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L'umanita' sta regredendo

Compagnie aeree e sicurezza: Air France

Il terribile incidente del 1 Giugno, di cui sto seguendo gli sviluppi e su cui sto tenendo questo POST aggiornato, mi ha fatto venire voglia di andare a scavare un po’ nelle statistiche di Air France. Troppo spesso, quando accade una tragedia di simili proporzioni, in cui perdono la vita centinaia di persone, si tende a puntare il dito verso la compagnia aerea, dimenticandosi che, sfortunatamente, gli incidenti accadono, sono sempre accaduti e accadranno sempre. L’errore, l’inconveniente o semplicemente il diavolo che fa le pentole ma non i coperchi sono sempre in agguato. Molto si puo’ fare come opera di prevenzione, ma non si puo’ fare tutto, perche’ sarebbe necessaria l’onnipotenza. Una delle conseguenze piu’ immediate, in casi come questi, e’ che il passeggero (inteso come entita’ generica) si spaventi, e smetta di viaggiare (almeno per un po’), evitando, probabilmente, di utilizzare proprio la compagnia incriminata.

Non sono (non siamo) ancora in grado di attribuire responsabilita’ ad Air France, ma e’ bene ricordarsi che volare e’ ancora il modo piu’ sicuro di viaggiare. Solo che un incidente aereo lascia il segno, sia per il numero di vittime e sia per il modo in cui, spesso, avviene il disastro. La mente di molti di noi sara’ subito corsa a cercare di immedesimarsi nei poveretti a bordo dell’Airbus A330-200: se ne saranno accorti, erano gia’ svenuti, avranno sofferto, saranno morti nell’impatto o saranno annegati? Avranno pregato, imprecato? Si saranno stretti l’un l’altro, avranno pianto, avranno sperato fino all’ultimo in un miracolo? Tutte cose che mettono addosso una tristezza indescrivibile, gia’ solo nel tentare d’immaginare una situazione di cui non vorremmo mai essere protagonisti. Cio’ pero’ non deve scoraggiarci in qualita’ di viaggiatori, e non deve farci perdere fiducia nella tecnologia e negli uomini che la controllano. La riprova ve la fornisco subito.

Cliccando qui e’ possibile vedere una lista di tutti gli incidenti occorsi ad Air France dal 10 Settembre 1945 al 1 Giugno 2009. Vorrei provare a tirare fuori un paio di considerazioni insieme a voi ma, prima di tutto, restringiamo il campo, perche’ ritengo sia piu’ significativo considerare l’era moderna del volo, quando i velivoli, i sistemi di sicurezza e quelli di monitoraggio e gestione hanno subito un’evoluzione decisiva. Per coerenza, dunque, prendiamo in esame gli incidenti accaduti negli ultimi 30 anni, dal 2 Giugno 1979 alla tragedia di due giorni fa.

Scorrendo la lista, conto 51 incidenti, di cui:

  • Ventiquattro, dal 2 Giugno 1979 al 10 Aprile 1988, senza vittime;
  • Uno, il 26 Giugno 1988, con tre vittime (FOTO);
  • Dodici, dal 24 Luglio 1988 al 20 Gennaio 1994, senza vittime;
  • Uno, il 26 Dicembre 1994, con sette vittime (FOTO);
  • Sette, dal 22 Luglio 1998 al 22 Gennaio 2000, senza vittime;
  • Uno, il 25 Luglio 2000 (il celebre crash del Concorde a Parigi) con 113 vittime (109 a bordo, 4 a terra – FOTO)
  • Quattro, dal 4 Novembre 2002 al 2 Agosto 2005, senza vittime
  • E uno, quello che purtroppo conosciamo bene, del 1 Giugno 2009, con 228 vittime.

Il primo dato evidente e’ che, su un totale di 51 incidenti, quattro hanno causato vittime. In altre parole, meno del 10% degli incidenti (attenzione, degli incidenti, non del numero totale di voli!) e’ stato mortale. Inoltre, l’incidente del 26 Dicembre 1994 fu il risultato di un atto terroristico, mentre quello del 26 Giugno 1988 fu causato da manovre errate dell’equipaggio durante una airshow (volo radente, angolo di attacco massimo, touch & go, ecc…). Ne restano due, quello appunto del Concorde, che subi’ un’incredibile serie di concause, e quello dell’altro ieri, di cui non sappiamo ancora molto, ma possiamo ipotizzare che, anche qui, la questione non sia semplice.

Qualche numero sugli aeromobili ci dice che, su 51 incidenti:

  • Ben 32 riguardano il Concorde! (Con 113 vittime totali di un solo crash);
  • 10 si riferiscono a velivoli Airbus (A300, A320/1, A330 e A340), con 238 vittime totali in 3 incidenti;
  • 9 sono accaduti a mezzi della Boeing (727, 737, 747, 777) con zero vittime.

Cosa ci leggo? Non molto sinceramente. Certo, si potrebbe affermare che gli aerei della Boeing siano “meno mortali” di quelli di Airbus, ma sarebbe falso, visto che di quei 238 poveretti, 10 hanno perso la vita a causa di terroristi (magari quei sette erano proprio i terroristi stessi) e a causa di una manifestazione, e gli altri 228 sono spariti nell’oceano in un colpo solo. Scorrendo la flotta di Air France poi, posso contare (escludendo compagnie regionali e cargo), ben 174 Airbus e “solo” 64 Boeing, quindi le statistiche sono, evidentemente, contro Airbus! Il che, ancora una volta, rimette tutto in discussione.

La conclusione e’ che non si puo’ affermare che un aereo sia piu’ o meno sicuro di un altro, soprattutto in casi, come quello della compagnia francese, in cui il numero di incidenti (e di vittime) sia assolutamente “trascurabile”.

NB: sto utilizzando il termine trascurabile solo in senso matematico e statistico, non considero trascurabile la perdita anche di un solo essere umano!

Quindi, Air France e’ e resta una compagnia estremamente sicura e professionale. Io, ad esempio, volero’ con loro il 10 Giugno, e saro’ tranquillo come sempre.

3 giugno 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , ,

2 commenti »

  1. Ero fidanzata con un pilota di linea della BEA . Ha sempre sostenuto che il 99 per cento degli incidenti aerei (parlo di compagnie serie) avvengono per colpa del pilota

    Commento di Trudy | 3 giugno 2009 | Rispondi

    • Trudy, le statistiche sono meno ingenerose del tuo ex. Infatti dicono che “solo” il 56% degli incidenti avvengono a causa dell’equipaggio:

      https://tuttoqua.wordpress.com/2008/09/05/statistiche-sugli-incidenti-aerei/

      In ogni caso e’ un numero gia’ notevole, significa uno su due. Se poi a questo 56% ci aggiungiamo gli errori degli uomini radar, dei meccanici, ecc… allora, in effetti, l’errore umano supera la soglia dell’ otto su dieci.

      Commento di tuttoqua | 4 giugno 2009 | Rispondi


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