TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Abitare in India (post di servizio per ex-pat)

Abitare, almeno in questo caso specifico, significa vivere in una casa. Ci sono due aspetti che bisogna tenere in considerazione: le cose che dovete portarvi dall’Italia, e tutto cio’ che deve obbligatoriamente esserci in qualsiasi casa vogliate prendere in considerazione, che sia una villa, un appartamento ecc…

Questo POST lo dedico al cosa dovete pretendere di trovare in casa (con suggerimenti annessi e connessi), ne scrivero’ presto un altro sul cosa dovrete portavi da casa.

Il luogo, prima di tutto. Cercatevi una casa sufficientemente vicina al posto di lavoro, e scordatevi di fare commuting ogni giorno. Anche 20 Km possono essere un incubo. Meglio poi la presenza nelle vicinanze di qualche centro commerciale (piccolo o grande), cosi’ da avere negozi e supermercato a portata di mano. Una zona, inoltre, un po’ di verde aiuta a respirare e a superare l’avvilimento quotidiano. Se scegliete un complesso, e’ preferibile che abbia la Club House con la piscina, cosi’ mogli e bambini potranno sguazzare allegramente mentre suderete ogni minuto della vostra giornata per guadagnarvi il pane.

Backup della corrente elettrica. In India si passano alcune ore al giorno (dipende dalla stagione, in estate anche 10 ore) senza energia, quindi un sistema secondario e’ indispensabile. Se andate in un posto con il backup centralizzato allora siete piu’ o meno a posto, ma informatevi comunque sui costi di gestione, che pagherete ogni mese nella “maintenance”. Se scegliete una casa/villa/bungalow, vi serve un generatore diesel, a meno che non siate in alcune zone metropolitane (ad esempio New Delhi), dove i black-out sono piu’ rari e durano meno, e vi puo’ anche bastare un pacco batterie con un inverter. Entrambi, in ogni caso, devono essere in ottime condizioni, fatevi dare tutte le fatture, soprattutto quelle della manutenzione programmata gia’ effettuata e, cosa importantissima, nome e numero di telefono dell’azienda che si occupa della manutenzione (in India un contratto di manutenzione si chiama genericamente AMC).

Acqua! La casa/condominio deve avere i serbatoio di accumulo, che di solito si trovano sul tetto, perche’ la distribuzione non e’ costante e non e’ affidabile. Fatevi subito un  giro dei locali, per assicurarvi che ogni rubinetto funzioni bene. Se la pressione e’ poca, significa che manca una pompa elettrica, e rischiate di non riuscire nemmeno a farvi una doccia decente. Fatela installare a spese della proprieta’. Controllate anche tutti gli scaldabagni (uno per ogni bagno + quello della cucina), verificatene il funzionamento, e cercate le perdite (ci sono sempre, e’ un’altra delle afflizioni di questo paese!). Per bere, scordatevi di prendere l’acqua dai ribinetti, a meno che non vogliate sentirvi malissimo e rischiare la ghirba. Potreste sempre campare ad acqua minerale, ma e’ molto meglio avere un depuratore. Chiedete di installarne uno (sempre a spese della proprieta’) e, anche qui, fatevi dare nome e telefono della ditta che, ogni 3 mesi, dovra’ venire a cambiarvi i filtri (se l’impianto e’ nuovo, di solito e’ corredato da 2 anni di AMC inclusi nel costo). Per cucinare potete usare l’acqua del rubinetto, tanto la bollite, ma se avete un animale domestico e ci tenete, allora fategli bere l’acqua depurata per favore. Parlando di acque minerali, attenzione! Sono pochissime quelle che vengono veramente imbottigliate alla sorgente, invece otto su dieci sono semplicemente depurate con un processo di cui non si sa nulla e del quale c’e’ poco da fidarsi, per cui e’ meglio acquistare (che io sappia) Himalayan e Aqua. Negli uffici, nei centri commerciali, e nei negozi, troverete un proliferare di distributori d’acqua (quelli con la boccia blu sopra). Ecco: dimenticateveli, l’acqua viene dai rubinetti… Qualche volta, quando andrete a fare acquisti, arrivera’ qualcuno con un bicchiere d’acqua su un vassoio. Bene: morite disidratati piuttosto, ma lasciatelo li’. La regola e’: se non siete piu’ che certi della provenienza, lasciate il liquido li’ dove si trova, mi spiacerebbe perdere qualche affezionato lettore. Grazie.

Attacco lavatrice: se vi portate dietro la vostra, oppure se pensate di acquistarne una qui, assicuratevi che esista una presa di corrente, un attacco per il carico dell’acqua e uno per lo scarico, e che si trovino tutti nello stesso posto! Fate attenzione a una cosa: gli scarichi delle acque bianche sono dei ridicoli pozzetti senza “quagliatura”, per cui il rischio e’ che, al momento dello scarico, l’elettromestico vi allaghi la casa. Serve un pozzetto come si deve, meglio ancora se somiglia ad un tombino. E idem per la lavastoviglie. Il consiglio e’ di comprarle qua ‘ste macchine, costano un po’ meno e, soprattutto, i bocchettoni e i tubi dell’acqua sono compatibili con i rubinetti, altrimenti dovrete scervellarvi per trovare dei raccordi che sono praticamente introvabili, a meno di non chiamarsi TuttoQua Girl e riuscire magicamente a scovare l’unico tecnico Whirpool di tutta l’India che avesse piu’ di 2 neuroni…

Forno: in India il forno elettrico e’ un lusso, quello a gas e’ un rischio, quindi se non c’e’ il forno elettrico e non ve lo vogliono montare (rabbini che non sono altro!), fate in modo che vi diano almeno un microonde, possibilmente di una marca nota, cosi’ da scongiurare perdite di radiazioni fatali. E possibilmente grande abbastanza da poterci infilare una teglia.

Frigorifero: la roba in India va a male mooooolto rapidamente, ragion per cui il frigo assume un ruolo cardine. Deve essere grande e, possibilmente, nuovo. Cosa importantissima, deve anche essere collegato ad una presa che funzioni anche quando va il generatore, altrimenti addio cibo e benvenuta muffa! Il consiglio e’ di tenere sempre tutto in frigo, anche per poche ore, e anche alimenti come il pane, altrimenti potrete salutarli col fazzoletto bianco e la lacrimuccia, mentre se ne andranno via con le gambine che gli saranno spuntate notte tempo.

Gas per la cucina: nel Paese della Tecnologia e delle Menti Matematico-Logiche non esiste metanizzazione! Gia’, qui si viaggia a bombole rosse di circa 15 Kg cadauna. Verificate attacchi e tubi, fate sostituire tutto cio’ che a occhio e a naso non vi convince, ed e’ bene che il tubo e la valvola siano nuovi. Per acquistare la bombola serve una tessera, che il padrone di casa ottiene dopo aver effettuato la registrazione dell’impianto. Se l’impianto non e’ registrato, pretendete che lo sia e fatevi dare la tessera. La registrazione puo’ farla solo il proprietario, quindi se cerca di delegarvi opponetevi. E se vi dice che non puo registrarlo, qualunque sia la ragione, e’ una cazzata, quindi insistete! La bombola costa circa 400 Rupie (6 Euro). Ora pero’ arriva il difficile: e’ sempre meglio averne due in casa, una attaccata al tubo e una di scorta, perche’ quando finisce il gas (e di solito non vi avverte…), ottenerne un altra puo’ significare restare senza per un paio di giorni. Il trucco pero’ e’ che con la tessera di cui sopra si puo’ acquistare una sola bombola alla volta , quindi la seconda dovrete procurarvela al mercato. Come si fa? Mandateci il vostro autista: lui vi dira’ che il prezzo al mercato nero e’ di 2.500 Rupie… falso! Si tratta di pagarne al massimo 500/600, quindi regolatevi.

Per l’immondizia informatevi su chi fa la raccolta e su quando passa (a che ora, dove…). Cercate di buttarla via ogni giorno, a meno che non vogliate appestare la casa ed ospitare meravigliose colonie di larve…

Aiuto in casa: se avete intenzione di prendere una maid (donna delle pulizie), assicuratevi che la casa non sia troppo fuori mano, o che almeno vi siano fermate dell’autobus/tre ruote/rickshaw nei pressi, altrimenti non troverete nessuno disposto a venire da voi tutti i giorni. Nel caso vogliate tenere questa persona in casa, allora verificate lo stato del servant quarter e del bagno (di solito e’ alla turca). E’ da preferirsi una soluzione dove la maid possa accedere al servant quarter senza entrare in casa vostra (dal pianerottolo, dal giardino…). Mettersi qualcuno in casa e’ sempre un rischio, richiedete che la persona abbia almeno effettuato un regolare controllo di polizia, fatevi esibire le referenze per iscritto, e stabilite subito delle regole ferree: non s’invitano mai amici e parenti in casa, gli orari di lavoro/riposo, il modo in cui volete che le cose siano pulite e lavate, le aree della casa in cui volete consentire o negare l’accesso, l’uso della cucina (si/no, quando, come) l’interazione coi vostri figli, l’uso del telefono e tutte quelle cosine che, se non gestite bene e continuamente, vi procureranno sicuramente sgradevolissime sorprese. Non fate eccezioni perche’ divengono immediatamente regole. Il modo migliore (ahime) per ottenere rispetto e’ dar loro pochissima confidenza e alzare la voce. Lo so, suona molto colonialista, ma e’ cosi’, credetemi. Il personale di servizio costa dalle 5.000 alle 12.000 Rupie (dai 75 ai 180 Euro) al mese, a seconda della mansione, della vostra zona di residenza, delle referenze e delle capacita’. Dalla periferia alla citta’ principale, il costo di una maid puo’ anche raddoppiare, a sfavore della seconda. Solitamente le maid professionali chiedono un mese di ferie pagate all’anno, i soldi per l’uniforme e un giorno libero alla settimana (in genere la domenica). Essendo ex-pat, per noi queste faccende suonano normali, ma gli indiani, invece, pagano il personale molto meno (2500/4000 Rupie), non concedono vacanze, lo fanno lavorare 18 ore al giorno, 7 giorni su 7, e lo fanno dormire sul pavimento. D’altronde l’India e’ la piu’ Grande Democrazia del Mondo, eh! Se decidete di licenziare la vostra maid, fatelo senza ripensamenti, e fatelo subito: in altre parole, presa la decisione = fuori in tempo reale! Altrimenti partono furti a raffica (che partono comunque, quindi siate vigili!).

Aria condizionata: se non c’e’, fatela mettere a spese della proprieta’, non pensate nemmeno per un momento di poterne fare a meno! E’ bene che ci sia in tutte le stanze da letto e anche nella sala/soggiorno. Se l’impianto e’ pre-esistente, la regola e’ sempre la stessa: accendete ogni condizionatore, verificate che produca aria fresca, e fatevi lasciare tutti i telecomandi, nonche’ il solito nome e numero di telefono di chi fa la manutenzione. Nei condomini c’e’ la tendenza a installare l’aria condizionata centralizzata, il che e’ un bene, ma anche qui informatevi sull’incidenza nel costo mensile di maintenance. Quando il generatore va, a seconda del generatore, puo’ essere che alcuni condizionatori non funzionino ed altri si (un generatore non ce la puo’ fare a dare corrente a piu’ di due macchine alla volta, per cui gli impianti vengono sdoppiati). Questo e’ normale, ma se e’ cosi’, allora e’ importante che i condizionatori che vanno sempre siano quelli installati nella/e stanza/e da letto. Poi in India, d’inverno, puo’ fare freschino (anche perche’ l’isolamento termico delle costruzioni e’ ridicolo), quindi, se i condizionatori hanno anche la pompa di calore allora siete a posto, altrimenti due o tre termosifoni a olio sono da tenere in considerazione, soprattutto per i bambini e le mogli freddolose (tutte).

Sicurezza. Nonostante si dica che questo sia il Paese dell’Esperienza Mistica, in realta’ rischiate piu’ di fare un’esperienza tragica se la sicurezza non c’e’. Ovunque decidiate di andare a vivere, condominio, residence, complesso, villa, indagate sulla presenza delle guardie, e accertatevi che il loro operato sia conforme alle vostre aspettative (almeno quelle minime). Se avete un cane siete a cavallo, gli indiani si cagano letterlamente sotto dei cani. E non importa che sia una belva feroce, basta anche un cosino minuscolo che ogni tanto abbai e si faccia sentire e vedere: bastera’! Ma qualche guardia che fa la ronda, soprattutto di notte, e soprattutto se abitate in una casa singola oppure in un bungalow (villetta a schiera), e’ un requisito imprescindibile. Se l’area non e’ sicura, cercatevi un’altra casa, punto!

Stagione delle Piogge. L’India e’ un territorio soggetto ai Venti Monsonici che arrivano dal Corno d’Africa. Nel Nord e nel Centro del Paese arrivano una volta all’anno, e durano da Giugno ad Agosto. Nell’estremo Sud e nello Sri Lanka ne giunge anche una seconda ondata a cavallo delle feste di Natale. Quando arrivano, anche se consentono di respirare, devastano e allagano tutto, soprattutto le strade, ma anche la vostra casa, se non e’ adeguatamente sigillata. E’ difficile verificare le infiltrazioni quando non piove, ma la presenza di muffa fresca sui muri e’ un ottimo indicatore. In ogni caso, alla prima pioggia forte, quando la vostra casa obbligatoriamente si allaghera’, chiamate il proprietario e non fategli risparmiare il silicone! Un altro consiglio importante: durante e subito dopo i Monsoni, l’India libera una quantita’ mostruosa d’insetti fastidiosissimi, zanzare e moscerini in particolare. Munitevi di repellenti per il corpo e di piastrine, zampironi, esalatori, insomma di tutto quello che credete possa aiutare. Ricordatevi che qui ci sono la Malaria e la Dengue (!), quindi il rischio e’ concreto, soprattutto per i bambini. Anche i vostri animali domestici devono essere adeguatamente protetti, per cui chiamate un veterinario locale e fatevi dire tutto. In generale, gli insetti indiani sono poco piacevoli e piuttosto aggressivi (nel senso che se devono venirvi addosso non si fanno troppi scrupoli), quindi limitate al minimo l’apertura di porte e finestre. Meglio l’odore di chiuso di una nuvola di moscerini attaccata alle vostre luci e qualche centinaio di grilli che vi saltano tra i tappeti.

Buon divertimento, e se volete informazioni dettagliate, scrivetemi.

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21 maggio 2009 - Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

8 commenti »

  1. Erro o questo è un post da quasi ex-expat?
    Niki
    P.s. non eri online quando ho acceso il computer e adesso siamo senza elettricità, per motivi di salute pubblica (della famiglia) abbiamo delegato al computer grande di Dario Skype e quell’enorme aggeggio funziona solo con l’elettricità. Quindi arrivederci a presto… oops, arisentirci!
    NIki

    Commento di Niki | 21 maggio 2009 | Rispondi

    • Potresti non errare Niki 😉

      Per skype non c’e’ problema, quando torna la corrente fammi un fischio 😀

      Commento di tuttoqua | 21 maggio 2009 | Rispondi

  2. Mah, quasi quasi farei il tifo per la tua permanenza in India.
    Una volta stabilito che so, a Milano, cosa scriveresti?
    El nebiun, i ghisa, la cassoela…
    Va beh, fà un po’ quello che vuoi…
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 22 maggio 2009 | Rispondi

  3. Vedrai che qualcosa da scrivere la trovero’ lo stesso. L’Italia offre materiale abbondantissimo 😀

    Commento di tuttoqua | 22 maggio 2009 | Rispondi

  4. Caro Tuttoqua

    ho letto e riletto moltissime volte i tuoi post, che tra l’altro trovo divertente ed allo stesso tempo utlissimi.
    In realtà dimostri di conoscere l’India molto di piu’ di quei genialoidi annoiati borghesi con la mente annebbiata dall’ayuerveda e da sai baba!
    La mia compagna è indiana, abita a Bangalore e le ho tradotto alcuni dei tuoi posts.
    Si è messa a ridere di gusto ed ha detto “Si si è proprio cosi!”
    Saro’ a Bangalore a fine mese per una settimana, sono 11 anni che non torno in India, di sicuro ridero’ (forse…) ancora di gusto nel vedere con i miei occhi quello che tu hai scritto 🙂

    Ciao
    Robert

    Commento di Robert Gori | 12 gennaio 2012 | Rispondi

    • Ciao Robert, grazie. Devo dirti che sei un uomo fortunato, e la tua compagna e’ una persona di spirito, dotata di un intelletto superiore. Tutti gli indiani che hanno, in qualche modo, letto il mio blog mi hanno augurato, nel caso migliore, di crepare.

      Commento di tuttoqua | 18 marzo 2012 | Rispondi

  5. non sono mai stata in India, e per un momento fugace avevo preso in considerazione la possibilta’ di trasferirimi con la mia famiglia (2 bimbi piccoli e marito) in India. Grazie per aver permesso alle mie idee pseudo-romantiche di evaporare come neve al sole….

    Commento di romantica | 30 ottobre 2012 | Rispondi

    • Non sono mai contento di disilludere qualcuno. Pero’, il mio invito e’ sempre lo stesso: non fidarti solo della mia opinione, che resta soggettiva. Prova a leggere qualche altro blog oppure a verificare nella cerchia dei tuoi amici se qualcuno conosce gia’ una famiglia italiana che vive in India.

      Commento di tuttoqua | 30 ottobre 2012 | Rispondi


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