TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Sacchetti di plastica

Io ci credo nella battaglia a favore dell’Ambiente, quello con la A maiuscola. Sono d’accordo nel fare ogni sforzo ragionevole per “salvare il pianeta” o, quantomeno, per limitare i danni. Eccomi, sono vostro, usatemi come meglio credete.

E, quindi, mi vanno bene le automobili ibride, la ricerca di energie alternative, il risparmio dell’acqua dolce, la raccolta differenziata, e tutto il resto. Quello che pero’ non riesco a digerire sono i sacchetti biodegradabili. Se non mi sbaglio, a partire dal 1 Gennaio 2010, le ormai storiche buste di plastica saranno bandite, ma gli effetti gia’ si vedono adesso: ad esempio la nostra IPERCOOP di fiducia, da un paio di settimane, ha definitivamente eliminato la plastica dai sacchetti, sostituendola con materiale (si spera) biodegradabile. A occhio, la differenza e’ gia’ percepibile, perche’ queste non sono “belle lucide e splendenti” come le altre. Al tatto, poi, non ne parliamo: sembra che al primo tocco gia’ debbano miseramente ammosciarsi senza ripigliarsi mai piu’.

Ma la questione non e’ estetica, magari lo fosse, e’ funzionale! Non so quale sia la vostra impressione, pero’ a me queste nuove sportine sembrano appena piu’ resistenti della maionese. E il risultato e’ oggettivo: basta riempirle un pochino e gia’ iniziano a sprofondare, per non parlare del fatto che qualunque masserizia riposta al loro interno, appuntita o meno, inizia a lacerare il “tessuto”, inducendo il malcapitato al rischio di perdere il carico. Oggi ho fatto due conti, e ho notato che, per la “stessa spesa media”, non dico di dover utilizzare il doppio del sacchetti (a parita’ di dimensioni), ma quasi. Cio’ che prima portavo via in tre bei bustoni di plastica, ora richiede 5 sacchetti. Quindi, elimino la plastica, pero’ devo usare piu’ sacchetti bio… mumble mumble… Dopo 2 mumble ho gia’ capito che, cosi’, spendo di piu’. Pero’  amen, ho appena detto che possono fare di me cio’ che vogliono… ma dopo 3 mumble mi chiedo? Ma lo smaltimento di ‘sta roba e’ facile? Quanto sono realmente biodegradabili questi nuovi sacchetti? Me li propini obbligatoriamente, me li fai pagare salati, potresti anche appendere un bel poster all’ingresso con cui mi spieghi qualcosa, no?

Detto questo, diciamo pure che, nel caso dell’IPERCOOP, c’e’ anche una questione tecnica in piu’: all’IPERCOOP hanno il SALVATEMPO. Quel coso che, quando entri, passi la tua tessera COOP sotto un lettore, e ritiri la tua pistolona laser, con la quale spari tutta la spesa. Poi, se hai culo, nel senso che il computer non sceglie proprio te per il controllo a campione, alla cassa fili via abbastanza veloce, senza che la cassiera si debba ri-sparare tutto a manina, facendosi, contestualmente, anche un pentolino di cazzi tuoi. Ora, io non so cosa non abbia funzionato nella stampa dei codici a barre delle buste sulle stesse buste (le buste si pagano e vanno sparate pure quelle!), ma da quando ci sono ‘ste cacchio di eco-buste, spararne una richiede circa 3 o 4  minuti di tentativi. Sara’ che il materiale non e’ riflettente, sara’ che l’inchiostro non prende bene, ma se prima ci mettevo mezz’ora a fare la spesa, adesso, grazie a questa trovatona, ci metto il doppio. Oggi non ho preso il pistolone, sono andato alla cassa, la cassiera ha sparato tutto e, secondo me, ho fatto prima!

E poi, una volta, le buste di plastica si potevano anche riutilizzare per fare altro. Non dico buttarci via l’immondizia (anche se l’abbiamo fatto per decenni), ma magari trasportarci qualcosa. Che so, la pastiera calda calda che la Zia Maria mi regala a Pasqua? I casatielli appena sfornati che Nello mi donera’ spontaneamente l’anno prossimo? Cosine cosi’… Provate adesso, col sacchetto gia’ mezzo sbrindellato! Insomma, ‘ste robine qua sono necessariamente usa e getta.

Eh gia’! Ma “getta” dove? Nella plastica? Eh no! Mica e’ plastica! Nella carta! Ma quando mai! Nel “bio”, cioe’ insieme ai resti dei pasti?? Boh! Qualcuno ce l’ha fatto sapere? Forse, tutto sommato, fanno meglio a Torino.

A voi ora.

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14 agosto 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Cose tecniche, La Rubrica del Chissenefrega, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , , ,

14 commenti »

  1. Il sacchetto per il casatiello è già pronto. Ma te lo dovrai venire a manbgiare a Shanghai. Sacchet.

    Commento di Nello | 14 agosto 2009 | Rispondi

    • E vabbe’, faremo questo sacrificio…

      Commento di tuttoqua | 15 agosto 2009 | Rispondi

  2. Quando ero bambina , i sacchetti di plastica non esistevano ,c’erano “le borse per la spesa”. In qualche supermercato , non ti riforniscono più di sacchetti, devi portarti i contenitori da casa.Io li tengo in macchina e non sento assolutamente la mancanza di quella odiosa plastica

    Commento di Trudy | 15 agosto 2009 | Rispondi

    • Il che mi sembra un’ottima alternativa al sacchetto bio!

      Commento di tuttoqua | 15 agosto 2009 | Rispondi

  3. Giuro, sono biodegradabili. Noi avevamo fatto della spesa alla coop, poi, siccome i saccchetti italiani a me fanno “casa” e “pulito” li ho messi belli belli in un cassetto.
    Dopo 6 mesi erano scomparsi. Rimanevano delle traccie ma niente di che.
    Niki

    Commento di Niki | 16 agosto 2009 | Rispondi

    • Beh, e’ gia’ qualcosa Niki! 😉

      Commento di tuttoqua | 16 agosto 2009 | Rispondi

  4. Io uso la classica “borsa della spesa”… la tengo in auto, ha 2 ganci che si attaccano nei lati del carrello e come “optional” c’è anche un finto soldino in plastica per il carrello! 😀

    Commento di Ste | 17 agosto 2009 | Rispondi

    • Grande!

      Commento di tuttoqua | 17 agosto 2009 | Rispondi

      • hehehe 😉 anche perchè pagare per portare il loro sponsor in giro mi pare eccessivo… come se nei negozi di abbigliamento ti facessero pagare la sportina!!! assurdo…

        Commento di Ste | 17 agosto 2009 | Rispondi

  5. io che sono torinese, e quando saro’ a Torino mi scordero’ di sicuro la bella busta di Chiamparino a casa, dico: ma investire qualcosa per i milioni di miliardi di tonnellate di plastica che vengono bruciate giornalmente nei paesi asiatici no??

    Commento di erica | 19 agosto 2009 | Rispondi

    • Tema spinoso Erica, d’altronde come darti torto? Siamo alle solite, noi qui lavoriamo “di fino”, cercando di ridurre sprechi e emissioni, e li’ in cinque minuti rovinano il lavoro di anni…

      Commento di tuttoqua | 19 agosto 2009 | Rispondi

  6. Buongiorno TQ ti leggo assiduamente e sei diventato la mia pagina iniziale, per questo in tema di ecologia ti chiedo di leggere questo articolo http://greenenergysolution.wordpress.com/2009/08/02/il-futuro-solare-dellindia/
    e se puoi darmi un commento sulla sua fattibilità.
    Grazie

    Commento di Pier | 20 agosto 2009 | Rispondi

    • Ue’ Pier, addirittura, che responsabilita’;-) Speriamo bene… Venendo al tema, premetto che il mio amico Nello (http://indonapoletano.wordpress.com) e’ il vero esperto dell’India, in materia culturale, sociale e politica. E siccome ci legge, un suo commento “tecnico” sarebbe assai utile e apprezzato. Detto questo, dal canto mio, posso risponderti dicendo che, sulla carta, sembra una bella idea, anche se risparmiare 42 tonnellate di CO2 su un totale emesso di oltre 1.400, non mi pare un enorme guadagno. D’altronde, se e’ vero che questi famosi 20 GW saranno i 3/4 del totale previsto dall’IEA, allora significa che il solare, da solo, non puo’ fare granche’ e che, per sostenere la crescita di questo paese, si dovrebbe puntare su altre fonti rinnovabili, quanto meno piu’ efficaci ed efficienti. Penso all’energia geotermica, all’idrogeno, ai gas naturali e via dicendo. D’altro canto, cosi’ come l’Italia, anche l’India deve cercare di affrancarsi dalla dipendenza energetica da altri paesi, se vuole continuare con una crescita economica da due digit annuali. Dal punto di vista tecnico non vedo grossi impedimenti: l’India e’ un paese ricco di sole e dispone di un vastissimo territorio che, sicuramente, consentira’ di trovare migliaia di siti adeguati alle installazioni. Indubbiamente dovranno imparare a fare bene la manutenzione, una cosa su sui gli indiani sono assai deboli, altrimenti l’investimento non rendera’ mai secondo le previsioni.

      Sono assai piu’ perplesso dal punto di vista politico. Conoscendo un po’ gli indiani, il fatto che abbiano annunciato questa scelta per presentarsi “degnamente” a Copenhagen, per me significa una sola cosa: “brutti occidentali che non siete altro, ci avete accusato di avvelenare il pianeta? Bene, beccatevi questa! Ora che ci direte a Copenhagen? Niente, dovrete tenere la bocca chiusa, perche’ vi abbiamo presentato un progetto altamente strategico e innovativo. Poi, se in futuro (il 2020 e’ taaaaanto lontano…) la cosa non si fara’, pazienza, vuol dire che ci eravamo sbagliati e c’inventeremo qualche altra cosa. Nel frattempo, per altri 11 anni, avremo inquinato a piu’ non posso alla faccia vostra”.

      Commento di tuttoqua | 21 agosto 2009 | Rispondi

      • Chiaro e piacevole da leggere come sempre! Grazie

        Commento di Pier | 21 agosto 2009 | Rispondi


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