TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

One day trip a Londra

Ieri sono andato e tornato da Londra in giornata, con Meridiana da Firenze, e volevo condividere con voi qualche considerazione socio-tecnolog-geograf-cultural-politic-umanitaria. Si, insomma, vi voglio dire un paio di fatti.

Iniziamo dalla compagnia aerea su cui, sostanzialmente, non ho nulla da ridire, se non che, come per tutte le compagnie aeree italiane (Alitalia in testa), gli aerei, in questo caso un Airbus A319 (a Firenze serve un velivolo STOL), all’esterno sono sempre sporchissimi e mostrano, in piu’ punti, anche la vernice scrostata. Ero seduto proprio sulla semi-ala destra (stesso posto sia all’andata e sia al ritorno: 10F, uscita di emergenza… per le gambe sapete…) e il metallo era davvero nero. Sembrava che vi si fossero abbattuti una decina di monsoni sopra e che nessuno si fosse preso la briga di dare una sciacquata! La vernice poi… ma io dico. A che serve avere una flotta giovane, se poi gli aerei sembra che debbano cadere a pezzi? E’ un danno all’immagine e quindi anche economico, nonche’ un fattore d’ansia per il viaggiatore. KLM, tanto per fare un esempio, opera ancora alcuni Boeing 737 che, probabilmente, hanno almeno vent’anni. Beh, sembrano nuovi! E lavateli ‘sti benedetti aggeggi, prima che la gente inizi a scrivere lavami col dito sul parabrezza dei piloti!

Parlando di sedili poi, un’altra caratteristica che ho riscontrato, solo sugli aerei di Meridiana, e’ la forma del sedile su cui ho viaggiato (e dell’omologo 10A dall’altra parte). La seduta non e’ quella solita, ma e’ piatta e punta verso il basso, il che induce un discreto scivolamento, sostenuto solo dalla cintura allacciata. Ho chiesto a un’assistente di volo che, naturalmente, e’ caduto dalle nuvole. Non solo, ma mi ha anche chiesto: “ma e’ proprio quello il suo posto?”. No, imbecille, sto vagando per l’aereo alla ricerca del posto che mi garba di piu’!

Volendolemo spiegare da solo, ritengo che sia dovuto alla presenza dell’uscita di emergenza: cioe’ il sedile a scartamento ridotto dovrebbe facilitare, secondo me, l’uscita in caso d’incidente. Ma che razza di sistema comunque! Il risultato e’ che il mio sedere, dopo 2 ore, era piatto come una tavola, e la  cintura di sicurezza si era accoppiata col quella dei miei pantaloni, producendo 12 splendidi cinturini da orologio in pelle umana! Vorrei porgere i miei complimenti a quel genio dell’ingegneria che si e’ inventato questa cagata!

Passiamo poi a un’altra italica abitudine: la fila all’imbarco. In tutto il resto del Mondo piu’ o meno civile, ci si siede da qualche parte e si attende l’annuncio della partenza. Noi italiani no, ci mettiamo in fila subito, anche a costo di stare li’ impalati per due ore! E, quando inizia l’imbarco, iniziano anche le botte, le file a imbuto e tutto il resto. Ma e’ possibile che non abbiamo ancora imparato che ogni passeggero ha il suo posto assegnato e che l’aereo non parte se non siamo saliti tutti? Questa pratica diventa addirittura tragicomica quando l’imbarco avviene col bus! Stiamo in piedi come cavalli, per occupare un bellissimo posto in fila, che ci garantira’ di… salire per primi sul bus, in modo da… non so… scegliere una posizione strategica vicina a una delle porte, cosi’ da poter scattare come lepri al primo accenno di apertura. Anzi, a tale proposito, abbiamo sviluppato un automatismo che ci porta a mirare con l’occhio destro il dito pollice dell’addetto alla rampa, che lo mostra all’autista del bus quando questi puo’ farci scendere. Salvo poi rimanere fregati nel momento in cui il bus arriva sotto l’aeromobile e apre le porte dall’altro lato rispetto al nostro. Maledetto autista traditore!!

Noi italiani, inoltre, quando viaggiamo all’estero, non percepiamo bene la realta’ che ci circonda, forse perche’ non conosciamo bene le lingue. Sta di fatto che, ieri sera, uno degli addetti al check-in (c’era il finger e non il bus), ha chiesto ai passeggeri dalla fila 15 alla fila 23 di salire per primi. Volo Meridiana: 99% dei passeggeri italiani. Io ero al 10F e quindi non mi sono mosso, ma il problema e’ che non si e’ mosso nessuno. Aereo pieno, e nemmeno uno che sedesse dalla fila 15 alla fila 23?? Ma dai!! Allora, un signore di colore (probabilmente non italiano, quindi aveva capito l’annuncio), si e’ timidamente mosso verso la porta d’imbarco. Non l’avesse mai fatto, sono partiti tutti all’unisono, tipo calata degli Unni!!! Il povero addetto al gate ha ripetuto nuovamente l’annuncio, solo per sentirsi rispondere con un mormorio di “si, ma che dice?”. Risultato? Ci siamo imbarcati all’italiana, come al solito. Poi dice che ci sfottono…

Adesso, per carita’, nessuno obbliga nessuno a dover conoscere l’inglese a tutti i costi. Pero’, se vai a Londra e non sei in grado nemmeno di comprendere un elementare annuncio dentro un aeroporto (peraltro pronunciato e scandito piuttosto bene), allora che minchia ci sei andato a fare a Londra? Ma vai a Lamezia Terme! Ma chiedi, piuttosto che fare la pecora e seguire il pecorone che si muove per primo! E se quello doveva andare in bagno, che facciamo gli andiamo tutti a reggere l’affare? E poi, magari, fai 2 + 2: dunque, sei al gate d’imbarco, e c’e’ uno che, in una pletora di termini incomprensibili, dice sicuramente ladiesgentlemenfiftheentwentythree… Che saranno mai, i numeri a lotto per la ruota di Birmingham?

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21 agosto 2009 - Posted by | Cose da ricordare, La Rubrica del Chissenefrega, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , , , ,

8 commenti »

  1. ahahah, sono completamente daccordo, soprattutto sullo stile tutto italiano di affollarsi ai gate e sulla nostra capacità di litigare e lottare per essere i primi a salire su di un mezzo i cui posti sono assegnati; non oso immaginare (anzi preferisco non farlo) cosa possano pensare gli stranieri di noi italiani.

    ps: mi sono presentato e ti ho lasciato un post nella pagina relativa al test che ti hanno fatto per il lavoro in europa, se ti va puoi dargli un’occhiata.

    Commento di matteo | 23 agosto 2009 | Rispondi

    • Visto il commento e risposto, grazie Matteo 😉

      Commento di tuttoqua | 23 agosto 2009 | Rispondi

  2. EE bravo ‘o dottore, ti sei andato a fare un tripp a londra..

    Commento di mimmo torrese | 24 agosto 2009 | Rispondi

    • Ovviamente previo Vostro permesso, egregio Cavaliere Ufficiale 😀

      Commento di tuttoqua | 24 agosto 2009 | Rispondi

  3. Ciao Tutto qua! felice di rileggere le tue considerazioni serie e tragicomiche sui voli e sugli aeroporti, ti scrivo solo per dirti che torno stanotte dal giro USA + Hawaii (compagnia aerea locale fighissima) dal mio giro di lavoro-vacanza. in effetti arrivato NY per il cambio su MXP ho prorio ritrovato gli imbuti e tutto quello che hai scritto..che ridere che mi hai fatto.. hai solo dimenticato la Nosra caratteristica nel mondo del viaggio aereo…: L’APPLAUSO finale degli italiani dopo ogni atterraggio!!!siamo troppo riconoscibili ormai..è inutile tantare di camuffare,il nostro skill lo vede anche un cieco!
    fatto sta che tra una cosa e l’altra MI è PASSATA LA PAURA DI VOLARE!!!!! frazie alle tue considerazioni tecniche e grazie al fatto che in 20gg ho preso 11 voli!la Delta mi stendeva il tappeto rosso ormai..almeno ho fatto cumulo di miglia utili.
    le turbolenze sul pacifico ci hanno davvero fatto saltare sul sedile a volte ma questo viaggio davvero ero più tranquillo , anche quando da LAX aspettammo + di 1 ora per problemi idraulici prima della partenza.
    grazie ancora, a presto, viva gli aerei !!
    Enry

    Commento di enry | 28 agosto 2009 | Rispondi

    • Bentornato Enry! E, soprattutto, complimenti per aver lasciato i tuoi timori negli USA! 😉

      Commento di tuttoqua | 28 agosto 2009 | Rispondi

  4. Torno oggi da karpathos, una splendida isola del dodecanneso. Da qualche anno preda di Alpitour, e di una miriade di altre controllate-alpitour, e di qualche tour operator nord europeo. Il risultato e’ un volo settimanale da Milano e uno da Verona con AirDolomiti. Milanesi per lo piu’, un po’ spocchiosi urlatori in spiagge semideserte e Veneti che pensano di parlare inglese esprimendosi in dialetto veneto che chiedono il montenegro a fine pasto. Vabbe’, a parte questi sani campanilismi, la considerazione finale e’ sempre la solita: gli italiani all’estero sono (e siamo) vergognosi, maleducati, urlatori, spocchiosi e disordinati. La tipa di AirDolomiti (lufthansa) al rientro ha chiesto alla marmaglia ammassata nel bus di prendere la scaletta davanti per salire in aereo solo ai posti da 1 a 14, i restanti dietro. L ha detto prima in inglese e poi in italiano. risultato? Chi e’ entrato da dietro aveva il posto n. 3, chi da davanti col n. 30. E tutti a spingere per arrivare prima.

    Commento di dario | 29 agosto 2009 | Rispondi


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