TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Un po’ peggio del previsto

Il dolore alla schiena, dopo la caduta di lunedi mattina (a casa in India), non passava, anzi, sembrava che l’area intorno all’osso sacro si stesse pure desensibilizzando, per cui sono andato al Rizzoli a farmi vedere. Esito: piccola frattura tra quarta e quinta vertebra sacrale, e lieve scivolamento della quinta sacrale sulla prima lombare. Un piccolo disastruccio, che pero’ poteva andare molto peggio, visto che c’hanno tenuto subito a sottolineare che non ci fossero danni neurologici (gulp…).

Terapia? Non c’e’, nel senso che mi hanno ordinato 10 giorni di assoluto riposo, con due iniezioni al giorno, una di Voltaren e un’altra di Lisil, il tutto condito da una pasticca di Mepral per contenere gli effetti collaterali dei primi due, che di solito portano infiammazioni allo stomaco e reflusso gastroesofageo.

Per fortuna che so farmi le iniezioni da solo, anche se con la sinistra (devo necessariamente alternare le chiappe) non mi sento proprio sicuro (infatti ieri il Lisil mi ha fatto un po’ soffrire). Mi sa che, appena mi riprendo, dovro’ tramandare quest’arte alla mia dolce meta’, la quale ha brillantemente superato (non e’ svenuta) la prova di osservarmi, mentre mi perforo un gluteo autonomamente.

Comunque TuttoQua Girl c’ha messo del suo, perche’ e’ andata subito a comprarmi un bel ciambellone rosso, che mi aiuta a stare seduto e supino senza andare oltre il lamento d’ordinanza. Peccato che sia fatto con la stessa gomma delle camere d’aria, per cui puzza da morire, nonostante i ripetuti lavaggi, al punto che, quando sono a letto e non lo uso, devo allontanarlo!

Controindicazioni: sostanzialmente, mi faccio due palle cosi’!

Oggi, prima di vedere la MotoGP, mi sono sciroppato anche la 125 e la 250, cosa che non faccio quasi mai. Ora sto guardando l’ultima tappa del Giro d’Italia, e stasera mi attendera’ qualche schifezza sulla RAI o su Mediaset (non abbiamo SKY qui…). Ho anche preso un altro libro, che si chiama “La Biblioteca dei Morti”, di Glenn Cooper. Mi ha preso subito discretamente, e spero finisca molto meglio del deludentissimo “Il Mistero del Tredicesimo Apostolo”, di Richard e Rachel Heller, che mi aveva preso tantissimo, ma nelle ultime pagine si e’ risolto in una fetecchia di rara inconsistenza.

In tutto cio’, ovviamente, di montare sulla mia BMW GS 1200 non se ne parla nemmeno ūüė¶

Auguratemi buona convalescenza.

Annunci

31 maggio 2009 Posted by | Consoliamoci, Cose da ricordare | , , , , , , , , | 4 commenti

Reference Check

Oggi mi e’ venuta voglia di scrivere questo POST, visto che, con una delle due opportunita’ di lavoro che sto esplorando, siamo arrivati a questa fase, il che significa che siamo messi piuttosto bene (corna facendo, toccando ferro, ecc…).

Lo dico per quello 0,00001% della popolazione che non lo sapesse: il reference check e’ una verifica che il potenziale nuovo datore di lavoro effettua sul profilo, sul curriculum, sulle capacita’ e via dicendo del candidato. Di solito l’azienda, oppure la societa’ di selezione, chiama al telefono due o tre persone, spara alcune domande e compila un report che resta allegato al file del dipendente, nel caso questi venga assunto. E’ una pratica ormai diffusissima, soprattutto presso le multinazionali, per cui aspettatevelo e fatevi trovare pronti.

Iniziamo subito col dire che le referenze di ciascuno di noi sono merce estremamente preziosa, che va gestita con grande giudizio e circospezione. Si tratta, infatti, della migliore e piu’ affidabile testimonianza della genuinita’ di quanto abbiamo dichiarato nel CV e in sede di colloquio. Ma si tratta anche di contatti professionali che, con molta probabilita’, ci accompagneranno per il resto della carriera. Sono colleghi, capi e clienti che offrono la loro disponibilita’ a fare da arbitri e a fornire informazioni su di noi; sono dunque persone che e’ bene tenersi di gran conto, e utilizzare solo quando ne vale veramente la pena e, soprattutto, solo quando siamo sicuri della/e persona/e nelle cui mani stiamo mettendo i loro nomi, i loro indirizzi email e il loro numeri di telefono. L’uso che si fa di queste “coperte” deve essere intelligente e votato al risparmio, per evitare di stancarle e di farle ritrovare coinvolte di continuo in indagini sul nostro conto. Anche lo sponsor piu’ diligente e piu’ disponibile, se messo troppo sotto pressione, potrebbe prima o poi stancarsi, e rifiutarsi di farlo ancora in futuro. Quindi, la prima regola e’: se la richiesta della verifica delle referenze vi giunge troppo presto, conviene dubitare della bonta’ del processo di selezione e della professionalita’ di chi lo gestisce. Quelli che fanno sul serio conducono questa attivita’ solo verso la fine, e solo quando il candidato ha ormai delle buone possibilita’ di successo.

E’ bene anche non appoggiarsi troppo a coloro che pensiamo possano trattarci bene per definizione, perche’ magari sono degli amici, ma per contro non sanno granche’ del nostro lato professionale. Meglio utilizzare qualcuno che ci conosca di piu’ per cio’ che abbiamo fatto tra le 9:00 e le 18:00 dal lunedi al venerdi, piuttosto che fuori da questi range. Perche’ basta un controllo incrociato per scoprire qualche magagnetta e vanificare tutta l’operazione, facendo anche una figura barbina. E’ chiaro che se avete la fortuna di aver un amico con cui avete anche lavorato tanto e bene, allora siete a cavallo!

Come procedere? Di solito e’ buona norma stilare una lista dei propri arbitri, con nome e cognome, nome dell’azienda, ruolo/titolo, indirizzo email e numero di telefono. Questa lista conviene tenerla aggiornata, proprio come si fa col CV, e conviene anche chiedere il permesso ai diretti interessati, prima di metterli dentro. Da evitare invece la distribuzione indiscriminata di questa lista, poiche’, cosi’ facendo, si corre il tremendo rischio che soggetti poco professionali possano tentare di contattare queste persone prima che voi abbiate la possibilita’ d’informarli dell’imminenza della cosa. Non solo non serve a noi candidati, che potremmo invece “preparare un po’ il terreno”, ma non piace nemmeno agli intervistati, soprattutto se sono senior manager, i quali non amano essere presi alla sprovvista. Esistono anche casi, che si verificano piu’ spesso di quanto non si possa pensare, di clienti che non vogliano immischiarsi in faccende tra fornitori, e non vogliano, in qualche modo, “favorire” lo spostamento di risorse di valore da un concorrente all’altro. Esempio: lavorate per Magneti Marelli e volete andare in Bosch, e fornite un manager di FIAT come referente. Costui, probabilmente, non vorra’ o non potra’ (anche se siete bravi come dite di essere) favorire Bosch a dispetto di MM, indicandovi come un buon acquisto. Non ci sara’ nulla di personale, ma si sa che le questioni politiche, in certi ambienti in cui girano centinaia di milioni di Euro, dettano legge.

NOTA: Magneti Marelli, Bosch e FIAT sono tre nomi presi a titolo di esempio (perche’ noti a tutti), solo per chiarire il concetto. Non c’e’ alcuna allusione a episodi realmente avvenuti, anche perche’ io lavoro nell’ICT e non nell’Automotive.

E’ bene quindi pretendere che chi vi sta chiedendo le referenze vi dia delle indicazioni precise sul check che intende fare, dandovi la possibilita’ di offrire e negoziare qualche nome. Una volta fatta la scelta, vi si dovra’ anche concedere il tempo di prendere contatto con i vostri sponsor e concordare su data e ora in cui avra’ luogo la chiamata. Solo allora potrete condividerne le coordinate. E’ anche possibile, e tutt’altro che improbabile, che chi vi sta colloquiando conosca gia’ i nomi dei vostri ex-capi o dei vostri ex-clienti e sappia come contattarli. In tal caso, insistete affinche’ comunque vi si dia la possibilita’ di fare quello che dovete fare. Puo’ anche accadere, come e’ successo anche a me qualche anno fa, che l’azienda si annoti qualsiasi nome che possiate citare durante le interviste, e lo contatti senza informarvene. A parte il fatto che non e’ detto che un chicchessia con cui possiate avere avuto a che fare in passato possa considerarsi una persona desiderosa di fornire referenze sul vostro conto (potrebbe addirittura essere qualcuno con cui vi siete solo scontrati e sia un vostro nemico), ma comunque questa pratica e’ talmente disdicevole da far dubitare della moralita’ della persona o dell’azienda in questione. Esistono regole non scritte che chi sa stare al Mondo rispetta sempre.

Insomma, il reference check e’ un momento importante da non sottovalutare nell’arco dell’intero processo si selezione, ma le referenze sono preziose, vanno gestite con grande attenzione e qualita’, e vanno diffuse con estrema circospezione.

Dulcis in fundo, vanno protette sempre e comunque!

28 maggio 2009 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare | , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Firuli’ Firula’… crack!

L’India ogni tanto mi fa dei regali, e ieri ha voluto generosamente omaggiarmi ancora una volta… li mor… ehm…

Mi alzo, faccio le abluzioni mattutine, e mi avvio fischiettando al piano di sotto, con tanto di laptop sotto braccio, prendo la prima rampa di scale e… swishhhhhhhhhhh! Piede destro (con Crocs!) parte veloce in avanti e il TuttoQua vostro qui presente per servirvi cade a corpo morto con l’osso sacro sul bordo di un gradino!

Doloreeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!

Intanto, per la cronanca, anche il mio povero computer decolla dalla pista 36L e, per fortuna, effettua un atterraggio di emergenza a motori spenti qualche gradino piu’ in basso (Santa Hewlett Packard, come li fai tu, nessuno!). Quindi tutto il peggio viene a me, giustamente direi, visto che io portavo lui e non viceversa. Per un attimo penso di aver perso l’uso delle gambe, e invece, sulla soglia delle lacrime, mi rimetto in piedi e inizia il mio calvario. Perche’ sono caduto? Un po’ perche’ sono un idiota che si merita due ceffoni che vi prego di corrispondermi quanto prima, ma soprattutto perche’, per quanto uno possa spazzare, sui pavimenti e su tutte le superfici, c’e’ sempre un sottile strato di polvere e sabbia, che conduce alla semplice formula chimica: polvere + sabbia + marmo = teflon. Se fossero un po’ piu’ furbi, ‘ sti cazzo di pavimenti li farebbero di carta vetrata!

In ogni caso ieri e’ stata una giornata indimenticabile, soprattutto perche’ dovevo finire la valigia (mentre leggete sono in volo per l’Italia). Il dolore non mi ha mollato un attimo, nonostante tanto ghiaccio e tantissimo Voltaren, e stamattina chiudere e tirare su il bagaglio mi e’ costato uno sforzo erculeo, meno er e piu’ culeo sicuramente. Al pomeriggio, finalmente, sono andato a prendermi degli antidolorifici, e ieri sera mi sentivo appena appena meglio, almeno abbastanza meglio da riuscire a cadere sul letto a corpo morto e addormentarmi su un fianco, circondato da cuscini coadiuvanti. Vi basti pero’ sapere che, per sedermi a scrivere questo POST, ho dovuto puntare i palmi sul tavolo, abbassarmi leggermente, tanto da consentire lo scatto dolorifico della schiena, e poi lasciarmi cadere sul sedile. Non so ancora come faro’ ad alzarmi… se ci riusciro’, provero’ ad arrivare vivo in aeroporto, sempre che il mio buon Coconut non decida di prendere di proposito tutte le buche lungo la strada. Nel qual caso, mi congedo da voi in anticipo, e vi lascio in eredita’ una bella fava secca.

Nel frattempo, non oso descrivervi la mia gioia al pensiero di dover passare 10 ore in aereo con la schiena in queste condizioni, ma alla fine penso di essere stato fortunato, perche’ poteva andarmi molto peggio e potevo rompermi il collo, la colonna vertebrale, una gamba o che so io.

Speriamo sia stato l’ultimo dono dell’India, e speriamo pure che in futuro il destino mi metta in condizioni di ricambiare, ma non per vendetta, ma per bilanciamento chimico. Come dire? Un tentativo insano di equilibrare l’Entropia dell’Universo, di dare a Cesare quel che e’ di Cesare. L’India e gli indiani hanno fortemente meritato la mia attenzione, soprattutto in paio di autoctoni, e siccome lavoro in un settore che nei prossimi dieci anni sara’ ancora il motore economico di questo maledetto paese, puo’ darsi che potro’ incrociare di nuovo questi soggetti che sono finiti sulla mia lista nera, e ringraziarli sentitamente del meraviglioso periodo passato insieme, a bearci delle soddisfazioni che solo la piu’ Grossa Democrazia del Mondo (Copyright Indonapoletano) puo’ dare.

In tal caso, fargli un mazzo come una capanna, sara’ un piacere del tutto mio, prima di genuflettermi nell’ora dell’addio (se non sapete da dove arriva questa citazione, lasciate questo blog con ignominia!).

PS: Carletto, allora ‘sto Pandaraduno?

26 maggio 2009 Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela!, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , | 10 commenti

Post-gara Gran Premio di Monaco

Montecarlo e’ un gran premio strano, i valori in campo sono distorti, e le indicazioni sulle reali prestazioni delle monoposto sono piuttosto illusorie. Cio’ non vale per le qualita’ dei piloti, quelli col “manico” si vedono, anche se un’auto mediocre non mette comunque un pilota brillante in grado di competere per nulla. Nonostante cio’, abbiamo assistito ad una gran bella gara, anche se particolarmente condizionata da Vettel, che nei primi 10 giri ha chiuso Massa, facendogli perdere oltre 15 secondi, e togliendogli ogni possibilita’ di andare a podio. Abbiamo anche visto due gare: alla prima partecipavano Le BrownGP, le Ferrari, la RedBull di Webber e la Williams di Rosberg.

BrownGP: per questi qua, e per Button in particolare, ho esaurito gli aggettivi. Non fanno altro che andare fortissimo ovunque, e non c’e’ ma che tenga. Strategie perfette, box perfetti, piloti perfetti. Button ha quasi vinto il mondiale piloti.

Ferrari: come abbiamo detto, i valori oggi sono poco indicativi, ma indubbiamente il Cavallino ha fatto un altro piccolo passo in avanti. Oggi c’e’ stata velocita’ (Massa giro piu’ veloce in 1:15:154 al giro 50), affidabilita’ e assetto. Peccato per il secondo pit stop di Raikkonen, in cui ha perso qualche secondo che l’avrebbe potuto mettere sul secondo gradino del podio. Fa anche piacere vedere il finlandese di nuovo veloce e concentrato, anche se Massa sembra, in questo momento, ancora piu’ rapido. Alcuni passaggi del brasiliano alle Piscine mi hanno fatto godere! Il problema del consumo resta, quel motore beve veramente come una spugna…

RedBull: Vettel oggi non c’era, credo a causa di un problema tecnico oppure di un errore di setup. Il retrotreno della sua monoposto sembrava un cavallo selvaggio e, alla fine, ha sbagliato. Ma Mark Webber ha guidato da fenomeno, sempre velocissimo e sempre sugli stessi tempi di BrownGP e Ferrari. Un’altra conferma dell’ottimo progetto di Adrian Newey.

Williams: la scuderia inglese dispone di un solo pilota, cioe’ Nico Rosberg (Nakajima e’ buono per la zuppa di miso), ma e’ un pilota coi fiocchi. Velocissimo, concentrato e determinato. Al momento si trova sulla lista della spesa della McLaren… vorra’ andarci?

Toyota/BMW/McLaren: nel baratro!

Renault: Bah… Piquet come al solito e’ andato a casa prematuramente (che sia colpa sua o no, non riesce a fare una gara decente), Alonso e’ il solito fenomeno, ma oggi ha dovuto giocarsi la carta della sosta singola, con tutti i pro e i contro del caso.

Altri: non pervenuti.

F.I.A.: continuo a non capire le scelte tecniche imposte alla Bridgestone, le gomme aggiungono sempre problemi. Stavolta erano le morbide che non andavano. Forse sarebbe meglio eliminare questo “fattore di spettacolo”, visto che, in realta’, si tratta piu’ di un fattore che mette a rischio la sicurezza dei piloti e non li mette mai in condizione di esprimersi al meglio durante tutto l’arco della gara.

Regia Televisiva: fenomeni, come sempre. Che gusto sublime guardare questa corsa in TV!

Commento gara precedente: Gran Premio di Spagna.

24 maggio 2009 Posted by | Cose da ricordare | , , , , , , , , , , | 1 commento

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: