TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Razzolare male? No! (POST sull’India)

I miei POST sull’India quasi sempre generano qualche effetto collaterale. Questa volta il mio “Volevano fare un Reality in India” e’ finito in distribuzione nella mailing list privata di un gruppo di persone che condividono  un  interesse nei confronti del Sub-Continente. So con certezza che tra i membri c’e’ chi studia il Paese e ne insegna all’universita’, se ci sia poi chi ci ha vissuto, o sia semplicemente interessato all’India o ancora vorrebbe saperne di piu’, non saprei dirlo. Bene, il POST in questione ha dato vita a una serie di commenti piuttosto polemici, a tratti anche offensivi, basati su opinioni personali e poco altro, cosa che, di solito, non aggiunge contributi interessanti e ulteriori spunti di riflessione. Mi sono preso, comunque, la briga di scrivere al moderatore della mailing list, autorizzandolo anche a condividere la mail con gli altri iscritti. Pero’, poiche’ mi sono lamentato con lui/loro del fatto che solo Maria (commento numero 8, Maria ti ringrazio per averlo fatto) abbia pensato di condividere il suo pensiero pubblicamente lasciando, appunto, un commento al POST, rispetto agli altri che hanno scelto solo di replicare nell’ambito della stessa mailing list, ho pensato che sarebbe stato meglio predicare bene e tentare di razzolare altrettanto bene. Ho fatto un piccolo pistolotto sul Web collaborativo (leggerete sotto), ho detto che e’ un peccato non approfittare dell’opportunita’ di raggiungere piu’ persone, quindi ora non posso non pubblicare anche qui la mia risposta, nella speranza che attiri opinioni e critiche costruttive diverse da quanto visto finora. Ecco il testo, e’ un po’ lungo, quindi se non avete voglia, tornate quando vi pare:

***

Inizio col dire che l’idea di polemizzare e’ ben lungi da me, perche’ il concetto di Web 2.0 e di Blog e’ qualcosa che sta esattamente agli antipodi della polemica. Il Web 2.0 e’ l’esperienza condivisa delle informazioni, qualcosa che sposta l’universo Internet da un semplice calderone di informazioni da cui attingere passivamente, a un ambiente virtuale collaborativo, dove sono gli utenti stessi a creare i contenuti, e non i contenuti a guidare e influenzare il pensiero degli utenti. Ne deriva che qualsiasi uso non costruttivo del Web in tal senso degenera in qualcosa che, per quel che mi riguarda, e’ immateriale, ma oggettivamente e’ anche inutile. Un circolo di persone che si riunisce per discutere su un tema qualsiasi dovrebbe avere lo stimolo di contribuire alla causa, portando argomenti supportati da fatti, e non limitarsi a sparare a zero sul compagno di banco, sulla base di opinioni personali e di quanto sentito dire da altri. Che poi ognuno sia libero di dire cio’ che piu’ lo aggrada e’ una questione di Democrazia, ma in questi casi sarebbe apprezzabile un tono meno dispregiativo, specialmente nei casi in cui la persona che sta dall’altra parte non la si conosce nemmeno. Altrimenti si rischia di degenerare in una odiosa situazione: il pregiudizio.

Ci tengo anche a chiarire un’altra questione: il linguaggio (mi hanno criticato perche’ ho detto cazzo un paio di volte, ndr). Come spero sia evidente da questa email, il sottoscritto e’ perfettamente in grado di esprimersi in modo politicamente corretto, e quindi il fatto di utilizzare una terminologia che possa aver fatto storcere il naso a qualche purista della mailing list mi procura un certo dispiacere. Ma, sinceramente, non mi preoccupo piu’ di tanto dell’offesa eventualmente arrecata, ma perche’, evidentemente, a qualcuno manca, forse per inesperienza, la sensibilita’ sufficiente a capire come adattarsi ai propri interlocutori. Inoltre, il linguaggio e’ anche uno strumento di comunicazione, quindi, quando si prende bonariamente in giro qualcuno o qualcosa nell’ambito del cosiddetto “giro degli amici”, si preferisce semplificare e, se vuoi, arricchire anche con qualche colorita metafora, per evitare che la discussione finisca in noia e pensantezza (proprio come questa mail, ndr), e si perda cosi’ l’attenzione di chi ascolta. Per cui, il fatto che io abbia aggiunto qualche “parolina” qui e li’ serve solo a caricare la storiella e a nient’altro. Se si vuole offendere qualcuno in modo serio (e non e’ il mio caso), non e’ necessario ricorrere al turpiloquio.

Sempre in tema di chiarimenti, consentimi di spiegare che un blog privato e’ come un diario, dove l’autore e’ libero, nel vero senso della parola, di scaricare i suoi pensieri nel modo e nella forma che piu’ gli aggrada. E’ uno strumento libero, seguito da persone che, per motivi diversi, hanno ragioni di seguirlo, ma che non obbliga nessuno a farlo. E’ gratis e non e’ una testata giornalistica con particolari obblighi verso i suoi lettori. Ma un blog mette a disposizione anche uno strumento formidabile, che e’ il “commento”. Di tutte le persone che hanno voluto condividere il loro pensiero con il resto della mailing list, solo una (e sottolineo una) ha avuto la bonta’ di fare lo stesso lasciando un commento all’articolo, in modo che chiunque lo potesse leggere. L’ho apprezzato e ringrazio, e avrei apprezzato anche i commenti degli altri, sempre in virtu’ di quel famoso spirito di collaborazione e di condivisione a cui accennavo prima. E’ proprio un peccato non approfittare della possibilita’ di raggiungere piu’ persone, ed e’ come se un’azienda qualsiasi si limitasse a fare volantinaggio solo appena fuori del portone d’ingresso, pur avendo a disposizione il Mondo intero.

Continuo con qualche riferimento a quanto e’ stato detto, anche se, visti i contenuti, sarei tentatissimo di sorvolare. Diciamo allora che lo faccio per amore della chiacchiera. Direi che, in generale, traspare una discreta conoscenza dell’India, che pero’ non arriva all’esperienza diretta, che invece, secondo me, manca, o magari e’ limitata a certi ambienti che poco hanno a che fare con la vita vera e tangibile riscontrabile per le strade e dentro le case. Perfino quel signore dal cui nome arguisco la provenienza dal sub-continente, che mi contesta l’affermazione sul numero di poveri del paese, mostra di non avere argomenti (spero mi perdonera’ per averlo detto). Non e’, infatti, un mistero che il numero di persone indigenti in India ruoti intorno a quella cifra e che, col passare del tempo, tale numero sia destinato a crescere piuttosto che a diminuire (mi hanno contestato di aver detto che i poveri in India sono 8/900 milioni, bastava leggere questo…, ndr). Il 75% del territorio del Paese e’ area rurale, ed e’ li’ che vivono milioni di famiglie con meno di 1 Euro al giorno (per non parlare degli altri milioni che vivono nelle aree metropolitane). Che poi non siano 800 milioni ma 723, sinceramente non mi pare fosse questo il perno della discussione. Questi, al contrario di chi invece puo’ permettersi una casa e qualche agio, continueranno per decenni a fare tanti figli. La conclusione e’ immediata: sempre piu’ poverta’, malattie, analfabetismo e cosi’ via. Anche a chi mi contesta che la crescita economica dell’India non sia basata sulla manodopera a bassissimo costo, direi che e’ andato fuori tema, perche’ questo e’ un fatto che qualsiasi economista potra’ confermare facilmente. Ma per quale ragione le multinazionali vanno a investire in India? Non certo per la qualita’ del cervelli (i cervelli di qualita’ si trovano ovunque, in India come altrove ed e’ un fatto incontestabile), ma per installare fabbriche, call center, laboratori di sviluppo software e cosi’ via. Tutte attivita’ che, in India, costano veramente poco. E siccome la questione e’ proprio questa, mi pare evidente che “i ricchi e potenti” dell’India siano interessati a lasciare questo bacino di manodopera nelle condizioni in cui si trova, pena il declino inevitabile dello sviluppo economico del Paese. E poiche’ di sviluppo parliamo, lasciami aggiungere che quello economico e’ l’unico con la freccia puntata verso l’alto. Le Caste dominano ancora lo sviluppo sociale (nonostante siano fuorilegge), il tasso di vivibilita’ del Paese e’ in declino, le intolleranze religiose sono in aumento, e non mi pare che ci sia alcun piano per migliorare la sanita’ e il trasporto pubblico. Per non citare il fatto che non si parla affatto di investimenti sulle infrastrutture energetiche e idriche, se non la sbandieratissima affermazione (che ha solo ed esclusivamente ragioni politiche legate al meeting di Copenhagen) di voler produrre un terzo dell’energia da fonti rinnovabili entro il 2020 (non sono sicuro sull’anno). (ho controllato, e’ il 2050, quindi ben piu’ lontano e, per questo, meno credibile…, ndr)

Insomma, l’India e’ un paese molto povero, che vedra’ aumentare i poveri, a vantaggio dei ricchi. Il divario tra queste categorie aumentera’, spero solo che non diventi insanabile. Questa estrema poverta’, legata a filo doppio alla palese difficolta’ nell’aumentare il proprio tenore di vita, fa si’ che gli indiani, raggiunti al giorno d’oggi dalla visione del consumismo occidentale (i Centri Commerciali che stanno sorgendo come funghi ne sono la riprova), desiderino i soldi in maniera maniacale. Gli indiani che ho conosciuto (e parlo dei benestanti non dei poveri) hanno solo a cuore l’accumulo del danaro, che a quanto pare e’ l’unico parametro su  cui misurano il loro successo personale. E, per raggiungerlo, sono disposti a tutto, senza guardare in faccia a nessuno, anche a rubare e a imbrogliare senza alcun ritegno. Qualcuno potrebbe obiettare, dicendomi che cosi’ sto dipingendo il ritratto di un paese qualsiasi dell’Occidente. E’ verissimo! E non ho mai sostenuto il contrario. Che non mi si venga a dire, pero’, che questo non vale anche per l’India, alla faccia del paese dell’esperienza mistica che forse, ahime, ormai esiste solo nella testa di qualche rispettabilissimo Guru Indu, oppure in qualche resort a cinque stelle di Goa e dintorni.

Sul Reality c’e’ poco da dire, io mi sono limitato a commentare i fatti riportati dai giornali. Anzi, sarebbe interessante poter accedere alle fonti a cui accennano alcuni membri della lista, in modo da poter rendere l’informazione piu’ omogenea e vicina alla realta’ (qualcuno ha detto di avere a disposizione informazioni “interne”, ndr). Che poi la ragione fossero i Visti o piuttosto il satellite, conta poco. Vorrei solo precisare, solo a beneficio di coloro che ritengono, magari a ragion veduta, di detenere la verita’, che la richiesta dei visti, nell’ambito del progetto “Missione India”, era una responsabilita’ di Mediaset e non della Triangle (qualcuno ha detto che fosse un compito di Triangle, la societa’ che doveva produrre il Reality, ndr). Ah, dimenticavo! Insignificante il commento sul nome “Tribu'” (qualcuno ha detto che il termine Tribu’ avrebbe offeso la popolazione locale! ndr). Quello e’ il nome del Reality, e si riferisce ai concorrenti e non certo alla popolazione che vive in quelle zone. Se non si riesce a capire nemmeno questo…

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7 ottobre 2009 - Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , , , , , , ,

11 commenti »

  1. Hai scritto un paio di volte “cazzo”?!!
    Eh no, Paolino, cribbio, così non va bene…
    Fà una cosa: la prossima volta, mandali da me; si sentiranno a loro agio come maiali nella merda.
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 8 ottobre 2009 | Rispondi

  2. …in India le multinazionali istallano fabbriche per lo stesso motivo per cui negli anni 50 e 60 le istallavano in italia e soprattutto nel meridione. Il basso costo della manodopera. Appena le condizioni muteranno, cercheranno paesi più convenienti per risparmiare sulla manodopera. Proprio come fecero da noi. Io non sono mai venuto in India, ma molte persone ne fanno un quadro identico. L’estate scorsa mi sono trovato a parlare con degli amici che da almeno 10 anni fanno affari e quindi si recano nel subcontinente, in indocina e una volta anche in pakistan. Parlando degli indiani, hanno fatto le stesse osservazioni che ho poi sentito da te e dall’indonapoletano. le stesse!
    E poi, cazzo, anche tu che ti metti a dire cazzo in un blog di raffinati, cazzo. Che cazzo di figura ci fai fare?
    Non ti metto il cognome per evitare di finire su google mentre me la faccio con te. Vergognati, cazzo!

    Commento di mimmo | 8 ottobre 2009 | Rispondi

    • Si, in effetti ho fatto una cazzata, ma lo sai che a me piace anche cazzeggiare. Non lo so, saro’ che sono un cazzone, forse dovrei darmi un cazzotto in faccia, oppure darmi una mossa e diventare piu’ cazzuto, come dire, tirare fuori la cazzimma! Ma che sto dicendo cazzarola? Sto facendo la figura del cazzaro… credo sia ora di cazzare le mie vele e dirigermi verso altri mari, ma col cazzo che lo faccio! 😀

      Commento di tuttoqua | 8 ottobre 2009 | Rispondi

  3. nella mailing list ci sono anche non accademici: studenti, ex-studenti, appassionati, residenti in india e non. Personalmente mi sono divertita un sacco a leggere le varie reazioni e contro-reazioni. Grazie

    Commento di cassatina | 9 ottobre 2009 | Rispondi

  4. salutami cazzaniga

    Commento di mirko | 9 ottobre 2009 | Rispondi

    • Speriamo non s’incazzi! 😀

      Commento di tuttoqua | 9 ottobre 2009 | Rispondi

  5. Ma il cazzabocchio, lo mangi? (chiedere a Mimmo per lumi)

    Commento di Nello | 11 ottobre 2009 | Rispondi

    • Da me lo chiamano cazzinbocchio, ma temo proprio che sia la stessa cosa. Quindi, la risposta e’ no, il cazzinbocchio se lo mangia soreta! 😀

      Commento di tuttoqua | 11 ottobre 2009 | Rispondi

  6. …se lo potrà mangiare anche la sorella, ammesso che ne abbia una, ma il cazzabocchio è per tutti! Trattasi di ghiaccio grattato da una bacchetta gigante di liquido acquatico solidificato. Una volta asportato per sfregamento di un aggeggio particolare dentato che lo ingloba in se, si deve “condire” con uno sciroppo in genere alla frutta. si può utilizzare anche quello alla menta. In alcune zone d’Italia è chiamato grattachecca. Come vede, caro tuttoquà, probabilmente insieme alla sorella di nello,a me e a mia moglia, lo avrà sicuramente mangiato lei e la sua signora.

    Commento di mimmo | 13 ottobre 2009 | Rispondi

    • Caro Mimmuzzo, confermo e ritiro tutto. Nel senso che dalle parti mie il cazzimbocchio e’ un aggeggio assai meno piacevole al palato… Oddio, poi de gustibus non sputazzella come diceva il Principe 😀

      Commento di tuttoqua | 13 ottobre 2009 | Rispondi


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