TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Reference Check

Oggi mi e’ venuta voglia di scrivere questo POST, visto che, con una delle due opportunita’ di lavoro che sto esplorando, siamo arrivati a questa fase, il che significa che siamo messi piuttosto bene (corna facendo, toccando ferro, ecc…).

Lo dico per quello 0,00001% della popolazione che non lo sapesse: il reference check e’ una verifica che il potenziale nuovo datore di lavoro effettua sul profilo, sul curriculum, sulle capacita’ e via dicendo del candidato. Di solito l’azienda, oppure la societa’ di selezione, chiama al telefono due o tre persone, spara alcune domande e compila un report che resta allegato al file del dipendente, nel caso questi venga assunto. E’ una pratica ormai diffusissima, soprattutto presso le multinazionali, per cui aspettatevelo e fatevi trovare pronti.

Iniziamo subito col dire che le referenze di ciascuno di noi sono merce estremamente preziosa, che va gestita con grande giudizio e circospezione. Si tratta, infatti, della migliore e piu’ affidabile testimonianza della genuinita’ di quanto abbiamo dichiarato nel CV e in sede di colloquio. Ma si tratta anche di contatti professionali che, con molta probabilita’, ci accompagneranno per il resto della carriera. Sono colleghi, capi e clienti che offrono la loro disponibilita’ a fare da arbitri e a fornire informazioni su di noi; sono dunque persone che e’ bene tenersi di gran conto, e utilizzare solo quando ne vale veramente la pena e, soprattutto, solo quando siamo sicuri della/e persona/e nelle cui mani stiamo mettendo i loro nomi, i loro indirizzi email e il loro numeri di telefono. L’uso che si fa di queste “coperte” deve essere intelligente e votato al risparmio, per evitare di stancarle e di farle ritrovare coinvolte di continuo in indagini sul nostro conto. Anche lo sponsor piu’ diligente e piu’ disponibile, se messo troppo sotto pressione, potrebbe prima o poi stancarsi, e rifiutarsi di farlo ancora in futuro. Quindi, la prima regola e’: se la richiesta della verifica delle referenze vi giunge troppo presto, conviene dubitare della bonta’ del processo di selezione e della professionalita’ di chi lo gestisce. Quelli che fanno sul serio conducono questa attivita’ solo verso la fine, e solo quando il candidato ha ormai delle buone possibilita’ di successo.

E’ bene anche non appoggiarsi troppo a coloro che pensiamo possano trattarci bene per definizione, perche’ magari sono degli amici, ma per contro non sanno granche’ del nostro lato professionale. Meglio utilizzare qualcuno che ci conosca di piu’ per cio’ che abbiamo fatto tra le 9:00 e le 18:00 dal lunedi al venerdi, piuttosto che fuori da questi range. Perche’ basta un controllo incrociato per scoprire qualche magagnetta e vanificare tutta l’operazione, facendo anche una figura barbina. E’ chiaro che se avete la fortuna di aver un amico con cui avete anche lavorato tanto e bene, allora siete a cavallo!

Come procedere? Di solito e’ buona norma stilare una lista dei propri arbitri, con nome e cognome, nome dell’azienda, ruolo/titolo, indirizzo email e numero di telefono. Questa lista conviene tenerla aggiornata, proprio come si fa col CV, e conviene anche chiedere il permesso ai diretti interessati, prima di metterli dentro. Da evitare invece la distribuzione indiscriminata di questa lista, poiche’, cosi’ facendo, si corre il tremendo rischio che soggetti poco professionali possano tentare di contattare queste persone prima che voi abbiate la possibilita’ d’informarli dell’imminenza della cosa. Non solo non serve a noi candidati, che potremmo invece “preparare un po’ il terreno”, ma non piace nemmeno agli intervistati, soprattutto se sono senior manager, i quali non amano essere presi alla sprovvista. Esistono anche casi, che si verificano piu’ spesso di quanto non si possa pensare, di clienti che non vogliano immischiarsi in faccende tra fornitori, e non vogliano, in qualche modo, “favorire” lo spostamento di risorse di valore da un concorrente all’altro. Esempio: lavorate per Magneti Marelli e volete andare in Bosch, e fornite un manager di FIAT come referente. Costui, probabilmente, non vorra’ o non potra’ (anche se siete bravi come dite di essere) favorire Bosch a dispetto di MM, indicandovi come un buon acquisto. Non ci sara’ nulla di personale, ma si sa che le questioni politiche, in certi ambienti in cui girano centinaia di milioni di Euro, dettano legge.

NOTA: Magneti Marelli, Bosch e FIAT sono tre nomi presi a titolo di esempio (perche’ noti a tutti), solo per chiarire il concetto. Non c’e’ alcuna allusione a episodi realmente avvenuti, anche perche’ io lavoro nell’ICT e non nell’Automotive.

E’ bene quindi pretendere che chi vi sta chiedendo le referenze vi dia delle indicazioni precise sul check che intende fare, dandovi la possibilita’ di offrire e negoziare qualche nome. Una volta fatta la scelta, vi si dovra’ anche concedere il tempo di prendere contatto con i vostri sponsor e concordare su data e ora in cui avra’ luogo la chiamata. Solo allora potrete condividerne le coordinate. E’ anche possibile, e tutt’altro che improbabile, che chi vi sta colloquiando conosca gia’ i nomi dei vostri ex-capi o dei vostri ex-clienti e sappia come contattarli. In tal caso, insistete affinche’ comunque vi si dia la possibilita’ di fare quello che dovete fare. Puo’ anche accadere, come e’ successo anche a me qualche anno fa, che l’azienda si annoti qualsiasi nome che possiate citare durante le interviste, e lo contatti senza informarvene. A parte il fatto che non e’ detto che un chicchessia con cui possiate avere avuto a che fare in passato possa considerarsi una persona desiderosa di fornire referenze sul vostro conto (potrebbe addirittura essere qualcuno con cui vi siete solo scontrati e sia un vostro nemico), ma comunque questa pratica e’ talmente disdicevole da far dubitare della moralita’ della persona o dell’azienda in questione. Esistono regole non scritte che chi sa stare al Mondo rispetta sempre.

Insomma, il reference check e’ un momento importante da non sottovalutare nell’arco dell’intero processo si selezione, ma le referenze sono preziose, vanno gestite con grande attenzione e qualita’, e vanno diffuse con estrema circospezione.

Dulcis in fundo, vanno protette sempre e comunque!

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28 maggio 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare | , , , , , , , , , , , , ,

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