TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

AF447 – Tubo di Pitot alla sbarra degli imputati

Il POST precedente lo trovate qui.

Ieri vi ho raccontato di come il Tubo di Pitot potesse finire nella lista dei sospettati, per via di certe anomalie riscontrate negli anni, soprattutto nel caso di un incidente avvenuto il 10 Ottobre 1997.

Ieri sera (6 Giugno) alle 23:09, Air France ha rilasciato un comunicato stampa che riguarda proprio questa storia. Non ve lo traduco integralmente, ma ve lo riassumo, cosi’ dopo ci spendo qualche riga intorno.

Air France dice che “a Settembre 2007 furono riscontrate anomalie ai Tubi di Pitot installati sugli Airbus A320, anomalie causate dalla formazione di acqua (ndr: che sotto zero diventa ghiaccio!) che causavano letture della velocita’ errate. In seguito a cio’, Airbus emise la raccomandazione di sostituire tutti i Tubi, anche quelli montati sugli A330 e A340. Air France ci tiene a specificare che, nonostante una raccomandazione non implichi alcun obbligo, i Tubi di tutti gli A320 furono comunque sostituiti, mentre quelli degli A330 e A340 furono ritenuti sicuri. A partire da Maggio 2008 pero’, anche su questi ultimi aeromobili furono riscontrate alcune anomalie, per cui Air France chiese ad Airbus se valesse o meno la pena di procedere alla sostituzione anche sul resto della flotta. Nonostante Airbus avesse dichiarato che i nuovi Tubi montati sugli A320 non fossero progettati per risolvere il problema della formazione di ghiaccio ad acqua quota, test di laboratorio condotti da Air France stessa mostrarono, comunque, qualche miglioramento. Da qui la decisione, a partire dal 27 Aprile 2009, di iniziare una campagna di sostituzione a tappeto”. Air France conclude affermando che “senza voler necessariamente collegare questi fatti all’incidente del 1 Giugno 2009, ha comunque velocizzato il programma in questione, e ha anche ricordato a tutti i piloti le procedure a cui attenersi in caso di sospetta segnalazione errata della velocita’”.

Parto dalla fine, per dire che “senza voler necessariamente collegare”, suona troppo politichese. E’ evidente che la decisione di mettere piu’ risorse nel progetto e completare la sostituzione in tempi rapidi sia una diretta conseguenza dell’incidente all’AF447… andiamo, su! Sono morte 228 persone, sarebbe il caso di raccontarla giusta!

Pero’, se questa cosa si sa dal 2007, e visto che il Tubo di Pitot sembra essere, a questo punto, un componente assai piu’ critico di quanto non si potesse pensare, cosa costava sostituirli comunque, o quanto meno verificarli tutti? Qualcuno potrebbe rispondere che costava quattrini. Se cosi’ fosse, allora io rispondo di andarlo a spiegare a quei 228 sfortunatissimi esseri umani  e alle loro famiglie. Il pensiero che, magari, con poche migliaia di Euro di spesa, quella gente potrebbe essere ancora viva, e’ davvero opprimente. E’ anche vero pero’ che, pur essendo il Tubo di Pitot il principale sospettato, non e’ detto che sia colpevole. Ma anche se lo fosse, esiste una discreta possibilita’ che avesse dei complici: un difetto strutturale? Un temporale mai visto prima? Un errore del pilota? Una sessione di manutenzione eseguita male? Altro?

Per quel che si sa, non basta un Tubo di Pitot, oppure un fulmine o magari un computer guasto a buttare giu’ un aereo di linea moderno come l’Airbus A330. Io non dispongo di conoscenze tecniche cosi’ profonde e accurate da poter collegare direttamente il Tubo di Pitot a tutta la catena di eventi che puo’ aver portato al crash, ma il comunicato stampa di Air France mi ha messo una gigantesca pulce nell’orecchio.

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7 giugno 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , , , , , , ,

44 commenti »

  1. […] di AF447 – Tubo di Pitot alla sbarra degli imputati « Tutto Qua? | 7 Giugno, 2009 | […]

    Pingback di AF447 – Tubo di Pitot e incidente correlabile « Tutto Qua? | 7 giugno 2009 | Rispondi

  2. Ma se cosi’ fosse non e’ vero che Airbus e’ migliore della boeing e piu’ sicuro ma al contrario avrebbe molti difetti che hanno causato solo degli atterraggi d’emergenza risolti senza danni ai passeggeri, ma il concatenarsi di questi difetti puo’ causare effetti disastrosi.
    Equivale a dire che Airbas ha venduto aerei a prima vista all’avanguardia a prezzi piu’ vantaggiosi della boeing.
    A questo punto sarebbe interessante a parita’ di modelli airbus e boeing, sapere qual’e’ il prezzo non di listino ma praticato alle compagnie aeree.
    Perche’ lavorando nel campo amministrativo quando questo presenta grosse differenze mi dispiace na non e’ accettabile nel sesnso che qualche gabola la nasconde.
    Oggi airbus ha sbaragliato la concorrenza boeing, ma a quanto pare a scapito della sicurezza dei passeggeri.
    Ci sono compagnie aeree es. la britsh airways che per i collegamenti a lungo raggio utilizza solo boeing 747-400 e 777-200 corto , medio , e lungo raggio 767-300 corto raggio 757-200 e 737-400 e qualche 319 – 320 – 321 airbus.

    Perche’ tutti propendono per l’airbus che pare costi meno utilizzi meno carburante rispetto a un boeing pari modello, ma presenterebbe una sicurezza minore per i passeggeri ed equipaggio?
    Non sarebbe ora di rivedere le flotte?
    e rivalutare il boeing?

    Qui si gioca con le vite umane e queste multinazionali fanno sempre piu’ quello che vogliono senza che nessuno le contrasti.

    Air france inutile negarlo sta avendo un atteggiamento mafioso, ed e’ quello che io condanno “l’atteggiamento”.
    Il fulmine il temporale quando tutti sapevano che e’ impossibile.
    Poi avverte i piloti di non fidarsi della velocita’ dell’aereo o qualcosa di simile.

    Il comunicato non l’ho capito cioe’ devono andare a stim a spanne e’ gravissimo anche questo atteggiamento.
    I piloti sono essere umani com emozioni sentimenti paure caratteri differenti.
    La verita’ non si sapra’ mai tra che e’ difficile ritrovare le scatole nere tra che potrebbero non avere registrato e quindi nulle sembra che ci preparino al fatto che tra meno di 26 giorni annuncieranno che non si sanno le cause.
    Questo e’ scandaloso e vergognoso.

    Commento di Marcello | 7 giugno 2009 | Rispondi

  3. Altra cosa complimenti a chi gestisce il blog e questo sito che mi ha dato notizie molto interessanti.

    Commento di Marcello | 7 giugno 2009 | Rispondi

    • Grazie per i complimenti Marcello. Per quel che riguarda le differenze tra Boeing e Airbus, e’ difficile dare una risposta. Quello che posso dirti e’ che le due compagnie si dividono il mercato piu’ o meno al 50%, una percentuale che si sposta leggermente avanti e indietro nel tempo. In ogni caso non mi sento di affermare che Airbus abbia responsabilita’ oggettive, sia perche’ le statistiche non la condannano, e sia perche’, a causa dell’elevatissimo utilizzo degli aeromobili moderni, il grosso della responsabilita’ si sposta sempre piu’ verso le operazioni di manutenzione e le capacita’ dei piloti e degli uomini radar.

      E poi, ripeto, anche se il Tubo di Pitot fosse una delle cause dell’incidente, non sarebbe l’unico imputato. Qui c’e’ da andare a fondo della faccenda, per capire bene ogni dettaglio della “sfiga” che ha colpito quell’A330 e, soprattutto, i suoi 228 occupanti.

      Commento di tuttoqua | 7 giugno 2009 | Rispondi

  4. Già la manutenzione ……Per mantenere i prezzi dei biglietti bassi limitano la manutenzione all’indispensabile.Sicuramente non sarà il caso della Air France che non è nella lista nera delle compagnie pericolose.Ma sicuramente se possono risparmiare…. risparmiano anche loro.
    Grazie Tuttoqua , i tuoi articoli sono stati molto interessanti

    Commento di Trudy | 7 giugno 2009 | Rispondi

  5. Ciao a tutti.
    Piano ragazzi. Finora non abbiamo elementi conclusivi per affermare che i tubi di Pitot siano i responsabili di questa tragedia. Se anche in qualche modo lo fossero, è bene specificare fin d’ora che lo sarebbero insieme a un’incredibile concatenazione di coincidenze ed eventi che, a mio modo di vedere, è quasi irripetibile. Ancor di più sarei prudente, allo stato attuale dell’indagine, nel fare accostamenti avventati tra Airbus e Boeing in materia di sicurezza di volo. Tanto per fare un esempio, il volo Iberia IB6024 era anch’esso un A330. Non solo non è caduto ed è arrivato regolarmente a destinazione, ma i passeggeri e l’equipaggio non hanno segnalato alcuna turbolenza superiore alla media. Questo per dire che lo stesso tipo di aereo volando 7 minuti dopo a 50 miglia di distanza può trovarsi di fronte una situazione completamente diversa.

    Per rispondere a Marcello sul perché Air France abbia deciso di cambiare i tubi di Pitot a tappeto su tutte le aeronavi commerciali esistenti. Credo si tratti più che altro di un problema di immagine. Air France ha voluto dare una “risposta” all’opinione pubblica, mostrare che non se ne sta con le mani in mano finché non verrà accertata la vera causa del disastro, cosa che, per inciso, potrebbe richiedere anni e non pervenire comunque a una conclusione definitiva. Si inscrive nello stesso quadro, a mio avviso, la decisione di cambiare il numero del volo da AF447 a AF445.

    Insomma ci vedo più che altro un’operazione di restauro dell’immagine. Tieni presente che per Air France e l’Airbus questa tragedia ha un impatto commerciale e pubblicitario semplicemente devastante.

    Commento di Sergio | 7 giugno 2009 | Rispondi

  6. Trovati altri tre corpi. Altri corpi sarebbero stati avvistati.

    Vi posto informazioni più precise appena arrivano.

    Commento di Sergio | 7 giugno 2009 | Rispondi

  7. Confermato il ritrovamento di altri tre corpi (che sarebbero già stati raccolti) e l’avvistamento di un numero imprecisato di altri corpi da parte della FAB (Forza Aerea Brasiliana). In questo momento le navi si starebbero dirigendo sul posto per raccogliere i cadaveri e altri rottami dell’aereo.

    Inoltre, “centinaia di pezzi” dell’aereo sono stati localizzati e verranno raccolti e identificati nelle prossime ore.

    I cinque corpi già raccolti dovrebbero arrivare a Fernando de Noronha nella giornata di domani.

    Una fonte della FAB a Recife ha affermato che “ormai non ci sono più dubbi che si tratta di passeggeri e pezzi del volo AF 447”.

    Commento di Sergio | 7 giugno 2009 | Rispondi

  8. Se prima si poteva pensare a un attentato o una bomba i 24 messaggi in 4 minuti non avvalorano certo questa ipotesi.
    Penso , la mia opinione e’ sindacabilissima e non sono un esperto, ma a questo punto ho rabbia per il comportamento di air france e airbus.
    Sembra un disastro annunciato, ho come l’impressione che qualcuno sappia benissimo cosa sia successo e non bastano 228 morti per intaccare interessi economici e commerciali.
    Il 7 ootobre del 2008 sempre un aereo airbus 330-300 della quantas effettuava un atterraggio di emergenza con analoghe problematiche copreso le turbolenze.

    Mi viene il sospetto che in det. condizioni climatiche questi guasti tecnici possano provocare disastri.
    Che alcuni airbus presentino gli stessi problemi che si verificano in determinate condizioni climatiche?
    Sempre piu’ convinto che qualcuno sa e non parla perche’ 228 vittime sono poche per intaccare maledetti interessi economici e commerciali

    Commento di Marcello | 7 giugno 2009 | Rispondi

    • Marcello, conosco l’episodio a cui ti riferisci. E’ vero, le analogie ci sono: in quel caso il pilota automatico rilevo’ una velocita’ troppo bassa, e mise il naso dell’aereo giu’ per riprendere velocita’. Il pilota, accortosi dell’anomalia, escluse il pilota automatico e prese il controllo manuale. Ma siccome in “Normal Laws” il computer controlla comunque anche il pitch (muso su o giu’), il fenomeno si ripete’ subito dopo. La questione allora si risolse bene con un atterraggio di emergenza e un discreto numero di feriti. All’origine del guasto potrebbe esserci i Tubo di Pitot, cosi’ come un altro componente, la cosa e’ ancora sotto indagine. Sta di fatto che se e’ andata cosi’ al volo AF447 non lo sappiamo, perche’ come fai rilevare giustamente tu, i messaggi automatici ricevuti sono 24, e noi ne abbiamo potuti vedere solo 6… E chissa’ anche che il comandate del volo Air France (11.000 ore di volo!), a conoscenza del problema occorso al collega Qantas, non abbia manualmente passato il sistema Fly by Wire in Alternate Laws, proprio per poter controllare meglio l’assetto. Solo le scatole nere potranno dirci la verita’!

      Commento di tuttoqua | 7 giugno 2009 | Rispondi

  9. se volete vi rilascio l’informazione sul volo 2553 Austral Líneas Aéreas (accaduto il 10 ottobre 1997) sono il legale delle famiglie dei morti.

    Commento di Norberto | 7 giugno 2009 | Rispondi

  10. Per questo incidente c’e aperta una causa penale e ci sono coinvolti tutti i vertici dell’impressa

    Commento di Norberto | 7 giugno 2009 | Rispondi

    • Caro Norberto, ti ringrazio dell’offerta, e non so che dire. Se l’informazione e’ di pubblico dominio e tu ritieni che possa essere pubblicata liberamente (su questo blog come altrove), e pensi anche che in questo modo si possa contribuire a fare luce sui due incidenti, allora puoi inviarmi una email a takemeon@gmail.com, e io la pubblichero’ a tuo nome.

      Commento di tuttoqua | 7 giugno 2009 | Rispondi

      • CIAO A TUTTI SONO STATO CYE SU MD11 ALITALIA ED HO OPERATO MOLTE VOLTE QUEL TIPO DI ROTTA OCEANICA TROVANDOMI SPESSE VOLTE NELLE CONDIZIONI DI FARE UNA ROTTA PARALLELA PER EVITARE DEI MURI ALTISSIMI E COMPATTI DI CUMULINEMBI
        I CB SONO MOLTO PERICOLOSI POICHE AL LORO INTERNO CI SONO FORMAZIONI DI GRANDINE GROSSA COME PALLE DA TENNIS,ACQUA A FIUMI,TURBOLENZA FORTISSIMA E FULMINI CHE SE TI COLPISCONO SUL MUSETTO DEL VELIVOLO TI MANDA FUORIUSO L ANTENNA DEL RADAR….A QUEL PUNTO SEI VERAMENTE NEI GUAI….DA NOTARE CHE IL FULMIE LO PUOI PRENDERE ANCHE SE PASSI TRA DUE CB…SE L AVARIA ELETTRICA SI E PRESENTATA PRIMA DELL ATTRAVERSAMENTO DEL FRONTE IL RADAR NON FUNZIONA PIU E PER ALCUNI MINUTI HAI SOLO INFORMAZIONI DI ASSETTO E DI VELOCITA DAGLI STRUMENTI STAND BY….IL VELIVOLO SI E PROBABILMENTE INFILATO DENTRO AL CB,HA PRESO UNA GRANDINATA TALMENTE FORTE CHE SONO ANDATI IN FRANTUMI I PARABREZZA…HAI POCHISSIMI SECONDI PER INDOSSARE LA MASCHERA DI OSSIGENO ED INIZIARE UNA DISCESA DI EMERGENZA MA HAI GIA LA CABINA PILOTI INVASA DA ACQUA E GRANDINE….UNA SITUAZIONE DEVASTANTE….PENSO CHE I PILOTI SIANO MORTI ALL ISTANTE CON L ESPLOSIONE DEI VETRI E NON ABBIANO FATTO IN TEMPO A FARE NESSUNA MANOVRA….SI PARLA DI AUTOPILOTA STACCATO MA NESSUN AUTOPILOTA RIMANE AGGANCIATO CON TALE TURBOLENZA E CON VENTI CHE HANNO UNA INTENSITA AGGHIACCIANTE.POTREI SUGGERIRE AI GIOVANI COLLEGHI DI NON SOTTOVALURE MAI I CB ED ESSERE CERTI DI PASSARE TRA DI LORO CON SPAZI AMPI ALMENO 20 MIGLIA E SEMPRE SOPRAVVENTO…..UN ABBRACCIO A TUTTI FRANCESCO BORROMETI

        Commento di francesco | 7 giugno 2009 | Rispondi

  11. Voglio solo dire che sembra che alcuni airbas 330 siano difettosi e in alcune circostanze si comportano in modo strano.
    Essenso aerei progettati per essere guidati da ingegneri perche’ sono complessissimi se questi in alcune condizioni si comportano in modo strano da non dar punti di riferimento a chi li guida non parlo dei tubi pitot ma di una serie di anomalie che si innescano una dietro l’altra senza lasciare scampo, mi dispiace ma il pilota puo’ fare ben pocco e allora appelliamoci alla fortuna compresa quella di avere un aeroporto a 100 km di distanza, differentemente si passa a miglior vita.

    Continuo qualcuno conosce cosa e’ accaduto ma 228 vittime non bastano a fermare schifosi interessi economici e commerciali.

    E conoscendo il ragionamento delle multinazioli( e’ questo che mi spaventa), tiriamo avanti fino al prossimo osia tra 10 anni, sempre che a questo incidente ci sia una spiegazione.

    Tutto gioca dalla loro parte, processi compresi lunghi lenti e burocratici.
    E intanto si tira avanti consci che questa possibilita’ e’ 1 ogni 1000 10000 1.000.000.

    Non voglio fare la rivoluzione ma e’ ora che ci svegliamo, non e’ possibile essere sempre presi ingiro dai potenti.

    Scusate lo sfogo ma sono non nero di piu’.
    Viaggio per lavoro io e viaggia per lavoro la mia fidanzata e questa rotta tra tutti e due la facciamo dalle 2 o 3 io e idem per lei.

    Commento di Marcello | 7 giugno 2009 | Rispondi

  12. tutto qua,
    ho contattato personalmente Tim Vasquez chiedendogli un parere sul rapporto del pilota che parlava di una improvvisa bolla di aria calda come possibile causa dell’incidente. Se ricordi bene, avevo copiato quel post qui:
    https://tuttoqua.wordpress.com/2009/06/06/af447-tubo-di-pitot-e-incidente-correlabile/#comments

    Tim mi ha risposto autorizandomi anche a pubblicare la sua opinione in forum, purché non si tratti di siti commerciali.

    “I do not agree that a bubble of warmer air (that is, any warmer than about 5 degrees compared to the environmental air) would have made it up to flight level. This requires exceptionally high equivalent potential temperatures at some
    lower altitude. The atmosphere has a tendency to overturn bubbles of hot air as soon as they start becoming significant because “absolutely unstable” lapse rates are unsustainable.
    We do see thunderstorm heat burst phenomena on the Great Plains at night, but this occurs due to the downward forcing of a low-level inversion, and I can’t picture a mechanism for this to occur at flight level given the conditions shown.
    I am not an equipment expert but perhaps an equipment malfunction from ice or an issue with ram air temperature in the rapidly changing wind conditions caused this. But in regard to the above mention of an aircraft’s “coffin corner”
    (Wikipedia) it is possible that wind values alone could greatly affected airspeed — on Doppler radar we often see anomalies of 40 to 80 kt at flight level within storms (Google “storm top divergence” for some examples).

    Ciao
    Sergio

    Commento di Sergio | 7 giugno 2009 | Rispondi

  13. Bilancio aggiornato alle 20 ora di Brasilia (le 1:00 in Italia): 17 corpi recuperati.

    La fregata della marina brasiliana “Constituição” è in viaggio per Fernando de Noronha con i corpi di 9 vittime. 4 di sesso maschile, 4 di sesso femminile e uno non ancora identificato. Otto corpi sono stati recuperati durante il pomeriggio di oggi, domenica, dalla fregata francese “Ventôse”.

    Alcune immagini dei rottami recuperati sono disponibili qui.

    Commento di Sergio | 7 giugno 2009 | Rispondi

  14. Ciao Francesco probabilmente ci siamo pure incontrati allora perche’ md11 l’ho preso diverse volte (oggi da milano la tam ha il 340 mi pare, anzi si perche’ il milano Sampa l’ho preso a marzo jj8061 con airbus 340-400) e’ il volo che da milano malpensa direzione Sampa sia con alitalia che quando operava ancora la compagnia di bandiera brasiliana la varig, che poi quando ha cessato ho preso mi pare lo stesso aereo da milano ma con la TAM che aveva sostituito la varig a milano, oggi la varig e’ tornata a volare perche’ oltre al casino dietro c’e’ la gol brasiliana infatti i voli interni sono fatti con la gol ma mi pare che dall’italia non parta ancora ma solo da francoforte e parigi .

    Avendo amici brasiliani e pure loro concordano con il fatto che le scatole nere non saranno mai ritrovate, e avendoli sentiti pochi minuti fa mi riferiscono che alle 2 il pilota avvertiva via radio che c’era una turbolenza e subito dopo nel giro di 1 minuto partivano 14 messaggi automatici, che in meno di 1 minuto segnalavano varie anomalie ai comandi di volo e l’assensa di assistenza elettronica che serve a mantenere la stabilita’ del mezzo, e la conseguente avaria degli schermi di controllo e il controllo automatico della velocira’ dei reattori in panne.
    Quindi riferiscono che probabilmente alle 2,11 (il mezzo e’ gia’ abbandonato al suo destino) si segnalano anomalie su 2 strumenti fondamentali l’Adiru (che calcola i dati per la posizione e la velocita’) e l’Isis ( altitudine e assetto di volo) e L’ULTIMO MESSAGGIO segnala la depressurizzazione della cabina ALLE 2,14 quando ha raggiunto una quota dove l’aria e’ respirabile.

    Quindi alle 2,14 puo’ essere entrato qualcosa o rotto i finestrini ma non prima e quindi se cosi’ fosse e’ vero che c’era la turbolenza ma come tu sai Francesco e’ normale quando voli sull’oceano figurati che la si sente quando volo da torino o milano a Londra passando sulla manica.

    Commento di Marcello | 7 giugno 2009 | Rispondi

  15. Tuttoqua scusa la mia rottura di scatole che vi sto procurando ma per lavoro sono costretto a viaggiare anke se ho una strizza nera adesso ma a luglio mi ritocca e ammetto che ho una fifa nera eppure fino a ieri mi piaceva e piu’ l’aereo era piccolo e piu’ mi piaceva sentire il decollo mentre degli aerei a lungo raggio come arbus a 330 340 senti quando dopo il decollo spingono per alzarsi e senti proprio non lo scatto del piccolo aereo ma la vera potenza delle turbine che ti porta in quota.
    Ora ho assodato che sono terrorizzato.

    Commento di Marcello | 7 giugno 2009 | Rispondi

    • Marcello, non scusarti, posso comprendere quello che provi. La paura e’ uno stato emotivo difficile da controllare, pero’ ci devi almeno provare. Lascia perdere l’incidente, che pur essendo una grande tragedia che ci ha colpiti tutti e lascia un grande senso di vuoto e di preoccupazione in tutti noi, dal punto di vista statistico e’ “solo un numerino” in mezzo a centinaia di milioni di voli che ogni anno portano i passeggeri sani e salvi a destinazione. Devi pensare che quando voli non hai il controllo diretto di cio’ che accade (non come, ad esempio, quando guidi la tua auto), e quindi ti senti, come dire, impotente e nelle mani del destino. La verita’ e’ che sei nelle mani di persone incredibilmente preparate, attente e coscienziose, dai piloti, agli assistenti di volo, e dagli uomini radar ai tecnici della manutenzione. A questo aggiungi che e’ interesse di tutti, ma proprio di tutti, che ogni aereo metta sempre le ruote a terra nel modo giusto. Poi, certo, in quanto esseri umani tutti sbagliamo ogni tanto, ma non potrebbe essere altrimenti. Io fra due giorni vado a Parigi con Air France.

      Commento di tuttoqua | 8 giugno 2009 | Rispondi

  16. Bè, in tutto quanto successo, ora trovo una cosa positiva, l’oceano stà restituendo i corpi, spero solo che li restituisca tutti, è difficile acettare tutto questo, ma lo sarebbe ancor di più dover piangere per una persona di cui non hai nulla.
    Ringrazio tutti, in questo blog ho trovato persone competenti, persone che hanno saputo darmi risposte che cercavo, persone capaci di portare un pò di chiarezza in questa grande tragedia.
    Grazie a tutti, e che Dio vi accompagni sempre.

    Commento di Piero | 8 giugno 2009 | Rispondi

    • Grazie a te Piero, e in bocca al lupo per tutto.

      Commento di tuttoqua | 8 giugno 2009 | Rispondi

  17. […] Incidente Aereo Air France AF447 – Un’ipotesi Il POST precedente si trova qui. […]

    Pingback di Incidente Aereo Air France AF447 – Un’ipotesi « Tutto Qua? | 8 giugno 2009 | Rispondi

  18. Stringi i denti, Piero. Guarda avanti e ricorda che tragedie come queste possono e devono insegnarci solo ad amare di più la vita.

    Perdona la retorica, ma è davvero quello che penso e sento di dirti.

    Commento di Sergio | 8 giugno 2009 | Rispondi

  19. L’accaduto dell’Airbus lascia sconcertati. Sono avvocato, specializzato in danni da prodotti difettosi. In questi giorni sto valutando tutte le mosse necessarie per procedere giudizialmente contro la casa produttrice ed eventualmente chiedere il blocco di tutti gli aereoveicoli commerciali tipo Airbus. E’ inaccettabile – ancor prima che moralmente ripudiante – permettere ai “veri” responabili di questa immane tragedia di non scontare il giusto prezzo! anche a costo di fargli chiudere baracca e burattini

    Commento di Gian Matteo | 8 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Gian Matteo, grazie del commento. Se alla fine si scopre che la tragedia e’ accaduta per negligenza, o peggio ancora per una scelta consapevole, allora il tuo punto di vista e’ condivisibile.

      Commento di tuttoqua | 8 giugno 2009 | Rispondi

  20. Un saluto intanto, a tutti i frequentatori di questo forum che reputo veramente serio, attento e coscenzioso nelle affermazioni e nelle considerazioni… veramente bravo il regista di tutto ciò!
    Premetto che la mia passione principale sono le missioni spaziali della NASA che seguo da anni (ho già passato la quarantina qualche primavera fa) e sono altresì affascinato da tutto quello che riguarda l’aviazione civile e militare compresi questi “bestioni” che si staccano da terra portando nella loro pancia vite e storie infinite.
    Volevo quindi, in questa occasione e in questa sede esternare anche la mia considerazione personale che non sarà di tipo tecnico, ma umano.
    Proprio sabato scorso 6 giugno ero al’aeroporto Marco Polo di Venezia a “recuperare” i miei amici che tornavano dal Kazakistan con la loro piccola fantastica, stupenda e bellissima bambina di appena 14 mesi appena adottata, e inevitabilmente, il pensiero non ha potuto non sfiorare per un attimo la vicenda della tragedia dell’Airbus…
    Seguo dal primo giorno la vicenda dello sfortunatissimo volo AF447 e finchè aspettavo l’arrivo dei miei amici e della loro bambina, continuavo a pensare alla situazione terribile che si era venuta a creare all’interno del velivolo negli ultimi momenti di vita… deve essere stato veramente terribile…
    Da augurare a nessuno! Tutte le persone, le vite, le storie, le esistenze di quelle 228 anime, maschi e femmine, adulti e bambini (che spero non ce ne fossero prorio, anche perchè la lista dei passeggeri ancora non è stata diffusa???) si sono fuse in un unico crudele destino.
    Se tutto si è svolto in circa 4 “lunghissimi” minuti e per molti si è capito probabilmente che lì “era finita” provate a pensare finchè l’aereo picchia paurosamente verso terra (verso il mare dell’oceano in questo caso) cosa può passare nella testa di quelle persone che ci sono sopra in quel momento…
    Finchè noi magari eravano tranquilli a dormire nel nostro lettino o a vedere qualcosa alla TV, “LORO” se ne andavano in questa maniera disumana…
    La cosa tra l’altro mi fa tornare alla mente l’episodio dello Shuttle “Challenger” quando nel gennaio del 1986 esplodeva in aria subito dopo il lancio, disintegrandosi tutto in mille pezzi tranne la cabina di pilotaggio dove probabilmente (sembra certo) alcuni se non tutti i componenti della missione, (tra cui la famosa Prima Maestra nello spazio Christa) hanno avuto il tempo di pensare a tutto e di più prima di tornare giù e schiantarsi nelle acque dell’oceano.
    Il mio pensiero va anche alle persone ancora vive ma NON meno sfortunate che in questa tragedia hanno perso un loro caro magari appena accompagnato all’aeroporto brasiliano (per consegnarlo all’impietoso destino) o che come me aspettavano qualcuno che doveva arrivare all’aeroporto e mai più sarebbe arrivato.
    Non oso neanche per un attimo pensare che tutto ciò è accaduto perchè qualcuno ha lesinato sui sistemi o sulla qualità degli impianti di rilevazione e/o sicurezza, e mi auguro che il tutto un giorno con il recupero delle scatole nere venga “giustificato” come un incidente che poteva capitare…
    Dobbiamo comunque in ogni caso capire, capire per evitare che capiti ancora, capire perchè 228 persone non ci sono più e chissà quante altre sono preda della disperazione data da un lutto prematuro che magari si poteva evitare.
    L’oceano, in questi giorni, pietosamente ha fatto riemergere alcuni corpi di passegeri (o membri dell’equipaggio) che potranno essere perlomeno pianti e degnati di sepoltura dai loro cari.
    Anche questo aspetto emerge da tragedie di questo tipo:
    non avere neanche una tomba dove piangere e portare un fiore…
    Per tutto questo, anche la verità “vera” deve emergere!
    GLIELO DOBBIAMO!!!
    A tutte le 228 persone del volo AIR FRANCE AF447 e loro cari.
    Paolo.

    Commento di Paolo | 8 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Paolo, grazie per il commento. Hai toccato un tasto molto doloroso, e ne condivido pienamente le emozioni e le sensazioni. Tutti noi ora aspettiamo di sapere la verita’, perche’ questo disastro, vuoi anche per la potenza dei Media, ci ha toccati tutti, proprio come se ognuno di noi avesse perso qualcuno su quel volo.

      Commento di tuttoqua | 9 giugno 2009 | Rispondi

  21. Molto interessanti, articoli ed i commenti, complimenti all’organizzazione.
    Non riesco a capire e ammetto l’ignoranza, se il pilota sapendo di eventuali anomalie dei tubi di Pitot, che erano conosciute, avrebbe potuto stimare sugli strumenti ad es. l’altimetro, prima di aprire i flap e dare potenza, se l’aereo stava effettivamente perdendo quota oppure no.
    In subordine chiedo a chi ne sa di più, se si può riprendere un airbus in stallo oppure assolutamente no.

    Grazie e saluti.

    Fulvio

    Commento di Fulvio | 10 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Fulvio, grazie per i complimenti e per il commento. Provo a rispondere: pur conoscendo i potenziali problemi al tubo di Pitot, prova a metterti a posto del pilota. Noti qualcosa di strano sugli strumenti, non sai esattamente cosa stia accadendo e ti trovi nel bel mezzo di un forte temporale, senza riferimenti visivi (e’ anche notte per giunta) e non puoi comunicare a voce con l’Air Traffic Control. Indubbiamente l’idea ti potra’ anche passare per la testa, ma non credo tu possa essere sicuro sul da farsi. L’altimetro e’, a sua volta, uno strumento che misura l’altitudine basandosi sulla pressione atmosferica, e secondo me il pilota non poteva fidarsi nemmeno di quello che gli raccontavano gli strumenti, perche’ gli ADIRU, l’ISIS e il PRIM 1 erano tutti andati in tilt (resta da capire quando). E poi da qui in poi si puo’ solo lavorare di fantasia… ha provato a scendere di quota? Ha dato manetta? Ha aperti i flap (questa non ci credo tanto)? Chi lo sa. Parlando di stallo, ogni stallo o quasi e’ tecnicamente recuperabile, anche se non e’ mai facile. Dipende molto dalla situazione e dallo stato dell’aeromobile. Tieni presente che se un aereo come l’A330 va in stallo oppure sta per andarci, significa che c’e’ qualcosa di grosso che non va. C’e’ anche da dire che uno stallo ad alta quota e’ piu’ pericoloso ma teoricamente anche piu’ probabile, perche’, a causa della densita’ dell’aria, la velocita’ minima e’ piuttosto alta.

      Commento di tuttoqua | 10 giugno 2009 | Rispondi

  22. Scusate, ma non ci sono altri sistemi più affidabili dei tubi di Pitot per calcolare la velocità? Per esempio, i navigatori satellitari? Con un tale strumento si conosce istantaneamente velocità, posizione e altitudine con estrema precisione. Durante il mio ultimo volo Bari-Praga, avevo al polso un economico GPS Globalsat; ebbene, durante tutto il volo (ero seduto vicino al finestrino) mi sono divertito a rilevare in ogni momento altitudine e velocità dell’aereo. Se non altro in caso di dubbio, non si può ricorrere a sistemi del genere?
    Grazie, cordiali saluti, il blog è molto interessante.
    Luigi

    Commento di Luigi | 10 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Luigi, sono Nicola, rinnovo i complimenti per il blog. Molto interessante.

      In merito alla questione di cui chiedi chiarimenti, credo sia fondamentale chiarire che quello che il Gps non fornisce è la velocità del corpo (nel nostro caso Aereo) rispetto al fluido (aria). Per questo motivo il tubo di Pitot, è fondamentale, perchè non si tratta di rilevare informazioni sulla velocità dell’aereo in termini assoluti, ma della velocità dell’aereonave rispetto all’aria e alle eventuali correnti d’aria in quel momento.

      Commento di Nicola | 30 giugno 2009 | Rispondi

  23. Quando ho sentito parlare dei tubi pitot, a proposito del incidente dell’Airbus di Air France,ho ricordato un incidente aereo simile accaduto ad ottobre del 2007 tra l’Argentina ed Uruguay: un volo di Austral Lineas Aereas, da Posadas (al nord di Buenos Aires)a Buenos Aires…1 ora e 20 apross di volo è precipitato da 10 000m e secondo gli esperti è stato il congelamento dei tubi Pitot a causare l’incidente. Quel giorno c’erano grosse nuvole su tutta la regione…io sono Argentina e ricordo di avere guardato il cielo pensando..”mio Dio queste sono le nuvole che fanno cadere gli aerei”…..
    Comunque , credo che la similitudine tra i due incidenti sia grande: Cumulus Nimbus straordinariamente alte più tubi Pitot fuori uso per congelamento…il pilota non sa veramente a ché velocità viaggia, che è segnalata molto più bassa di quella vera dovuto ai tubi difettosi, e tenta diverse manovre per aumentare la velocità, che poi causano la perdita di controllo dell’aereo e conseguente caduta :L’aereo di Austral é precipitato praticamente in perpendicolare come un sasso, da 10000 m e ha lasciato un cratere di 60 m di lunghezza per 3-4 m di profondità. L’info su questo incidente si trova online
    Non ho conoscenze di aeronautica pero ho letto tanto sul volo di Austral al suo momento …e forse c’è una causa comune in questi 2 incidenti.
    Adriarizzo

    Commento di adriana rizzo | 12 giugno 2009 | Rispondi

  24. Ciao Adriana, forse ti riferisci al volo Austral Lineas Aereas (ALA) 2553 del 10 ottobre 1997. Se e’ quello, allora ne avevo parlato nel POST precedente a questo, qui trovi il link diretto:

    https://tuttoqua.wordpress.com/2009/06/06/af447-tubo-di-pitot-e-incidente-correlabile/

    Se fosse un altro, sarebbe utile avere qualche dettaglio in piu’, e magari anche in link.

    Grazie.

    Commento di tuttoqua | 12 giugno 2009 | Rispondi

    • Si, il volo è quello…l’inchiesta é aperta ancora…la conclusione più convincente fino ad oggi é quella che ho segnalato
      Adriarizzo

      Commento di adriarizzo | 12 giugno 2009 | Rispondi

  25. salve,
    sono la ragazza che aveva tanta paura di volare in canada. sarei dovuta andare a trovare il mio ragazzo. bene. forse nn ve ne fregherà niente.mi ha mandato una mail con scritto che ha un’altra e quindi di nn andare più. ho perso in un giorno 640 euro di biglietto e l’uomo che credevo fosse per la vita. adesso vorrei tanto tornare ad aver paura di volare. per me anche questa è una morte.

    Commento di sabrina | 19 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao Sabrina , non è vero che non ne frega niente a nessuno. Almeno…. per il momento in cui leggiamo… ci immedesimiamo nel tuo dolore. In molti abbiamo amato e abbiamo sofferto. Certo non servirebbe dirti che non ti meritava. Il dolore è dolore anche se lui è il più stronzo degli uomini. Per fortuna tutto passa e domani sarai pronta per incontrare un altro amore

      Commento di Trudy | 19 giugno 2009 | Rispondi

      • Sottoscrivo e approvo senza riserve!

        Commento di tuttoqua | 19 giugno 2009 | Rispondi

  26. grazie…un abbraccio a tutti..mi avete fatto tornare il sorriso. un abbraccio

    Commento di sabrina | 20 giugno 2009 | Rispondi

  27. Carissima Sabrina, anch’io mi associo in toto al commento di Trudy.
    Ti giunga altresì, il mio sincero augurio di tornare a “volare” quanto prima! In tutti i sensi.
    Paolo.

    Commento di Paolo | 21 giugno 2009 | Rispondi

  28. VOLEVO RISPONDERE CIRCA L INCIDENTE DELL AUSTRAL DI QUALCHE ANNO FA.IL TUBO PITOT ERA GHIACCIATO PER LA S ED IN QUELLA COMPAGNIA AVEVANO IL VIZIO DI NON LEGGERE IL CK LISTEMPLICE RAGIONE CHE I PILOTI NON AVEVANO INSERITO IL RISCALDAMENTO AI PITOT E NON C ERA NESSUNA SEGNALAZIONE DI QUESTA ANOMALIA. QU
    EL TIPO DI DC9 NON AVEVA IL SEGNALE PITOT HEATERS OFF ED I PILOTI IN QUELLA COMPAGNIA NON AVEVANO L ABITUDINE DI LEGGERE IL CK LIST.UNA VOLTA IN QUOTA HANNO VISTO LA VELOCITA DECRESCERE IN MANIERA EVIDENTE E PER EVITARE LO STALLO HANNO FATTO L UNICA MANOVRA CHE NON DOVEVANO FARE ESTRARRE GLI SLATS….HANNO FATTO UN TONNEAU E SI SONO STRAPPATI GLI SLATS PER LA VELOCITA TROPPO ELEVATA QUINDI SONO PRECIPITATI…….LEGGETE SEMPRE IL CK LIST ANCHE SE FATE 5 TRATTE AL GIORNO….LA STANCHEZZA FA BRUTTI SCHERZI….RICORDATEVI DELL INCIDENTE DI MADRID DOVE SONO DECOLLATI SENZA I FLAPS…..SALUTI A TUTTI FRANCESCO

    Commento di francesco | 14 novembre 2009 | Rispondi

  29. Speriama che anche altre compagnie aeree abbiano imparato qualcosa

    Commento di Marco | 8 febbraio 2010 | Rispondi

    • Speriamo proprio di si Marco. Almeno i tubi di pitot li hanno dovuti cambiare, per il resto chi lo sa.

      Commento di tuttoqua | 8 febbraio 2010 | Rispondi


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