TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Beh… certo… ‘a perifrastica…

Ho sempre avuto un’opinione precisa nei riguardi dei “generalisti”: l’utente ci rimette sempre e comunque.

In questo caso voglio parlare delle grandi catene che distribuiscono elettronica di consumo, come MediaWorld, Trony, Expert, Unieuro e compagnia bella. Chi vi scrive e’ un consumatore piuttosto accanito di gadget, chi mi conosce da vicino puo’ confermarlo, ed e’ quindi un assiduo frequentatore di questi luoghi ameni, nonche’ cliente benemerito spesso e volentieri.

La grande distribuzione ha l’indubbio vantaggio di poter offrire vastissima scelta, il che rende l’accanimento ancora piu’ feroce, visto che, ogni volta che entro da qualche parte, mi brillano gli occhi e vorrei comprarmi tutto. Sui prezzi ci sarebbe da fare una polemica infinita, perche’ nonostante i volumi pazzeschi in gioco, sono gli stessi praticati dai pochi negozietti all’angolo che ancora si trovano. Ma cio’ che mi infastidisce in modo oltremodo sopportabile e’ la diffusa incompetenza del personale. Prendo ad esempio il MediaWorld, ma non perche’ ce l’abbia con loro in modo particolare (anzi, se andassero a vedere quanto ho speso da loro negli ultimi dieci anni dovrebbero darmi una targa d’oro!), ma perche’ ieri e’ successo un fatto rivelatore di cui vi parlero’ fra un attimo.

Gli omini, e le omine, in maglia rossa sono mediamente impreparati. Se gli fai una domanda che va al di la’ del prezzo gia’ esposto sul cartellino, cadono dal pero con una tranquillita’ disarmante. La prima loro reazione e’ quella di andare a cercare dentro il terminale, come se l’AS400 fosse un oracolo capace di dare tutte le risposte. Una volta constatato che il sistema oracolo non e’, o si arrendono subito, oppure con intraprendenza chiamano il collega piu’ vicino, come se questi fosse un Guru. Ma il Guru si rivela, alla prova dei fatti, altrettanto scarso se non peggio. Io, poi, amo pure metterli in difficolta’, quindi a volte mi documento e poi vado a metterli in imbarazzo. E’ successo di recente subito dopo l’uscita della Vodafone Station. Ho studiato la brochure e poi sono andato a interrogarli, solo per sentirmi sparare una serie incredibile di cazzate e per sentirmi consigliare di andare a chiedere in un negozio Vodafone (!).

In sostanza, dunque, ci si ritrova piuttosto abbandonati a se stessi, e chi non ci capisce granche’ (cosa peraltro legittima), e’ costretto a ripiegare, oppure a compiere una scelta che, a posteriori, per un motivo o per un altro, si rivela sbagliata. Passi quando vai a comprare 10 DVD vergini che poi scopri non essere del tipo compatibile col tuo masterizzatore, ma quando ti prendi un LCD 42 pollici a cui manca proprio quel connettore che cercavi tu, c’e’ da mangiarsi il fegato con un bel piatto di fave alla maniera di Hannibal! E vogliamo parlare della garanzia? Entro non so quando devi andare da loro, poi ti devi rivolgere direttamente alla casa. In entrambi i casi la procedura e’ una sofferenza.

I negozietti che c’erano una volta, invece, erano tutta un’altra storia. Andavi li’, c’era l’omino appassionato e onnisciente, quasi un Leonardo dell’elettronica, che conosceva ogni bit di ogni prodotto, ti dedicava il tempo che ti serviva e ti aiutava a scegliere con coscienza. Se qualcosa non fungeva, andavi da lui e amen: problema risolto, e soprattutto non da te ma da qualcun altro.

Ora, dovete sapere che TuttoQua Girl si e’ scoperta, da un paio d’anni a questa parte, una incontenibile divoratrice di alimentatori per laptop HP (originali!). Due anni fa cambio’ il laptop e, dopo qualche mese, il pirulino di metallo che collega l’alimentatore al computer era partito. Poco male, eravamo in India, dove ci sono punti vendita HP, andammo in uno di questi e ci dettero un cavetto nuovo di zecca. La stessa cosa si e’ verificata qui in Italia, dove i punti vendita HP non ci sono. Pero’ ci sono i generalisti, che di prodotti HP ne vendono a pacchi. Siamo andati al MediaWorld ieri sera, ci siamo approssimati a un omino in maglia rossa e gli abbiamo detto: “si e’ rotto… blah blah blah… si puo’ sostituire?”. Risposta: “Dipende”. Noi: “Bene… ehm… da che?”. Lui: “se chiedete ad HP un connettore nuovo, perche’ noi qui non li abbiamo”. Che tipo splendido splendente, talmente splendente da mandarlo affanculo per direttissima.

Ma, il realta’, il mio POST di oggi, se pur attivato da un incenerimento del pancreas causato dallo splendido, trova la sua ragione di essere in un fatto accaduto 30 secondi dopo. Passando davanti a uno dei PC esposti, mi scappa l’occhio su un particolare immensamente evidente: a tutto schermo appare il client Outlook aperto sulla casella di posta elettronica di uno degli omini in maglia rossa. Che, evidentemente, aveva letto la posta li’ nel negozio, e poi aveva lasciato i cazzi suoi in bella vista come se fosse la cosa piu’ normale del mondo ed era andato a fare altro. Non ho resistito, e ho letto i messaggi in catena che apparivano a video. Anzi, a dire la verita’, ho anche scattato una foto, ma non posso pubblicarla altrimenti violo la Legge sulla Privacy (anche se non ne sono sicuro, visto che la casella era aperta li’ in un luogo pubblico sotto gli occhi di tutti).

Lo scambio di email riguardava certi corsi di aggiornamento interni, con particolare riferimento ad alcuni prodotti nuovi, tra cui Microsoft Windows 7. Uno dei dipendenti si lamentava che l’istruttore non sapeva niente un tubo, e che il corso era prima saltato e poi era stato recuperato in extremis, pur servendo a poco e a nulla. E l’altro rispondeva con un “boh… andiamo a braccio”. Ma come? Io vengo da te per chiederti lumi su un nuovo sistema operativo che nessuno ha mai visto, e tu vai a braccio? Insomma, mi spari delle fesserie, tanto non sono in grado di confutarle?

Ecco, e’ esattamente quello che fanno li’, vanno a braccio, ma il bello e’ che ne sono consapevoli, ma invece di mangiarsi i maroni indorati e fritti dei loro capi, se ne escono con un boh! Voglia de lavora’ sartame addosso, proprio…

Viva la Grande Distribuzione Organizzata, orribile effetto collaterale del mercato del 21-esimo secolo, dove l’unica attenzione e’ al profitto, mentre la customer satisfaction e’ un concetto abbondantemente dimenticato. Viva la Grande Distribuzione Organizzata, perche’ l’unico vero obiettivo che doveva porsi, cioe’ quello di aiutare il contenimento dei prezzi, l’ha clamorosamente mancato, sviluppandosi in aziende gigantesche e pesanti con dei costi interni e di overhead insostenibili, che si ripercuotono pesantemente sul prezzo all’utente finale.

E viva anche noi, perche’, nonostante tutto, continuiamo a comprare li’, ma forse, ormai, ci siamo costretti.

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17 ottobre 2009 - Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , ,

7 commenti »

  1. ..contenere i prezzi? Ma manco per sogno, oltretutto la grande distribuzione ha creato un cartello imponendo gli stessi prezzi ovunque. Una volta andando e girando nei piccoli negozi potevi sperare di spuntare un prezzo migliore. oggi questo non è possibile. Tutti hanno gli stessi prezzi, chiaramente verso l’alto. E poi la assoluta ignoranza degli addetti è proverbiale. Oltretutto ti aggiungono fantasiose e inverosimili spiegazioni tecniche. Ora se uno di questi mi dice qualcosa sull’effetto di un detersivo, io non ho elementi per confutare. Ma se uno degli omini mi vuole convincere a comprare una fotocamera o una videocamera sparando grandissime cazzate, un pò mi girano. Comunque, io ho risolto la cosa. per quanto possibile compro su internet, almeno non ti raccontano frottole, e i prezzi sono migliori…

    Commento di mimmo | 18 ottobre 2009 | Rispondi

  2. ma parli proprio come un libro stampato. Anch’io vado da mediaworld come al negozio dei giocattoli e sbavo alla vista di tutti quei gadget , ma l’incompetenza degli addetti è davvero micidiale, da tempo bramo di acquistare un 50 ” e vorrei capire avendo sentito molti pareri del tutto opposti su quello che mi serve, qual’è la soluzione migliore per me. Maledizione, ogni volta che ci vado un addetto mi da una versione diversa da quello precedente e vado a casa più confuso di prima, oltretutto con una certa supponenza. però di negozi che vendono TV come una volta , non ce ne sono più…..

    Commento di enrico bo | 19 ottobre 2009 | Rispondi

    • Caro Enrico, e’ il caso di dire che non li fanno piu’ come una volta. Ah… comunque, se necessario, posso parlare anche come un libro strappato 😉

      Commento di tuttoqua | 19 ottobre 2009 | Rispondi

  3. Anche io sono come Tuttoqua girl. Se ricordi anche a me in India si era rotto il cavetto del laptop. Fortuna che c’era il negozietto di materiale elettrico di South Moti Bagh Market che me lo sistemò alla buona…..Conclusione: vado avanti ancora con quel cavetto sbrindellato che solo io so attaccare nella giusta posizione per far accendere il computer…..

    Commento di marianna | 22 ottobre 2009 | Rispondi

    • E come non mi ricordo? Mitico quell’elettricista li’!!

      Commento di tuttoqua | 22 ottobre 2009 | Rispondi

  4. E’ verissimo, concordo pienamente con quanto esposto precedentemente: l’incompetenza cronica degli addetti alla vendita nella grande distribuzione di elettronica di consumo é seconda solo alla loro presunzione e supponenza. Quasi ormai spariti i negozietti dove il personale oltrechè venditore era quasi sempre anche un competente appassionato del settore egli stesso, e sapeva (e voleva!) consigliarti bene per tenersi il cliente.

    Commento di Massimo | 23 ottobre 2009 | Rispondi

    • Esatto! Ma poi la passione trasudava da ogni parola. Quei mitici omini li’ ti facevano proprio venire voglia di comprare!

      Commento di tuttoqua | 25 ottobre 2009 | Rispondi


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