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L'umanita' sta regredendo

AF 447 – Conclusioni preliminari del BEA

Ci siamo arrivati alla fine: entro 30 giorni dall’incidente, il BEA doveva produrre un report e diffonderlo pubblicamente, cosa che e’ avvenuta il 2 Luglio 2009. Io l’ho scaricato e leggiucchiato (in francese… 128 pagine di roba…), per cui non posso affermare di essermici tuffato dentro con i vestiti, quindi magari mi sono sfuggite un po’ di cose.

Pero’, volendo essere molto sintetici, mi e’ sembrato di cogliere alcuni particolari che vale la pena di condividere.

Dall’esame dei rottami e dei corpi ritrovati, il BEA e’ giunto alla conclusione che l’Airbus A330-200 di Air France sia giunto integro all’impatto con l’acqua. La stessa cosa la sostenevamo noi qui su questo Blog (Noi  = Autore + Lettori), perche’ in effetti, pur essendo dei profani, molti dettagli inducevano a vederla in questo senso. Il BEA pero’ afferma che l’aereo non e’ caduto di muso, oppure con un certo angolo di picchiata, piuttosto dice che ha spanciato, cioe’ e’ caduto come un sasso ma mantenendo la posizione orizzontale. Anche qui, non sono un fisico e non sono un ingegnere aeronautico, ma questa dichiarazione fa a pugni col buon senso. Un aereo non ha il peso e la configurazione aerodinamica di un foglio di carta e, quando stalla, va fuori controllo, puntando decisamente il muso verso il basso o magari ruotando su piu’ assi contemporaneamente. Se arriva di pancia, e’ presumibile che ci sia ancora qualcuno ai comandi che sta cercando di tenerlo piu’ o meno in un assetto decente.

Quindi: l’aereo e’ caduto di muso, oppure il pilota ha provato un ammaraggio “controllato”, distruggendo purtroppo l’aeromobile al contatto col mare in burrasca. Se il BEA ha ragione, allora puo’ significare che l’equipaggio era ancora nel cockpit e stava tentando il miracolo. E se e’ cosi’, non possiamo fare altro che esprimere ammirazione per il pilota, che e’ riuscito a condurre l’aeromobile al contatto con l’acqua nelle condizioni per provare l’ammaraggio, pur disponendo praticamente di nulla, se non di una risposta minima delle superfici di controllo, senza pero’ avere le protezioni del Fly by Wire, senza conoscere la velocita’ e senza avere riferimenti spaziali, a causa del buio e del temporale.

La seconda osservazione riguarda le condizioni metereologiche sul luogo del disastro. Indubbiamente queste tanto citate celle convettive c’erano eccome, ed erano tipiche (anche in relazione al periodo e alla stagione) della Zona di Convergenza Intertropicale. Come a dire: “si, un bel temporale, ma nulla d’insolito”. Certo, nulla d’insolito, ma allora perche’ altri equipaggi gli hanno girato intorno? La risposta potrebbe giungere da cinque ipotesi:

  • il temporale ha raggiunto un’intensita’ molto elevata rapidamente, quando l’aereo era gia’ dentro ed era troppo tardi (o poco conveniente) cambiare rotta;
  • Il tasso di umidita’ all’interno delle nubi era cosi’ basso da non consentire al radar metereologico di rilevare le condizioni reali;
  • Il pilota ha pensato che i cumuli nembi che si preparava ad affrontare fossero piu’ bassi e di poterli sorvolare (l’aveva appena fatto minuti prima attraversando altre nuvole simili);
  • Il BEA ha ragione, il temporale era “normale” e gli altri equipaggi che l’hanno aggirato hanno “peccato di eccessiva prudenza”;
  • Il temporale era molto violento e andava senz’altro aggirato. Ma l’equipaggio ha deciso di passare lo stesso, per questioni di ritardi e/o carburante. Questa ipotesi mi fa rabbrividire e non voglio neanche pensarci.

Confermata anche la presenza di ghiaccio nei cumuli nembi alti fino a 55.000 piedi (ricordo che l’AF447 transitava a 35.000 piedi), cosa che potrebbe aver otturato i Tubi di Pitot e causato la sequenza di eventi che, piu’ o meno, conosciamo gia’.

E parlando dei Tubi, il BEA dice che il problema tecnico potrebbe essere una concausa, ma non la causa scatenante, pero’ ha raccomandato l’immediata sostituzione di tutti i Tubi di Pitot degli Airbus A330 e A340 in circolazione, citando anche alcuni incidenti di minore entita’, di cui abbiamo gia’ parlato anche su questo Blog. Certo, gli altri aeromobili riuscirono, in un modo o nell’altro, a tornare a casa, con la differenza che in quei casi le condizioni meteo erano piu’ favorevoli.

Insomma, “non siamo proprio sicuri, ma meglio cambiarli ‘sti tubi, va!”. E allora, visto che a questa conclusione ci era arrivata gia’ l’Airbus nel 2007, emettendo una raccomandazione, perche’ i dispositivi non erano stati sostituiti per precauzione? Era proprio necessaria la morte di 228 poveri esseri umani per prendere questa decisione?

A Napoli c’e’ un detto: “a Santa Lucia (ndr: e’ una chiesa) prima rubarono e poi misero le porte di bronzo”. Speriamo di non dover arrivare a dire che in Air France prima muore la gente e poi cambiano i Pitot…

La mia personalissima conclusione e’ che il report del BEA e’ troppo generico, e non fornisce indicazioni, non dico definitive, ma almeno sufficienti a formarsi un’idea piu’ concreta di quanto non gia’ detto qui e su altri siti, specializzati e non. E infatti la pubblicazione del documento ha anche scatenato l’indignazione delle famiglie, che si aspettavano molto di piu.

E anche noi…

Se volete cimentarvi ve lo allego (pesa 11,5 Megabyte):

Report BEA – AF447 – 2 Luglio 2009

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3 luglio 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche, incidenti aerei, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , , ,

20 commenti »

  1. Se non ricordo male le considerazioni sulle autopsie dei corpi ritrovati mettevano in risalto la mancanza di acqua nei polmoni il che significava che statisticamente tutti i corpi analizzati erano morti per asfissia da caduta e non annegamento.
    Perciò la tesi dell’aereo che arriva intatto o quasi prima dell’impatto con l’acqua e sostenuta dal BEA non concorda con quello dichiarato precedentemente il che fa pensare che le deduzioni rilasciate finora siano ancora molto inattendibili e molte volte fuorvianti.

    Commento di Marco | 3 luglio 2009 | Rispondi

    • Ciao,
      se non ho letto male, il BEA ha dichiarato di NON aver ancora ricevuto gli esiti ufficiali delle autopsie e di non aver quindi potuto trarre informazioni da queste. Quindi per il momento almeno in questo ambito non mi sembra ci siano conferme ufficiali sullo stato dei corpi ne sulle cause del decesso.

      Commento di Matteo | 6 luglio 2009 | Rispondi

      • Matteo, non so se al momento di scrivere il report avessero o meno ricevuto i rapporti ufficiali. Pero’ credo che per sbilanciarsi cosi’ debbano aver almeno avuto informazioni ufficiose sufficienti.

        Commento di tuttoqua | 6 luglio 2009 | Rispondi

  2. Come rapporto preliminare mi pare un’emerita boiata!

    Commento di Lorenzo | 3 luglio 2009 | Rispondi

    • Lorenzo, ti ringrazio della fiducia, ma magari la boiata l’ho fatta io producendo un riassunto diverso dalla realta’ dei fatti.

      Commento di tuttoqua | 3 luglio 2009 | Rispondi

  3. Vero anche questo Marco. Che razza di situazione ingarbugliata!

    Commento di tuttoqua | 3 luglio 2009 | Rispondi

  4. Con un evento tragico come questo, ci sono fonti di informazione che scrivono delle stronzate enormi:
    http://www.italiachiamaitalia.net/news/133/ARTICLE/16394/2009-07-03.html
    Per chi non vuole andarsela a leggere, faccio un riassunto: sia l’AF447 sia l’Airbus Yemenita sarebbero caduti a causa di tempeste elettromagnetiche.
    Lascio a Voi ogni commento.

    Commento di mirko | 3 luglio 2009 | Rispondi

    • Fantastico! Certo che doveva essere una tempesta con una mira micidiale, e doveva pure avercela con Air France, per centrare proprio quell’aereo li’. Con tutti gli aerei che c’erano in giro alla stessa ora in quell’area…

      Comunque, siccome non sono uno scienziato e non conosco certi fenomeni, mi sforzo di mantenere un mentalita’ aperta. E dico, per buona volonta’, che tutto e’ possibile, anche se piuttosto improbabile.

      Commento di tuttoqua | 3 luglio 2009 | Rispondi

  5. Concordo col commento di Marco, anche se forse il rapporto nno è ancora stato letto da qualcuno che sappia bene il francese, e qualcosa ancora ci sfugge.

    Ma capisco ancora meno come mai i nostri media hanno deciso unanimi di non parlare, tutto molto strano, oltre che molto brutto.

    Commento di Piero 'Alex Svoboda' | 3 luglio 2009 | Rispondi

    • Sinceramente non me lo spiego nemmeno io. Ci provo, e l’unica cosa che mi viene in mente e’ che la notizia non sia piu’ una notizia. Il che offre, ancora una volta, una rappresentazione molto triste dei cosiddetti organi d’informazione 😦

      Commento di tuttoqua | 3 luglio 2009 | Rispondi

  6. Un comunicato dell’agenzia APCOM sembra confermare l’interpretazione di Tuttoqua:
    http://www.apcom.net/newsesteri/20090702_175101_1be7f6f_65360.html

    Anche quest’articolo da euronews:
    http://it.euronews.net/2009/07/02/l-air-france-447-non-si-e-distrutto-in-volo/

    Commento di Piero 'Alex Svoboda' | 3 luglio 2009 | Rispondi

    • Ammazza… si so’ sprecati! Grazie per i link Piero 😉

      Commento di tuttoqua | 3 luglio 2009 | Rispondi

  7. Posto una notizia raccolta dalla stampa il 10 giugno

    Il link e’ questo

    http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200906articoli/44499girata.asp

    Cito solo un trafiletto di tutto l’articolo

    La scelta di Air France di correre ai ripari placa la rabbia dei dipendenti dell’azienda dal momento che una nota interna destinata ai piloti in data 6 novembre 2008, secondo la denuncia del sindacato di categoria, già rivelava che l’Air France fosse al corrente di «un numero significativo di incidenti» a questi strumenti di misurazione. A tutto questo si somma la denuncia pubblicata dal settimanale brasiliano Istoé di Don Eudes di Orléans e Bragança, cugino del discendente dell’ultimo imperatore Pedro II, Pedro Luiz de Orleans morto nel disastro aereo. Di professione pilota ha rivelato alcuni retroscena del mestiere che potrebbero aver pesato nel disastro: «Air France fa i piani di volo più economici che esistano per risparmiare carburante. Quei piloti che, in caso di tempesta evidenziata dal radar, cambino piano sono costretti poi a renderne conto all’azienda». Nel frattempo altre compagnie aeree hanno annunciato di aver intenzione di sostituire gli indicatori di velocità. Oltre all’Alitalia anche Swissair. Perfino l’aereo presidenziale di Lula è in manutenzione per sostituire i suoi sensori di velocità, come consigliato dallo stesso consorzio europeo.

    Be’ io spero proprio che non sia vero anke se questa vicenda e’ sempre piu’ misteriosa e ormai probabilmente sia airfrance che airbus sperano nell’allugamento dei tempi di altri responsi che molto probabilmente non arriveranno mai a una conclusione.

    Tipo abbiamo individuato il sospetto che ha commesso l’amicidio ma dalle prove e in assenza di testimoni non possiamo affermare che sia lui. A meno che lui stesso non confessi.

    Premetto che e’ un ragionamento per assurdo e spero rimanga tale.

    Per anni abbiamo sempre comprato valvole per il vapore da una casa italiana, ma 3 anni fa hanno iniziato a dare problemi , le ultime sostituite non erano state piu’ prodotte in italia ma all’est o forse in cina.

    Il punto era continuamo sapendo che qualcuna puo’ dare problemi con rischio per 4000 risorse o passiamo alla concorrenza con aumento di costi?

    Non ho esitato a passare alla concorenza.

    Air france con le sonda ha fatto forse l’opposto ma cambiarle tutte no?
    I componenti dell’airbus sperovengano prodocci in occidente solo questo mi auguro

    Commento di Marcello | 3 luglio 2009 | Rispondi

    • Grazie per il link Marcello. La questione e’ triste senza dubbio, anche se voglio comunque sperare che le compagnie aeree non rischino la vita dei passeggeri solo per risparmiare qualche tonnellata di cherosene…

      Per i Pitot di Airbus non so, perche’ non conosco i nomi dei fornitori e la loro provenienza. Secondo me, comunque, non si tratta di un difetto di quei tubi in particolare, ma di un problema congenito: infatti hanno deciso di cambiarli tutti, e con altri modelli diversi. Quindi, indipendentemente dal fornitore, perche’ Airbus ha deciso di acquistare proprio quei tubi per i suoi aerei?

      Forse Airbus non fece tutti i test del caso prima di scegliere? E perche’?

      Oppure quei Tubi erano i piu’ economici? E se fosse cosi’, allora dobbiamo temere che tutti gli aeromobili di Airbus siano costruiti in grande economia, e che oggi si e’ rotto il tubo e domani chi lo sa?

      Commento di tuttoqua | 4 luglio 2009 | Rispondi

  8. Tuttoqua’ e’ proprio li che la mia riflessione va a cadere non solo il perche’ dei tubi pitot, ma tutta la componentistica dell’airbus a cominciare dai tubi fino al software.

    Solo i tubi pitot non bastano a far cadere un aereo, ma la restante componentistica che si e’ sostituito con il passare degli anni continua ad essere prodotta in occidente con costi elevati oppure… E allora si che dovremmo preoccuparci.

    Si sa che per sbaragliare la concorrenza del colosso Boeing in forte perdita rispetto ad airbus soprattutto nelle lunghe tratte, il consorzio franco-tedesco ha prezzi nettamente piu’ convenienti.

    E’ solo una mia opinione perche’ se fosse realta’ aspettiamoci pure delle sorprese nei prossimi anni.
    E’ triste dirlo peggio ancora pensarlo ma il vantaggio economico di airbus allora da cosa deriva?

    Commento di Marcello | 4 luglio 2009 | Rispondi

  9. Ciao Marcello, non mi pronuncio sui prezzi di Boeing e Airbus, perche’ sai anche tu che il prezzo di un aeromobile e’ assai soggettivo, non solo a seconda degli allestimenti, ma soprattutto per gli sconti che ogni compagnia aerea riesce a negoziare.

    Comunque, se anche fosse che Airbus e’ meno costosa di Boeing, evidentemente il profitto lo deve inseguire per altre strade. Ad esempio abbassando i costi di produzione, oppure negoziando con fornitori particolarmente vantaggiosi, delegando la costruzione a zone del globo dove il costo della vita e’ piu’ basso (l’altro giorno ha effettuato il volo di prova il primo A320 costruito interamente in Cina), ecc…

    La sola idea che si possa risparmiare sulla qualita’ della componentistica e’ terrificante. D’altronde, e mi riferisco al caso dell’AF447, chi puo’ dire come sarebbe andata se Air France avesse implementato subito il “suggerimento” di sostituire tutti i Pitot gia’ nel 2007?

    E, comunque, non sono sicuro che Airbus abbia mai fatto profitto nella sua storia finora, e meno che mai ora, a causa dello sforzo mostruoso richiesto per la produzione dell’A380.

    Commento di tuttoqua | 4 luglio 2009 | Rispondi

  10. […] di metterci il punto. E, in effetti, ci stavo gia’ pensando da alcuni giorni, ma il rapporto del BEA pubblicato il 2 Luglio 2009 e il successivo comunicato stampa emesso da Air France mi hanno fatto […]

    Pingback di AF447 – Ci mettiamo il punto? « Tutto Qua? | 6 luglio 2009 | Rispondi

  11. Dagli esami dei rottami e dei corpi appare chiaro che un velivolo così non è scoppiato in volo, che i passeggeri sono morti per l’impatto ricevuto dal basso (con tutte le conseguenze), che un Airbus così sofisticato non lo butta giù un temporale oceanico (per quanto violento), e che per arrivare in questo assetto verso l’ammaraggio (con la prua in sù) non sono stati però messi i flap (che potevano rallentarlo aumentandone la necessaria portanza)…
    E’ quindi una manovra un pò sospetta, sembra quasi fosse caduto costantemente schiacciato fino al mare da qualcosa di irresistibile, pur in assetto da crociera e manovrato poi in qualche modo per l’impatto finale, senza capovolgersi.
    Anche se avesse perso il timone di coda avrebbe potuto scendere controllatamente e ammarare meno distruttivamente di quello che ha subito.
    Eppure un aereo così informatizzato non lascia il tempo in tutta questa drammaticamente lunga discesa di sganciarsi dall’autopilota, far lanciare un SOS dall’equipaggio (nel lungo raggio i piloti sono almeno 3) o dai telefonini dei passeggeri più coraggiosi fra quelle centinania?
    Non è stata la causa principale l’eventuale difetto dei Tubi di Pitot, non ci si può credere come dei beoti!!!

    Commento di Italo | 31 gennaio 2010 | Rispondi

    • Italo, tralascio l’insulto, e mi limito a dirti che sei male informato. Leggi i report e fatti un’idea piu’ accurata della questione.

      Commento di tuttoqua | 31 gennaio 2010 | Rispondi

  12. Sarei curioso di sapere a che punto stanno le indagini nel momento in cui scrivo ma una cosa è certa: tutta la confusione generata fa comodo soltanto a chi non è interessato alla ricerca della verità.

    Commento di Simone | 26 aprile 2010 | Rispondi


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