TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

La trappola a gas

Anni fa guidai per un po’, in momenti diversi, due automobili a GPL (Gas di Petrolio Liquefatti). La prima era una bellissima FIAT 131 1600 TC verde (il colore era proprio quello che si vede seguendo il link), che macchina! Grande, spaziosa, comoda e veloce, anche se, come tutte le trazioni posteriori un po’ potenti dell’epoca (98 CV), quando pioveva diventava un po’ incazzata al retrotreno, anche se cio’ mi consentiva di spassarmela, e non poco. Me la passo’ mio padre, che penso’ bene di cambiare con una Opel Vectra 2.0 nuova di zecca, e me la consegno’ con tanto di impianto a gas. Ma era un dramma: il polmone andava pulito spessissimo e, se la sera, soprattutto in inverno, ti dimenticavi di passare lo switch “su benzina” prima di spegnerla, avviarla al mattino dopo diventava un incubo. E poi, quando andava a gas, diventava un triciclo perche’ perdeva almeno un terzo della cavalleria. In compenso si risparmiava davvero tanto, e questo era, alla fine dei conti, un fattore di primaria importanza.

Nel 1997, quando ero con mamma IBM, ma prima che mi assegnassero l’auto aziendale (successe l’anno dopo), mi comprai una bellissima Alfa Romeo 33 1.7 IE Sportwagon del 1991 (anche in questo caso il colore e’ giusto). La pagai 10.000.000 di lire, aveva meno di 50.000 Km, ed era in condizioni immacolate. Aveva l’aria condizionata, i vetri elettrici, lo stereo e la chiusura centralizzata ma, soprattutto, aveva un grandissimo motore (107 CV) e una tenuta di strada superlativa. Merito dell’assetto Alfa, ma anche del mitico motore boxer che arrivava dall’altrettanto mitica Alfasud. E anche questa era a gas. Un impianto piu’ evoluto di quello montato sulla 131, ma con ancora con bel po’ di magagne. Ad esempio, quando andava a GPL, consumava cosi’ tanto (non che a benzina consumasse poco…) che, con un pieno, facevo 250 Km scarsi. All’epoca andavo su e giu’ da Roma, cosi’ mi capitava di dovermi comunque fermare a rifornire, oppure finire il viaggio a benzina. Anche qui il polmone andava pulito e registrato abbastanza spesso, e mi capito’ perfino di dover cambiare il bocchettone originale del rifornimento, perche’ inizio’ a perdere. Pero’, indubbiamente, anche con la 33 risparmiavo.

Da allora in poi ho sempre avuto auto aziendali, quindi il gas non l’ho piu’ visto. E con piacere, perche’, in effetti, non c’avevo mai creduto piu’ di tanto. Prima di tutto la rogna di doversi andare a cercare i distributori, poi l’elevato tasso di manutenzione, il rischio, perche’ un po’ di rischio c’era, la puzza di gas, i cavalli persi, il bagagliaio ridotto. E poi lo stress di restare all’improvviso senza gas, magari durante un sorpasso e, perche’ no, perfino la distribuzione dei pesi alterata dalla presenza della bombola al retrotreno: tutti fattori abbastanza scoraggianti, nonostante la convenienza del prezzo del carburante. A proposito: lo sapevate che il GPL sarebbe inodore, ma che viene aromatizzato con etantiolo, in modo che si possano percepire eventuali perdite anche… a naso? Certo che, visto che c’erano, potevano aromatizzarlo, che so, alla lavanda!

Comunque, al giorno d’oggi, gli impianti moderni non hanno nulla a che spartire con quelli degli anni 80 e 90. Sono affidabili, le prestazioni restano praticamente le stesse, i consumi sono paragonabili all’alimentazione a benzina, e le componenti richiedono poca manutenzione. Ma costano ancora parecchio, e la bombola e’ sempre li’, bella pesante e ruba un bel po’ di spazio. Se volete saperne di piu’, vi consiglio un giro sul sito di Landi Renzo, forse il miglior produttore di impianti a gas del Mondo. E lo cito e lo linko non per pubblicita’, ma per patriottismo.

Visti i tempi che corrono pero’, lo Stato incentiva, e le concessionarie pure. Con la scusa dell’ambiente e del costo del carburante, l’Italia si sta riempiendo di autovetture alimentate a gas.

E sulla scia dell’errata convinzione che l’autotrazione sia responsabile del Global Warming, e facendo proprio leva sugli incentivi statali, le case costruttrici si sono lanciate in una furiosa campagna di GPL-izzazione e metanizzazione di una parte della produzione. E vendono, si lamentano come al solito, ma vendono.

Facciamo 2 + 2: allora, lo Stato invoglia i cittadini ad acquistare automobili a doppia alimentazione, le case costruttrici pure, le concessionarie ci mettono il carico a coppe = in giro ci sono tante auto a GPL e metano, e continuano ad aumentare.

Sapete a che serve tutto questo? Serve a fare in modo, molto presto, di poter piazzare un gabellone anche sul gas, cosi’ da portarne il prezzo al livello di quello di benzina e gasolio. Cosi’ lo Stato incassera’ una caterva di soldi e i cittadini resteranno, ancora una volta, fregati, dopo aver investito in una soluzione che doveva far risparmiare.

Sono pessimista? Sono disfattista, dite? Ma se c’e’ il precedente! Vi ricordate quando lo Stato metanizzo’ l’Italia, portando il metano praticamente in tutte le case? Vi ricordate quanto costava il gas prima e dopo la metanizzazione? I prezzi non me li ricordo, ma mi ricordo l’aumento: +3.000%

Il controaltare riguarda pero’ davvero la nostra coscienza: i motori alimentati a GPL sono molto più puliti, in quanto non emettono residui ne’ di piombo, ne’ di benzene, ne’ di zolfo, elementi del tutto assenti nella sua composizione. Infatti rispetto agli altri carburanti, le misurazioni dei gas di scarico risultano inferiori del: 10-15% come anidride carbonica, 20% come monossido di carbonio 55-60% come idrocarburi incombusti. Grazie a queste caratteristiche il GPL assicura lunga vita al motore, riduce il consumo di olio, migliora la qualità dell’ambiente. Il metano poi ha dei vantaggi ancora piu’ tangibili, anche se bisogna tenere presente la pressoche’ assente rete di distribuzione e la scarsa capacita’ delle bombole, per via dell’elevatissa pressione necessaria a mantenerlo in forma liquida.

Meditate gente, meditate.

21 luglio 2009 - Posted by | Ammazza che ladri!, Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , ,

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