TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Curva pericolosa

In questi giorni di spostamenti vacanzieri, alla guida del camper, ho potuto osservare molte cose legate alle strade e alle autostrade italiane, alle loro condizioni e, perche’ no, anche al nostro modo di stare al volante.

Il camper, da questo punto di vista, offre un’opportunita’ piuttosto unica. Prima di tutto il tempo che s’impiega a percorrere il tragitto e’ del tutto secondario, se non irrilevante. La bassa velocita’ media consente di osservare il paesaggio e i comportamenti altrui, e perfino le code non sono cosi’ esasperanti come puo’ accadere che lo siano al volante di un’automobile. Spostandosi in camper, il viaggio assume la stessa rilevanza della meta. Pero’, se anche il viaggio e’ importante, e’ evidente che tutto quello che accade durante il tragitto diviene determinante, e viene osservato bene, spesso con occhio critico. Per una volta, pero’, non voglio parlare delle abitudini italiche al volante, anche se ci sarebbe da dirne di cotte e di crude, ma del nastro d’asfalto che ci scorre sotto, con tutti gli anessi e i connessi.

Indubbiamente la condizione media delle strade e’ piuttosto patetica, con buche incredibili, dossi e cunette, giunti metallici trasversali che sembrano trampolini di lancio, tratti senza alcun tipo di protezione, segnaletica assurda e limiti di velocita’ ridicoli (nel bene e nel male). Per non parlare dei cantieri, che vengono allestiti in modo barbaro, spesso sono mal segnalati, durano per intere ere geologiche, e non vengono rimossi o, almeno, ridotti, in occasione degli esodi estivi. Tornando dalle Dolomiti, sulla ben conosciuta Autostrada del Brennero, in un giorno da bollino rosso-viola, ho beccato due code: la prima a Rovereto Sud, e la seconda ad Ala Avio. E sapete perche’? Per colpa di altrettanti cantieri, che potevano tranquillamente essere messi in condizione di fluidificare il traffico. Altro non c’era, per cui, almeno su quel tratto di autostrada, che pure trafficata lo e’, il bollino rosso era dovuto solo all’ente che gestisce la strada! Uno allora si chiede: ma se ci arrivo io a pensare che quel cantiere poteva essere rimosso, come mai non ci pensano loro? Semplice, perche’ non gliene frega niente. Se fossero persone civili e oneste, in tali situazioni dovrebbero almeno ridurre l’importo del pedaggio, per compensare il disagio sofferto dagli automobilisti colpevoli solo di volersi andare a fare due settimane di ferie in montagna, dopo 11 mesi passati a spalare cacca in ufficio. Ma figuriamoci…

Ma in realta’, la cosa che piu’ mi fa soffrire e’ l’atteggiamento alla Ponzio Pilato che i gestori delle nostre strade adottano, per scaricare su chi guida delle colpe che, invece, dovrebbero prendersi loro. Ad esempio: se, in autostrada, vi sono delle interruzioni nel guard rail, il l limite viene abbassato da 130 a 80 Km/h, magari 10 metri prima. Cosi’, se uno sbatte e esce di strada, la colpa non e’ loro, ma del pirla di turno che non ha frenato in tempo per mettersi all’andatura prescritta. Si potrebbero trovare e descrivere centinaia di situazioni analoghe, ma credo che esistano due semplici parole che le racchiudono tutte: curva pericolosa.

Domanda: chi l’ha fatta quella curva? Io no, l’avete fatta voi che avete costruito la strada! E perche’ e’ pericolosa? Quale che sia la ragione della sua pericolosita’, conta il fatto che pericolosa lo e’. Ma la cosa, magicamente, diventa un problema dell’automobilista, perche’ loro te l’hanno detto che e’ pericolosa!

Ma se lo sai che e’ pericolosa, allora perche’ l’hai fatta cosi’? Perche’ non l’hai fatta sicura? Perche’, probabilmente cosi’ risparmi, a spese della vita della gente. Roba da Codice Penale, ma evidentemente non e’ cosi’, visto che di curve pericolose, debitamente segnalate con tanto di luci intermittenti e cartelli neri e bianchi, in Italia, ce ne saranno decine di migliaia!

2 settembre 2009 - Posted by | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita' | , , , , , , , , , ,

9 commenti »

  1. Beh, apri un capitolo sul quale ci si potrebbe scrivere tanto, quanti sono i chilometri di rete stradale italiana. Anche se vivo all’estero ormai da parecchi anni, negli USA per la precisone, trovo che quello che dici ha perfettamente senso ma vale anche per altri Paesi purtoppo e non solo per l’Italia.

    Ma perche’ il cartello che ti segnala la presenza possibile di animali selvatici, si quello con la gazzella che salta per intenderci, non e’ buffo? A me da solo ansia, anche perche’ il povero autista cosa dovrebbe fare? Va be rallentare, ovvio, ma dovrebbe forse mettersi a scrutare i cespugli per scoprire se c’e’ qualche malintenzionato camoscio che vuole attraversare? E di notte allora? Segno della croce e speriamo che al camoscio di turno non gli venga in mente di attraversare proprio mentre passo io…

    Comunque questi cartelli forse li mettono anche perche’ se ti capita di sfracellarti contro un bisonte e non c’era il cartello imbecille a segnalare la presenza di animali, l’assicurazione si rivale contro il DOT (Department of Transportation) con tutti i casini che ne possono poi conseguire…e sappiamo quanto voraci siano gli avvocati delle compagnie americane.

    Ma i cartelli piu’ interessanti in America sono quelli che regolano la sosta o il suo divieto, nelle grandi citta’. Sei non li leggi completamente dall’inizio alla fine, con le freccette che vanno in su e in giu’ e i vari giorni della settimana e gli orari, etc, etc, non riesci mai a capire se puoi parcheggiare o se quando torni poi l’auto te l’anno gia’ portata via col carrattrezzi. E tante sono le info che ci scrivono sopra quei maledetti cartelli, che spesso io ci rinuncio a parcheggiare e vado al silos, spendo 20 dollari per la prima ora (la seconda costa un dollaro….mica scemi eh?), ma cosi’ almeno sono sicuro che l’auto la ritrovo e senza multa.

    Insomma, siamo in buona compagnia.

    Commento di oricitaly | 2 settembre 2009 | Rispondi

    • Tutto il Mondo e’ paese 😉 Anche se io volevo mettere l’accento sugli atteggiamenti criminali dei gestori. Indubbiamente avvisarti che un cinghiale puo’ tagliarti la strada e’ giusto, pero’ e’ anche vero che la Societa’ Autostrade di turno puo’ esercitare un controllo minimo sulla fauna selvatica che abita i boschi. Costruire invece volutamente una curva in modo che sia pericolosa, significa andare contro il concetto di base che c’e’ dietro il servizio: che e’ quello che tu Ente costruisci una strada e la gestisci, e io ti pago per passarci (direttamente col pedaggio oppure indirettamente con le tasse). Pero’ voglio passarci in sicurezza, e non trovarmi di fronte situazioni di cui tu Ente conosci bene la pericolosita’ e tutto quello che fai per rimediare e’ mettere un cartello terroristico!

      Commento di tuttoqua | 3 settembre 2009 | Rispondi

      • Concordo appieno sull’inutilità di molti cantieri, sui cartelli di “attraversamento animali selvatici” (io che abito in campagna li conosco BENE) e sui limiti ridicoli (per non parlare dei maledetti autovelox piazzati appena dopo il cartello di limite a 50…grrrr), ma se in autostrada ti capita di investire un qualunque animale, dal coniglio all’ippopotamo, puoi fare causa alla società autostrade, perchè devono esserci ai lati della strada le reti per evitare che i suddetti animali attraversino le carreggiate. E’ successo a un amico virtuale conosciuto su un forum di auto, e gli hanno risarcito tutti i danni all’auto provocati da un povero gattino! almeno quello…

        Commento di Ste | 3 settembre 2009 | Rispondi

        • Beh, in effetti… meglio che niente.

          Commento di tuttoqua | 3 settembre 2009 | Rispondi

  2. Non vorrei dire una fesseria ma credo che gli attuali padroni dell’Ente Autostrade siano stati multati(?) per “Extra Profitto” dall’unione europea, e di conseguenza il pedaggio dovrebbe essere gratuito.

    Commento di tukulka | 2 settembre 2009 | Rispondi

    • Uela’, e questa da dove e’ uscita? Hai qualche link?

      Commento di tuttoqua | 3 settembre 2009 | Rispondi

  3. L’attraversamento animali non è niente: cosa mi dici della “caduta massi”?
    Cosa devo fare?
    Accelerare per ridurre il tempo di transito?
    Rallentare guardando in su?
    Eccheccazzo…
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 3 settembre 2009 | Rispondi

    • Dunque, caro Doc, si fa cosi’: si compra solo ed esclusivamente una macchina col tetto di cristallo. Poi, in prossimita’ del cartello, ci si ferma sotto il costone di roccia, con la prima ben inserita, la frizione premuta e tenendo il motore a 3.000 giri. Poi, appena il masso si stacca, lo si segue attentamente con lo sguardo, grazie al suddetto tetto trasparente, si attende e, all’ultimissimo momento, si molla la frizione e si scatta in avanti! Salvo poi essere sfigati e scattare in avanti proprio in direzione del secondo masso che, statisticamente, cade a circa 3 secondi di distanza dal primo. Se ti succede pero’ non sei piu’ DottorDivago ma Willy Coyote! 😀

      Commento di tuttoqua | 3 settembre 2009 | Rispondi

  4. Quindi forse li possiamo classificare cosi’:

    La curva pericolosa e’ un atto doloso;
    L’attraversamento del cinghiale e’un atto colposo;
    E il secondo masso che ti arriva sulla capoccia magari e’ preterintenzionale….

    Ma comunque sia, sono tutti reati criminali!

    Commento di oricitaly | 3 settembre 2009 | Rispondi


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