lieta novella di attendere una bambina.

La povera donna poi, se non avra’ la fortuna (si fa per dire) di stare a casa, allora dovra’ lavorare, per contribuire al reddito della famiglia. E che lavori potra’ fare secondo voi? Che ne so, assistere gli uomini nei cantieri cucinando per loro? O magari la segretaria in un ufficio pubblico? L’assistente sociale? L’autista dell’ATM? Nemmeno??? Vabbe’, la camionista?? Ma no dai, la cassiera al supermercato! Macche’, la postina!!

Col cazzo!! Le donne che lavorano, se non hanno la fortuna di aver potuto studiare un po’, fanno lavori pesantissimi che, di solito, corrispondono a spaccarsi la schiena nel peggior modo possibile. Ah, dimenticavo: sotto il sole, 7 giorni su 7!

Non mi credete eh? Le foto sotto che sto per mostrarvi le ho scattate ieri (Sabato) col mio fido Nokia E71, in un posto dove stanno riasfaltando (malissimo) una strada. Indovinate chi si faceva un culo tanto a portare tonnellate di pietre sotto 38 gradi centigradi? E, a dimostrazione che 7 giorni su 7 non e’ un modo di dire, oggi che e’ domenica sono sempre li’ a sputare sangue e a respirare polvere.

CLICCATE QUI.

Detto e visto tutto cio’, mando un augurio e un abbraccio a tutte le donne, indiane e non, con TuttoQua Girl in testa a guidare la cordata, nella speranza che, almeno in questo, l’India possa crescere 😀

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7 marzo 2009 - Posted by | L'India non puo' farcela! | , , , , , , ,

6 commenti »

  1. Vero, ma ti sei dimenticato che nelle campagne esiste ancora il sati…..
    Pensa che un amico indiano di mio marito che ha due figlie femmine che adora, si sta facendo un mazzo così (ma veramente) per guadagnare il più soldi possibile perché vuole che le sue figlie siano libere. Che se non si vogliono sposare possano farlo. Che se vogliono vivere in un paese meno retrogrado possano farlo.
    Il suo sogno è mettere su una grossa azienda e intestarla a loro, pensa, giustamente, che solo i soldi possano assicurare loro la libertà in India.
    Ciao e grazie per gli auguri!
    Niki

    Commento di Niki | 8 marzo 2009 | Rispondi

  2. Grazie a te Niki, e hai proprio ragione, mi sono dimenticato di parlare del Sati. Il fatto e’ che qua ne combinano talmente tante che in un solo POST si riesce a parlare solo di alcune cose. Faro’ un altro articolo riparatorio 😀

    E spero tanto che quel bravo padre di famiglia ce la faccia!

    Commento di tuttoqua | 8 marzo 2009 | Rispondi

  3. Vivo in India da 30 anni e so di cosa parli…ci sono rare eccezioni e io stessa mi faccio un c..tanto per impormi. Anche nel resto del mondo però le donne sono tette e culo ..anche quando hanno tanta testa devono esibire altro..
    Ciao e grazie …

    Commento di leela | 29 aprile 2010 | Rispondi

  4. Magnifico ! Stupendo !
    L’India promette di essere meglio persino della Thailandia … devo farci un salto !

    Commento di Gaudente | 15 marzo 2012 | Rispondi

  5. Mi spiace ma su questo post non sono molto d’accordo con Tuttoqua… le donne indiane moderne hanno preso il peggio dei due mondi: quello occidentale e quello orientale (Indiano).
    Quindi sotto la parvenza di brave donne, fedeli e “loving-caring” si celano degli essere senza scrupoli…

    UOMO AVVISATO….

    Commento di roby | 3 ottobre 2012 | Rispondi

    • Buono a sapersi, io questo aspetto non l’avevo colto. Forse perche’ le uniche donne indiane con cui ho interagito in qualche modo erano colleghe, poche e destinate a ruoli amministrativi. E non che l’interazione fosse cosa semplice.

      Commento di tuttoqua | 3 ottobre 2012 | Rispondi


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