TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

La Fabbrica di San Pietro

L’espressione e’ nota: si definisce Fabbrica di San Pietro un cantiere perennemente all’opera.

Ecco, l’India e’ una Fabbrica di San Pietro, il che rende ancora piu’ disagevole la vita in questo paese. Ad esempio, da qualche tempo si sono messi in testa di costruire una linea ferroviaria che colleghi Gurgaon a Delhi, percorrendo un tragitto parallelo alla famigerata MG Road. Come la costruiscono? All’indiana, fottendosene allegramente delle esigenze del traffico, e riducendo la strada ad una mulattiera, prendendosi 3/4 dello spazio per i lavori. Quando vado e vengo da Okhla, il mio incubo quotidiano si chiama MG Road.

Ma questo vale un po’ per tante cose, compresi… grrrrrrrr… i dintorni di casa mia! Una delle ragioni per cui scegliemmo questa casa era il silenzio. Stocazzo il silenzio, e vi spiego il perche’!

Tanto per cominciare, da quando ci siamo venuti ad abitare, i proprietari degli altri bungalow (le villette a schiera si chiamano cosi’ in India) si sono svegliati all’unisono e hanno deciso che dovevano fare qualche genere di lavori, qualsiasi genere di lavori, purche’ rompessero le palle a me! E quindi i dintorni della mia odiata magione sono un casino di generatori rumorossimi, martelli di Thor all’opera, operai che alluccano come suocere dalla mattina alla sera, weekend e isole comprese, polvere, detriti, tonfi e qualunque altra cosa vi possa venire in mente. Chiedete e io ce l’ho!

Ma forse era troppo poco, cosi’ il mio amatissimo vicino, il sig.

Nonhouncazzodafaredallamattinaallaseraquindidevorompereicoglioniaqualcuno! e’ andato oltre, e’ andato la’ dove nessun indiano e’ mai giunto prima.

Premessa: questo stronzo, lui come suo figlio sfigato trentenne che non ha ancora la moglie ragione per cui e’ uno che si disintegra l’indian augello di pippe, gia’ mi strapazza i maroni a sufficienza. Prima di tutto si fa i cazzi miei a ciclo continuo, mi chiede le cose in prestito e poi me le ruba, lascia il suo stronzissimo cane fuori 2 ore la mattina, tutti i giorni, dalle 7 alle 9, attaccato col MIO guinzaglio al suo cancello, cosi’ che l’amatissima bestiola mi trituri gli auricoli con gemiti continui, urla con tutti anche alle 2 del mattino, piu’ un altro lungo elenco di amenita’.

Ma, di recente, deve aver notato le occhiaie prominenti del figlio, quindi ha deciso che, forse, era ora che si ammogliasse e la smettesse di massacrarsi il capitone. Ma cosa implica questa decisione epocale?

Implica che questo innominabile cornuto, per mettere bene in mostra la ruota del pavone, ha assoldato un branco di imbecilli armati di martello e poco altro per rifare i mobili della casa!

Ma non sono tanto i mobili in se’ il problema, anche se a vederli mortificherebbero anche il piu’ ignorante dei designer dell’IKEA, ma sono i lavori. Il mio problema non e’ il prodotto, e’ il produttore!

E gia’, perche’ in un paese civile, dove cazzo lavora il falegname civile? Nella sua bottega oppure, casomai, a casa del cliente! Voi ve l’immaginate il mio amico DrDivago che si mette a martellare tapparelle e infissi nel cortile di un condominio alle 7 del mattino di domenica? Si accettano scommesse: quanto dura prima che i Carabinieri vengano a prenderlo a calci nel culo?

No! Gli autoctoni se la martellano nel giardinetto pubblico che IO ho di fronte casa MIA! Attaccano alle 7 di mattina e smettono quando cazzo gli pare, dal lunedi al lunedi, passando per i MIEI sabati e le MIE domeniche!!

fabbricasanpietro

PUM PUM PUM, TRACK TRACK TRACK, CRUNCH CRUNCH, SWING SWING (che rumore fa una pialla, boh?)!!

Stamattina, un povero orango (non ridete, dovreste vedere come stava appollaiato!), ha pensato di lisciare una tavola di legno, ma non con la pialla, come farebbe qualunque cristiano dotato di N+1 neuroni con N>=1, ma con martello e scalpello!!

Risultato: ho ancora la risonanza magnetica dello scalpello impressa nella mia corteccia cerebrale, e sono le 10 di sera!

Inutile dire che poi lasciano circa 18 tonnellate di trucioli li’ davanti, ogni santo giorno. E indovinate quando tira il vento in che direzione tira? Tira esattamente nella direzione del mio disgraziatissimo cancello, dove le 18 tonnellate vengono puntualmente a passare la notte, e la mattina questo fesso qui deve prendere lo scopettone e tirarle via.

Tanto io lo so che prima di venire via da questo posto infame, a qualcuno di questi gli lascio un 46 sulle chiappe! E’ solo questione di tempo.

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14 marzo 2009 - Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , ,

4 commenti »

  1. […] ricordate la Fabbrica di San Pietro, col mio stimatissimo vicino, il sig. […]

    Pingback di Di Indiani, Cinesi e sedie a sdraio « Tutto Qua? | 18 marzo 2009 | Rispondi

  2. Sono una signora INDIANA. Ho riconosciuto il condominio dove abita e la piscina della sua casa. Ho capito chi è lei ! Ho stampato e tradotto tutto quello che ha scritto e lo ditribuirò ai suoi vicini…..
    Prrrrrrrrrr…..Mi diverto un mondo a leggere il tuo blog, rido da sola.Conosco un po’ gli Indiani ,e tu li descrivi benissimo nei loro difetti

    Commento di Trudy | 21 marzo 2009 | Rispondi

  3. Miiiiiii… una lettera minatoria mi arrivo’! 😀

    Commento di tuttoqua | 21 marzo 2009 | Rispondi

  4. […] avermi triturato i maroni col Martello di Thor, e dopo aver messo in esercizio la Fabbrica di San Pietro, lo Jedi doveva tornare e, quindi, come ogni trittico che si rispetti, quest’oggi signori […]

    Pingback di Il ritorno dello Jedisarapanattaji! « Tutto Qua? | 3 aprile 2009 | Rispondi


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