TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

A tavolaaaaa!!!

Questo delizioso spettacolino mi si para dinanzi agli occhi intorno alle 13, ogni volta che lavoro nell’ufficio di Okhla:

17032009146

Si tratta di un tipico… ehm… ristorante indiano all’aperto. Forse nella foto non si legge bene, ma l’insegna dice, in Hindi, che il pasto completo costa 20 Rupie (30 centesimi di Euro), e che per 25 Rupie ti danno anche il dolce…

Andando in giro, di nefandezze simili se ne vedono molte: sono delle zozzissime (ma dico sul serio!) bancarelle, dove preparano i pasti su banconi lercissimi, con mani nerissime e li servono in piatti di metallo che vengono lavati probabilmente mai.

Se un occidentale come me dovesse accostarsi a un posto del genere, per loro stessa ammissione, batterebbe il record mondiale di malattie infettive prese in un colpo solo!

C’e’ da dire che, prima ancora del disgusto, interviene il mio senso dell’olfatto che prende il sopravvento su qualunque altro senso, e ordina perentoriamente al mio cervello di tenersi ad almeno 10 metri di distanza. Non che serva, perche’ l’intera zona e’ permeata da un fetore insopportabile, proveniente in parte dalla suddetta bancarella e da altre vicine, ma anche dalla mostruosa discarica a pochi passi di cui vi ho gia’ raccontato.

Sicuramente un luogo che definire malsano e’ fargli un complimento.

E invece gli indiani amano deliziarsi cosi’: mangiano quella merda, bevono tutti dalla stessa brocca di metallo, stando in piedi, accalcati gli uni sugli altri e, dalle loro espressioni, mi pare proprio di capire che se la godano. E’ indubbio che siano abituati da generazioni, cosi’ come e’ fuori discussione che abbiano ormai sviluppato anticorpi grossi come orsi marsicani.

Ma il consiglio caldissimo che distribuisco a tutti, anche a quegli occidentali che, almeno sulla carta, dicono di voler venire in India per provare la vera esperienza, e’ di lasciar perdere queste amene trattorie. Credetemi, ne va davvero della vostra salute!

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17 marzo 2009 - Posted by | Bestialita', L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , ,

7 commenti »

  1. Leggendo il Tuo simpaticissimo blog sento come un presentimento… un non so chè… una sensazione che mi fa rabbrividire e mi fa pensare che la distanza tra l’India e L’Italia si stia piano, piano ma inesorabilmente annullando.
    Avrai letto le atroci notizie delle povere vittime degli assalti da parte di cani randagi….. Oltre alla rabbia provo immensa vergogna come italiano. Nel 2009 nel nostro paese persone inermi vengono aggredite in luoghi pubblici ninte meno da cani randagi!!!
    a) i cani (una moltitudine) sono stati affidati ad un energumeno. Nessuno che se ne interessi o si preoccupi?
    b) gli assalti a persone avvenivano già da tempo e nessuno è intervenuto o ha preso il minimo provvedimento, nessuno ha pensato di abbatterli?
    c) domenica scorsa il disastro e ancora nessuno che pensi ad eliminarli.
    d) ieri la nuova tragedia e solo allora i Carbinieri ne hanno eliminato qualcuno, ma subito è intervenuto l’ordine di sospendere l’eliminazione e di provvedere alla cattura. Ma quanto costa la cattura, il trasferimento e la custodia futura? e che garanzie potrà dare la custodia visto i precedenti? E’ logico spendere danaro pubblico in zone dove manca i servizi sociali primari per custodire i cani randagi?
    Ripeto mi vergogno!!
    Il Papa parte per L’AFRICA e uno striscione gli augura buon viaggio: L’Immacolata ce la farà! (!!!!!???!!!) Il cORRIERE della sera pubblica la fot (!!!) e il Papa ancora in viaggio rilascia le dichiarazioni che saprete…….
    Non ho parolem scusa lo sfogo
    Carlo

    Commento di Carlo | 18 marzo 2009 | Rispondi

  2. Sfogo accettato vecchio mio, per te questo e altro 😉

    Commento di tuttoqua | 18 marzo 2009 | Rispondi

  3. Ti è mai capitato, in ufficio, che qualcuno di questi personaggi, tornando dal pranzo, ti dica di star poco bene perchè ha preso freddo??? perchè anche in Indonesia adorano queste bancarelle che distribuiscono quelli che io chiamo Topigni (scusa ma non trovavo la n spagnola) ovvero degli sformati economicissimi sicuramente a base di carne di topo… e poi, tornati in ufficio ti dicono che si sentono poco bene, non perchè hanno mangiato un agglomerato batterico, ma perchè in motorino hanno preso freddo al pancino!! poverini… e dire che qui ci sono 30 gradi stabili!!!
    Complimenti per il blog è molto carino
    Ciao
    Cristiano

    Commento di Cristiano | 24 marzo 2009 | Rispondi

  4. Ciao Cristiano, benvenuto e grazie.

    Devo dire che questa dei tipigni non la sapevo 😀 In realta’ non ho ancora sentito accampare scuse di natura pappatoria, qui si concentrano di piu’ su improvvisi lutti familiari, piuttosto che su generiche “family emergencies”.

    Commento di tuttoqua | 24 marzo 2009 | Rispondi

  5. “mangiano quella merda..!?” Ti ricordo che forse gli avventori di quel food stall, mangiano ciò che il loro stipendio mensile gli permette.
    Di anticorpi ne avremo bisogno tutti e sempre di più, e in Italia comunque, fatti un giro nel supermercato sotto casa, e se sai cosa vuol dire mangiare sano (non intendo saporito…ma sano..), troverai che 8 prodotti su 10 (ormai) sono tutto packaging e coloranti, maturazioni accellerate e conservanti.
    Alla merda naturale ti ci abitui, a quella chimica no.
    Datti una letta alle incidenze di cancri e infarti in India, e nel paese della mortadella.
    Ammetto che l’india sia uno dei posti più sudici del pianeta, ma sappi che gran parte delle nuove malattie (tifo, salmonella, epatite…) sono arrivate con gli inglesi e con i loro bei bicchieri di vetro nelle bancarelle del chai. Sfortunatamente un chai wallah non si può permettere una Wirphool e quindi lava le stoviglie con i mezzi che ha. Prima di questa gloriosa importazione anglosassone, il tè si beveva in coppe di terracotta che venivano usate una volta e distrutte, perlopiù senza inquinare, vista la loro natura eco-compatibile. Stesso discorso vale per le foglie di banano usate come piatto per mangiare il thali. Se noti, comunque, gli indiani bevono tutti da una brocca ma senza appoggiare le labbra, come invece farebbero dei muratori di Pesaro !!
    Comunque, polemiche a parte, pur conoscendo l’orribile facciata che l’india presenta a chi ci lavora e basta, sarebbe bello che quelli che come te ci devono trascorrere lunghi periodi di vita, riuscissero ad intravederne anche altri lati ben più ammirabili.
    Ma forse fa più fico scrivere resoconti da Indiana Jones agli amici a casa che si guardano Striscia davanti a un piatto di trenette cucinate da mammà…

    Commento di filippo masè | 14 luglio 2009 | Rispondi

    • Filippo, vivi in India? Se si parliamone, se no, allora fila.

      Commento di tuttoqua | 14 luglio 2009 | Rispondi

  6. Vivo in India 8 mesi all’anno, parlo la lingua e ci ho lavorato per un anno di fila, vivendo a Delhi.
    Comunque ci giro da quasi dieci anni.
    Anche se vivessi a Pizzo Calabro, riscriverei quello che ti ho scritto.
    Fila dillo a tua sorella.
    Se vivere in India per te, significa guadagnare degli euro in un ufficio della periferia di Delhi, uscire e andare a casa a bloggare puttanate infantili, bella vita.
    Leggiti un pò di libri sulla storia dell’ india, e sulle ragioni per cui oggi versa in certa condizioni, se no fila..

    Commento di filippo masè | 14 luglio 2009 | Rispondi


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