TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

L’India ti indianizza malamente

Quando si vive e si lavora in un posto come questo… anzi no aspettate… non esiste un altro posto come questo, quindi riscrivo, e se il buongiorno si vede dal mattino, questo e’ un POST incazzato, perche’ oggi va cosi’!


Quando si vive e si lavora in India (e annessi e connessi, cioe’ Pakistan, Nepal e Bangladesh) i rischi che si corrono sono tanti: sicurezza fisica, salute, alimentazione, diritti umani e tutto il resto. Ma esiste un fattore che e’ assai piu’ subdolo e piu’ logorante. E’ un virus che ti prende e ti consuma lentamente, ti modifica geneticamente, e ti trasforma in una persona diversa, una persona che non vorresti e non dovresti essere. E per questo, se sei sufficientemente dotato di morale, provi a opporti, ma piu’ tempo passi da queste parti e piu’ la bestia ti aggredisce profondamente. E piu’ la combatti e piu’ diventi suo servitore, e senza farci troppo caso. Gia’, perche’ il mostro, mentre di cambia, ti anestetizza, cosi’ che tu non abbia abbastanza reattivita’ per combattere strenuamente e con continuita’.

L’India, alla lunga, ti trasforma in un maledetto cinico, uno a cui non gliene frega piu’ niente di niente. Diventi uno stronzo, un bastardo, magari perfino un violento. Uno che perde facilmente la pazienza e le staffe, che aggredisce tutto e tutti, che usa la cattiveria come arma preventiva, che non si fida per definizione e che vive e agisce solo secondo la legge della giungla.

Gli indiani ti imbrogliano, e tu diventi prevenuto, da cui la scomparsa di relazioni umane accettabili: se foste un topo in una tana di serpenti a sonagli che fareste? Provereste a fare amicizia con qualcuno, sapendo che quel qualcuno prima o poi per sua natura ti morde e ti divora, o provereste a procurarvi denti e veleno anche voi, e magari una bella 357 Magnum?

Gli indiani sono cattivi e menefreghisti, da cui la necessita’ viscerale di comportarti da fetente anche tu, perche’ e’ l’unica lingua che capiscono. Non puoi ragionare con gli indiani, ma puoi urlare. E allora urli!

Gli indiani se ne fottono degli impegni che prendono, e tu cosa fai? Li ripaghi con la stessa moneta! Se eri uno che ci teneva alle cose che fa e al come le fa, impari a fregartene, perche’ tanto “loro non se lo meritano”. Arrivi in India che sei una persona organizzata, accurata, assennata e precisa, e te ne vai che sei un arronzone che ha perfino smesso di scrivere appunti durante i meeting.

Gli indiani ridono di te, povero bianco ignorante e stupido, e tu di conseguenza ridi di loro, iniziando a pensare che siano davvero poco dotati, che la Natura li abbia privati di qualcosa di essenziale di cui tu invece abbondi, e ti convinci di essere superiore, di essere migliore e di poterli trattare come servi e come animali di una casta inferiore. Una casta che merita solo di lavorare notte e giorno per una misera paga, di dormire sul pavimento e di mangiare quel poco che c’e’, se c’e’.

Gli indiani urlano, fanno chiasso, sono prepotenti, non ti rispettano, ti scavalcano in fila, sono arroganti e presuntuosi. E tu, che non sei una delle persone della Trinita’, ma piuttosto uno che se gli girano sono cazzi amari, ti chiedi perche’ mai questi minus habens possano solo vagamente pensare di poterti trattare cosi’. E allora alzi la voce anche tu, spari minaccie, il tuo linguaggio del corpo si adegua e diventi un pescivendolo dei bassi fondi a tua volta. Diventi uno che manda a fare in culo ancora prima di dire tre parole di senso compiuto. E inizi anche a fregartene dei rumori che fai: il volume della TV, i latrati del tuo cane… “tanto loro sono stronzi e lo fanno, e non gliene importa un fico secco del fatto che, magari, sono le 6 del mattino di domenica… Allora, perche’ non dovrei disturbarli a mia volta, provandoci anche un po’ di gusto?”.

Gli indiani non hanno moralita’, non provano pieta’, se ne fregano di chi soffre e se ne strafregano delle sofferenze che loro stessi infliggono a causa delle loro grandi virtu’. E tu rifletti, e ti dici che poiche’ se ne fottono loro, a maggior ragione te ne devi fottere tu, visto che non e’ un problema tuo. E quando il povero storpio arriva al finestrino, ticchettando al vetro, per chiederti una rupia, tu non solo ti giri dall’altra parte, ma magari lo mandi anche affanculo e gli fai un gestaccio perche’ ti sta importunando.

Gli indiani godono dei fallimenti altrui, anzi ci sperano, cosi’ che il loro stupido ego possa gonfiarsi ancora di piu’. Sono pettegoli, spioni, invadenti, perche’ devono sapere tutto di te, in modo da inviduare i tuoi punti deboli e sfruttarli a loro favore. E tu che fai? Beh… scusate…. quando puoi godi, no? Quando li vedi spataccarsi contro un guardrail… godi! Quando li vedi annaspare nel fango della pioggia monsonica… godi! Quando senti che l’azienda indiana tal dei tali e’ fallita perche’ ha rubato 200 milioni di dollari… godi!! Quando senti alla TV che la crisi economica in India ha causato il licenziamento di 500.000 lavoratori… godi! Gli alzi il dito medio sul muso e gli dici: “spiami questo, coglione!”.

Gli indiani pensano che fuori dall’India ci sia solo l’India, sono davvero convinti di essere il miglior paese del Mondo, di produrre le cose migliori, di mangiare il miglior cibo e di vivere nel modo piu’ sano ed equilibrato possibile. E tu ti scordi del fatto che sono degli ignoranti di proporzioni astrali, ma ti concentri piuttosto sulla loro presunzione, e inizi a non perdere occasione per fargli notare quanto l’India sia, in realta’, un paese di merda, neanche degno di portare l’appellativo di Terzo Mondo, per non offendere i paesi africani. Quando puoi, gli ricordi che negli ultimi millenni, mentre in altri parti del Mondo sono nate e cresciute fiorenti civilta’ che hanno generato letteratura, scienza, tecnologia, benessere e tante altre cosette utili, l’India ha solo prodotto miseria, poverta’, sofferenza, ingiustizie e terroristi! E porca miseria, ti vengono a dire che l’India e’ la culla della civilta’ e che tutto arriva dall’India. La FIAT e’ indiana! La Hewlett-Packard e’ indiana!! La LG, la Philips, la Samsung, e’ tutto indiano a sentire loro!!!

Gli indiani sono lerci e sporchi, l’igiene e  il rispetto per l’ambiente semplicemente non gli appartengono. E allora inizi a fare lo zozzone anche tu. Ma si! Ma perche’ andare in giro a cercare un cestino per le carte che non c’e’, quando puoi tranquillamente sbarazzarti di cio’ che hai in mano buttandolo per terra, sul primo cumulo di rifiuti che trovi? Tanto l’India e’ sommersa dalla cacca e dalla spazzatura, “non sara’ certo la carta della mia gomma da masticare oppure il mio pacchetto di sigarette vuoto a fare la differenza?”. E perche’ preoccuparti dei materiali inquinanti, come le batterie, i vari derivati del petrolio, i farmaci scaduti? Metti tutto nello stesso sacchetto e via!

Gli indiani, per loro stessa struttura sociale, hanno i servi, che sono tanti, tantissimi. E siccome sono servi, perche’ servi sono nati e servi moriranno, il lavoro sporco lo devono fare loro, mica tu! E cosi’ diventi un padrone, e anche pigro fino all’inverosimile. Vai al supermercato a fare la spesa e devi portare due buste per 30 metri? Ma figurati! Fai un cenno ozioso con la mano al primo inserviente, perche’ le buste le deve portare lui, altrimenti tu ti spelli le manine e  lui li’ che cazzo ci sta a fare? E poi, in casa, perche’ disturbarsi a fare qualsiasi cosa? In India, con 3.000 Rupie al mese, ti metti qualcuno in casa notte e giorno, a farti da schiavo. Se guadagni bene ne puoi avere 10 di servi, cosi’ c’e’ perfino qualcuno che ti regge il pisellino quando vai a fare un po’ di pipi’. Cosi’ i maschietti non mettono piu’ nemmeno un chiodo al muro, e le femminucce smettono di fare le mamme e smettono di cucinare. Tutto questo ti consente allegramente di tornare all’Impero Coloniale, come si vede nelle vecchie foto del secolo scorso, con le famiglie inglesi beatamente sedute nel giardino del villone, e lo stuolo di servi che intrattengono bebe’, reggono l’ombrellone, falciano il prato e servono il te. Conosco gente che compete sul numero di servi: “io ne ho 4″… “sei un miserabile, io ne ho 9!!”, risponde l’altro. E guai se tu, povero imbecille immigrato, ti permetti di trattare i servi in modo umano, guai a te! Cosa vuoi fare, vuoi modificare una tradizione millenaria consolidata su cui si regge l’intera struttura sociale ed economica del paese? Ma guai a te se ci provi! Una volta il mio vicino di casa, il signor NHUCDF, che incarna alla perfezione lo stereotipo dell’indiano coi soldi, mi disse che l’autista lo devo prendere mingherlino, cosi’ lo posso piacchiare piu’ facilmente!! Porcaccia di qualla vaccaccia boiaccia, saprei io chi picchiare… mmmmm come mi prudono le mani certe volte (altro segno di cambiamento!).

E dulcis in fundo, l’India ti priva anche dei piaceri essenziali, come quello di uscire di casa a piedi, andare a comprare il giornale, fare due passi sotto i portici e poi andarti a prendere il tuo cappuccino… ahhh… quello tipiedo con la schiuma morbida… Ma dove!? L’India ti trasforma in un recluso, un emulo del Conte di Montrecristo, il cui unico, grande e  irriducibile desiderio e’ quello di evadere. Ma che, ahime, al massimo esce per andare nel solito centro commerciale a guardare le solite vetrine, oppure che si va a rinchiudere nel solito ristorante a 5 stelle per il brunch. Perche’ tanto, se esci, dove cazzo vai? A parte che rischi di morire per un colpo di calore (come mi e’ successo ieri che ci stavo per rimettere le penne…), ma poi dove andresti a camminare? Nel fango e nella merda, rischiando di essere messo sotto dal primo indiano al volante? In uno dei parchi di Delhi? Dove, se ti va bene, c’e’ puzza di fogna e un fantastiliardo di zanzare e altri insetti?

L’India, insomma, ti trasforma in un pigro, arrogante, presuntuoso, strafottente, ingrato, insensibile, aggressivo figlio di puttana, e io, guardandomi dentro, non penso di essere abbastanza forte da resistere. Non so a quale punto del nefasto cammino io sia giunto, ma gia’ non mi sento lo stesso di un anno fa. Mi accorgo che ormai, ogni giorno, lo stress e il peso del Piu’ Grande Cesso del Mondo mi peggiorano, e ogni giorno faccio piu’ fatica a coricarmi sereno e ad alzarmi col sorriso. E questa cosa mi fa incazzare, perche’, tra i miei amati genitori e me stesso, c’avevamo messo un po’ a tirare su una persona tutto sommato decente.

Mi spiace, ma tutto cio’ non fa proprio per me, e non lo raccomando a nessuno. Non voglio, un giorno, dover raccontare ai miei nipoti che il nonno una volta era un tipo a posto, poi e’ andato in India ed e’ diventato una merda d’uomo a cui sta a cuore solo il profitto e se ne fotte delle cose che, invece, rendono la vita veramente degna di essere vissuta.

Per quel che mi riguarda il dado e’ tratto, ed e’ ora di trovare il modo di andare via, al piu’ presto, e senza ripensamenti, e queste due settimane d’Italia che iniziano mercoledi mi faranno sicuramente riflettere.

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20 aprile 2009 - Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , , , ,

78 commenti »

  1. Non ci abbandonare, tu sei il nostro baluardo, la nostra speranza, non ci abbandonare

    Commento di Nello | 20 aprile 2009 | Rispondi

  2. “Alea jacta est” dicevano i latini.
    Mi sembra di capire che sei arrivato al punto di non ritorno, e mi spiace leggerti così saturo.
    Sei una persona in gamba, non lasciare che abbiano la meglio… se senti di non poterne più: ARIA!

    Mi spiacerà solo non leggere delle disavventure indiane 😉

    In bocca al lupo,
    Ale

    Commento di Alessandro | 20 aprile 2009 | Rispondi

    • Ale, adesso come adesso sono saturo. Magari 2 settimane d’Italia mi daranno un altro po’ di ossigeno, anche se ne dubito.

      Commento di tuttoqua | 20 aprile 2009 | Rispondi

  3. è arrivata l’ora di darci un taglio. E di corsa.
    In bocca al lupo

    Commento di dede | 20 aprile 2009 | Rispondi

  4. urca… oggi graffiamo eh? 😀
    pat pat sulla spalla. comunque è sempre bello leggerti!!

    Commento di Erbaviola | 20 aprile 2009 | Rispondi

    • Erba, l’avevo detto che oggi era una giornata storta. Grazie, come sempre 😉

      Commento di tuttoqua | 20 aprile 2009 | Rispondi

  5. è da poco che ho scopert

    Commento di maria grazia | 20 aprile 2009 | Rispondi

  6. è da poco che ho scoperto il tuo blog, come alcuni di altri expat in oriente; ed il denominatore comune è spesso il disagio… e ti assicuro che tutti voi lo riuscite a trasmettere chiaro e forte a noi qui in italia. deve essere davvero faticoso affrontare ogni giorno una galassia che si scopre via via sempre meno adatta ai propri bisogni. be’, null’altro… buona scelta!

    Commento di maria grazia | 20 aprile 2009 | Rispondi

  7. Benvenuta Maria Grazia 😉

    Commento di tuttoqua | 21 aprile 2009 | Rispondi

  8. Ciao, quando torni (se torni) dall’italia ci potremo vedere . Leggo da un pò i tuoi post e sono molto veri . Da poco ci siamo trasferiti a Delhi e diciamo che siamo rimasti fregati anche noi . Dopo 10 anni d’expat tutto sommato positivi siamo arrivati allo scoglio Delhi (nn so Mumbai dicono che sia meglio …). A presto Luigi Zeno .

    Commento di Luigi Zeno | 21 aprile 2009 | Rispondi

    • Ciao Luigi, molto volentieri. Ti mando un’email appena rientro. A presto.

      Commento di tuttoqua | 21 aprile 2009 | Rispondi

  9. Vedrai che due settimane in Italia ti aiuteranno a ridiventare te stesso.Buon viaggio

    Commento di Trudy | 21 aprile 2009 | Rispondi

  10. O mio Dio, tuttoqua! Mi dispiace! Ma vedrai che è la stagione secca torrida. E’ la peggiore, anche noi stiamo arrancando e io sono isterica. Come se non bastasse oggi è venuto a salutarci il nostro migliore amico che se ne va, una malinconia che non ti dico! E il pozzo da pochissima acqua cosa che mi manda in paranoia totale! Vedrai che anche solo i monsoni alleggeriranno! Lo so per (amara) esperienza che il clima incide tremendamente sull’umore.
    Un abbraccione
    Niki
    p.s. e non ti preoccupare, che noi italiani abbiamo degli anticorpi GROSSI COSI’! Mica diventiamo bestie asiatiche così facilemente! 😉

    Commento di Niki | 21 aprile 2009 | Rispondi

    • Niki grazie per l’incoraggiamento. Sono sicuro che in Monsoni qualcosa faranno 😉

      Commento di tuttoqua | 21 aprile 2009 | Rispondi

  11. Torna!
    ‘Sta casa aspetta a te…
    Torna!
    Che smania ‘e te vedé!…
    E torna!… Torna!… Torna!…
    Ca, si ce tuorne tu,
    nun ce lassammo cchiù

    Commento di mimmo torrese | 21 aprile 2009 | Rispondi

  12. AHAHAHAHAHHA Mimmuzzo!!! 😀

    Commento di tuttoqua | 22 aprile 2009 | Rispondi

  13. ho vissuto e lavorato 2 anni a buenos aires.
    i miei colleghi argentini, erano convinti,
    e probabilmente lo sono ancora che la pizza
    fosse un’invenzione argentina.
    All’inizio pensavo che scherzassero, poi ho capito
    che erano tremendamente seri.
    Comunque capisco che i tuoi problemi sono ben
    altri.
    Ho vissuto solo 3 mesi a jakarta e la mia opinione
    sugli indonesiani e’ identica alla tua sugli indiani.
    Sono tornato, terrorizzato dal dovermi recare,
    anche solo come turista,nuovamente in un paese
    del sud est asiatico, dove ogni contatto che avrai
    con un “local” dovra’ essere sospettoso e trattenuto,
    e dove nel 90% dei casi, questa persona avra’ l’unico
    intento di mettertelo nel culo.
    Se il portafoglio e’ gia’ abbastanza
    gonfio, allora, va’ dove ti porta il cuore.

    Commento di fondobruno | 22 aprile 2009 | Rispondi

  14. Anche in Cina dove ho sostato saltuariamente per una decina di anni, sono convinti che la pizza è una loro invenzione,credo che sia un po’ una cosa comune a molti luoghi.
    Però non puoi andare avanti a vivere così, ti rovini la vita per quattro soldi, pezzi di carta senza valore vero. Dammi retta rimani in Italia (e auguri…) se no tra un po’ ti trovi ad odiare anche te stesso.
    Buon ritorno

    Commento di Enrico Bo | 23 aprile 2009 | Rispondi

    • In effetti Enrico, riflettendoci su, sono arrivato alla stessa conclusione.

      Commento di tuttoqua | 24 aprile 2009 | Rispondi

  15. Cose tremende ma verissime che condivido in pieno e che ho vissuto personalmente. Adesso le vivo un pò meno perchè mi sono isolata lasciando tutti questi problemi fuori dalle finestre. Ti vedo a scrivere un libro “vero” sull’argomento India ma intanto goditi l’Italia.

    Commento di chamki | 23 aprile 2009 | Rispondi

  16. Grazie chamki, le continue conferme di gente come te che e’ passata attraverso le stesse difficolta’ mi aiutano a convincermi del fatto che sono io che sono normale e sono loro che sono indiani.

    Commento di tuttoqua | 24 aprile 2009 | Rispondi

  17. salve..
    mi sono imbattuta nel tuo blog e ho letto alcune pagine. mi sorge dal cuore una domanda…se posso permettermi: sei obbligato a restare in un luogo che odi così profondamente?

    Commento di achi | 24 ottobre 2009 | Rispondi

    • No Achi, e infatti non ci sto piu’ in India.

      Commento di tuttoqua | 25 ottobre 2009 | Rispondi

  18. Così mi ha tolto il divertimento! Non è che io l’abbia con gli Indiani, ma tuttoqua racconta con molto umorismo i loro difetti…..

    Commento di Trudy | 26 ottobre 2009 | Rispondi

    • E continuo a farlo, anche a 8.000 Km di distanza! 😀

      Commento di tuttoqua | 26 ottobre 2009 | Rispondi

      • E’ dispiaciuto anche a me che Tuttoqua sia tornato in Italia! Erano così divertenti i post sull’India! Fortuna che ogni tanto ne scrive ancora qualcuno!

        Commento di TropicAl | 26 ottobre 2009 | Rispondi

  19. bhe, a me non sembra proprio che ci sia umorismo nelle parole che ho letto. nemmeno un po’.

    Commento di achi | 26 ottobre 2009 | Rispondi

  20. @ Achi, qualche volta si ride per non piangere……

    Commento di Trudy | 26 ottobre 2009 | Rispondi

  21. Mi stampo il post e lo incornicio. Vivo a Delhi e odio tutti.

    Commento di beatrice | 18 novembre 2009 | Rispondi

  22. Finalmente leggo di qualcuno che si è trovato male in India, non fraintendermi, ma credevo di essere anormale, ci sono stata 3 settimane e sono arrivata ad odiarli, condivido i tuoi pensieri, sono situazioni troppo estreme e lontano da noi.. Fin’ora ho sempre letto e sentito di gente innamorata dell’India, affascinata del grande cuore degli indiani… Pensa che su un sito ho letto di una ragazza che si era trovata benissimo, a cui gli indiani, in quanto ospite, offrivano sempre da bere e a volte pure soldi! soldi????? quelli non pensano ad altro che a prenderteli!!!! Troppe volte ho desiderato di tornare a casa in sole 3 settimane, torna in Italia, fallo per te 🙂

    Commento di Gabriella | 10 febbraio 2010 | Rispondi

    • Gabriella, grazie del commento e dell’invito. Io pero’, per mia immensa fortuna, sono gia’ tornato 🙂

      Commento di tuttoqua | 10 febbraio 2010 | Rispondi

  23. Finalmente leggo di qualcuno che si è trovato male in India, non fraintendermi, ma credevo di essere anormale, ci sono stata 3 settimane e sono arrivata ad odiarli, condivido i tuoi pensieri, sono situazioni troppo estreme e lontano da noi.. Fin’ora ho sempre letto e sentito di gente innamorata dell’India, affascinata del grande cuore degli indiani… Pensa che su un sito ho letto di una ragazza che si era trovata benissimo, a cui gli indiani, in quanto ospite, offrivano sempre da bere e a volte pure soldi! soldi????? quelli non pensano ad altro che a prenderteli!!!! Troppe volte ho desiderato di tornare a casa in sole 3 settimane

    Commento di Gabriella | 10 febbraio 2010 | Rispondi

  24. Passavo, così sul tuo blog e mi sono riletta sto post con gli ultimi commenti (per fortuna non sono dementi come quelli che tocca sopportare ultimamente alla povera bixx). Troppo bello il tuo “sono io che sono normale e sono loro che sono indiani.” Da solo è un post!
    Grande!

    Commento di niki | 12 febbraio 2010 | Rispondi

  25. Ho trovato per caso queste considerazioni e desidero riferire:
    la mia positiva esperienza personale (e del gruppo!), giacchè in India, durante due settimane trascorse a Delhi, Uttar Pradesh e Rajasthan, mi son trovata emozionalmente d’ incanto. Nonostante che gli hotel per turisti siano ottimi, il rifornimento di acqua minerale (prodotta da Coca-Cola) costante, il trasporto comodo con aria condizionata ed una guida a nostra disposizione, colpiscono sì le madornali differenze ambientali, di situazione ecc., che, però, io ho potuto assorbire con profitto.
    Gli indù sono rispettosi. Non rubano; non bisticciano; mai alzano la voce in discussioni.
    Il trasito sì è purtroppo un caos, ma sembra che gli abitanti possiedano degli speciali innati riflessi per schivare…..tutto sulla strada, animali compresi, tutti devono transitare e nessuno si urta!
    Di aspetto negativo per noi, invece, l’ India obbliga a fare prodezze per scegliere cibi “da magnar da cristian”, perchè tutto (o quasi) è piccante che infuoca la bocca!
    Logicamente un altro paio di maniche sarà, devo ammetterlo, il dover stare in India per fondati diversi motivi!

    Commento di Elisa | 8 maggio 2010 | Rispondi

    • Elisa, grazie del contributo. In realta’ ho detto piu’ volte che l’India non ti terrorizza quando ci vai da turista, soprattutto per un tempo limitato come nel tuo caso. Anzi, di solito riesce anche a lasciare un bel ricordo, per via del fatto che tutto e’ organizzato a monte e non ci si deve scontrare con quella che io definisco l’indianita’. Tutto cio’ e’ palese anche nel tuo racconto, soprattutto quando dici che gli induisti sono rispettosi, non rubano, non bisticciano e non alzano mai la voce. Nulla di piu’ sbagliato, ma e’ evidente che da turisti questa cosa non la si possa sperimentare.

      Commento di tuttoqua | 8 maggio 2010 | Rispondi

  26. Vorrei che fosse eliminato il mio cognome nel recente messaggio! Grazie!

    Commento di Elisa | 8 maggio 2010 | Rispondi

  27. Trovo per caso queste considerazioni e desidero riferire: la mia positiva esperienza personale (e del gruppo!). Giacchè in India, durante due settimane trascorse a Delhi, Uttar Pradesh e Rajasthan, mi son trovata emozionalmente d’ incanto. Nonostante che gli hotel per turisti siano ottimi, il rifornimento di acqua minerale (prodotta da Coca-Cola) costante, il trasporto comodo con aria condizionata ed una guida a nostra disposizione, colpiscono sì le madornali differenze ambientali, di situazione ecc., che, però, io ho potuto assorbire con profitto.
    Gli indù sono rispettosi. Non rubano; non bisticciano; mai alzano la voce in discussioni.
    Il trasito sì è purtroppo un caos, ma sembra che gli abitanti possiedano degli speciali innati riflessi per schivare…..tutto sulla strada, animali compresi, tutti devono transitare e nessuno si urta!
    Di aspetto negativo per noi, invece, l’ India obbliga a fare prodezze per scegliere cibi “da magnar da cristian”, perchè tutto (o quasi) è piccante che infuoca la bocca!
    Logicamente, un altro paio di maniche sarà, devo ammetterlo, il dover stare in India per fondati diversi motivi!

    Commento di Elisa | 8 maggio 2010 | Rispondi

  28. Scusate se mi sbaglio, ma perchè deve rimanere sempre presente qui la mia E-mail?

    Commento di Elisa | 8 maggio 2010 | Rispondi

    • Elisa non preoccuparti, la tua email la vedo solo io. Nel commenti si vede solo il nome.

      Commento di tuttoqua | 8 maggio 2010 | Rispondi

  29. Grazie allora!
    Prendiamola pure come una successione di punti di vista.
    Leggo il ‘rigoroso’ commento di Gabriella del 10 febbraio 2010, e rammento d’ aver trovato lì una signora turista italiana mezzo imbambolata, alla quale chiesi: le piace qui? Risposta: “Oh come mi manca la mia Roma!” Mah, che spreco di occasione, ho pensato!
    Di cuore posso dirti: goditi l’ Italia! In bocca al lupo!

    Commento di Elisa | 8 maggio 2010 | Rispondi

  30. non sai apprezzare alcune cose …tutto qui!! in Italia si vive in un modo in India in un altro e questo bisogna accettarlo..

    Commento di Paola | 22 giugno 2010 | Rispondi

    • Cara Paola, io non ho mai sostenuto il contrario, anzi mi pare di averlo sottolineato in modo abbastanza diretto. Pero’, il fatto che l’Italia e l’India siano due mondi diversi non giustifica certe cose, e comunque non obbliga nessuno ad apprezzare le virtu’ dell’altro. Detto questo, e solo per amore della chiacchiera, mi puoi fare un paio di esempi di cose dell’India che si possano apprezzare? Grazie.

      Commento di tuttoqua | 22 giugno 2010 | Rispondi

  31. Che grandissimo paese di merda! Non posso fare altro che quotare ogni riga del tuo post.
    Ormai è da un anno che faccio trasferte qua in india (scritto senza la i maiuscola).
    Sono un tecnico e avvio impianti per l’industria tessile.
    Vivendo a contatto con questa gente non puoi fare altro che odiarla dal profondo del cuore.
    Ammiro il tuo modo di tradurre fedelmente nei post tutto quello che succede qui.
    Purtroppo è tutto verissimo. Io non riesco, parlando con i miei amici, a far capire loro cos’è veramente l’India.
    1000 parole, 1000 discorsi non bastano.. bisogna provarla.
    In questo periodo ho gli stessi dubbi che hai descritto nel post.
    Mi sembra di essere cambiato e di fare i lavori alla cazzo di cane come gli indiani… che tristezza!
    Per fortuna le trasferte durano al massimo un mese, poi si ritorna nella mia amata Italia.
    L’Italia, con tutti i suoi problemi, vista dall’India sembra il paradiso terrestre.

    Complimenti per il tuo blog, ciao a presto!

    Cristiano

    Commento di Cristiano | 5 luglio 2010 | Rispondi

    • Grazie per il commento. Avere qualcuno come te che “testimonia a favore dell’accusa” mi aiuta a dimostrare che non sono impazzito oppure che mi accanisco senza motivo.

      Commento di tuttoqua | 5 luglio 2010 | Rispondi

  32. Ma hai visto che questo tuo post continua a furoreggiare? he he he…

    pare proprio che chiunque ci sia andato per lavoro – o comunque non per trovare se stesso sui ghat del Gange – abbia la stessa opinione.

    io porto le mie ferite di guerra: vedo un indiano che vive qui (in Svezia! ma per favore! ma no!) e scappo a gambe levate.

    Commento di bixx108 | 7 luglio 2010 | Rispondi

    • Vedo vedo 😀 Comunque anche io sono segnato tremendamente. Sono appena stato a pranzo con un mio collega, e mentre parlavamo del piu’ e del meno, si e’ appropinquato un indiano che voleva i soldi. Non hai idea di che sforzo abbia dovuto fare per non mandarlo affanculo urlandogli contro. Ma l’ho fatto solo perche’ non sarebbe stato giusto far pagare a lui, che sta li’ perche’ ha fame e non c’ha una lira, le colpe di un intero paese di merda.

      Commento di tuttoqua | 7 luglio 2010 | Rispondi

  33. Sono qua da trent’anni e comincio quasi a vergognarmi..se resisto c’è in me qualcosa che non va?
    Non l’India…gli indiani e quasi tutti.. monaci compresi!

    Commento di indoabruzzese | 4 dicembre 2010 | Rispondi

    • Non credo… probabilmente e’ perche’ nella vita ci si abitua a tutto alla lunga.

      Commento di tuttoqua | 4 dicembre 2010 | Rispondi

  34. Parlo la loro lingua ( capisco tutto …ma proprio tutto di quello che dicono)..conosco la loro mente, sono dovuta scendere spesso a quel livello per capire in anticipo dove andrà a parare con la prossima mossa ed è un inferno di sotterfugi,invidie,tirchierie,stupidità,lussurie.. Non che in altri luoghi non ce ne siano ma qui…la dose è massiccia! L’argomento è l’India ti indianizza…Dio..devo pensare che mi sono contagiata ben bene..ho pensato per anni ..la povertà…le condizioni di vita…ora non ci sono poveri e tutto rimane così…é parte del loro patrimonio genetico?

    Commento di indoabruzzese | 5 dicembre 2010 | Rispondi

    • Ho pensato cinicamente che possa anche essere un problema genetico, non foss’altro perche’ continuano ad accoppiarsi tra consanguinei e mangiare cavoli e patate da millenni.

      Commento di tuttoqua | 5 dicembre 2010 | Rispondi

  35. non sono mai stato in india ma vari punti da te posti penso siano presenti, almeno da me sono stati riscontrati, anche in italia(per gli altri paesi europei poi non so dire con precisione)… forse in modo più “”raffinato””, “”mascherato”” (e probabilmente anche più “”arrogante””), ma ben presenti…

    Commento di francesco | 26 aprile 2011 | Rispondi

  36. Sì francesco! D’ accordo!
    Ed un secondo punto di vista che sgorga dalla mia esperienza di emigrante: esistono, a portata di mano, degli esseri speciali che sono qui (in Sudamerica) da sessant’ anni. Ebbene, ora si sono più o meno placati…….(eh…invecchiando…!) ma trent’ anni fa rompevano parecchio le scatole con discussioni in confronto con….l’ eminente superiorità della madre patria ecc.ecc.. Ma come finì? Sono ancora qui!

    Commento di Elisa | 25 settembre 2011 | Rispondi

  37. Ciao tuttoqua

    Ho letto x caso il tuo blog. Mi sono soffermato sugli interventi “indiani”.
    Prima di tutto mi hanno fatto ridere :-), ma in particolare danno un’immagine dell’India sicuramente veritiera.
    A Che titolo Lo posso dire? Beh semplicemente per il fatto Che sono indiano, ma x Nostra fortuna sono anche Italiano 🙂
    L’india, quella vera, non quella dei (falsi) guru e dell’ Ayurveda é un incubo. Vivere come un indiano é praticsmente impossible, non so come tu abbia fatto.
    Conosco abbastsnza bene l’india, ho visto Ed ho abitato

    Commento di Rob | 20 dicembre 2011 | Rispondi

    • Ciao Rob, grazie di aver lasciato questo commento. E’, senza dubbio, il piu’ autorevole di tutti, e per questo e’ particolarmente apprezzato 😉

      Commento di tuttoqua | 20 dicembre 2011 | Rispondi

  38. ciao, sono appena scappata a gambe levate dall’india dopo neanche sei giorni, partita con curiosità e spirito aperto insieme al mio compagno che ci va spesso per lavoro (rischiando di lasciarlo e pure aggredirlo dato lo “scherzetto” che mi ha fatto portandomi in un posto così schifoso, malsano, pericoloso, emotivamente violento e assurdo). una settimana fa credevo che fossimo tutti “fratelli”, ora mi ritrovo razzista e atea. alla faccia dello yoga e della meditazione che continuo a non capire come possano essere nati in una terra che non si può definire altrimenti se non “una via di mezzo tra una discarica e una fogna”. mi sento una persona
    peggiore!

    Commento di susanna | 15 febbraio 2012 | Rispondi

  39. “L’India, insomma, ti trasforma in un pigro, arrogante, presuntuoso, strafottente, ingrato, insensibile, aggressivo figlio di puttana”
    Fantastico.
    Come si fa ad ottenere il visto ?

    Commento di Gaudente | 15 marzo 2012 | Rispondi

    • Gaudente, anche ottenere il visto e’ un gran casino 😉

      Commento di tuttoqua | 18 marzo 2012 | Rispondi

  40. “Oh Susanna, oh Susanna, stretta di cervello e larga di gabbana”, cito la vecchia canzone che cantavano i soldati, soltanto perchè mi porta ricordi di gioventù, senza allusione personale….
    Essendoci in India tanti bei posti con i loro rispettivi hotel, comodi, forse un tantín…. costosi, non hai sospettato sul perchè il tuo compagno ti ha portato in “una via di mezzo tra una discarica e una fogna”? Pensaci, forse l’ intenzione del suo “scherzetto” era un bel pretesto per disfarsi di te.
    Ironizzo, perchè tu insulti senza criterio quella Nazione che si arrangia nonostante te.

    Commento di Elisa | 6 giugno 2012 | Rispondi

    • Parli senza cognizione di causa. Credimi, non e’ affatto come insinui tu.

      Commento di tuttoqua | 6 giugno 2012 | Rispondi

  41. eravamo all’hilton, ma appena fuori scorrevano fiumi di merda.
    altre parole per te, elisa, non le spreco.
    ciao a tutti

    Commento di susanna | 6 giugno 2012 | Rispondi

  42. Che dire…. clap, clap, clap. Standing ovation a questo post.
    Vivo in India per motivi di lavoro ormai da 3 anni. All’inizio è stato divertente (i primi giorni) perchè era come se fossi un turista. Vedevo cose incredibili che neanche mio bisnonno credo abbia mai vissuto. Ma già un mese dopo ero stufo. Ora sono 3 anni… Devo dire che hai saputo perfettamente esprimere su “carta” tutto quello che la stragrande maggioranza di chi ha vissuto in India pensa del “mondo India”.

    Commento di Nick | 13 luglio 2012 | Rispondi

  43. eccellente, quoto tutto comprese le virgole. 2 anni di trasferte in india con cadenza mensile mi hanno persino fatto odiare quel cibo di merda per cui prima andavo matto…ora per fortuna sono riuscito a convincere l’azienza ad aprire un ufficio in loco assumendo un direttore vendite locale…solo che lo abbiamo scelto americano (PIO) perche’ lavorare con gli indiani non lo augurerei nemmeno a Berlusconi…

    Per dire mi reco con frequenza mensile anche in altri paesi con culture diverse e lontane…thailandia, Indonesia, Korea, Giappone…in ognuno di questi posti ho amici e una vita sociale…e’ che davver l’India e’ la bocca dell’inferno…lo scroto del mondo…

    Commento di Mac | 21 luglio 2012 | Rispondi

  44. Ai precedenti “menti lucide” dichiaranti:
    ma…. l’ India non vi ha ammazzato la fame? oh oh oh !

    Commento di Elisa | 30 luglio 2012 | Rispondi

  45. Che caos…, sentire uno stridente bisogno di quello sfogo che certuni autori di commenti espongono qui sopra:
    “…non è quello che gli altri fanno che ci fa arrabbiare, ma la vera causa della rabbia riguarda il modo in cui noi reagiamo al comportamento altrui. Questa consapevolezza ci richiede di saper distinguere lo stimolo dalla causa…”

    Commento di Elisa | 18 agosto 2012 | Rispondi

    • Elisa, dal virgolettato intuisco che non sono parole tue. In ogni caso si tratta di una cazzata colossale. La “reazione” e’ la conseguenza di un’azione ben precisa, di conseguenza l’azione causa la reazione. Estremizzando, se uno mi ammazza un figlio e io lo prendo e lo uccido tra atroci sofferenze, chi vogliamo processare?

      Commento di tuttoqua | 18 agosto 2012 | Rispondi

  46. In poche parole se cresci sotto gli inglesi ci vogliono secoli a liberarti della loro architettura sociale. Loro stessi invece di modificarla ne hanno inventata una nuova: un educato, rispettoso e sensibile menefreghismo.

    Commento di paomichelotti | 28 dicembre 2012 | Rispondi

  47. Mi piace come scrivi, e sono certo che nemmeno l’india merdosa riuscirà a cambiarti davvero. Sei un grande. Saluti!

    Commento di Teo | 26 agosto 2013 | Rispondi

  48. Se sei sempre proiettato, anche inconsciamente, verso l’animismo e tutti i cazzi connessi , che te ne frega di quello che è terreno o di tutto ciò che è giusto o sbagliato ?.Oltretutto per gli indiani è sbagliato aiutare gli altri perchè così si modificherebbe il loro cammino terreno .E’ il più impressionante esempio di integralismo religioso, occulto e sottotraccia, che sia riuscito col tempo a diventare normalità sociale e civica .

    Commento di Max | 19 settembre 2014 | Rispondi

    • Scusa, che hai detto? Ti droghi? Magari ti fai la canapa indiana? Di cosa vivi? Cosa mangi? Ti vesti? Hai i dreadlocks? Sei un prete?

      Commento di tuttoqua | 19 settembre 2014 | Rispondi

  49. Non conoscendoti non mi permetto di dare consigli e in generale sono restio a darne, ma si direbbe che tu debba andar via da quel posto. In bocca al lupo! ps. Non sono stato in India ma per quel poco che ho avuto a che fare con indiani, ho sempre avuto la netta sensazione di essere preso per i fondelli o almeno che quella fosse la malevola intenzione.

    Commento di Marco | 21 maggio 2017 | Rispondi

    • Hai ragione, infatti sono andato via da tempo. Questo post e’ di 9 anni fa 😉

      Commento di tuttoqua | 22 maggio 2017 | Rispondi


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