TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Agli estremi dell’India

Da pochissimo c’e’ un nuovo marchio in India, si chiama P3, e credo sia un franchising di cartolibreria. Ero gia’ stato in uno dei loro negozi qualche settimana fa, oggi ci sono tornato, giusto per accertarmi che la prima impressione fosse buona.

Che volete che vi dica? Se entrando non vedessi degli indiani, pensarei di non essere in India. Devo ammettere che questi ragazzi fanno un ottimo lavoro, sia perche’ sono gentili ed abbastanza competenti, sia perche’ il locale e’ pulito e ordinato (e non puzza!) e sia perche’ hanno un po’ di tutte quelle cose di cui un occidentale puo’ sentire tanto la mancanza in questo cavolo di posto.

Carta da stampa di buona qualita’, penne, matite ed accessori vari, strumenti e gadget per la scrivania, minuteria per ufficio, fino agli iPod e ai computer portatili, passando per penne USB, hard disk esterni, colori e pitture di vario genere (per dipingere, non per pitturare). Ho scattato qualche foto:

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NOTA: Ricordatevi che le mie foto indiane le trovate tutte su Flickr.

Oggi mi serviva una splillatrice nuova, alcune carpette, alcuni DVD Double Layer (difficili da trovare in India), e qualche altra fesseria, e ho trovato tutto da P3, quando, probabilmente, sarei dovuto andare in giro per tutto il giorno di postaccio in postaccio, solo per trovare la meta’ della roba. Questa e’ l’India che vorrei vedere, ma non mi riferisco all’aspetto consumistico, ma piuttosto all’ordine, alla pulizia, all’efficienza e, soprattutto, al fatto che quando qualcuno mette in piedi un’attivita’ si siede a tavolino e riflette sulle esigenze reali dei clienti. Purtroppo l’indianita’ colpisce anche P3, perche’ comunque ci mettono mezz’ora per passare tutto sotto il lettore di codici a barre e farti un cavolo di scontrino! Anche perche’, se non si studiano per benino ogni singolo oggetto che hai acquistato (da leggere: se non si fanno per bene i cazzi tuoi), non sono contenti.

Ma almeno sembra un passo in avanti, quindi viva P3, in quanto dimostra che, volendo, le cose si possono fare.

Dall’altro lato della Retta, ci sono i V.I.P. Qui in India bastano un’Ambassador tirata a lucido e una sirena rossa sul tetto, e diventi una personalita’, di quelle che tutti lasciano passare ovunque, di fronte alle quali tutti s’inchinano, a cui tutti lanciano baci e fiori, e nessuno chiede loro di pagare nulla.

C’e’ una cosa che mi fa sganasciare particolarmente dalle risate: le Ambassador di questa gente spesso riportano una scritta sul didietro: “Power Breaks, Keep Distance”, che significa qualcosa tipo “Super Freni, tenersi a distanza”. E ‘come se una locomotiva a vapore del 1800 dicesse all’Eurostar che segue “guarda stai attento, che se freno di botto mi tamponi!”. L’Ambassador e’, tecnicamente parlando, un cesso. E’ un’auto basata sulla tecnologia di 60 anni fa, ed e’ rimasta tale e quale. Ora, ditemi voi di quali Power Brakes stiamo parlando?

Sapete cosa intendono? Intendono che l’Ambassador ha, udite udite… siete pronti? Il Servofreno!!!

No… il servofreno… che sull’Ambassador diventa un freno talmente potente da intimare alle auto che seguono, auto che sono state prodotte nel 21-esimo secolo, di stare a distanza… pena un tamponamento!!

Io gli direi: staccate la pompa dei freni e dirigetevi a 80 Km/h contro un muro! ‘Mbecilli!

Tornando ai Very Indian People, il problema e’ che in India ci saranno 200 milioni di V.I.P., un buon 90% dei quali non conta un cazzo, ma fa leva su questa pratica per apparire importante. Eh gia’, perche’ nella piu’ grande democrazia del Mondo, nonostante quello che dicano le guide turistiche e i libri di certi scrittori, l’aspetto interiore non conta nulla. E’ tutto solo e comunque apparire. L’unica esperienza mistica che si puo’ assaporare in questi luoghi e’ quella derivante da una bella dose di droga! Questi VIP sono quelli che l’India non la vogliono cambiare, per la semplice ragione che gli va bene cosi’, in modo che ci siano sempre 800 milioni di disperati a fare il lavoro duro, e loro si possano godere la vita a bordo delle loro… ehm ehm… meravigliose ammiraglie col servofreno.

E’ un po’ come diceva Beppe Grillo anni fa, quando parlava dei detersivi che garantiscono il bianco piu’ bianco, spiegando che, spesso, si tratta di robaccia che lava molto poco. Ma che, in compenso, spalma molecole sbiancanti sui tessuti, facendogli riflettere la luce. E mi ricordo che l’esempio che usava era: “e’ come avere le mutande sporche di merda e darci su una mano di vernice bianca!”. Da cui le Ambassador sono bianche, spesso i VIP indossano vesti bianche, i grandi alberghi e i ristoranti dei ricchi sono bianchi, e via dicendo.

Lo so che sono destinato a perdere, ma io faccio il tifo per P3!

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20 marzo 2009 - Posted by | L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , ,

14 commenti »

  1. Caro Tuttoquà, sono un po’ deluso e a tratti amareggiato dal tuo posto. Puoi fare tutto, puoi parlare male di tutti, ma non della mia ambassador, di quella no, non puoi farlo. Il mio elefante bianco, l’amica di tante battaglie, quella che ha avuto l’onore di scarrozzare anche tra Gurgaon e Delhi la Tuttoquà girl e il tuttoquà junior. Tutto ma l’ambassador no, forse l’unica cosa che mi mancherà dell’India, quella che, oltre a me, ha ospitato topi, varani e insetti di ogni tipo. Quella che non si spegneva mai se non quando pioveva e c’era un metro di acqua fuori. Ti prego, rivedi la tua posizione. Ne va della nostra amicizia. Altrimenti mi troverò costretto a metterti sotto con l’auto. Un Ambassador. E ti righerò con una coscia di pollo tandoori la tua bella Innova. E chiederò al primo scatarratore che incontro di scatarrare il paan rosso sul cofano della tua innova, così da lasciare un marchio indelebile, come se fosse a fuoco. Parola di indonapoletano.

    Commento di indonapoletano | 20 marzo 2009 | Rispondi

  2. E’ vero, tu possiedi un’Ambassador bianca.

    Ma che c’hai la sirena rossa sul tetto tu? No. Per caso la tua Ambassador e’ tirata a lucido? Nemmeno. C’avresti forse i power brakes? Ma dove? Ma soprattutto, tu sei un Very Indian Person? Sicuramente no!

    E allora di che t’impicci? 😀

    Commento di tuttoqua | 20 marzo 2009 | Rispondi

  3. si, è vero, ma c’ho la targa fasulla, così come la tessera vip fasulla. non fa di me un vero VIP? e poi i power brake ce li ho. E’ vero, mi manca la sirena, mi atterzzerò

    Commento di indonapoletano | 20 marzo 2009 | Rispondi

    • Targa fasulla adesso… stai ancora aspettando la targa definitiva. Mica e’ colpa tua se in India ci mettono 6 anni! La tessera VIP non fa di te un vero indiano, bastasse cosi’ poco. Hai anche i power brakes, ma grazie e Dio non l’hai scritto sul baule con le lettere adesive rosse. Insomma, se vuoi veramente diventare un Very Indian Person, ti devi impegnare molto di piu’…

      Tanto per cominciare, ti devi comprare un kurta bianco con un bel gilettino blu e dei sandaletti marroni di cuoio, che vanno indossati rigorosamente coi piedi zozzissimi. Poi ti devi piazzare due anellazzi d’oro, con tanto di vistose pietre all’indice e all’anulare. La domenica, sotto il kurta, ti devi mettere le scarpe da ginnastica, e devi andare al parco a fingere di fare jogging. Se non lo facessi, gli altri penserebbero che non sei diabetico, il che non e’ statisticamente ammissibile in India.

      Poi, per migliorare il tuo aspetto, vai dal barbiere e fatti tingere i capelli di rosso ruggine, possibilmente in modo piu’ evidente sui lati e sulla basette e meno al centro della testa.

      Quando vai a mangiare la ristorante devi ordinare tutto con triplo masala, ti devi obbligatoriamente ubriacare di whisky (possibilmente Johnny Walker), devi prendere a schiaffi e parolacce il tuo austista, e devi maltrattare tua moglie e tua figlia (esseri inferiori per definizione). E se sei ubriaco, il tutto ti viene anche meglio!

      Quando ti compri la macchina nuova, devi lasciarci i nastri della concessionaria sul cofano per almeno 3 anni, e devi anche lasciare i teli di cellophane sui sedili, ma attenzione, quelli per 5 anni. E, mi raccomando, ricordati di girare sempre con gli specchietti esterni rigorosamente chiusi, altrimenti si accorgono che non sei V.I.P.

      Ricordati anche di ruttare e scorreggiare almeno 18 volte al giorno, non vorrei che qualcuno s’insospettisse…

      Che altro? Ah si! Quando sei in fila, qualsiasi fila, cerca di fottere tutti quelli che stanno davanti a te e passagli davanti, e se qualcuno s’incazza, tu mandalo affanculo, perche’ sei tu che sei nel giusto e sono loro i coglioni che stanno in fila.

      E non dimenticarti mai che gli impegni presi non vanno mantenuti, perche’ se lo fai, allora ti tradisci immediatamente e riveli la tua indonapoletaneita’! Quindi menti, spara cazzate liberamente, e non preoccuparti, fa tutto parte del profilo del V.I.P.

      Commento di tuttoqua | 20 marzo 2009 | Rispondi

  4. Beh anche i VIP italiani non scherzano veramente! Proprio la scorsa settimana le Iene hanno mandato in onda un servizio che dovresti andare a vedere su you tube… purtroppo non so come fare il link… ma se cerchi “Nobile auto blu” trovi il video. Aspetto un tuo commento. ^__^

    Commento di Elena | 20 marzo 2009 | Rispondi

    • Ciao Elena, la storia delle auto blu in Italia e’ tristemente nota purtroppo, non solo perche’ si tratta di uno spreco enorme di soldi pubblici, ma anche perche’ vengono concesse a cani e porci, spesso in maniera ingiustificata. Mi pare che ce ne siano oltre 500.000, un numero che, se paragonato ad una popolazione di 58 milioni, mi sembra “leggermente” eccessivo.

      D’altronde, sfortunatamente per noi, gli Indiani pensano d’essere gli italiani d’Asia, perche’ ritengono di avere molti tratti in comune con noi: il disordine, la confusione, il modo di guidare, l’impazienza, ecc…

      Ma quello che pochi sanno e’ che i veri professionisti di tutto questo sono loro (di molto altro), non siamo noi. Noi, al confronto, sembriamo svizzeri, e te lo dice uno che punta sempre il dito contro l’Italia.

      Commento di tuttoqua | 21 marzo 2009 | Rispondi

  5. Caro Tuttoqua, ancora una volta ti ringrazio di avermi svelato i misteri dell’India.
    Complimenti per il blog che trovo sempre con piacere.
    Ciao

    Commento di Elena | 21 marzo 2009 | Rispondi

  6. Anch’io voglio fare la spesa da P3!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Da ex designer sento la mancanza di una buona cartoleria anche nel midollo delle ossa!!!!!!! Qui da noi siamo ancora ai negozietti/garage luridi, che vendono dei quaderni così orrendi e sporchi che io, per abitudine, li disinfetto prima di usarli!
    E poi voglio andare all’INA market e comperare i carciofi e i peperoni gialli e girare per le strade ben tenute di Delhi (!) e avere almeno 6 ore di elettricità al giorno…
    Ma avete proprio tutto voi!!!!!!!!!!!!!! 😉
    Non farci caso… sto solo delirando!
    Ciao!!! Niki

    Commento di Niki | 21 marzo 2009 | Rispondi

  7. Eh si, abbiamo proprio tutto noi…

    Comunque, scherzi a parte, mandami una email con la lista delle cose che ti servono, e io ti mando un DHL.

    Commento di tuttoqua | 21 marzo 2009 | Rispondi

  8. @ Sei un tesoro! Ma… può darsi che a tempi non troppo lunghi mi capiterà, ogni tanto. di fare un salto in quel di Delhi!!!!!!!!!!!!

    Guarda che arrivare al punto di sognare Delhi, con il suo clima infernale, vuol dire tanto sul Nepal!!!!!!!!!!!!

    Ciao e buona giornata
    Niki

    P.S. avrò l’onore di conoscere la famiglia tuttoquà?

    Commento di Niki | 23 marzo 2009 | Rispondi

    • Ma certo!!! Quando pianifichi il viaggio facci sapere cosi’ ci organizziamo per bene.

      Commento di tuttoqua | 23 marzo 2009 | Rispondi

  9. Ci vorrà ancora del tempo… hai presente i tempi indiani… noooo???? Ma appena so qualche cosa ti informo!
    Baci a tutto il clan tuttoqua!
    Niki

    Commento di Niki | 23 marzo 2009 | Rispondi


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