TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Adesso io non vorrei dire…

… ma poi dicono che uno non si deve accanire. Proprio ieri avevo scritto della totale incapacita’ degli indiani di rispettare orari e impegni presi. E, tra l’altro, avevo fatto riferimento proprio al fatto che si dovrebbe cercare di essere puntuali anche quando si va a trovare un amico, perche’ amicizia o no, e’ una questione di rispetto.

Oggi, verso l’ora di pranzo, mi chiama un mio ex-collega indiano. Siamo in buoni rapporti, e’ un ragazzo perbene e, qualche mese fa, andammo anche al suo matrimonio. Da uno cosi’, persona intelligente e gentile, che tra l’altro si e’ sposato per amore (cosa rarissima in questo paese), uno si aspetterebbe un comportamento, come dire, un po’ meno da indiano.

Niente… c’e’ qualcosa nei loro geni che gli impedisce di afferrare alcuni concetti elementari!

Mi chiama e mi dice che e’ un po’ che non ci vediamo, che faccio stasera, insomma si auto invita per le 18:00, massimo 18:30. Nessun problema, casa mia sai dove trovarla, le birre sono in frigo, serve poco altro. Mi metto qui alle 18:00 in punto e aspetto… 18:15 niente… 18:30 niente… 18:45 niente… 19:00 niente… 19:10 squilla il mio cellulare, e’ lui. “Sto uscendo ora dall’ufficio, arrivo fra 10 minuti, e’ un problema?”. Figurati… sto qua ad aspettare te, rispondo, mentre TuttoQua Girl mi fulmina con lo sguardo. In effetti e’ ora di iniziare a preparare la cena, e se questo arriva adesso ceniamo a mezzanotte.

Alla fine arriva, alle 19:45, con, diciamo, un’oretta e mezza di ritardo, e il suo ufficio e’ veramente a 10 minuti da casa mia. Non che mi aspettassi che dicesse qualcosa tipo, scusa il ritardo, e infatti ciccia.

Ci sediamo, due parole e poi io… birra? “No, grazie, in questi giorni si festeggia il &^@&#*$%$ (ndr: salcazzo), quindi non bevo e non mangio cibo non vegetariano, ma continuo a fumare”. Beh, almeno un vizio te lo sei tenuto, allora fumiamo (le mie sigarette).

Come va? “Tutto bene, il lavoro va bene, sono stato di qui, sono stato di li’, e trick e track e cip e ciap…e il lavoro di qua, e l’India di la’… certo integrarsi in India non e’ facile… io pero’ che ho viaggiato all’estero capisco… Ora pero’ devo andare, mia moglie non si sente bene”.

Aho’, bella visita, vieni quando vuoi neh!

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31 marzo 2009 - Posted by | L'India non puo' farcela! | , , , , , , ,

9 commenti »

  1. altro che indietro, comincio a temere che gli indiani siano soltanto un po’ avanti a noi e potrei citare decine di appuntamenti di lavoro fissati da giorni e giorni e disattesi perhè il tizio non c’è o se n’è appena andato o aveva un appuntamento fuori o è in riunione o semplicemente nessuno ha pensato di segnare in agenda l’impegno.

    Commento di dede | 1 aprile 2009 | Rispondi

  2. …cazz, vuoi dire che proprio ieri avevi scordato di indossare i mitici stivali Cow a punta ?! 😉

    Sarebbe stata una buona occasione per provarli, poi essendo un’amico non si sarebbe neanche offeso!

    …no ? 🙂

    Apprò, dovrò andare a Mumbai presto o tardi… sono già in ansia!
    Ale

    Commento di Alessandro | 1 aprile 2009 | Rispondi

  3. Dede, vuoi dirmi che noi italiani siamo peggio?

    Ale, in bocca al lupo!!

    Commento di tuttoqua | 1 aprile 2009 | Rispondi

  4. Dede, mi pare un po’ esagerato il paragone. Come quelli che mi dicono: ah, tu sei napoletano? però non sembra per quanto lavori. A me una cosa del genere di quella che racconti tu non mi è mai capitata. Quello che lui scrive è quanto accade qui. Perchè, la sostanza e la verità di fondo, è che questi non sanno cosa sia la professionalità. Il comportamento è parte essenziale. E se (parlo di professionisti, di senior manager e via dicendo, non della povera gente) non si vestono, se non si lavano, se arrivano tardi, se si soffiano il naso con il tovagliolo di stoffa che trovano sotto il loro piatto nel mezzo di un pranzo ufficiale (come mi è capitato più volte di vedere), significa che non sanno campare. L’etichetta, in certi ambienti, è importante. E il campo professionale è uno di questi.

    Commento di Nello | 1 aprile 2009 | Rispondi

  5. Nello, allora vogliamo dire di quando ho organizzato quel meeting con alcuni top manager di Telecom Italia e c’ho portato un paio di colleghi indiani (senior, tipo vice president). Uno di questi, durante il meeting, fece un rutto pauroso, e l’altro si tolse le scarpe, rivelando calze distrutte e una puzza tremenda.

    Ma dico, si fa una roba del genere??

    Commento di tuttoqua | 1 aprile 2009 | Rispondi

  6. Però un rutto e puzza di piedi in presenza dei “ragazzi” di Trobchetti Provera…..ahahahahahahahahahaha, soffiata di naso con tovagliolo…ahahahahahaha, ma con chi ve la fate….ahahahahahaha

    Commento di mimmo torrese | 1 aprile 2009 | Rispondi

  7. Ma dai! Troppo divertente mi sarebbe piaciuto vedere la faccia dei top manager!
    😉
    Niki

    Commento di Niki | 1 aprile 2009 | Rispondi

  8. Tuttoqua, non voglio dire che siamo peggio degli indiani, ma certamente da noi c’è gente che sta dandosi parecchio da fare in quel senso.
    Nello, sono contenta che a te non sia mai capitato di incappare in funzionari maleducati, io lavoro nel campo della progettazione e ho contatti con funzionari comunali. ho in materia di appuntamenti disattesi una vasta esperienza tutta documentabile e la cosa, essendo io sciovinista, mi dispiace moltissimo e mi umilia perchè non ci facciamo una bella figura

    Commento di dede | 2 aprile 2009 | Rispondi

  9. Dede, ma tu hai perfettamente ragione. L’Italia e’ stracolma di maleducati e ignoranti che fanno il possibile per farsi prendere a ceffoni dalla gente perbene.

    La differenza sostaziale con l’India, e’ che qui sono TUTTI cosi’, nessuno escluso. Sono tutti una banda di imbroglioni, ladri e millantatori, di arroganti e prepotenti, di cui non puoi e non devi fidarti. Questa cosa rende l’India, insieme a tutto il resto, un posto estremamente difficile in cui vivere. D’altronde il sotto-titolo di questo Blog e’ chiaro: “L’Umanita sta regredendo, l’India l’ha gia’ fatto”. Quindi, quando dici che l’India e’ avanti, allora dici bene, nel senso che qua hanno, da tempo, un piede nella fossa e l’altro sulla buccia di banana! Manca pochissimo cosi’ per andare sottoterra una volta e per tutte, e non c’e’ niente, credimi niente, che si possa fare per salvarli e salvare tutti noi dalla loro rovina.

    Commento di tuttoqua | 2 aprile 2009 | Rispondi


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