TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Ahiomamma!

Da circa mezz’ora mi sono risvegliato nel Quarto Mondo. Dopo tre settimane di goduriosa Italia, la cosa e’ (potete intuirlo vagamente) uno shock di proporzioni bibliche. Se poi aggiungete il pregiudizio, che ormai e’ radicato in me come un parassita inerstirpabile, e il fatto che nelle ultime 24 ore avevo dormito si e no 3, beh allora il quadretto della mia faccia mentre uscivo dall’aeroporto e’ proprio quello a cui state pensando.

D’altronde l’India, come dire, non si nasconde mica quando vi metti piede, non e’ un posto che ti… ehm ehm… sorprende un po’ per volta, magari tenendosi il meglio per il gran finale… no! Appena aperta la porta dell’aereo… tie’… una bella zaffata di [(cavolo+fogna)*cacca EXP (indiani+masala)*vattelapesca]!

Decisamente un mix stimolante, e pensare che i ragazzi, quando vanno in discoteca, prendono i pasticconi per sballarsi… ve la farei provare la vera esperienza mistica, altro che droghe, roba da restarci scemi… E infatti… ehm… torniamo all’India.

E poi… ehhhh… e poi… IL CALDO!!! Avete presente l’espressione CALDO BOIA, che significa un caldo stronzo e anche un po’ vigliacco che senza preavviso ti cala la mannaia sulla testa e ti toglie la vita? Ecco, quel caldo li’, io ci sono rimasto stecchito, e quando mi sono seduto in macchina, ero praticamente gia’ defunto. Non prima pero’ di aver mandato a cagare il solito indiano che, quando vede un bianco all’aeroporto, si improvvisa facchino. Anzi, non facchino, ma semplice accompagnatore: tu spingi il carrello, e lui ti segue… fino all’auto… ti guarda caricarti i bagagli… e poi vuole la mancia… Eggia’!! E c’avevo bisogno del pirla d’accompagnamento, altrimenti rischiavo di perdermi nel parcheggio dell’aeroporto di Delhi, che e’ grande come da qui a li’! In realta’, la vera soddisfazione e’ quella di mandarli a cagare in Hindi: li vedi che si bloccano… gli arti si paralizzano… e sembra quasi che i due neuroni vogliano dire “ma… bianco… straniero… Hindi… come caz… bh bh… bh… b…”, e poi si spengono, e restano spenti per alcuni giorni al sole del parcheggio, fino a che qualcuno non va a recuperarli con la carriola. Che volete farci? E’ uno degli effetti collaterali indotti dall’esperienza mistica.

Il caldo dicevo… e’ il nemico peggiore, e nel mio caso ha fatto anche gli straordinari. Arrivo a casa, apro la porta: il forno! Ovvio, tre settimane di sole, senza aria condizionata. Ma il bello arriva quando vado in cucina, apro il frigo per disporvi le masserizie che, diligentemente, ho espatriato col sottoscritto, e….

AAAAAAAAAAAAAAAAARRRRGGGGHHHHH!!!

Il frigo aveva preso vita!!! C’erano verdure che avevano formato braccia e gambe di muffa, colate di liquidi sconosciuti di colore marrone, parmigiano reggiano che faceva la danza del ventre, e tante altre meravigliose forme di vita aliena che, insieme, generavano una delle puzze piu’ terrificanti che avessi mai usmato. Che scopro? Scopro che, avendo spento il generatore, quel maledettissimo e strafottutissimo inverter si e’ scaricato, si e’ bloccato, e non ha mandato corrente in casa per tre settimane!!!

Ue… aspettate un attimo, e non guardate me eh! Io il generatore dovevo spegnerlo, e’ l’inverter che non doveva bloccarsi, e che cazzo!

Comunque, mi armo di santa pazienza e un po’ di coraggio e, dopo 90 minuti, il frigo e’ come nuovo, pronto ad accogliere i San Daniele e le Casa Modena che languivano sofferenti in valigia, in attesa di ritrovare un po’ di brezza autunnale.

Il resto della casa? Un disastro! Qui lasci la casa per meno di un mese, e la ritrovi come se l’avessi abbandonata per 30 anni! Il giardino e’ devastato, c’e’ un dito di polvere e sabbia ovunque, numero 5 scarrafoni(1) morti stecchiti, una discreta varieta’ di mosche e moscerini vari (che mentre vi parlo sono stati gia’ gassati), e un disordine in giro che non ricordavo, ma forse e’ perche’ mi ero gia’ abituato a casa (quella vera).

Ultima nota: i pesci… sono vivi!! Prima di partire gli avevo lasciato una specie di saponetta effervescente che doveva garantirgli la pappa per massimo 2 settimane… eppure senza pappa e, soprattuttto, senza ossigeno e filtri (non c’era corrente!), sono li’, vivi e pimpanti.

E’ proprio vero che in India devi combattere, pure quando stai dentro casa tua!

(1) Dicesi scarrafone quell’orrida bestia marrone di proporzioni ciclopiche, che risponde al nome di scarafaggio o blatta.

15 maggio 2009 - Posted by | L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , ,

5 commenti »

  1. […] Perdonatemi se ho scomodato Montesano, solo per parlarvi del mio mal di denti… ma il titolo Ahiomamma l’avevo gia’ bruciato […]

    Pingback di Scusate i denti (molto pittoresco) « Tutto Qua? | 16 maggio 2009 | Rispondi

  2. Ma che verdure avete in India?? Anche con il frigo acceso, non c’è niente che si conserva 3 settimane ! 😀 O sono di plastica?

    Commento di Erbaviola | 16 maggio 2009 | Rispondi

    • Io lo so che dopo 3 settimane le verdure non sarebbero state piu’ commestibili, ma almeno speravo di non vederle prendere vita e cercare di andarsene con le loro gambe! 😀

      Commento di tuttoqua | 16 maggio 2009 | Rispondi

  3. ciao, mi chiamo Margherita…
    vorrei trasferirmi in india, a Delhi precisamente, per studio… ti andrebbe di fare due chiacchiere?

    Commento di marg | 20 gennaio 2013 | Rispondi


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