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L'umanita' sta regredendo

Aggiornamento Incidente Airbus A330-200 Air France – AF447

Il POST principale del 1 Giugno e tre successivi aggiornamenti del 2 e 3 Giugno li trovate qui.

Sono arrivate nuove informazioni relative alle condizioni meteo nell’area in cui l’Airbus A330-200 di Air France e’ precipitato, che potrebbero essere, almeno in parte, responsabili del disastro, e relative anche ai segnali automatizzati che l’aeromobile ha inviato alle scatole nere custodite a terra.

Ma andiamo con ordine.

Indubbiamente la zona era interessata da un fronte temporalesco rilevante, caratterizzato da molti cumulinembi, correnti e venti violenti, forti piogge, scariche elettriche e, probabilmente, anche ghiaccio. Un’analisi indipendente molto interessante e assai ben fatta (in inglese) la potete trovare qui.

Iniziamo col dire che, pur disponendo di un radar metereologico molto avanzato, come quello di cui e’ dotato l’A330, e’ possibile che i piloti possano essere stati tratti in inganno, e che l’area temporalesca principale fosse “mascherata” da un altro fronte meno violento. Si specula pero’ anche sulla possibilita’ che l’equipaggio, pur a conoscenza delle condizioni lungo la rotta, possa aver deciso di continuare, ritenendo che la cosa non costituisse un pericolo per la navigazione. E’ opinione piuttosto comune che la presenza nella zona di tali temporali sia piuttosto frequente e che, spesso, gli aeromobili in transito abbiano attraversato turbolenze simili. C’e’ anche chi afferma, pero’, che il Riscaldamendo Globale recente possa aver peggiorato l’intensita’ di questi fenomeni atmosferici, rendendo inutili le statistiche e le informazioni accumulate finora. Se cio’ fosse vero, sarebbe necessaria una seria revisione delle regole e delle procedure previste in tali situazioni. Non e’ da escludere, dunque, che il velivolo di Air France si sia trovato a dover affrontare una situazione che andava al di la’ dei suoi limiti progettuali. Questa teoria potrebbe essere suffragata dai dati automatici inviati a terra dall’aereo.

Prima di riportare quanto rivelato (pare) da fonti interne ad Air France stessa, e’ bene ricordare che gli Airbus A318/319, 320/1, A330 e A340 utilizzano la tecnologia Fly by Wire, di cui potete leggere un interessante articolo (in italiano) qui. Riassumendone rapidamente le caratteristiche, si puo’ dire che, in questi aeromobili, i classici collegamenti idraulici tra il cockpit e le superfici di controllo (flap, slat, rudder, ecc…) sono sostituiti da segnali elettrici. Tali segnali, che vengono inviati dall’equipaggio oppure dal pilota automatico, vengono prima interpretati dai computer di bordo (che impediscono manovre pericolose) e poi inviati agli attuatori che azionano le suddette superfici di controllo. Il sistema opera secondo tre logiche: Normal Laws (tutte le protezioni attive), Alternate Laws (si attiva in caso di guasti multipli e le protezioni attive sono minime) e Down Laws (si attiva quando l’aeromobile e’ a terra, oppure quando i guasti sono pressoche’ totali).

Nel giro di 4 minuti, a partire dalle 02:10 UTC, il computer dell’A330 ha inviato una serie di messaggi automatici, iniziando con la disattivazione del pilota automatico e col passaggio ad Alternate Laws. Questa segnalazione e’ una chiara indicazione di guasti multipli occorsi all’aeromobile. In questa situazione il pilota ha dovuto riprendere manualmente il controllo del velivolo, in condizioni meteo severe, senza disporre delle protezioni elettroniche necessarie ad impedire manovre pericolose, soprattutto in relazione alla stabilita’ dell’aereo ad alta velocita’. Manovrare manualmente un aeromobile commerciale in quelle condizioni meteo e’ estremamente complicato, e il rischio di sollecitare la resistenza strutturale oltre il limite e’ elevato, per non parlare del fatto che e’ altrettanto complicato mantenere una configurazione aerodinamica sufficiente ad impedire lo stallo.

Tra le 02:11 e le 02:13 UTC, il computer ha poi segnalato guasti multipli a:

  • ADIRU (Air Data and Inertial Reference Unit), il sistema che riporta l’attitudine dell’aereo sugli schermi del cockpit. Senza ADIRU i piloti non sanno in quale posizione si trovi il velivolo rispetto all’orizzonte. Dentro un temporale navigare a vista e’ impossibile, e il temporale stesso puo’ comportare repentine variazioni di assetto, senza che i piloti possano rendersi conto dei cambiamenti. Cio’ che non ci e’ stato detto finora e’ quale ADIRU abbia malfunzionato (ce ne sono 3), ma e’ probabile che il guasto sia andato in cascata da un sistema all’altro.
  • ISIS (Integrated Standby Instrument System), un prodotto della GE che funziona un po’ come l’ADIRU, ma e’ indipendente, nel senso che rileva autonomamente le informazioni e le trasmette sul suo display. Il guasto concomitante di ADIRU e ISIS ha reso praticamente ciechi i piloti.

Alle 02:13, il sistema ha segnalato il quasto al PRIM 1, il computer primario di bordo che sovrintende alla navigazione, e che riceve i dati dall’ADIRU e dal SEC 1 (il computer secondario).

L’ultimo messaggio, quello delle 02:14, ha segnalato una elevata velocita’ di discesa dell’aeromobile. Evidentemente in quel momento l’A330 era gia’ senza controllo, e puntava purtroppo il muso verso l’oceano.

In base a queste informazioni si puo’ provare a speculare, ma solo un po’. Che sia dipeso dalla turbolenza o meno, appare evidente che l’aeromobile ha perso rapidamente i sistemi elettronici vitali. Che ADIRU e ISIS si siano guastati contemporaneamente e’ incredibilmente sospetto, solo un serissimo guasto al sistema elettrico puo’ aver causato una tale concomitanza di eventi. In barba alla Gabbia di Faraday, un fulmine resta il sospettato numero uno, oppure un gravissimo corto circuito indotto da chissa’ cosa.

Avendo perso ogni ausilio elettronico, i piloti si sono trovati nella situazione di dover governare manualmente un aereo, senza nemmeno disporre di riferimenti visivi, in balia di venti fortissimi, nel buio della notte e tra le nubi nere di un temporale. Una situazione davvero drammatica, da cui sarebbe stato impossibile uscire senza un piccolo miracolo, come, ad esempio, il ripristino di parte del sistema elettrico ed elettronico.

I guasti relativi ai computer di bordo, in particolare al PRIM 1, si potrebbero spiegare come una diretta conseguenza del guasto all’ADIRU. Non ho idea di come funzioni la gestione degli errori di quei sistemi, ma e’ probabile che un computer che non riceva piu’ input si metta in pausa e segnali un problema a sua volta.

In base a tutto cio’ pero’, le ombre sono ancora tante. Come e’ possibile che un aeromobile moderno come l’A330 si sia trovato nella situazione di perdere tutti i sistemi e i sottosistemi, compresi quelli di riserva, al punto tale da diventare completamente ingovernabile? Quale cataclisma puo’ aver causato danni cosi’ gravi e cosi’ estesi? E’ possibile che si sia verificata una cascata di eventi mai prevista nelle simulazioni e mai verificatasi prima?

O forse e’ stata cattiva manutenzione, piuttosto che un difetto di assemblaggio o magari un sabotaggio?

L’unica cosa su cui mi sento di scommettere al momento e’ che l’aereo e’ giunto al livello del mare ancora intero e che e’ andato in pezzi solo a contatto con l’acqua.

AGGIORNAMENTO 5 GIUGNO:

Nuovo POST.

4 giugno 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , , , ,

52 commenti »

  1. […] Aggiornamento Incidente Airbus A330-200 Air France – AF447 […]

    Pingback di Incidente Aereo Airbus A330-200 Air France – AF447 « Tutto Qua? | 4 giugno 2009 | Rispondi

  2. Salve,
    ottimo articolo, uno dei migliori che ho letto negli ultimi giorni.

    Premesso che non sono un esperto, ma solo un frequent flyer di quel volo (che prendevo 4-5 volte l’anno), vorrei chiederti un chiarimento sull’ultima frase:
    “L’unica cosa su cui mi sento di scommettere al momento e’ che l’aereo e’ giunto al livello del mare ancora intero e che e’ andato in pezzi solo a contatto con l’acqua.”

    Beh, questo è difficile da credere, le ultime informazioni che ci arrivano dalla FAB e dalla marina brasiliana ci informano che il raggio di dispersione dei rottami è di circa 200 km. Dunque è legittimo credere che si sia disintegrato in volo. D’altra parte, la striscia di cherosene di circa 15 km che è stata ritrovata ieri farebbe pensare che almeno un’ala sia arrivata all’impatto con la superficie dell’oceano ancora integra o semi-integra.

    C’è infine da segnalare l’avvistamento del comandante dell’Air Comet 974, il quale sostiene di aver visto a quell’ora un “bagliore intenso di luce bianca che ha assunto una traiettoria verticale discendente ed è sparito nel giro di circa 6 secondi”.

    Commento di Sergio | 4 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Sergio, grazie per i complimenti. Lasciami dire, prima di tutto, che non sono un esperto neanche io, sono solo un appassionato di aviazione commerciale e uno che si cimenta da anni con Ms Flight Simulator.

      Le tue considerazioni sono molto importanti e stimolano la discussione in modo piu’ che costruttivo.

      Posso dirti che la mia “sensazione” deriva da almeno un paio di osservazioni. La prima e’ che se l’aereo si e’ spaccato in aria, allora deve essersi verificata un’esplosione. Se esplosione c’e’ stata, il carburante deve aver preso fuoco a sua volta, riducendo il tutto a una enorme palla di fuoco. A meno che, a causa di un cedimento strutturale, le ali non si siano separate prima e non siano cadute in acqua, lasciandosi dietro una scia di cherosene. Anche se la separazione delle ali, in mancanza di collisione, e’ un evento praticamente impossibile, la domanda che mi pongo comunque e’: come fa un’ala (o anche due) a precipitare in grossi pezzi da 11.000 metri, senza perdere parte del carico del serbatoio prima di toccare l’acqua? Preferisco pensare che il velivolo sia arrivato a livello del mare ancora abbastanza integro, e di aver lasciato una scia di carburante dietro di se’ durante la discesa, scia che poi e’ si depositata lungo la traiettoria, come si vede anche nei filmati. Ma d’altronde non ho elementi per suffragare questa speculazione, quindi questa rimane la mia personalissima opinione.

      La seconda osservazione si collega al sistema automatico che inviava i messaggi a terra: come faceva l’aggeggio a rilevare tutti i dati, attraverso le centinaia di sensori disseminati sull’aeroplano, se quest’ultimo era gia’ stato ridotto in pezzi dall’esplosione?

      Riguardo ai rottami, ritrovati su un’area di circa 200 Km, mi viene da pensare che quei rottami abbiano viaggiato in balia delle correnti oceaniche ormai per 3 lunghi giorni. Si sa che le correnti in mare aperto sono forti, quindi non escludo che molte parti dell’A330 possano aver viaggiato anche per 70 Km al giorno. Sarebbe interessante ricostruire il percorso tipico delle correnti marine di quell’area per verificarne la compatibilita’ con la posizione dei rottami.

      Ultima considerazione: il bagliore intenso. Puo’ darsi che fosse la famigerata esplosione, ma puo’ anche darsi che fosse il presunto fulmine (di cui Air France ha subito parlato) che potrebbe aver colpito l’aeromobile, e che poi avrebbe continuato la sua corsa verso il mare per scaricarsi. La segnalazione e’ un po’ dubbia: tu, in presenza di un evento del genere, essendone testimone, avresti trovato la lucidita’ di contare i 6 secondi? Puo’ darsi che il fortissimo bagliore sia rimasto impresso sulla retina dell’osservatore per alcuni secondi prima di sparire, e che, quindi, la traiettoria verticale osservata non fosse reale ma solo un’illusione ottica.

      Concludo dicendo che queste sono solo illazioni purtroppo, e finche’ non ripescheranno le scatole nere, ne sapremo sempre troppo poco. Speriamo dunque che le trovino, non solo come segno di rispetto nei confronti di quei poveri 228 passeggeri, ma anche per prevenire ulteriori incidenti.

      Commento di tuttoqua | 4 giugno 2009 | Rispondi

    • Spiegazione tecnica ed esaustiva ma, perchè i piloti non hanno lanciato il may/day o s.o.s.? Chi piloti quegli aerei sono piloti esperti proveniente quasi sempre dal pilotaggio militare..quindi gente con i nervi a posto. E’ mai possibile che non abbiano lanciato un sos? Mi chiedo solo questo.

      Commento di Nino | 8 giugno 2009 | Rispondi

  3. Ciao tuttoqua 🙂
    Rinnovo i miei complimenti e trovo che le tue considerazioni siano le migliori che ho trovato finora in rete insieme a:
    http://avherald.com/h?article=41a81ef1&opt=0
    http://www.weathergraphics.com/tim/af447/ (straordinaria ricostruzione della situazione metereologica del momento dell’incidente)
    In entrambi i casi da leggere anche i commenti. Certamente sarai a conoscenza di entrambi i siti, ma li segnalo comunque per chi leggesse questo thread.

    Sono d’accordo con la tua ricostruzione. Tra l’altro, un particolare mi ha finora colpito: la grande distanza tra il punto in cui l’aereo ha lanciato gli ultimi messaggi ACARS e l’area di ritrovamento dei rottami. Su Aviation Herald c’è una mappa molto interessante a riguardo. I rottami sembrano trovarsi di molto a SE rispetto al punto segnalato dall’areo a 0214Z. Mi sembra improbabile che questa enorme distanza sia spiegabile solo per effetto delle correnti.

    Ti sembra lecito ipotizzare che il pilota abbia tentato una disperata manovra per tornare a Fernando de Noronha? Faccio notare che questa ipotesi era già emersa tra le righe dai primi soccorritori.

    Commento di Sergio | 4 giugno 2009 | Rispondi

    • Grazie ancora Sergio. Si, la tua nuova considerazione e’ credibile, anche secondo me il pilota ha provato una manovra di rientro quando si e’ accorto in che guaio si era cacciato e quali guasti si fossero verificati. Puo’ anche darsi che la lunga scia di cherosene indichi l’ultimo disperato tentativo di scaricare carburante prima di un ammaraggio. Il problema e’ che, anche in questo caso, se sopra c’era un temporale di quella portata, l’oceano sotto doveva essere furibondo, con onde di alcuni metri. Un’ammaraggio in quelle condizioni, con un aeromobile che a malapena risponde ai comandi, e senza poter vedere niente, e’ un’impresa disperata. Hai sentito l’ultima novita’, che dice che l’A330 stava volando piu’ lentamente del previsto? Sarebbe interessante sapere quanto piu’ lentamente…

      Commento di tuttoqua | 4 giugno 2009 | Rispondi

  4. Sto cercando di fare un calcolo a occhio e croce, ma tra N3.5777 W30.3744 (praticamente a ridosso di TASIL) e il punto di ritrovamento dei rottami non devono esserci meno di 300-400 km. Secondo me non è distanza spiegabile con 48h di correnti marine.

    È chiaro che è una semplice supposizione, ma è probabile che abbia compiuto un disperato tentativo di rientro a Fernando di Noronha con manovra a SE pilotando ormai con il back-up meccanico quando si è visto abbandonato da tutti i sistemi, uno dopo l’altro. O forse no, questa manovra l’ha tentata PRIMA che i sistemi computerizzati lo abbandonassero.

    Resta infatti da chiarire un dettaglio non da poco: i 4 minuti di messaggi ACARS che segnalano la perdita di tutti i sistemi in successione (ADIRU, ISIS, PRIM 1, SEC 1) vengono prima o dopo questa manovra? Perché a un certo punto l’aereo non trasmette più e scompare dai radar? Supponiamo che sia in caduta libera, il comandante ha perso ormai completamente il controllo dell’aeronave e l’aereo perde quota. Non ci vogliono comunque più di 4 minuti per cadere da FL350 a quota mare? E perché i messaggi durano solo 4 minuti?

    Ti viene in mente qualche ipotesi?
    Grazie
    Sergio

    Commento di Sergio | 4 giugno 2009 | Rispondi

  5. Ciao,
    sì ho letto. La Airbus ha pure diramato una raccomandazione sulla velocità da tenere durante le turbolenze.

    A me sembra improbabile che un pilota esperto con 11.800 ore di volo alla spalle abbia affrontato una tempesta a velocità inferiore a quella raccomandata per imperizia o negligenza. Aggiungo che conosceva bene anche quella rotta, quindi escludo che non avesse esperienza di turbolenze.

    Piuttosto potrebbe essere un indizio che qualcosa di molto serio è avvenuto PRIMA di entrare nella colonna di cumulonembi.

    Problema alle turbine?

    Commento di Sergio | 4 giugno 2009 | Rispondi

    • Ghiaccio nelle turbine magari. Comunque sono d’accordo sulla tua ipotesi: il pilota ha tentato il rientro, ma resta da capire il quando. Secondo me non ha invertito la rotta quando ha visto che tempesta era seria, perche’ in quei casi forse conviene tirare dritto: tanto vale carcare di superare l’area critica, piuttosto che tornare indietro e beccarsela comunque. E’ probabile che abbia deciso la virata quando ha visto il computer andare in Alternate Laws e l’autopilota sganciarsi, anche se tra questo fatto e il cedimento degli altri sistemi e’ passato un solo minuto. Per quel che riguarda il tempo di caduta, non saprei. Supponiamo un descent rate ancora dentro limiti accettabili, ad esempio 5000 ft/m. Per scendere a quota mare servono 7 minuti. Ma ragionando al contrario, per compiere 35.000 piedi in meno di 4 minuti servono quasi 9.000 piedi al minut0, che mi pare un rateo decisamente picchiato. 9.000 piedi al minuto significa che l’aereo scende a circa 2.700 metri ogni 60 secondi, che sono 162 Km/h (in verticale!). A questa velocita’, supponendo che l’A330 stesse volando a 400 nodi (faccio calcoli spannometrici perche’ servirebbe la velocita’ rispetto al suolo), in 4 minuti avrebbe percorso 27 miglia nautiche… troppo poco per trovare i rottami cosi’ lontani. Insomma… Boh!! Magari e piu’ semplicemente, dopo 4 minuti ha smesso di funzionare anche il sistema ACARS e quindi non sappiamo quanto tempo sia passato prima dell’ammaraggio.

      Commento di tuttoqua | 4 giugno 2009 | Rispondi

  6. Solo un’osservazione sul ghiaccio.
    Da quanto si apprende da http://www.weathergraphics.com/tim/af447/ , il ghiaccio doveva trovarsi più in basso, a circa 8 km, mentre l’aeronave si trovava a 10,7 km dalla superficie del mare.

    Un vero mistero. Non resta che sperare nella scatola nera.

    Commento di Sergio | 4 giugno 2009 | Rispondi

    • In uno dei commenti a quell’articolo mi pare di aver letto che qualcuno abbia contestato l’affermazione, dichiarando che invece il ghiaccio sia possibile anche a quote piu’ alte.

      Commento di tuttoqua | 4 giugno 2009 | Rispondi

  7. Ciao,
    un’ultima osservazione. In tutte le nostre ipotesi non dimentichiamoci mai di tener conto di un elemento certo: dal cockpit non parte nessun mayday, nessun messaggio radio in HF. Nulla.

    È questa la parte più inquietante di tutta la storia. A mio avviso bisogna dunque postulare che il cockpit fosse ormai fuori uso e che i messaggi ACARS siano partiti quando ormai l’aeronave era già fuori controllo e dunque spacciata. La “causa”, quale che sia, è stata in ogni caso violenta, improvvisa e irreversibile. Non ci sono ragioni plausibili per pensare che il comando non abbia lanciato un mayday se avesse potuto farlo. Questo, indipendentemente da quale sia stata la causa, ghiaccio alle turbine, vento che causa un cedimento strutturale, urto con un altro velivolo, bomba ecc. Secondo me l’accostamento con l’incidente della QANTAS è inapplicabile: la panne di ADIRU è cosa, l’incredibile sequenza di guasti a tutti i sistemi in meno di 4 minuti non ha precedenti, nemmeno nella storia dell’Airbus.

    Visto che siamo a livello di ipotesi, io azzardo la mia: c’è stato qualcosa di molto serio (e probabilmente strutturale) PRIMA dei guasti al sistema elettrico e ai computer di volo. Quello che è venuto dopo, diciamo così, è conseguenza.

    Commento di Sergio | 4 giugno 2009 | Rispondi

    • Sto leggendo molti report di incidenti simili negli anni passati. C’e’ da tenere in considerazione che la tecnologia e’ migliorata di parecchio, ma negli altri casi, alla fine, c’era sempre un incendio a bordo che provocava danni irreversibili ai sistemi. Per quel che riguarda il mancato mayday, continuo a pensare che fosse fuori uso anche la radio…

      Commento di tuttoqua | 4 giugno 2009 | Rispondi

  8. Tutte ipotesi possibili e plausibilii, le quali, pero’, potranno essere solo confermate o chiarite dal recupero delle scatole nere. Speriamo che l’oceano non abbia inghiottito troppo in profondita’ quelle povere persone, insieme alle scatole nere.
    Comunque, faccio un passo indietro e dico la mia.
    Al di la degli aspetti tecnici e metereologici che avrebbero costituito concausa nell’incivolo, il fatto che l’aeromobile o chi per esso (il pilota) non abbia lanciato alcun SOS ritengo possa essere riconducibile anche ad un improvviso malore (e fatale, aime’) del pilota stesso, proprio nel momento in cui, incappato nel bel mezzo di una turbolenza incontrolloabile, cercava di governare l’aeromobile nel ristrettissimo tempo a disposizione per poterlo fare.
    Senza considerare che, senza strumentazione e senza visibilita’, la stima dell’altezza rispetto all’oceano era impossibile.
    Purtroppo, quando si scatena la “catena degli eventi” (perdonate il gioco di parole) non resta che sperare in un “miracolo”.
    Gli aeromobili sono macchine dei cieli e, suppongo, non ci sia simulatore di volo abbastanza sofisticato capace di prevedere una “eccezionale” eccezione.
    Resto ad immaginare quello che i poveri passeggeri abbiano vissuto fino all’ultimo istante e quello che il comandante faceva pur di portarli in salvo.

    Spero che non abbiano sofferto!

    Commento di giovanni | 4 giugno 2009 | Rispondi

  9. MI VIENE DA PIANGERE….HO LETTO MINUZIOSAMENTE IL VOSTRO DISCORSO E PRENDO ATTO DELLA VOSTRA CONOSCENZA IN MATERIA.IO SONO UNA RAGAZZA DI 20ANNI CHE HA PRESO L’AEREO SOLO POCHE VOLTE NELLA VITA E PROPRIO NON RIESCO AD IMMAGINARE COSA SIA SUCCESSO. COME DICEVATE VOI, IL FATTO PIù STRANO è CHE NESSUN SEGNALE MAY DAY ABBIA TOCCATO TERRA…!!!! E POI NESSUNA PERSONA HA TENTATO DI ACCENDERE IL CELLULARE PER AVVISARE CASA…è STATO TUTTO VELOCE…NON ESCLUDEREI UN SABOTAGGIO…VISTO CHE ALL’INTERNO VIAGGIAVANO ANCHE PERSONE IMPORTANTI OPPURE NON PUò ESSERE L’ENNESIMO ATTENTATO??? SO SOLO UNA COSA: LA VITA è UN BENE PREZIOSO CHE SOLO DIO PUò TOGLIERCI…SE COSì è ANDATA ERA PERCHè DOVEVA ANDARE COSì…E SONO POSITIVA NEL RITROVAMENTO DELLE SCATOLE NERE…LE QUALI, DICONO ALCUNE FONTI, EMETTONO SEGNALI FINO A 30 GIORNI…SPERO CHE IL SOTTOMARINO CHE SGANGERà L’AIRFRANCE POSSO CAPTARLI!! NON CI RESTA CHE PREGARE.

    Commento di ELEONORA | 5 giugno 2009 | Rispondi

  10. Purtroppo io sono una di quelle persone che in quel volo ha perso degli amici cari, dico perso e non dico morti.dalle ultime informazioni che ho io non sono stati ritrovati resti dell’aereo, la scia di cherosene presunto non era tale, ma probabilmente una scia lasciata da qualche nave di passaggio.In questi giorni come molti altri, giro nel web per trovare risposte o qualsivoglia minima informazione.
    Chiedo a voi ora che da quanto leggo sembrate degli esperti, non è possibile che l’aereo sia da qualche parte nella terraferma? l’africa non era poi così lotana a quelle velocità.
    Scusate la mia ignoranza in materia, ma come molti cerco risposte, risposte che forse non arriveranno mai.
    Grazie e buona giornata

    Commento di Piero | 5 giugno 2009 | Rispondi

    • sono un ex comandante az e volavo su a/M TIPO MD11 ed ho fatto decine di traversate atlantiche proprio nella zona ove è avvenuto questo brutto incidente.La zona è sempre interessata da un lunghissimo fronte temporalesco con cb alti sino a 50000 piedi quindi assolutamente più alti delle quote praticate dagli aerei commerciali.Il fronte intetropicale è attraversabile solo se lo spazio dei cb è abbastanza ampio se no è necessario cambiare rotta e mettersi paralleli sino ad trovare uno spazio abbastanza ampio con la speranza che dietro non ci siano altri cb.Se hanno perso il radar per un fulmine sul musetto del velivolo e quindi sull antenna,si ha la certezza di essere in un mare di guai ….se entri in un cb hai tutbolenza fortissima,grandine grossa come palle da tennis che ti colpisce con estrema violenza e può rompere i vetri del cockpit…..a quelle quote se non indossi la maschera ossigeno in 5 sec sei morto…..la grandine a quella velocità può fracassare tranquillamente le palette delle turbine e far esplodere i motori e disintegrare il velivolo.Non so se le cose siano andate cosi ma occorre aggiungere che l avaria totale dell impianto elettrico è molto problematica perchè il radar rimane fuori uso proprio nel momento meno opportuno.Immagino la tragedia e mi viene la pelle d oca…..pace alle loro anime preghiamo per loro è l unica cosa che ci rimane da fare.Abbracci a tutti

      Commento di francesco | 5 giugno 2009 | Rispondi

      • gentile Francesco, visto che conosci bene l’MD11 ti vorrei chiedere un parere sull’incidente del 23 marzo scorso di un MD 11F della compagnia americana FedEx che si è schiantato in atterraggio dopo un incredibile bounced landing e impatto della semiala sin con immediato incendio. ma può il vento causare un tale incidente o i piloti hanno calcolato male qualcosa o l’MD è particolarmente predisposto a questi scherzi??

        qui c’è il video dell’incidente:

        http://blog.volare.org/tecnica-e-sicurezza/md-11-di-fedex-si-schianta-a-narita-in-atterraggio/

        grazie mille

        Haik

        Commento di Ike | 5 giugno 2009 | Rispondi

  11. Bellissimo articolo e validissimi commenti esistono finora solo ipotesi
    tutte buone dall’attentato al fulmine al guasto elettrico meccanico(per difetto di costruzione)all’errore umano.
    Se il fulmine attacca un aereo pare non faccia danni,a meno che l’aereo non sia perfettamente schermato. Se esiste un punto debole dal quale il fulmine è passato mandando in corto i sistemi elettronici uno dopo l’altro, l’aereo poteva essere pilotato anche meccanicamente?
    esiste un’altra ipotesi: puo’ un virus informatico attaccare i sistemi elettronici mandare in tilt tutto e dare anche false informazioni su altitudine e velocità?
    se esiste un virus di questo genere parlerei di attentato.
    una ipotesi NUOVA che nessuno ha fatto : lo scontro con un altro oggetto volante che però volava in incognito ,OVNI
    ESISTONO CASI DI AEREI LA CUI PRESENZA PER MOTIVI DI SEGRETEZZA NON VIENE SEGNALATA NEMMENO DAL RADAR?
    NON CREDO MOLTO AGLI UFO-OVNI ma so che esistono aerei militari che si esercitano e non sono rivelabili dai radar.Ma quella zona era fuori controllo radar di terra. Il Brasile e la francia in questo moment non sono in guerra con nessuno e nessuno ha rivendicato niente.
    ultima ipotesi un missile o un piccolissimo frammento di asteroide(finito in mare) che abbia distrutto l’aereo.

    Commento di FRANCESCOsap | 5 giugno 2009 | Rispondi

  12. Non sono dell’airbus Air France precipitato i rottami recuperati giovedì dalla marina brasiliana nell’oceano Atlantico. Lo ha dichiarato un portavoce militare. “Fino ad ora nessun pezzo dell’aereo è stato recuperato”, ha dichiarato il direttore del dipartimento di controllo dello spazio aereo brasiliano, Ramon Cardoso, smentendo le notizie precedenti che parlavano del ritrovamento di un prezzo proveniente dalla stiva dell’Airbus A330.

    Cardoso ha spiegato che il pezzo trovato è “di legno” e che “non esistono pezzi di legno su quell’aereo”. E ha sottolineato: “Si può così confermare che quel pezzo non faceva parte dei rottami dell’aereo”.

    Il generale ha poi affermato che l’olio scoperto sulla superficie del mare è quello “di una nave, non di un aereo” perché si tratta di olio, non di kerosene.

    Commento di stefano | 5 giugno 2009 | Rispondi

  13. anche se Brasile e Francia non sono in guerra con nessuno e al qaeda non pare coinvolta c’è da dire che se c’è stato l’attentato poteva essere in un certo senso mirato specifico a qualcuno dei passeggeri: infatti alcune persone traportate erano importanti manager di grandi imprese multinazionali, poi c’è da dire che in alcuni casi sono dati nomi falsi, spesso su quella rotta viaggiano importanti boss ( siciliano e narcos mi fermo quì…) anche forse nel caso ustica magari una delle ipotesi era mi pare quella che si voleva uccidere qualcuno dei passeggeri senza dare troppo nel’occhio un disastro aereo è un evento possibile e a differenza di un attentato mirato passa sotto silenzio ovviamente piu’ del missile penso al virus informatico certo la tempesta è una ottima concausa

    Commento di franco | 5 giugno 2009 | Rispondi

  14. Salve a tutti,
    un grande abbraccio a Piero che su quel volo aveva amici carissimi. Io non avevo amici, né conoscenti, ma quel volo lo prendo 4-5 volte l’anno e finora lo ritenevo sicuro. Quindi, come puoi immaginare, anch’io sono sconvolto da 4 giorni.

    Una piccola osservazione per quanto riguarda la pista attentato che qualcuno ha sollevato. Premetto che al momento non ci sono elementi per considerarla seriamente, anche se neppure possiamo escluderla del tutto. Se fino a ieri avevamo almeno un’accozzaglia di rottami dispersi in un raggio di 200 km e potevamo almeno ipotizzare qualcosa sulla caduta, oggi non abbiamo neppure quello: i resti non sono dell’Airbus. Quindi, la prudenza è d’obbligo fino a quando non appariranno altri elementi probatori degni di nota. Ciò premesso, quando si pensa a un attentato, credo sia sbagliato pensare necessariamente a una bomba con la classica rivendicazione dell’arabo barbuto che pronuncia parole di fuoco contro l’Occidente. Ci sono tanti modi per fare un’attentato, non esistono solo le bombe e, soprattutto, non esiste solo il terrorismo. Esiste, ad esempio, il sabotaggio industriale. Provate a pensare chi ha da guadagnare da un incidente come questo, in cui emerga alla fine che gli Airbus hanno difetti di progettazione e sono quindi aerei insicuri. A voler essere maligni, si potrebbe ricordare che proprio il giorno dopo l’incidente era prevista a Parigi la cerimonia inaugurale del volo Singapore-Parigi del nuovo A380 della compagnia Singapore Airlines. Cerimonia che, per ovvi motivi, è stata cancellata. Riflettete sugli articoli di fuoco che il NYT sta scrivendo in questi ultimi giorni sulla presunta insicurezza degli Airbus e chiedetevi perché la FAA, ancor prima che sia iniziata qualsiasi perizia (anche perché non disponiamo neppure di rottami) abbia deciso ieri di chiedere ulteriori relazioni di sicurezza su alcuni modelli di Airbus. Insomma, provate a porvi la famosa domanda “Cui prodest?” e traetene da soli le vostre conclusioni.

    Voglio sottolineare che non credo al momento che l’AF 447 sia stato sabotato. Non ho elementi per pensarlo. Dico solo che, se una qualche forma di attentato o manomissione è avvenuta, mi pare molto più logico pensare a un sabotaggio industriale. Non lasciatevi ingannare dal fatto che non vi sia una rivendicazione. Se mai, è proprio quando la rivendicazione c’è che è bene diffidare che sia tutto vero.

    Commento di Sergio | 5 giugno 2009 | Rispondi

  15. A conferma di quanto ho appena scritto, è significativo quanto ho appena letto su Le Figaro:

    “14h50 : Pour Morin, l’hypothèse terroriste n’est «toujours pas exclue». Le ministre de la Défense a expliqué devant des journalistes qu’il n’y a «aucun élément ou piste qui nous permettraient de corroborer cela, mais l’enquête en cours n’a jamais exclu» l’hypothèse d’un attentat pour expliquer la disparition du vol A447 et de ses 228 passagers. L’absence de revendication, selon lui, n’est pas pertinente, dans la mesure où «dans la plupart des cas, quand il y a eu des actes terroristes sur des avions, il n’y a pas eu de revendication».”

    Commento di Sergio | 5 giugno 2009 | Rispondi

  16. Ragazzi, per un blogger dilettante come me, la soddisfazione piu’ grande e’ trovare lettori come voi: intelligenti, appassionati, competenti e cortesi. Grazie.

    Detto questo, vorrei fare le condoglianze a Piero per gli amici che ha perso sull’AF447 😦

    Le vostre ipotesi sono tutte incredibilmente suggestive, e vi diro’ che non ci vedrei nulla di strano se una di queste si rivelasse corretta.

    Per Piero: l’unica possibilita’ e’ che l’A330 abbia effettuato un atterraggio di emergenza sulla terraferma e non presso un aeroporto. Infatti, in seguito alla scomparsa, sono stati allertati tutti gli aeroporti, e nessuno ha segnalato atterraggi non programmati. C’e’ da dire che i 2.000 Km dalla costa africana e i 1.000 e passa da quella brasiliana non lasciano molte speranze. Un aereo in difficolta’, trovandosi a 35.000 piedi puo’ percorrere al messimo 200 o 300 miglia prima di dover atterrare per forza. Certo se fossero vivi e in attesa di soccorsi sarebbe una notizia meravigliosa!

    Per Francescosap: un asteroide? In effetti, perche’ no? Un caso su mille miliardi, ma e’ sempre possibile. Sarebbe compatibile con molte cose, tipo la depressurizzazione e i guasti agli impianti. Per quel che riguarda il virus, non saprei proprio. Quei sistemi non girano su software tradizionali, ma d’altronde non credo ci voglia un geniaccio dell’informatica per creare un programma specifico in grado di danneggiarlo. Il problema e’ l’installazione a bordo dell’aereo… ci dovrebbe essere un complice che si nasconde da qualche parte in questo momento. Bella teoria, comunque. Sugli Ovni, affascinante ma statisticamente poco probabile anche questa. Sarebbe anomalo che una qualunque nazione sperimentasse velivoli segreti cosi’ lontano dalle coste, col rischio di perdere tutto in caso d’incidente. D’altro canto, se un aereo super segreto finisce in mare, nessuno trova piu’ niente e il segreto resta tale. Infine, gli aerei fly by wire, in caso di guasto totale all’elettronica, possono essere ancora pilotati meccanicamentem e i piloti vengono addestrati anche per questo.

    Franco, buona pure quella del boss: un sicario potrebbe eliminarlo piu’ facilmente di quanto non riuscirebbe a fare a terra, evitando anche di finire nella lista dei sospettati. Certo che pero’… che stronzo!

    Commento di tuttoqua | 5 giugno 2009 | Rispondi

  17. […] AF447 – Tutto da rifare? Il POST precedente a questo aggiornamento lo trovate qui. […]

    Pingback di AF447 – Tutto da rifare? « Tutto Qua? | 5 giugno 2009 | Rispondi

  18. salve a tutti,
    molto belli gli articoli.
    una semplice domanda: ” devo recarmi a new york poi san francisco e poi da los angeles a papeete ( tahiti), ho molta paura, sbaglio?. Vorrei un conforto da gente esperta che ne sa più di me “. GRAZIE

    Commento di antonio | 5 giugno 2009 | Rispondi

    • Antonio, vola tranquillo. Non solo gli aerei restano di gran lunga il mezzo di trasporto piu’ sicuro, ma sei sempre nelle mani di persone esperte e ben addestrate. Le statistiche ora come mai sono in tuo favore: dopo un incidente del genere, le probabilita’ che ne accada un altro sono praticamente nulle. Quando arriva la turbolenza, ricordati poi che quando vai in auto non ti spaventi per ogni buca e per ogni sobbalzo. Un aereo che “sbanda” in aria, e’ proprio come se prendesse una buca. Buon viaggio e goditi i tuoi voli 😉

      Commento di tuttoqua | 5 giugno 2009 | Rispondi

  19. Volare è straordinario indimenticabile e sicuro. Di gran lunga molto piú probabile morire sul motorino. L`aereo in turbolenza ci fa provare quello che in realtá provano i volatili in tutte le loro manovre di frenata e accellerazione accarezzati dal vento. Ció che é accaduto all´airbus 330 è incredibilmente raccapricciante ; spero davvero che nessuno si sia accorto di nulla e che tutti abbiano perso coscienza in maniera dolce. Il mondo vuole sapere cosa é davvero successo. Non possiamo sopportare un altro mistero di questo genere e di queste dimensioni. Ci hanno praticamente voluto convincere che i passeggeri di Ustica siano morti di influenza, i 10 italiani scomparsi qualche hanno fa presso le isole Roches sono ancora in viaggio visto che nulla é stato ritrovato e questi 228 poveri Cristi? Rapiti dagli alieni? Non posso credere che oggigiorno, con satelliti che riescono a contarci anche i peli del sedere, ci si muove ancora nel campo delle ipotesi.
    Qualcuno ci faccia sapere la veritá soprattutto nel rispetto di tutti coloro che perdendo amici e parenti non sanno dove sbattere la testa.
    Un saluto a tutti.

    Commento di gigi | 5 giugno 2009 | Rispondi

  20. Mi inserisco in questo interessante e aggiornato blog unendomi al cordoglio delle vittime della sciagura dell’AirFrance.
    La tragedia del volo Rio-Parigi mi ha riportato alla memoria l’incidente del 3 maggio 2006 quando un Airbus A320 della compagnia di bandiera armena Armavia precipita nel Mar Nero inabissandosi con le 113 persone a bordo. Il mare restituisce ben poco (siamo solo a 6km dalla costa) e dopo un anno e mezzo in seguito ad una tempesta sulle coste vicino a Soči riaffiorano i corpi delle vittime… quel che resta dei frammenti vengono individuati usando le analisi del DNA dei parenti delle vittime. Tra le vittime ritrovati c’è anche il corpo del capo dei Servizi segreti armeni Iosif Arutjunjan…
    Le cause dell’incidente non sono state accertate: si parla di errore umano o di indicazioni sbagliate dalla torre di controllo.
    Quest’esempio a parte, resta comunque sconcertante che nel 2009, un aereo di 330 tonnellate possa all’improvviso scomparire nel nulla, senza lanciare allarmi, senza lasciare tracce. Mi domando se veramente viene divulgato tutto o ci sono delle cose nascoste e che addirittura la comunicazione che i resti trovati siano di una nave non sia già un tentativo di deviare, sabotare o nascondere qualcosa. Tra tante incertezze e dubbi vedo nell’orizzonte una analogia con Ustica.

    Commento di Ike | 5 giugno 2009 | Rispondi

  21. Ho volato diverse volte da parigi a rio sia con air france che con la tam.
    Non ho mai avuto molta paura malgrado il volo duri sulle 12 hr all’nadata e 12 al ritorno.
    Ma in questi giorni sapendo che ad agosto ritorno anche se volo da londra a rio con la british quando sentiro’ le turbolenze perche’ ci sono sempre in quel tratto non so’ come reagiro’, di solito dormo sempre adesso non so.
    Ho sempre considerato l’aereo un mezzo sicuro ma ora mi lascia perplesso il fatto che non si sappia niente.

    Ma soprattutto la notizia a parigi e’ stata data alle 11 anke se penso che gia’ prima sapessero che quell’areo non sarebbe mai arrivato, forse hann voluto riunire i parenti della vittime da parte.

    Altra cosa strana l’ipotesi del fulmine o turbolenze lanciata da esperti subito dopo che pur non essendo un esperto mi ha fatto subito pensare male tutto il mondo sa che non e’ possibile un fulmine e tanto meno le turbolenze soprattutto sopra l’oceano che sono normali in quel tratto.
    Quindi visto che parigi londra sono praticamente sei autostrade del cielo e solo quelle mi viene da pensare che il pilota non fosse sull’autostrada ma fuori, quindi immaginiamo una macchina che ai 170 km/h viaggia fuori strada.
    Quindi potrebbe essere un malfunzionamento dell’altimetro che lo segnalava in quota mentre era piu’ basso e fuori dalla autostrada o forse davvero un dirottamento.
    Ma anke in caso di esplosione in volo, possibile che non ci sia un satellite non ci sia traccia di un aereo del genere.
    Io penso sia impossibile una coincidenza di guasti elettrici su questo tipo di aerei anzi quasi lo affermo ad eccezione di una tempesta magnetica che ha reso nulla tutta la strumentazione.
    A me sembra tutto cosi’ strano quello che e’ accaduto.
    Non un may day non un messagio o un avvertimento del punto in cui stava cadendo, cosa che e’ la prima cosa a cui i piloti sono addestrati per permettere le ricerche.

    MA LA COSA veramente strana e che mi fa pensare al malfunzionamento dell’altimetro e’ che in situazioni di forti turbolenze la prima cosa che fa il pilota e’ chiedere alla torre di controllo di segnalargli se salire o scendere di quota cosa che non e’ avvenuta.

    Cedimento struttura come rottura di finestrini e guasti elettrici li escludo al 100% sul tipo di veivolo come l’airbus e soprattutto su un areo del 2005.
    Ma rimane sto mistero che penso rimmarra’ irrisolto, ma e’ anke impossibile che sia sparito cosi’ nel nulla come vogliono farci credere.

    Commento di Marcello | 5 giugno 2009 | Rispondi

    • CARO MARCELLO PER ESPERIENZA TI DICO CHE I TEMPORALI ED I CUMULINEMBI SONO LA COSA DA EVITARE IN TUTTE LE SITUAZIONI….LA GRANDINE RIMANE IL PERICOLO PIU GROSSO PERCHE SONO GRANDI COME PALLE DA TENNIS E TI POSSONO ROMPERE ANCHE I VETRI CON CONSEGUENTE SPRESSURIZZAZIONE RAPIDA MANOVRA CHE SI FA SEMPRE AL SIMULATORE….MA NON NEL BEL MEZZO DI UN CUMULONEMBO.DEVI PASSARE SEMPRE SOPRAVVENTO E AD UNA DISTANZA SUPERIORE ALLE 30 MIGLIA PERCHE IL CB PUO ANCHE SPUTARE FUORI LA GRANDINE EJECTED HAIL….NON è PER NIENTE GRADEVOLE ABBRACCI FRANCESCO

      Commento di francesco | 5 giugno 2009 | Rispondi

  22. Mah,
    confesso che all’inizio ho avuto grosse resistenze ad accettare che una tempesta possa far cadere un A330 per le stesse ragioni esposte qui sopra da Marcello. Poi ho visto questa simulazione del metereologo Tim Vasquez basata su dati satellitari e devo dire che ho iniziato a ricredermi:

    La domanda piuttosto è: ma come è possibile che un pilota con 11.800 ore di volo alle spalle sia andato a cacciarcisi dentro? Il radar non glielo mostrava? L’altimetro era fuori uso come suggerisce Marcello e credeva quindi di essere a un’altitudine diversa? Se l’aereo dell’Iberia (che lo seguiva di sole 80 miglia), l’aereo della TAM che veniva dall’Europa e gli è passato abbastanza vicino, i due Lufthansa in volo in quelle due ore, tutti hanno evitato il fronte più pericoloso del cumulonembo, come è possibile che l’AF 447 ci sia finito proprio in mezzo? E senza chiedere lumi all’ATC via HF?

    Mah… sono sempre più incredulo. Pare veramente una di quelle situazioni in cui si accumulano così tante situazioni estreme allo stesso tempo da apparire quasi inverosimile. Eppure…

    Commento di Sergio | 5 giugno 2009 | Rispondi

  23. Vedo che questo modulo non accetta tag di immagini. Ad ogni modo il link è:

    Commento di Sergio | 5 giugno 2009 | Rispondi

  24. Grazie Sergio, però a me rimane una perplessità molto grande. Con tutti i satelliti che ci sono,che riescono quasi a distinguere il volto di una persona se guarda verso l’alto, possibile che non ce ne sia uno che ha”visto” quanto successo al volo 447?,possibile che nessun aereo che seguiva la stessa rotta si sia accorto di nulla?, ma sopratutto è mai possibile che nel 2009 nessunoo sappia dare la benche minima spiegazione? che non siano ancora riusciti a rivelare il segnale emesso dalle scatole nere?
    Penso, forse a torto, ma mi rimane solo da pensare che “qualcuno” sappia, ma taccia per convenienza.
    Prego solamente che Dio abbia la misericordia con i miei amici, quella misericordia che sembra non abbiano avuto gli uomini.

    Commento di Piero | 6 giugno 2009 | Rispondi

  25. Credo che Aerospaziale sappia di piu’ di quello che dice e che lascia trapelare.Qualche giorno dopo l’incidente senza ancora aver trovato nulla si sono svolti i funerali di stato.La cosa mi lascia molto perplesso quasi, quasi si avverte il tentativo di chiudere in fretta la questione.Sarebbe veramente sconvolgente pensare che un aeromobile precipita in mare solo per aver perso i dati aria a causa di una avaria all’impianto elettrico oppure per motivi meterologici e quindi info relative a velocita’ quota autopilota che li utilizza.Siamo sempre nel campo delle ipotesi ma a naso c’e’ qulcosa che non quadra.

    Commento di fra'diavolo | 6 giugno 2009 | Rispondi

  26. […] Aggiornamento Incidente Airbus A330-200 Air France – AF447 Il POST principale del 1 Giugno e tre successivi aggiornamenti del 2 e 3 Giugno li trovate qui. Sono arrivate nuove […] […]

    Pingback di Top Posts « WordPress.com | 7 giugno 2009 | Rispondi

  27. ciao a tutti, premetto che sono veramente rammaricata per quello che è successo e mi sento un pò egoista a fare questa doamnda. Il 7 luglio dovrò viaggiare con l’air frence verso Toronto-Canada. Non ho viaggiato molto in aereo ma sto morendo di paura anche perchè viaggerò da sola. vorrei essere tranquillizzata. Com’è quella tratta a livello di sicurezza? Parlate di grandine, tempeste etc…io ho molta paura.Grazie infinite a tutti e un pensiero alle vittime del 1 giugno.

    Commento di sabrina | 9 giugno 2009 | Rispondi

  28. Tutti coloro che stanno per intraprendere un viaggio in volo specialmente con l’air france, si sentiranno morire dopo l’accaduto…baci

    Commento di sabrina | 9 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Sabrina, io direi che puoi stare piu’ che tranquilla. Prima di tutto, quando abbiamo parlato di tempeste e grandine ci siamo riferiti a quella specifica zona di forti turbolenze che lo sfortunato AF447 ha incontrato. Turbolenze che, comunque, non sono state la cause principale del disastro. L’aereo e’ caduto per una serie di circostanze e concause piu’ uniche che rare, e cio’ verra’ sicuramente confermato alla fine. In piu’, le statistiche ora sono totalmente a favore di Air France, che e’ una compagnia super sicura. Di fatto, se togliamo il Concorde che fa storia a se’, questo e’ il primo incidente grave della sua lunghissima storia. Vola tranquilla a goditi il tuo viaggio in Canada. Anzi, quando torni, facci sapere come e’ andata 😉

      Commento di tuttoqua | 9 giugno 2009 | Rispondi

  29. Salve a tutti. Per motivi professionali e per interesse personale ho seguito diversi incidenti aerei e così faccio anche in questa occasione. Alle vostre interessanti considerazioni, desidero soltanto aggiungere una mia riflessione circa l’errore umano. E’ errato, anche se naturale, chiedersi come possa sbagliare un comandante con migliaia di ore di volo sulle spalle. Per tutti, basti ricordare l’incidente di Tenerife del 1977, tra due Boeing 747. E, a rincarare la dose, si pensi ai non pochi atterraggi (soprattutto dell’aviazione militare) con il carrello dimenticato retratto, pur con tutti gli allarmi in funzione. Io stesso, da pilota, sono stato protagonista di una dimenticanza: lieve e senza conseguenze, ma illuminante circa l’assoluta necessità di eseguire in modo pedante tutti i check previsti dalle varie procedure, sotto il controllo attento di un proprio collega. Per la cronaca, quell’errore (che non sto a raccontarvi, un po’ per sintesi un po’ per pudore) non l’ho mai più commesso.
    Non mi sento di formulare alcuna ipotesi circa quest’ultimo incidente, neppure basandomi sui guasti multipli segnalati dal computer dell’A330. Né mi dico assolutamente certo che, nell’augurabile eventualità del ritrovamento dei recorder, avremo la matematica certezza di poter ricostruire, anello per anello, tutta la catena degli eventi che hanno portato al disastro. Il fatto è che ci mancherà per sempre (umanamente e tecnicamente) la viva voce di chi, nel cockpit, in quei terribili istanti, ha dovuto analizzare situazioni, failure, circostanze e prendere delle decisioni.
    A uso e consumo esclusivo di chi – soprattutto dopo questo tragico evento – ha paura di volare, ricordo quel che, tanti anni fa, un mio istruttore di volo avanzato disse a noi allievi: “Correte enormemente più rischi a raggiungere questo aeroporto con le vostre auto, che non a fare le capriole in aria con i vostri aeroplani”.

    Commento di Corrado | 9 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Corrado, grazie del contributo. Essendo uno del mestiere, la tua opinione vale il doppio. Non posso che concordare, le checklist esistono proprio perche’ le operazioni di routine sono quelle piu’ soggette a errori o dimenticanze. Questa, ad esempio, e’ una delle ragioni per cui, pur essendo un frequent flier, mi sforzo ogni volta di ascoltare la dimostrazione relativa alla sicurezza. Detto questo, speriamo comunque che le scatole nere le ritrovino e che siano leggibili, visto che dovrebbero anche aver registrato gli ultimi secondi delle conversazioni avvenute nel cockpit.

      Commento di tuttoqua | 9 giugno 2009 | Rispondi

  30. Non voglio fare il profeta ma vedrete in questi giorni quanti aeroplani del tipo A300 avranno problemi di natura tecnica……

    Commento di fra'diavolo | 10 giugno 2009 | Rispondi

    • buona serata, a questo puntoi si e’ detto di tutto, perche’ tutto e’ possibile. Ma non scrivo per confermare quanto in precedenza ho scritto od ho letto. Questa volta entro nel blog solo per replicare il commento di “Fra’ diavolo”, che compare sopra.
      Caro amico, non cercare di seminare panico gratuitamente. Dovresti sapere, ma desumo dalla ignoranza da te dimostrata che sei completamente a vuoto di ogni conoscenza in materia, che quando accadono incivolo del genere od anche meno drammatici – la prima cosa che si fa’ e’ quella di andare bene a controllare proprio le linee di aeromobili dello stesso tipo. Non sto a scrivere in che modo viene allertata la catena adesso, ma cerca almeno di fartene un’idea.
      Non esprimo altro, altrimenti dovrei offenderti.
      Ciao

      Commento di giovanni | 10 giugno 2009 | Rispondi

      • Salve a tutti.Leggo e rileggo tutto ciò che scrivete perchè mi piace capire qualcosa in più sul mondo dell’aviazione civile..e questo è il posto giusto in cui trovare informazioni serie e disinteressate, MA: il signor Fra Diavolo non si è sbagliato!
        Attraverso quale formula matematica o capitolato tecnico si può spiegare tale fenomeno? Ogni volta che accade qualcosa di grave nei cieli..”combinazione” i giorni a seguire sono caratterizzati da eventi simili(e per fortuna solo simili)..vedi Airbus Spagna 9 Giugno,vedi Airbus Russia 10 Giugno.Anche in passato è accaduto,non ho uno storico aggiornato e degno di questo Post ma ricordo sia accaduto.
        Oggi gira voce che dopo uno schianto poi si debba aggiungere +2o3 accident nei giorni seguenti.
        Attendo vostri commenti, grazie.

        Commento di Enry | 11 giugno 2009 | Rispondi

      • è tutto dovuto all’impatto emotivo del disastro, amplificato a sua volta dai media. gli esempi che si possono fare a tal proposito sono innumerevoli: intorno a capodanno dopo una violenza sessuale non si parlava d’altro in tv, ogni giorni c’erano casi di donne violentate e si è andato avanti per un pò con questo fenomeno… adesso non se ne parla più anche se i fatti di cronaca sono piedi di questi casi. a seconda dell’onda emotiva la stampa si autoalimenta e amplifica ogni singolo evento concatenandolo a eventi simili.
        sono tutti falsi allarmismi e NON vi è spiegazione al disastro dell’airfrance, quantomai anomalo e non vi è ragione di aspettarsi altri casi simili. è ragionevole d’altro canto che airbus, in ragione dell’accaduto, cerchi di tutelare i propri velivoli e di mettere in atto tutti i procedimmenti che ritiene opportuno, in modo da garantire al massimo la sicurezza dei viaggiatori. questa è la unica direzione in cui si può andare ora, visto che le cause dell’incidente non sono ancora note e penso che airbus non abbia una responsabilità diretta, visto che l’unica cosa certa è che il disastro sia imputabile ad una serie concatenata di eventi spazio-temporali.
        eviterei quindi inutili allarmismi e se qualcuno rinuncia al proprio volo per paura di morire mi contatti che sarò ben contento di volare al suo posto.

        Commento di Ike | 11 giugno 2009 | Rispondi

    • Amico mio, per fortuna le tue profezie non si sono avverate. Sono appena andato e tornato da Parigi in giornata, a bordo di un ottimo A320 di Air France 😉

      Commento di tuttoqua | 10 giugno 2009 | Rispondi

  31. bene,
    ringrazio tutti.io continuo a farmela sotto( e questo non per spaventare nessuno). Fra diavolo, vorrei capire la base tecnica delle tue supposizioni visto che qualcosa è accaduto.
    grazie cmq per le parole confortanti
    ciao a tutti

    Commento di sabrina | 12 giugno 2009 | Rispondi

  32. Caro Giovanni ,devi scusarmi ma credo che tu non capisca nulla ne’ di aeroplani, ne’ del mondo aeronautico,ne tantomeno forse di inchieste aeronautiche.
    Sono stato se questo possa interessarti un comandante della compagnia di bandiera ed ho volato per la bellezzsa di 35 anni facendo anche parte di una commissione di inchiesta proprio relativamente ad un incidente aereo in cui era coinvolto un aeromobile francese.A parte questo,come ribadiva Enry relativamente alla statistica e piu’ che altro della stampa catastrofista,la guerra che i costruttori si fanno ,fa’ si che dopo un incidente aereo si cerca di fare speculazione sull’incidente con conseguenti strascichi nei giorni successivi.Chi crede che il crash recorder possa dare tutte le spiegazioni del caso e’ solamente un illuso, non mi dilungo ulteriormente perche’ sarebbe un discorso lunghissimo e non mi sento di affrontare in questa sede.Vorrei solo ricordare l’incidende del Bourget alla presentazione dell’A321 per contrasto fra i piloti e l’autopilota, la caduta di un altro A321 sui Pirenei che per modificare la traiettoria di volo da parte dei piloti risulto’ talmente difficoltosa che si schianto’ senza superstiti,il volo sperimentale del A330 nel quale morirono due nostri colleghi che erano a bordo come osservatori.Io avevo iniziato la transizione sull’A321, ma sono di una generazione che esaltava al pilotaggio e non ad essere un operatore di sistema.La tecnologia va’ avanti e questo e’ giusto ma che si cerchi di sostituire l’uomo o eliminare negli incidenti il fattore umano e’ solamente il sogno dell’ingegneria non di chi crede che eliminando o byopassado il pilota possa esistere un’Aviazione senza incidenti.Non ho altro da aggiungere non voglio assolutamente pensare a quei poveri piloti del volo Air France senza dati aria ,senza autopilota ,con problemi all’impianto elettrico nel mezzo di una forte turbolenza in un fronte tropicale garantire la condotta di un aeromobile con un joystick ed una ventina di alerts accesi e vari suoni di avviso a rompergli i timpani.

    Commento di fra'diavolo | 25 giugno 2009 | Rispondi

    • Che strizza Piero! Secondo me pero’, per una che ne raccontano ce ne sono altre cento di cui non veniamo a sapere. Il rischio di collisione, soprattutto in prossimita’ degli aeroporti e degli spazi aerei particolarmente affollati e’ aumentato. E li’ la differenza la fanno controllori e piloti… speriamo bene.

      Commento di tuttoqua | 20 dicembre 2009 | Rispondi

  33. Pubblicato il dialogo tra i piloti dell’AF 447

    http://www.corriere.it/esteri/11_ottobre_15/aereo-rio-parigi-dialogo-piloti-libro-olimpio_4cd3a222-f6f6-11e0-9ce3-b3213c3a5a87.shtml

    Sconvolgente.

    Commento di Piero 'Alex Svoboda' | 15 ottobre 2011 | Rispondi

    • Grazie del link. Impressionante, anche se non si capisce moltissimo, ma cio’ che sconvolge e’ la consapevolezza che stessero per morire e il senso di impotenza di fronte a un evento piu’ grande di loro.

      Commento di tuttoqua | 15 ottobre 2011 | Rispondi


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