TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Per ogni problema esiste una soluzione

Stamattina stavo navigando su LinkedIn.com, quando mi e’ apparso un banner pubblicitario di una nota azienda ICT, che afferma la seguente cosa (il banner e’ ritagliato per mascherare il nome e lo slogan della compagnia):

chegeni

3 passi per battere la crisi:

  1. Riduci le perdite
  2. Migliora l’efficienza
  3. Aumenta il fatturato

Il problema e’ che questo metodo lo conosco bene, perche’ viene predicato da secoli da tante societa’ di consulenza, e adottato ignorantemente da tante aziende che, al posto di avere management team seri al timone, hanno una banda di asini cagasotto.

Per spiegarmi meglio, affronto la questione su una scala ridotta, e suppongo di essere il titolare di una salumeria dove lavoro io piu’ un altro mio dipendente. La crisi mi sta mettendo in ginocchio, i miei costi sono aumentati ma, soprattutto, la gente spende meno e, a fine mese, incasso inesorabilmente meno. Sono, come si dice in gergo, con le chiappe nell’acqua.

Chiamo questi signori, i quali vengono, m’intervistano, spendono ore e ore a tavolino per analizzare il mio caso, fanno due o tre workshop, preparano una mega presentazione Powerpoint piena di paroloni e, alla fine, me la imboccano, slide dopo slide. Essendo un salumiere, il messaggio che colgo e’ che devo ridurre le perdite, migliorare l’efficienza e aumentare il fatturato. Imparo subito una lezione: tanto valeva leggermi bene il banner…

Ma torniamo alla strategia: come faccio? Ridurre le perdite che significa? Significa andare a verificare prima di tutto dove siano queste perdite… e che ne so io? Ho una salumeria, mica dirigo un acquedotto! Alla fine ci arrivo, e scopro che ci sono alcuni prodotti nel mio catalogo (bancone) sui quali non faccio profitti, anzi ci smeno pure dei quattrini, danneggiando l’intero profitto del mio negozio. Che faccio? Elimino i prodotti! Ma si, era ora, quelle mortadelle fannullone mangiasoldi, andate pure al diavolo. E voi mozzarelle di bufala campana che faccio arrivare ogni giorno da Eboli (SA), ma toglietevi di torno che mi fate solo spendere soldi in trasporti! Da oggi la mia salumeria non vende piu’ mortadella e mozzarella di bufala, ohhhh che liberazione.

Poi devo migliorare l’efficienza… e’ una parola… siamo in due, ci facciamo gia’ il mazzo quadrato per mandare avanti la baracca, come faccio a migliorare l’efficienza? Pensa che ti ripensa, l’unica soluzione e’ mandare a casa il mio dipendente. Mi spiace per lui, ma come si dice, mors tua vita mea. In compenso pero’, da domani, dovro’ passare da farmi il mazzo quadrato a farmi il mazzo al cubo… infatti, da domani, saro’ solo in negozio! Pero’, vuoi mettere? Ho aumentato l’efficienza del mio esercizio: laddove prima ci volevano due persone per fare il mestiere, oggi basto solo io… e poi… in fin dei conti non vendo piu’ la mortadella e la bufala… il carico l’ho gia’ ridotto un po’. Si,’ devo venire un’ora prima e andare via un’ora dopo per pulire e fare i conti di fine giornata, in piu’ durante il giorno devo tagliare, affettare e imbustare come se avessi 4 braccia, ma io sono uno molto efficiente.

Non mi resta che aumentare il fatturato. E’ una parola… e’ come se, un bel giorno, mi portassi a casa un blocco di marmo di Carrara di 25 tonnellate e dicessi a me stesso: “beh, il marmo l’ho trovato, l’ho acquistato, l’ho pagato e l’ho trasportato in garage. Ora non mi resta che scolpirgli un David dentro!”.

Il problema e’ che io non sono Michelangelo, e non ho proprio idea di come si faccia a tirare fuori un capolavoro da un blocco di pietra che e’, per giunta, anche un po’ scorbutico. Io sono un salumiere, questi sono venuti qua con i loro completi blu e le camicie bianche e mi hanno detto che, se voglio salvare il mio negozio, devo aumentare il fatturato.

E che c’ho la bacchetta magica? Vabbe’, ora ci provo! Devo attirare piu’ clienti, devo invogliarli a comprare, devo fare in modo che senza il mio San Daniele e le mie baguette non possano piu’ vivere… E poi devo fare upselling: compra questo e ti do quest’altro col 50% di sconto. Oppure un bel prendi 3 e paghi 2…

Ci sono: stampo qualche volantino, faccio qualche offerta speciale, e magari alle vecchiette gli dico che, se fanno la spesa da me, gliela consegno a casa gratis, e… e poi mi verra’ in mente qualcos’altro.

Ma… un attimo? Che sto facendo? Dunque, ho eliminato prodotti dal mio catalogo, riducendo la mia competitivita’ nel mercato. Si’, e’ vero che erano prodotti in perdita, ma magari mi differenziavano dalla concorrenza. Puo’ essere che la signora che vive a tre isolati da qui venisse da me per prendere latte, biscotti e mortadella… ora le basta andare nel negozio che ha sotto casa, tanto la mortadella non ce l’ha nemmeno lui… Poi, ho mandato a casa il mio aiutante per tagliare i costi, ma mi ritrovo un sacco di lavoro in piu’ e i miei clienti sono pure insoddisfatti, perche’ ne posso sbrigare uno alla volta, e loro aspettano… e poi mi stanco subito, divento irascibile e sbaglio pure a battere gli scontrini. Infine, nel disperato tentativo di aumentare l’incasso, mi sono messo a spendere soldi in pubblicita’ e consegne a domicilio e ho pure fatto gli sconti! Cazzo… forse era meglio non fare niente…

Tutto questo per dire che non ho nulla contro chi proclama di avere la ricetta anti-crisi e, a mia volta, non ho la bacchetta magica, anche se penso proprio di aver qualche idea migliore di questa (che non posso rivelare gratis, spero mi capirete).

Quello che pero’ non mi piace, e’ che tante aziende, con visione miope e zero strategia, adottano approcci semplicistici del genere, e il risultato e’ che, per affrontare una crisi, mandano la gente a casa rischiando l’inoperativita’. E’ vero che si puo’ fare di piu’ con meno risorse, ma c’e’ un limite fisiologico… e poi ci sono i problemi legati alla perdita del capitale intellettuale. In secondo luogo cancellano prodotti dal portfolio, tagliando magari quelli che prima facevano la differenza rispetto agli altri competitor. E, nel fare tutto questo, alla fine spendono pure un sacco di soldi in ristrutturazioni e riorganizzazioni varie. Soldi che non sono costi diretti, e nel Profit & Loss vanno in basso e non intaccano il margine lordo, ma sempre soldi sono, e quando resta il profitto in mano, il buco si vede eccome.

Il messaggio e’: attenzione a non sottovalutare le sfide, e attenzione alle scorciatoie che servono solo a buttare fumo negli occhi, ma in realta’ producono pezze che durano da Natale a S. Stefano.

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22 marzo 2009 - Posted by | Bestialita'

4 commenti »

  1. Tutto vero: manager che devono ottimizzare risultati entro un quarter e che hanno come unica vera missione quella di salvarsi il deretano si affidano a società di consulenza che producono impressionanti quantità di carta colorata (eliminando un paio di queste società si salva sicuramente l’Amamzzonia). Risultato: non è colpa dei manager, bensì dei consulenti…
    Terribile, continuerà ad essere così finche misureremo i risultati nel brevissimo. Sto assistendo a situazioni raccapriccianti in questo periodo, veramente senza senso.

    Commento di simona | 23 marzo 2009 | Rispondi

  2. Vero, le societa’ di consulenza ci marciano parecchio, specialmente di questi tempi. E, spesso, mettono al lavoro dei veri incapaci, gente senza esperienza che gioca col destino altrui come se fosse Lego.

    Ma la responsabilita’ e’ anche dell’ignoranza/arroganza dei top manager. Se uno ha le palle e l’esperienza, magari del consulente non ha bisogno. O, comunque, puo’ essere in grado di metterci del suo e valutare oggettivamente il risultato della consulenza, anche arrivando a dire, quando serve, qualcosa tipo: “ma di che cazzo parli, ignorante che non sei altro? Fuori di qui!”.

    Commento di tuttoqua | 23 marzo 2009 | Rispondi

  3. Ecco, era esattamente quello che volevo dire con “Risultato: non è colpa dei manager, bensì dei consulenti…”. Manager incapaci e senza palle che assoldano ‘sta gente x dare la colpa a qualcun altro e non correre il rischio di essere cacciati.
    E non sto a dirti a quanti convegni/conferenze sto partecipando sul tema della crisi e delle banalità assolute che ascolto da presunti top manager/consulenti di primo piano sulla scena mondiale!!!! Da rabbrividire….

    Commento di simona | 25 marzo 2009 | Rispondi

  4. Simona, riprendendo quello che dici, i casi sono due secondo me:

    1- I manager che arrivano in alto direttamente col calcio in culo, senza fare la gavetta. Questi, spesso, sono arroganti, presuntuosi e pensano di avere sempre l’idea giusta, anche se, quasi sempre, di idee non ne hanno proprio

    2- I manager con talento, capacita’ e gavetta che si devono confrontare con sfide sempre piu’ difficili. A questi non viene data formazione adeguata e nessun supporto.

    D’altronde, anche appartenendo alla categoria 2, se io sono un manager in difficolta’, e chiamo la societa’ di consulenza tal dei tali e mi vedo arrivare il ragazzino fresco fresco di Bocconi, come posso credere che costui, senza esperienza, possa aiutarmi nella mia pianificazione strategica e nell’esecuzione del business?

    Per quel che mi riguarda, gli unici management consultant che mi aspetto di incontrare, sono quelli che appartengono alla categoria 2 e si sono gia’ fatti 30 anni di mazzo sul campo.

    I saputelli e i presuntuosi sono buoni solo a farmi incazzare.

    Commento di tuttoqua | 25 marzo 2009 | Rispondi


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