TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Fonti di indo-energia

Questi due loschi figuri nella foto qui sotto sono, rispettivamente da sinistra, una tipica bombola del gas per la cucina, e la tanica con cui ci riforniamo di diesel per alimentare il preziosissimo generatore elettrico.

bombola-e-tanica

La bombola, come si puo’ vedere, viene ininterrottamente riciclata dal periodo Assiro-Babilonese ed e’, probabilmente, piu’ pericolosa della centrale di Chernobyl. Infatti la teniamo rigorosamente all’aperto, visto che perde un filo di gas costantemente. Tiene, in origine, poco piu’ di 14 Kg del prezioso combustibile, ovviamente quando la useremo, ne avra’ gia’ perso chissa’ quanto. E’ necessario tenerne due, una attaccata ai fornelli, e una di scorta, visto che, quando finisce, bisogna andarsela a comprare al mercato. Per acquistare una bombola di gas da cucina, serve una specie di card, che altro non e’ che la registrazione dell’impianto. Naturalmente il mio padrone di casa ha pensato bene di non registrare un cazzo, quindi la devo acquistare in nero. La prima volta l’ho pagata 2.500 Rupie (30 Euro!!!), l’altro ieri il mio autista ne ha trovata una “magicamente” a 600 Rupie. Boh! Per fortuna dura abbastanza, serve solo per cucinare (l’acqua calda viene dagli scaldabagni e il riscaldamento non viene da nessuna parte).

La bombola di per se’ non sarebbe sufficientemente pericolosa, quindi i miei amati indiani hanno trovato un sistema per rendere l’opera compatibile con gli standard qualitativi del paese. E, infatti, viene collegata a questo signore qua:

attacco-del-gas

Signore e signori, ecco a voi la canna del gas! Quel dispositivo che tanti indiani dovrebbero attaccarsi direttamente alla bocca e inspirare, inspirare, inspirare…

E invece no, ci collegano la bombola a questo coso. Come avrete ormai intuito, visto che ve l’ho ripetuto 348.481.354.813.326.936.129 volte, la qualita’ costruttiva di qualsiasi prodotto fatto in India e’ paragonabile… beh non lo so… non mi viene niente, sara’ che non e’ paragonabile a niente. Ma fa schifo, senza dubbio. E l’attacco del gas non puo’ esimersi dalla tradizione: infatti perde, fa puzza, ogni tanto bisogna dargli una botta per assicurarsi che torni correttamente in posizione, e il manettino nero (che serve a chiudere e aprire il flusso) rischia di venir via ad ogni manovra. Ma tanto e’, e bisogna usare questo. O questo, o niente!

La tanica del diesel tiene 40 litri (un litro costa circa 30 rupie… 40 eurocent), quando e’ piena pesa decentemente, e non e’ molto maneggevole. La foto seguente mostra il bocchettone di carico del generatore:

bocchettone-genset

Nella foto non si vede, ma e’ posizionato ad almeno 70 centimetri da terra. Questo, unitamente all’impossibilita’ di trovare una pompa o almeno un imbuto decente in questo paese di merda, fa si’ che il sottoscritto, con il prezioso aiuto di TuttoQua Junior che regge la bottiglia di plastica modificata a imbuto, si deve fare un mazzo tanto per versare il gasolio nel serbatoio del generatore.

Vedete l’indicatore? Bene, piu’ tardi mi ritocca rispaccarmi la schiena. Questo cesso a pedale, infatti, monta un bicilindrico diesel che produce 10 KW, che sono 13,6 Cavalli… la potenza di un Vespone 150 di 30 anni fa!

Gia’… gia’…. gia’… il problema e’ che consuma come una portaerei!! Il conto e’ presto fatto: il generatore gira per circa 8 ore al giorno e in 5 giorni si mangia circa 30 litri di gasolio, quindi 6 litri al giorno. Dunque consuma 0.75 litri per ogni ora di lavoro. Ci deve essere per forza qualcosa che non va!! Quando avevo la Volkswagen Touareg 2.5 TDI, una macchina con 174 Cavalli, cioe’ 128 KW, cioe’ 12,8 volte la potenza del mio generatore, da ferma la macchina consumava qualcosa come 0.7 litri per ora.

Stiamo parlando di diesel contro diesel. Ma stiamo anche parlando di un 5 cilindri turbo diesel contro un misero 2 cilindri a pressione atmosferica. E’ evidente che il mio generatore monta un propulsore che risale al periodo un cui la mia bombola del gas e’ stata prodotta, cioe’ circa 3.000 anni fa! E il bello e’ che costa 500.000 rupie, oltre 7.500 Euro!!

Quanti generatori cosi’ ci saranno in India?? Alcuni milioni, alla faccia della salvaguardia dell’ambiente e soprattutto alla faccia delle normative Euro 5, 6, 8.000 con cui ci ammazziamo i maroni in Europa e continueremo ad ammazzarceli per i secoli a venire. Va benissimo, ma cerchiamo di fare qualcosa anche con ‘sti indiani della minchia, che sono 1/4 della popolazione mondiale e che, con ogni scorreggia, annullano qualsiasi sforzo possiamo fare dall’altra parte del pianeta!

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11 marzo 2009 - Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita', Cose tecniche, L'India non puo' farcela! | , , , , , ,

7 commenti »

  1. Caro tuttoqua, quando eravamo a Delhi, siamo andati a comperare una prolunga. Le prese in casa erano poche e l’aspirapolvere indiano (che abbiamo abbandonato trasferendoci in Nepal, adesso ne abbiamo uno fantastico malese) aveva, essendo costruito da gente che una rupia è una rupia!!!!…., metri due di filo elettrico…. Abbiamo optato per una di quelle prolunghe che si arrotolano in un contenitore… sembrava normale fino a quando l’omino ci fa: quando la usate tiratela fuori tutta sennò si fonde!!!!!!!!! E, in effetti…si è fusa! Allora il consorte ha deciso di farne una lui; ha comperato del filo elettrico apparentemente spessissimo e le prese. Quando però si è messo a lavoraci, si è accorto che la palstica del filo elettrico, pur essendo spessa… si sbucciava con le mani!!!!!! Livello di sicurezza? Ma cosa vuol dire??????
    Niki

    Commento di Niki | 11 marzo 2009 | Rispondi

  2. Dimenticavo! Due anni fa il governo indiano ha ammesso che data la cattiva qualità degli impianti elettrici e dei cavi l’85% dell’elettricità prodotta veniva dispersa. COme la mettiamo con il risparmio energetico, la salvaguardia dell’ambiente e bubbole varie di noi, scemi di occidentali????

    Commento di Niki | 11 marzo 2009 | Rispondi

  3. E come la mettiamo? Mmmmmmmmmm… mi scapperrebbe una grossa volgarita’, ma taccio. Uso una metafora per dire che, da occidentale, mi sento un tantino preso in giro.

    Commento di tuttoqua | 11 marzo 2009 | Rispondi

  4. Vergognatevi, eurocentrici e neo-colonialisti che non siete altro…
    Minchiate a parte, considera -ma lo saprai- che un buon diesel da lavoro consuma 200gr x KW x ora.
    Se il tuo marcione lavorasse a pieno regime il consumo sarebbe miracolosamente basso, direi a spanne.
    Adesso vado a nanna e non ho voglia di fare i conti, ma se intanto ci dai un occhio tu…
    Chissà, potresti ricrederti sull’India.
    Solo che se lo fai ti tolgo il saluto
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 11 marzo 2009 | Rispondi

    • Aspetta… ricredermi sull’India mai!

      Poi, sei sicuro di quei 200 gr per KW per ora? Te lo chiedo perche’ mi ricordo benissimo che il consumo istantaneo della macchina, quando ero fermo a motore acceso, mi dava 0.7 litri per ora… Vabbene che 1 litro di gasolio non e’ uguale a 1 kg di gasolio, ma quasi. Anche tenendo in considerazione che la macchina al minimo gira a 900 rpm e il generatore a 2.000, anche a 3.000 rpm, mi sembra conunque troppo.

      Commento di tuttoqua | 12 marzo 2009 | Rispondi

  5. Boh, io prove non ne ho mai fatte, ma le schede tecniche dei piccoli diesel da lavoro, tipo bicilindrici entrobordo, hanno come consumo specifico proprio quello, diciamo da 200 a 250. Essendo un consumo specifico non dovrebbe variare di molto a seconda degli utilizzi, stando nei valori di coppia massima.
    Considera che un motore eccezionale come il 3000 turbo benzina BMW spunta un 260, a fronte di un normale 300/330 ma è un benzina, quindi intrinsecamente meno parco.
    Forse c’è qualche trucco per applicare la formula, ma fin lì non ci arrivo.
    Adesso controllo il mio, così mi chiarisco…
    Ops, dimenticavo: io ho il contatore dell’Enel…
    Stringi i denti, Paulìn!
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 13 marzo 2009 | Rispondi

    • Non ti preoccupare, mi hai gia’ detto molto, grazie.

      E per il contatore dell’Enel… condoglianze 😀

      Commento di tuttoqua | 13 marzo 2009 | Rispondi


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