TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

AF447 – Paura di volare

Dopo il terribile incidente del 1 Giugno 2009, quando un Airbus A330-200 di Air France e’ precipitato nell’Oceano Atlantico portandosi via la vita di 228 persone, su questo blog sono nate molte interessanti discussioni intorno ai vari POST pubblicati. Alcuni lettori, sia nei commenti e sia privatamente per email, hanno condiviso una rinnovata paura di volare, proprio come conseguenza del disastro, in virtu’ delle concause che, tra le altre cose, sembrano puntare anche verso un problema tecnico. Al di la’ dei tanti discorsi che si possono fare su statistiche, destino, ineluttabilita’ degli eventi e tutto il resto, ho pensato di scrivere un articolo che contribuisse, nel suo piccolo, a spiegare il funzionamento di un aeromobile di linea dal punto di vista del passeggero, cercando di analizzare brevemente cosa accade durante le varie fasi del volo. Cio’ con la speranza di diradare qualcuna delle nubi che ancora avvolgono questo meraviglioso modo di viaggiare, e di aiutarci a superare quelle piccole e grandi ansie che ci attanagliano ogni volta che i possenti motori iniziano a rombare.

Superfluo dire che ogni commento, contributo e critica e’ benvenuto in qualsiasi momento, al punto che se un lettore ritiene di volere, a sua volta, scrivere con un articolo, saro’ lieto di valutarlo ed, eventualmente, pubblicarlo a suo nome (scrivetemi a takemeon@gmail.com per questo).

Imbarco/Controlli: questa e’ la fase forse piu’ noiosa di tutto il volo. Le file, i check-in, il controllo documenti, il metal detector e l’attesa al gate. Ma non e’ meno importante di tutto il resto, quindi dobbiamo solo essere pazienti, perche’ far volare un aeromobile commerciale non e’ una cosa semplice, e tutte le operazioni di terra devono essere svolte con ordine e precisione. L’unico consiglio che mi sento di dare e’ di cooperare, di non mettersi di traverso, soprattutto in materia di sicurezza. Fate tutto cio’ che vi chiedono di fare, e cercate di passare il tempo camminando piuttosto che stando seduti. Bevete acqua piuttosto che alcool (anche durante il volo), non eccedete nel bagaglio a mano, cercate di essere puntuali, ma non fate a botte per salire prima degli altri: il vostro posto e’ prenotato, e l’aereo non va da nessuna parte senza di voi (a meno che non vi siate addormentati da qualche parte).

Rullaggio/Attesa: l’aereo e’ gia’ in viaggio, anche se le ruote sono ancora a terra. Qui non accade nulla di entusiasmante, i movimenti dei velivoli a terra sono coordinati da una stazione apposita. Se c’e’ da aspettare non spazientitevi, i mezzi devono aderire a tempistiche precise, in funzione della sicurezza e di nient’altro. Un piccolo ritardo e’ niente a confronto con la consapevolezza di non decollare in faccia a un altro aeromobile che atterra sulla stessa pista!

Decollo/salita: in questi 15/20 minuti i rumori e gli sbattimenti sono tanti. Questa e’ la fase che, insieme alla discesa, mette piu’ paura. I motori danno il massimo, l’intera struttura combatte contro la Forza di Gravita’ e contro il “meteo”, l’aereo e’ carico di carburante, e sembra impossibile che un bestione cosi’ enorme e pesante possa sollevarsi da terra. Eppure si solleva, senza alcun problema. Tutti i rumori che sentite e le varie oscillazioni sono perfettamente normali. Anche una virata dopo 20 secondi (quando vi sembra che la punta dell’ala possa sfiorare i tetti delle case) e’ nella norma, e viene eseguita seguendo un protocollo preciso. Se ci sono nuvole, vento o pioggia, il decollo potra’ farvi piu’ paura, ma sappiate che per l’aereo cambia poco o nulla. Dopo 30 secondi il velivolo e’ gia’ nelle mani del pilota automatico, che vi sta portando fuori dal circuito aeroportuale, e vi sta mettendo in rotta per la vostra destinazione. L’unica cosa che dovete fare e’ restare seduti, con la cintura di sicurezza allacciata, e rilassarvi, godendovi questo bellissimo momento in cui l’Uomo e la Tecnologia hanno ragione delle forze della Natura. Per chi vi scrive, il decollo e’ il momento piu’ emozionante di tutto il volo. Circa 20 secondi dopo aver staccato le ruote dalla pista, anche la piantata di un motore non costituisce un problema, con l’altro motore il comandante potra’ girare i quattro lati del circuito a tornare a terra come se niente fosse. Ah… e non spaventatevi nemmeno quando, ogni tanto durante la salita, vi sembra che i motori improvvisamente spingano meno, fa tutto parte dello show: l’aereo rallenta per non eccedere le velocita’ previste, oppure si livella ad una quota intermedia, prima di ottenere l’autorizzazione a salire alla quota successiva. Poco dopo il decollo c’e’ un altro momento in cui si rischia di colorare le mutandine: quando all’improvviso, dall’esterno della carlinga, si sprigiona un rumore elettrico che somiglia tanto a quello di una motosega che vi sta tagliando le ali. Niente di tutto questo, sono gli ipersostentatori (slat e flap) che rientrano, e sono azionati da motori elettrici. Semplicemente, lasciate perdere e continuate a guardare fuori dal finestrino che e’ tutto ok.

Crociera: ahhh… finalmente si vola orizzontali, il Mondo sembra piccolo piccolo, e il cielo un po’ piu’ vicino. Qui ci si rilassa davvero, ci si puo’ alzare (ma se siete seduti restate allacciati sempre!), si puo’ andare in bagno, si puo’ leggere, bere e mangiare, e sui voli lunghi, ci si puo’ anche vedere un film. Cosa c’e’ di meglio? E la cosa piu’ bella e’ che la crociera e’ la fase piu’ lunga del volo, tanto vale godersela no? Alcune raccomandazioni (oltre alla cinture come gia’ vi ho detto): bevete poco alcool, sgranchitevi le gambe ogni tanto, cercate di non infastidire gli altri passeggeri e non rovesciate il caffe’ caldo sulle gambe del vostro vicino. A proposito, lo sapevate che certe cuffie di lettori Mp3 fanno un gran casino? Il fatto che siano infilate nei vostri padiglioni auricolari non esenta chi vi siede intorno dal doversi forzatamente ascoltare la vostra heavy-fusion-jazz-schifezza, quindi moderate il volume, grazie. Per il resto va tutto bene, se arriva la classica turbolenza (a me accade puntualmente ogni qual volta mi appresto a bere qualcosa), fregatevene. Ora, qualcuno potrebbe dirmi di andarlo a raccontare ai passeggeri del volo Air France… lo so… e quel qualcuno avrebbe anche ragione. Ma ripetero’ fino alla noia che quello che e’ accaduto a quell’aereo e’ un caso su un miliardo, una sfortuna pazzesca e una grave perdita, ma sempre un evento quasi unico. Non preoccupatevi, siete al sicuro, dentro un aereo moderno e ben tenuto, nelle mani di piloti esperti e personale preparato (qualche volta le hostess sono anche carine… ma solo qualche volta sfortunatamente). Se l’aereo balla, approfittate per fare due chiacchiere col vicino, cosi’ fate amicizia e vi distraete a vicenda. Se il vostro vicino e’ un burbero, allora divertitevi a pensarne di tutti i colori sul suo conto, mentre lui (che non ha mai letto questo POST) se la sta facendo letteralmente addosso come merita! E concentratevi su una cosa: sudare freddo e vedere i sorci verdi vi fa solo stare male, ma non elimina la turbolenza e non irrobustisce nemmeno un po’ il vostro aereo, che comunque non ne ha bisogno. Mettetevi comodi invece, stendete un po’ le gambe in avanti, distendete le braccia sui braccioli e guardate fuori (anche se magari non si vede niente, il vostro cervello apprezzera’ molto il tentativo di ottenere qualche riferimento spaziale). Un’altra notizia confortante e’ sapere che, lungo la rotta, in qualsiasi punto si trovi l’aeromobile, c’e’ sempre un aeroporto a circa 20 minuti di volo, cosi’ che in caso di guasto (anche a tutti i motori) l’equipaggio possa portarvi a terra rapidamente. Ultima cosa, le turbolenze: sembra sempre che durino un’eternita’ ma, in genere, si tratta davvero di pochi minuti.

Discesa/Avvicinamento: non si capisce perche’, ma di solito l’inizio della discesa lo avvertiamo sempre prima che l’equipaggio ce lo comunichi. Prima ci danno la strizza, coi motori che vanno improvvisamente al minimo e il muso che punta verso il basso e poi, solo poi, ci dicono: “signore e signori, il comandante informa che abbiamo iniziato la discesa verso…”. Ma va a quel paese! ‘Sto benedetto comandante poteva anche prendersi la briga d’informarci 2 minuti fa! Ma sicome lui prima non ce lo dice, allora ce lo diciamo da soli. Come? E’ molto semplice. Prima del decollo, oppure poco dopo, il comandante annuncia sempre la durata del volo, quindi basta fare due conti con l’orologio (tenendo in considerazione l’eventuale fuso orario). Sappiate che la discesa inizia sempre 20 o 25 minuti prima dell’ora prevista per l’atterraggio: memorizziamo questo numerino e ricordiamoci di doverci aspettare il “momentaccio” alle tot ore e tot minuti. Io lo faccio sempre, e c’azzecco con una facilita’ estrema, e se ci riesco io… E dopo? E dopo niente, si tratta di andare giu’, siamo a 10.000 metri e dobbiamo arrivare a terra. Anche qui, i motori che vanno e vengono, piuttosto che virate e controvirate fanno parte della procedura, quindi non preoccupiamoci piu’ di tanto. Turbolenza? Che problema c’e’, stiamo gia’ andando giu’? Anzi, lo sforzo dell’aereo e’ minimo durante questa fase, quindi ventaccio e pioggia gli fanno un baffo. Quando si passa tra le nuvole poi e’ normale ballare la rumba, perche’ la densita’ dell’aria cambia continuamente, ed e’ un po’ come percorrere in auto una strada piena di buche. Ma la vostra auto (a meno che non sia una TATA) non si sfascia ad ogni sobbalzo, e lo stesso vale per l’aeroplano, il quale non e’ progettato per viaggiare sull’Autostrada del Sole ma nei cieli. Durante la discesa c’e’ il rischio di una altro di quei momenti che potrebbero indurre al cambio della biancheria intima: l’aereo inspiegabilmente trema, e chi puo’ vedere le ali vede improvvisamente spuntare dei piccoli pannelli che si aprono verso l’alto. Signore e signori, sono lieto di presentarvi i diruttori: il pilota li apre quando deve perdere un po’ di portanza e scendere un po’ di piu’, magari perche’ all’improvviso si e’ messo a soffiare un bel vento di coda che spinge l’aereo in avanti, proprio mentre a noi serve perdere qualche chilometro di altitudine prima di arrivare all’aeroporto. E’ tutto previsto, e dura molto poco., cosi’ come e’ prevista l’apertura degli ipersostentatori di cui vi ho gia’ parlato. Ebbene si, fanno rumore e l’aereo rallenta vistosamente, beh?! L’avvicinamento e’ un’altra fase del volo che amo molto, perche’ si vede bene il paesaggio e, emotivamente, e’ un ricongiungimento con l’elemento a noi piu’ congeniale: la terra. Siamo quasi arrivati, un altro po’ di pazienza e metteremo le ruote a terra. Inutile ricordarvi che dovete stare seduti, mantenere le cinture allacciate, mettere a posto borse, bagagli e burattini, chiudere il tavolino e rimettere lo schienale della poltrona su. Perche’? Ah, ma allora siete de coccio? Ne va della vostra sicurezza: l’aereo rallenta, accellera, vira, passa dentro una nuvola… volete proprio rompervi il coccige?

Atterraggio/Arrivo: manca poco, siamo a circa 25 miglia nautiche dalla pista, l’aereo e’ a 2.000 piedi in Finale, il carrello e’ fuori (a proposito, non spaventatevi quando lo aprono, fa un gran casino e anche un paio di botti, ma e’ cosi’ che volete?) e la terra si avvicina sempre di piu’. Siete sempre nelle mani del pilota automatico, che segue due segnali radio come un cane da tartufo. Anche al buio, anche nelle nuvole e nella nebbia, il naso elettronico sa esattamente dove sta andando, quindi rilassatevi e godetevi gli ultimi minuti del volo. Quando siete prossimi al touch down dovete fare una sola cosa: sedervi dritti e tenere entrambi i piedi a terra, perche’ questo vi aiutera’ a contrastare le forze che vi rapiranno nel momento in cui il pilota attivera’ gli invertitori di spinta e i freni. Bisogna pure rallentarlo l’aereo, non vorrete mica andare a trovare gli addetti all’area bagagli che si trova alla fine della pista, no? Ma c’e’ tempo e spazio, anche se la frenata sembra durare una vita, la pista e’ lunga almeno un paio di chilometri, cosi’ lunga che per percorrerla a piedi vi servirebbe almeno mezz’ora! E’ fatta, siamo a terra e l’aereo non trema piu’. Ora usate le ultime gocce di pazienza che vi restano per attendere che il comandente vi porti al gate di sbarco e spenga i motori. Solo allora (solo allora!) potrete slacciarvi, alzarvi e accendere il cellulare. Se l’avete gia’ fatto siete dei cattivoni, perche’ e’ contro le regole, e voi le regole le rispettate, vero? Quando si tratta di scendere e’ inutile spingere, litigare, correre e pestare i piedi altrui col vostro trolley: l’uscita e’ una (a volte due), l’aereo e’ stretto e ci vuole il tempo che ci vuole. D’altronde, scusate, ma dove dovete andare cosi’ di fretta? Se avevate la pipi’, potevate farla in aereo (lo dico soprattutto alle signore lettrici).

Temporali/Nubi nere: una cosa e’ certa! Se la cosa e’ pericolosa, non ci si vola dentro. Quindi, se si e’ a terra non si decolla, se si e’ in volo non ci si passa dentro, e se si sta atterrando vuol dire che non c’e’ pericolo. Qui, di nuovo, vallo a raccontare ai 228… lo so, ma questo e’ uno degli argomenti chiave dell’incidente all’AF447: se gli altri aerei hanno evitato quel temporale, perche’ loro ci si sono infilati dentro? Io preferiscono leggerla cosi’: gli altri comandanti l’hanno evitato, punto.

Circuiti di attesa: capita a volte che, poco prima dell’atteraggio, l’aereo si metta a volare in circolo, anche per 20 o 30 minuti prima di dirigersi verso la pista. Che volete farci, di sicuro non ve lo fanno per dispetto. C’e’ traffico, o magari c’e’ nebbia, se non atterrate e’ perche’ non e’ possibile. E’ inutile lamentarsi, ed e’ inutile torturare l’equipaggio. Una volta ho sentito uno dire a una povera hostess: “lei non sa chi sono io, mi dia il suo nome che la rovino”. Io non so chi fosse quel pirla, ma se avesse insistito troppo avrebbe rischiato di diventare un ospite delle carceri locali. Credetemi, e’ meglio cosi’. Che fare? Boh, leggete, dormite, chiacchierate, andate al bagno, il tempo passera’. E non preoccupatevi del carburante, ce ne e’ ancora un sacco nei serbatoi, nessun aereo si mette in attesa se e’ agli sgoccioli, piuttosto va verso un altro aeroporto oppure gli viene concessa la priorita’ su altri voli. Per aria, senza cherosene, non vi lasciano.

Manutenzione: su questo tema non si scherza. Non credete e chi dice che le compagnie risparmiano sulla manutenzione, e’ falso. Le grandi compagnie (quelle scadenti e del terzo mondo sono un discorso a parte ma spesso sono anche bandite dai cieli per questa ragione), effettuano controlli periodici rigorosissimi, che vengono scadenzati secondo i cicli (numeri di decolli e atterraggi). Vanno da ispezioni a vista dopo ogni singolo volo, a controlli programmati ai motori, alle superfici e all’elettronica, fino alla completa verifica, pezzo per pezzo, ogni due anni circa. Anche un aereo di 15 anni d’eta non e’ un quindicenne, perche’ ogni sua parte sara’ stata sostituita almeno una volta. Enti esterni e indipendenti verificano continuamente queste operazioni e, al minimo sospetto d’irregolarita’, mettono la compagnia a terra anche per sei mesi, o magari per sempre se e’ il caso. Una compagnia aerea seria questi rischi non li corre, non tanto perche’ possa avere a cuore o meno la vita dei passeggeri, ma piu’ che altro perche’ un singolo incidente dovuto a dolo o negligenza puo’ significare la bancarotta. Questo, di solito, basta e avanza a scoraggiare ogni velleita’ di risparmio.

Farmaci: se proprio non ce la fate, potete prendere qualche tranquillante. Ma non fatelo di vostra iniziativa, e’ sempre meglio chiedere al medico. E non eccedete nell’uso, perche’ i tranquillanti abbassano la pressione. E siccome quando si sta dentro un aereo di linea e’ come trovarsi in montagna a 2.500 metri s.l.m., fate due piu’ due e regolatevi di conseguenza…

Ora siete piu’ tranquilli? Ne dubito, pero’ magari ne sapete un pochino di piu’, e la cosa non fa mai male.

9 giugno 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche | , , , , , , , , , ,

27 commenti »

  1. Volare è la cosa più sicura del mondo.
    È pericoloso precipitare, quello sì…
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 9 giugno 2009 | Rispondi

  2. Ah beh vecchio mio, in quanto a questo…😀

    Commento di tuttoqua | 9 giugno 2009 | Rispondi

  3. Ciao

    solo una domanda : quando dici o meglio scrivi che

    “Un’altra notizia confortante e’ sapere che, lungo la rotta, in qualsiasi punto si trovi l’aeromobile, c’e’ sempre un aeroporto a circa 20 minuti di volo, cosi’ che in caso di guasto (anche a tutti i motori) l’equipaggio possa portarvi a terra rapidamente.”

    è una cosa certa o una battuta?? Sorvolando terra ferma ci credo ma quando, in un volo intercontinentale, si attraversa l’oceano mi sembra strano o.O

    Commento di tukulka | 9 giugno 2009 | Rispondi

    • Ciao, per errore la risposta destinata a te e’ finita piu’ sotto, dopo il commento di Enrico Bo. Me ne scuso😉

      Commento di tuttoqua | 10 giugno 2009 | Rispondi

      • No problem e grazie x la info ! Sinceramente viaggiando spesso (vivo giustamente dall’altra parte dell’oceano ^__^’ ) questa info mi interessa particolarmente !!

        Ancora grazie e complimenti x i tuoi articoli.

        Commento di tukulka | 10 giugno 2009 | Rispondi

  4. Ciao,
    ti leggo da qualche giorno, molto interessanti i tuoi articoli. La Stampa ha pubblicato questo http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200906articoli/44505girata.asp ma mi pare davvero poco probabile, boh.

    Commento di Simo | 10 giugno 2009 | Rispondi

    • L’ho letta anch’io Simo, non vorrei offendere nessuno dicendo che potrebbe essere un modo per confondere un po’ le acque e distogliere per un po’ l’attenzione dal problema vero, quindi mi limito a dire che la cosa mi suona un po’ farlocca. D’altronde, come diceva mio nonno, “siamo sotto al cielo”, quindi chi lo sa?

      Commento di tuttoqua | 10 giugno 2009 | Rispondi

  5. Comunque coi tubi di Pitot sembra che ci avessi preso in pieno, ieri sera li hanno fatti vedere anche al telegiornale, sembrava di vedere le tue foto. Ma come fai a saperle queste cose?
    Bravo!
    Enrico

    Commento di enrico bo | 10 giugno 2009 | Rispondi

    • Enricuzzo, non ci metterei la mano sul fuoco, e non saprei dirti se questa regola venga rispettata nel 100% dei casi, ma credo proprio che per omologare i bimotori (come l’A330) ai viaggi intercontinentali, sia proprio necessario disporre di un aeroporto che si trovi sempre a circa 200 miglia nautiche (20 minuti di volo). Quando c’e’ l’acqua in mezzo si usano gli aeroporti disseminati sulle isole. Pero’, riperto, non ne sono sicuro al 100%.

      Anche qui, qualche pilota civile (civile non nel senso di educato, ma nel senso che porta passeggeri in giro, se poi e’ anche educato tanto meglio) che ci legge, ci potrebbe delucidare.

      Commento di tuttoqua | 10 giugno 2009 | Rispondi

      • Enrico, ovviamente questa non era la risposta alla tua domanda, ma al commento di Tukulka, pardon.
        La tua risposta invece e’ la seguente: ho una redazione efficientissima in casa, cioe’ mia moglie e io😉 Lei usa il suo sesto senso femminile e mi trova le notizie rilevanti, e io ci ricamo sopra, cercando di metterci un po’ di buon senso e quel po’ di conoscenze in materia di aviazione che mi ritrovo (sempre troppo poche). Non va sempre cosi’, s’intende, ma sui Tubi di Pitot e’ andata cosi’.

        Commento di tuttoqua | 10 giugno 2009 | Rispondi

  6. Confermo anche io che ogni volo non solo ha un aeroporto di partenza ed un altro d’arrivo, ma nella tratta vengono designati altri aeroporti per eventuali casi di emergenza. Ogni impianto in aereo è ridondante. Un aereo può volare anche solo con un motore e nel caso dovessero spegnersi entrambi, può planare per diversi kilometri.
    In più non sta in aria per miracolo, ma essendo l’aria un fluido l’aereo si poggia allo stesso modo in cui una nave si poggia sull’acqua.
    Le tanto temute turbolenze non sono pericolose. Ogni aereo può sopportare 2 volte e mezza le peggiori che esistono in natura. Sono fastidiose, questo sì e se a questo aggiungiamo che il nostro fisico non è abituato ai movimenti dell’aereo allo stesso modo di un treno o di un autobus, beh questo non fa altro che esasperare lo stato emotivo. Soprattutto se per qualche strana ragione si ha paura di volare!

    Non lasciatevi condizionare da informazioni o ipotesi non veritiere. Nessuno ancora sa cosa sia veramente accaduto in quel volo. E nessuno può saperlo sino a che non saranno recuperate le scatole nere. Che non sono affatto nere ma arancioni, per essere individuate in tempi brevi.

    Nell’aviazione NIENTE è lasciato al caso.

    Tenete inoltre presente che una volta scoperte le cause del disastro, i costruttori lavorano affinchè questo non accada MAI più!

    p.s. dirvi che io avevo paura di volare è riduttivo. Gli aerei nonostante le mie fobie continuavano a volare… perchè la causa del mio disagio era nella mia testa e non nell’aeromobile!

    Commento di luna | 15 giugno 2009 | Rispondi

    • bel lavoro,luna. Soltanto quel “l’aereo si poggia allo stesso modo in cui una nave si poggia sull’acqua” mi ha fatto sobbalzare! Purtroppo per noi, se non c’è velocità relativa tra l’aereo e l’aria non è possibile la sostentazione dinamica. Quello a cui ti riferivi tu e’la sostentazione statica (mongolfiere,aerostati,dirigibili).

      Commento di kelevra | 20 giugno 2009 | Rispondi

      • In realta’ il Principio di Archimede vale per le navi, cosi’ come per gli aerei. E’ il fluido ad essere diverso, e molto meno denso, da cui la necessita’ di creare una spinta aggiuntiva per il sostentamento. E’ chiaro che se si spengono i motori, l’unico modo per creare una spinta e’ una planata: infatti un aeromobile nasce per essere portante. Ma d’altronde cio’ che ha fatto cadere l’AF447 non e’ stata una piantata dei propulsori😉

        Commento di tuttoqua | 22 giugno 2009 | Rispondi

      • A dire il vero quando si spengono i motori si ha ancora un’ora di propulsione

        Commento di Julien Franc | 5 agosto 2010 | Rispondi

        • Jukien… Questo non e’ esatto. A quota di crociera forse, in condizioni meteo ideali e con un pilota molto bravo. Ma in realtà il più delle volte si riesce a planare per una ventina di minuti.

          Commento di tuttoqua | 5 agosto 2010 | Rispondi

  7. Great information.Thank you for your sharing

    Commento di jojo | 20 giugno 2009 | Rispondi

  8. Miei cari, leggo questi post e commenti esattamente un paio di giorni prima di prendere un volo Easy Jet per Milano e…spero…il ritorno il giorno dopo. Ho preso l’aereo mille volte ed ogni volta la mia testa mi tormenta con domande e dubbi che non risolverò mai perchè in fondo l’aria non sarà mai il mio elemento…eppure mi sono inventato una specie di pensiero scaccia paure: se proprio dovessi precipitare probabilmente qualche mio familiare riceverà un bel po di soldi di risarcimento…perciò la mia scomparsa sarà, per forza di cose, compensata con un po di problemi in meno per qualcun’altro. E’ assurdo lo so ma iniziare a pensare chi e cosa può farci con il denaro mi distoglie e mi mette abbastanza in pace…soprattutto perchè so che sarei ricordato almeno per un po.
    Se nei prossimi giorni doveste sentire qualcosa di strano circa un volo per Milano…beh, qualcuno forse si comprerà una macchina nuova…chissà!
    Saluti e a presto??? Ciao Saba

    Commento di Saba | 24 giugno 2009 | Rispondi

    • Saba, non ti preoccupare e vola tranquillo. Ci sentiamo al tuo ritorno!😉

      Commento di tuttoqua | 25 giugno 2009 | Rispondi

  9. beh ke dire…io sono una di quelle poverette ke ha paura di volare…ma purtroppo e per fortuna sono in Erasmus in Spagna, e devo per forza tornare di tanto in tanto a casa se voglio vedere il mio ragazzo e la mia famiglia, e per risparmiare ovviamente viaggio con Ryanair, che non so perchè ma non mi da esattamente molta fiducia…beh fatto sta che mi si potrebbe arrestare il cuore se l’aereo cominciasse a “ballare la rumba”, e neanke persare ai miei che ricevono soldi mi fa stare meglio…avete altri consigli oltre ai tranquillizzanti? e secondo voi ryan è una compagnia di cui fidarsi? grazie…devo partire tra 2 settimane quindi risp al piu presto! thanks!

    Commento di vale | 19 ottobre 2009 | Rispondi

    • Ciao Vale, direi che di Ryanair ti puoi fidare tranquillamente. Per lo meno nello stesso modo in cui ti fidi delle compagnie tradizionali. Detto questo, difficile darti qualche consiglio per controllare i tuoi timori e, di certo, non era mia intenzione consigliarti l’uso di tranquillanti di primo acchitto. Il problema del volo e’ sostanzialmente legato a un fattore: il non avere i piedi (o le ruote) per terra. L’idea di essere sospesi in aria e’ contro la natura umana, e per giunta essere sospesi dentro un coso di metallo che pesa svariate tonnellate rende tutto ancora piu’ difficile da accettare. Eppure, quando vai in treno, se il treno viene sballottato nelle curve, oppure fa una frenatona, non ti si gela in sangue nelle vene, no? Perche’? Perche’, tutto sommato, lo consideri normale, fa parte del viaggio e fa parte anche del modo di muoversi di un treno. Beh, allora mettila cosi’: quando l’aereo balla in una turbolenza, e’ normale, perche’ in aria ci sono le turbolenze, cosi’ come sotto le ruote delle automobili ci sono le buche, i dossi, i giunti metallici e via dicendo. Eppure la tua auto non va in mille pezzi ogni volta che prende un fosso, piuttosto le sospensioni assorbono l’urto, tu correggi la traiettoria e aggiusti la velocita’ e prosegui senza nemmeno pensarci. In aereo accade la stessa cosa: il pilota (automatico oppure umano), tiene il velivolo nell’assetto giusto, indipendentemente da vento e nuvole, e il viaggio prosegue senza che si perdano pezzi per la strada. In altre parole, i salti fanno parte del viaggio, l’aereo e’ progettato e costruito per viaggiare in quelle condizioni e per i piloti e’ assolutamente normale affrontarle, come per te lo e’ guidare sotto la pioggia. Certo, ogni tanto gli incidenti accadono, ma se e’ veramente questo che ti preoccupa, allora dovresti smettere di andare in macchina, in treno, in bici, in moto e perfino a piedi! Ah… e dovresti anche guardarti dai fulmini e dagli asteroidi vaganti! Viaggia tranquilla e goditi le tue trasferte😉

      Commento di tuttoqua | 19 ottobre 2009 | Rispondi

  10. Beh ci proverò…devo dire che già leggendo quanto hai scritto prima mi ero un po rassicurata, adesso ancora di più…dopotutto dovrò pure abituarmici, dovrò farlo molte volte quindi…grazie mille per l’attenzione e per la risposta, sei stato gentilissimo ed esaustivo!!:D Di solito le persone con cui parlo si limitano a ridere e a prendermi in giro..hihi…grazie ancora!!

    Commento di vale | 22 ottobre 2009 | Rispondi

    • Sei capitata nel posto giusto, questo e’ il Blog della bonta’ e della comprensione reciproca😀

      Commento di tuttoqua | 22 ottobre 2009 | Rispondi

  11. grazie per il tuo aiuto..
    mi conforta un pò..
    dovrò prendere un volo francoforte roma con ryanair..
    e la mia paura comunque rimane.. ed è sostanzialmente legata al distacco dal mio compagno..
    la paura di morire e non rivederlo mai più
    è angosciante.. e sublimo tutto ciò con la paura del volo..
    almeno penso che questa sia la ragione più profonda..
    altre volte ho volato.. è la paura c’è sempre.. ma adesso si è fatta più grande..
    lo so.. devo curarmi.. ahahahah.. ;-D
    spero anch’io di ritornare sana e salva, riabbracciare la persona più importante della mia vita e magari riscrivervi un commento..
    grazie mille..

    Commento di maria | 9 febbraio 2010 | Rispondi

    • Maria, non ti preoccupare. Su un Roma-Francoforte non fai nemmeno in tempo ad allacciare la cintura che stai gia’ atterrando. Fai un buon volo e divertiti😉

      Commento di tuttoqua | 9 febbraio 2010 | Rispondi

  12. quanto impiega un aereo da Milano Malpensa a Praga in questo caso compagnia aerea Easy jet l’aeromobili a 319-20 airbus sono affidabili

    Commento di carmelo | 10 gennaio 2014 | Rispondi

  13. Ciao , trovo il tuo articolo il piu rassicurante che ho Letto fin ora
    Io ho preso Molti voli anche intercontinentali ma Ultimamente all inprovviso mi e venuta la paura Di volare .. Devo partire tra 3 Giorni per Tokyo e Sono preoccupato ho ansia e quasi rinuncerei, in piu ho Letto che nel volo Seoul Dallas c e stato un atterrato di emergenza a Tokyo per una fortissima turbolenza mai vista prima ..ma io mi domando come e possibile che il pilota l abbia voluta affrontare ?? As Ogni modo rimango preoccupato ma non posso rinunciare Al Viaggio .. E solo che vorrei l ansia passasse in quanto Amo Viaggiare è vedere il mondo
    Un saluto
    Christian

    Commento di Christian | 23 dicembre 2014 | Rispondi

    • Ciao Christian, ti ringrazio. E capisco che, per quanto uno possa leggere un articolo rassicurante, poi le paure restino. Se davvero volare ti provoca panico al punto da indurti a non viaggiare, e’ probabile che qualche tecnica di rilassamento o qualche ansiolitico leggero ti possano aiutare (sempre bene consultare il medico prima). Per quel che riguarda il volo di cui parli, che dire? A volte, certi tipi di turbolenza non sono facili da identificare sul radar meteo, oppure puo’ darsi che aggirarlo non fosse possibile, per una questione di tempo di volo, di carburante, di quota, chi lo sa. In ogni caso, alla fine, si e’ trattato “solo” di tantissima paura di qualche ferita lieve. Di solito chi si fa male in queste circostante e’ chi non tiene allacciata la cintura anche quando sta seduto (male, molto male), oppure da merce sistemata male nelle cappelliere. Pero’, alla fine, l’aeromobile e’ rimasto intatto, come accade e accadra’ sempre, anche nel caso di turbolenze violentissime, e il comandante e’ atterrato piu’ che altro per prestare le cure mediche del caso, non certo per far riposare l’aereo. Certo, non che nessuno desideri vivere un’esperienza del genere, ci mancherebbe, ma d’altro canto l’importante e’ che, alla fine, tutto vada sempre per il meglio.

      Commento di tuttoqua | 23 dicembre 2014 | Rispondi


Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: