TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Chiusura della stagione di Formula 1 2009

Se questo articolo fosse stato scritto 30 anni fa da un’altra persona qualsiasi, e io lo leggessi oggi per la prima volta, mi formerei un giudizio inquinato. Penserei che l’autore avesse, a suo tempo, volutamente calcato la mano su una serie di fatti e di eventi, al semplice scopo di romanzare la storia, e di consegnarla distorta al giudizio delle generazioni successive. Ma la questione qui e’ assai piu’ semplice: c’e’ molto poco da romanzare, i fatti sono andati cosi’, e il giudizio e il commento, per quanto soggettivi e personali possano essere, non spostano la conclusione in maniera percettibile. Conclusione, che a discapito dei meriti di chi ha vinto e delle evidenti colpe di chi vinto non ha, e’ una  e una sola: la stagione 2009 del Campionato del Mondo di Formula 1 andrebbe rimossa! Da tutto! Dagli annali, da Internet, dalla memoria e dal bagaglio di esperienza che una qualsiasi competizione sportiva genera, e sul quale, nel bene e nel male, si costruisce quello che viene dopo.

E’ stato un orrendo sabba stregonesco, che nel pentolone della politica e delle lotte intestine, ha cucinato e malamente rimestato i regolamenti, la tecnologia, le qualita’ di pochi e le mediocrita’ di tanti, le scelte errate e le fortune inattese.

E dire che le avvisaglie c’erano state, gia’ quando una scuderia formalmente chiusa e fallita come la Honda, venduta per una sterlina e recuperata per il rotto della cuffia da Ross Brown, con due piloti decenti ma che campioni non sono, ha letteralmente dominato grazie a un trucco regolamentare. Il doppio fondo. Se si poteva fare, allora poveri quelli che non l’hanno capito, Ferrari in testa, e se non si poteva, allora andava sanzionato seriamente dalla F.I.A. In entrambi i casi, la cosa andava chiarita con fermezza, e prima di versare il primo olio nelle coppe.

La BrownGP ha vinto meritatamente, non tanto battendosi in pista, ma soprattutto lavorando bene al tecnigrafo e al sistema CAD. E poi, guidata da quell’indiscutibile genio che la possiede, e che le ha affibbiato il proprio nome in una sorta di rito propiziatorio (Enzo Ferrari, Frank Williams, ecc…), ha semplicemente amministrato il ritorno sorprendente della RedBull. La quale, pur avendo compiuto degli errori, ha rivelato tre cose. La prima: che nel panorama della Formula 1 del 21-esimo secolo c’e’ un nuovo pilota tedesco che potrebbe non farci rimpiangere troppo un altro tedesco che di titoli ne ha vinti 7. Si chiama Sebastian Vettel (si pronuncia Fettel!). La seconda: che Adrian Newey e’ talmente geniale da riuscire a far andare veloce anche un cassonetto per la raccolta differenziata. La terza: che vendendo bibite energetiche si puo’ competere alla pari in un mondo che, da sempre, sembrava riservato solo agli storici costruttori.

Storici costruttori che, evidentemente, hanno fallito miseramente. Forti delle loro certezze, sono caduti pesantamente dal piedistallo. Tutti! Solo la McLaren, con uno sforzo mostruoso, e piu’ che altro economico e coperto dal poderoso salvadanaio della Mercedes, e’ riuscita a rimettere in piedi la propria dignita’, rendendo nuovamente competitivo il suo campione del mondo. Un Lewis Hamilton che, oggettivamente, e’ piacevole come una scarpa 38 su un piede 41, ma che e’ veloce come pochi altri. Ma la BMW, la Toyota, la Renault e, come dimenticarsene, la Ferrari, hanno portato a casa solo un risultato: una penosa figura che, con precisione diabolica, si colloca esattamente agli antipodi della loro reputazione e delle aspettive degli osservatori. E, infatti, la BMW e la Toyota l’anno prossimo saranno assenti in griglia, e la Renault, con ogni probabilita’, ci salutera’ nel 2011.

La casa di Monaco negli ultimi cinque anni ha esibito soltanto enormi ambizioni, e ha compiuto un percorso incomprensibile, dando sempre la netta impressione di non capirci poi molto. Emblematica la scelta di spingere piu’ degli altri l’introduzione del K.E.R.S. con una determinazione sconcertante, salvo poi eliminarlo subito. I giapponesi, seppur dotati di un budget faraonico, sono riusciti nel difficile intento di far passare la voglia a uno tosto come Jarno Trulli, a tal punto da renderlo perfettamente inutile. La Ferrari merita un discorso a parte, ma non perche’ io ne sia un sanguigno seguace, ma perche’ la gamma e la varieta’ di errori compiuti la posizionano in una categoria a parte: quella degli incapaci che, tanto per gradire, sono anche sfigati. Non bastava aver toppato nell’intepretazione del regolamento, lasciando passare l’opportunita’ di costruire il famoso doppio estrattore da subito; non bastava aver progettato una macchina senza grip e incapace di sfruttare al meglio le gomme. E non bastava aver tirato fuori un motore talmente assetato di carburante da rendere superflua qualsiasi strategia in materia di pit-stop, e nemmeno il fatto di avere deciso di fermare lo sviluppo della F60 a meta’ stagione, pregiudicandosi ogni residua, seppur minima, opportunita’ di salvare il salvabile. Non bastava tutto questo, no. Mancava l’incidente di Felipe Massa al Gran Premio di Ungheria, che ha messo fuori gioco il pilota. Il quale sembrava fosse, tra i due “cavallini”, quello meglio in grado di contribuire alla causa. Perche’, parliamoci chiaro, il buon Raikkonen, pur essendo un driver dal talento indiscusso, si e’ risvegliato troppo tardi. Forse lui e’ uno che ha bisogno di sentirsi protagonista, e non ama dover competere internamente, visto che ha iniziato e concentrarsi e a impegnarsi come si deve proprio dopo l’uscita di scena del collega brasiliano. E sara’ proprio per questo, unitamente alle sue doti comunicative, che sono simili a quelle di un vaso d’argilla, che a Maranello hanno deciso di salutarlo anzitempo. Ed e’, a tutt’oggi, l’unico campione del mondo di F1 che aspetta ancora di trovare un volante. Significhera’ qualcosa, no?

Gli altri hanno portato poco valore al Circus, che si chiamassero Williams oppure Force India, la loro presenza e’ stato un mero atto scenico. E l’anno prossimo di questi cosi’ ce ne saranno a pacchi, ma ne parleremo in futuro.

Detto tutto questo, la delusione piu’ grande e’ stata scoprire che lo sport dei gentlemen driver e’ finito davvero. La Formula 1 ha dovuto, quest’anno, fare i conti anche col dispiacere dell’imbroglio pianificato a tavolino, e spifferato da un ragazzino brasiliano incapace e viziato (Nelson Piquet Junior), figlio di un ex-asso del volante che, nel procrearlo, si e’ dimenticato di trasferirgli il manico genetico e, con ogni probabilita’, anche le palle. Parlo, naturalmente, del Crashgate che ha visto coinvolta la Renault, sul cui futuro sono scese ombre scure, e che ha colpito duramente, forse troppo forse no, l’italico Flavio Briatore. Sulla cui attitudine alla correttezza potremmo discutere fino a notte fonda, ma che aveva avuto anche il merito non solo di colorare a modo suo una Formula 1 un po’ grigia (dopo la morte del Drake), ma soprattutto di aver investito con grande convinzione su Michael Schumacher, che e’ poi diventato l’amatissimo campione che tutti conosciamo.

La FIA ha fatto il suo tempo, governata da un Max Mosley che, tra un festino sadomado e l’altro, ha solo trovato il tempo di accanirsi contro i suoi nemici, politicizzando un ambiente che di politica sarebbe anche potuto crepare, se la cosa fosse andata avanti un altro po’. Un direttivo che ha solo saputo creare regole stupide e incomprensibili, che ha introdotto l’inutilissimo K.E.R.S., nella sciocca presunzione di volersi mostrare attenti all’ambiente, come se 22 macchine che ogni anno percorrono poche migliaia di chilometri, possano davvero avere un impatto significativo sul Global Warming. Ridicolo e ridicoli! Gente che ha reputato utile alla salvaguardia dei costi impedire ogni test durante la stagione, cosi’ che dovendo sostituire necessariamente un pilota (vedi Ferrari), il sostituto non ha mai potuto provare la macchina, con evidenti conseguenze sulle prestazioni (e ricadute sull’immagine), e anche rischi connessi alla sicurezza.

La FOTA ha mostrato di non servire praticamente a nulla. Un’associazione di costruttori che, nel momento del bisogno, si e’ disunita come non mai, arrivando a dover far fuori un paio di membri (Williams e Force India) i quali, nel dubbio, sceglievano comunque di tutelare i loro interessi di piccoli costruttori e di fregarsene beatamente dei loro compagni di avventura. A che scopo associarsi per condividere obiettivi e piani, se poi, quando succede qualcosa, uno va a destra e uno a sinistra?

A questo punto del POST mi accorgo di non aver preso la direzione che avevo in mente prima d’iniziare, ma sinceramente la poca passione che accende il mio cuore dopo una stagione cosi’ ha preso il sopravvento. E, tanto per condire il tutto, scrivendo, mi sono anche demoralizzato. Suppongo, dunque, che potrei anche chiuderla qui, evitando di tirare fuori tutto cio’ che grida vendetta dentro di me, sperando in un 2010 migliore.

Pero’, aspettate un attimo… una cosa da dire ce l’avevo sul serio, e siccome la Ferrari merita un discorso a parte, vale la pena chiudere con essa, per evidenziare un fatto che, da tifoso, mi ha deluso moltissimo. Forse in modo irreparabile (anche se poi al cuor non si comanda). La Ferrari ha sempre e comunque, indipendentemente dalle vicende che si sono susseguite in ormai 60 anni di storia, seguito una linea guida precisa: andare piu’ veloce degli altri. Il Drake aveva solo una cosa in testa, quella di costruire la macchina piu’ forte, a dispetto di tutto e di tutti. Lui le macchine le costruiva col cuore e con i nervi. Le Ferrari, che nel portare orgogliosamente il cognome di Enzo ne hanno sempre sottolineato l’anima, erano sempre state macchine di carne e metallo, di cuore e polmoni, di rabbia e di determinazione. Di desiderio di riscatto di una terra piena di talenti ma avara di opportunita’, di voglia di essere comunque primi, perche’ la sola idea di arrivare secondi dietro chiunque altro, era semplicemente insopportabile.

La Ferrari di oggi, quella di Stefano Domenicali & C., cosi’ non e’ piu’. Un team che decide di fermarsi, di arrendersi, di rinunciare, nella consapevolezza che da un certo momento in poi cio’ che arrivera’ sara’ solo sofferenza e delusione, non e’ un team degno di indossare l’uniforme rossa col cavallino nero. Mi dispiace dirlo, ma la F60 andava sviluppata fino alla morte, qualunque fosse il suo destino, anche quello di tramutarsi in un carretto siciliano carico di agrumi! Perche’, in questo mondo che ruota solo ed esclusivamente intorno al business, se c’e’ un’azienda che se ne puo’ fottere di certe dinamiche, e che ha il diritto e il dovere di seguire il suo unicissimo retaggio, che l’ha resa il mito che e’, e’ proprio la Ferrari. La  Ferrari non e’ un costruttore di automobili, no. Questo lo possiamo dire di altri, ma non della Ferrari. La Ferrari e’ un’entita’ astratta che anima e raccoglie in se’ lo spirito di tutti gli innamorati delle storie belle e un po’ folli.  Di quelli che, come chi scrive, farebbero carte false solo per lavorarci dentro, per poter orgogliosamente gridare al Mondo che “anch’io faccio parte del mito!”. Di quelli che vorrebbero vivere nel box di Fiorano, al freddo e sotto la pioggia, solo per assistere a cinque minuti di test in pista, in mezzo agli ingegneri e ai piloti e, soprattutto, a mezzo metro dalle rosse creature. Di quelli che quando sentono il canto del V12 degli anni 80 gli viene la pelle d’oca e piangono come ragazzini, mentre ascoltano un suono che, ad altri, sembrera’ solo un assurdo rumore. Di quelli che l’odore della gomma slick bruciata gli fa venire l’acquolina in bocca, mentre la fumata grigia dalla bancata di sinistra gli spacca il cuore dal dispiacere.

Forse la Ferrari l’anno prossimo vincera’, e questo lo sapremo solo fra 12 mesi.

Ma, nel frattempo, la Ferrari e’ morta. Viva la Ferrari!

10 novembre 2009 - Posted by | Cose da ricordare, formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , ,

15 commenti »

  1. […] Per approfondire consulta articolo originale:  Chiusura della stagione di Formula 1 2009 « TuttoQua? […]

    Pingback di Chiusura della stagione di Formula 1 2009 « TuttoQua? | 11 novembre 2009 | Rispondi

  2. Respect… condivido tutto al 99,9%!!! (a parte il fatto che per me Kimi è più veloce di Massa, per quanto rimanga comunicativo come un vaso d’argilla)
    Non finirò mai di farti i complimenti per come scrivi… veramente bravo! speriamo nel 2010 dai!
    P.S. siamo in 2 a piangere con il rumore del V12… ricordando quando alle Acque Minerali SAPEVI che stava arrivando la Ferrari, perchè avevi sentito il motore accendersi NEI BOX… priceless! :’)_Ste

    Commento di Ste | 11 novembre 2009 | Rispondi

    • Grazie Ste 😉

      Commento di tuttoqua | 11 novembre 2009 | Rispondi

      • grazie a te! finalmente riesco a conversare con uno “malato” di F.1 come me… qua dalle mie parti sembra che non piaccia più a nessuno! 😦

        Commento di Ste | 11 novembre 2009 | Rispondi

        • Non ti preoccupare, e’ tutta scena. Vedrai che a Marzo si rimettono tutti davanti alla TV come se niente fosse! 😀

          Commento di tuttoqua | 11 novembre 2009 | Rispondi

  3. macchè, non piace a nessuno DA ANNI!!! 😦

    Commento di Ste | 11 novembre 2009 | Rispondi

    • Beh? A noi piace, no? E poi credo che sia anche una questione di corsi e ricorsi storici. Accadde dopo la morte di Senna ed e’ accaduto ora dopo il pensionamento del Sovrano Teutonico. E’ chiaro che la FIA dovra’ lavorare molto bene e molto rapidamente per riportare l’attenzione sul Circus (a proposito, ma Ecclestone quando si leva dalle palle?), ma dovremo anche attendere il nuovo Re. Speriamo sia asturiano e si chiami Fernando. 😉

      Commento di tuttoqua | 11 novembre 2009 | Rispondi

      • eh, speriam proprio in Fernandone!!! ma io vorrei trovare gente a cui piacciono i motori indipendentemente dal fatto che ci sia o meno un dominatore in rosso… gente con cui prendersi un giorno di ferie solo per andare a vedere i test Ferrari al Mugello (100 km da casa di puro godimento…tornanti su tornanti) oppure che mi segua anche sotto la pioggia per venire a vedere il WTCC a Imola… purtroppo non ne conosco! (sarà perchè son scemo io?…può essere, ma ADORO queste cose!)

        Commento di Ste | 11 novembre 2009 | Rispondi

        • Secondo me se ti metti a girare qualche Forum, di persone ne trovi a pacchi.

          Commento di tuttoqua | 11 novembre 2009 | Rispondi

          • già già…penso che seguirò il tuo consiglio… 😉

            Commento di Ste | 11 novembre 2009

          • Tu devi SEMPRE seguire i miei consigli! 😀

            Commento di tuttoqua | 12 novembre 2009

          • Hai, Tuttoqua-San… 😀

            Commento di Ste | 12 novembre 2009

          • Arigato’!

            Commento di tuttoqua | 12 novembre 2009

  4. Per un amante biella pistone come me, uomo e motore e rumore e fumo e odore [una volta ‘olio di ricino bruciato e tuta di pelle nera] e inseguire se stessi, averti trovato là, dalla neo mamma cara ska, e poi lètto preciso preciso e acuto, anche a piedi, mi fa migliore il giorno.

    Grazie!

    Commento di coccoina | 11 novembre 2009 | Rispondi

    • Grazie a te per essere venuti a trovarmi 😉

      Commento di tuttoqua | 12 novembre 2009 | Rispondi


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