TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

No, tu non sei il centro dell’Universo!

In un video di appena 2 minuti e 34 secondi viene spiegato molto bene il concetto: siamo una miserrima goccia in un oceano di proporzioni non quantificabili. Godetevelo, io lo trovo, a tratti, perfino commovente.

Incredibile! VY Canis Majoris e’ la piu’ grande stella conosciuta, con un diametro di circa 2000 volte quello del nostro Sole! Se l’aereo del video, volando a 900 Km/h, impiegherebbe 1100 anni (!) per volarci intorno, la stessa luce, che viaggia a circa 300.000 Km al secondo, impiegherebbe ben 8 ore per compiere lo stesso tragitto!

Ma la cosa piu’ sconvolgente e’ che si ritiene, per ragioni molto difficili da sintetizzare qui, che una stella possa raggiungere una dimensione massima pari a 2600 volte quella del Sole. Per cui e’ possibile che, da qualche parte nel Cosmo, esistano astri luminosi ancora piu’ immensi di questo qui. Sarei voluto nascere 1000 anni nel futuro solo per trovarmi a bordo di un’astronave al cospetto di un oggetto del genere. Che, probabilmente, e’ la cosa piu’ vicina a Dio che un essere umano possa immaginare. Certo, a debita distanza, perche’ se g = 9,8 m/s2 sulla Terra…

Che meraviglia, queste cose mi fanno tornare bambino, e mi lasciano con la bocca aperta e il naso in su.

15 dicembre 2009 - Posted by | Cose da ricordare | , , , , , , , , , , , , ,

13 commenti »

  1. “commovente” è la parola giusta!!! bellissimo!!! 😀

    Commento di Ste | 15 dicembre 2009 | Rispondi

  2. Eh?! Non sono al centro dell’universo? ma come, me lo dite così, senza preavviso?? Non scherzate dai..

    In effetti, però, mi sembra di ricordare che la cosmologia buddhista avesse anticipato varie cosine, per esempio la teoria dei multiversi… chissà se i nostri fisici e astronomi hanno ripassato…

    ciao,
    MilleOrienti

    Commento di marco restelli | 16 dicembre 2009 | Rispondi

    • Io penso che quelli che hanno vissuto qualche migliaio di anni prima di noi la sapessero molto lunga. Ad esempio ho scoperto che i nomi di alcune stelle importanti provengono dall’arabo, e spesso il significato del nome si puo’ associare ad alcune caratteristiche della stella che lo porta.

      Commento di tuttoqua | 16 dicembre 2009 | Rispondi

  3. Ehilà! io non posso vedere il video ora (in ufficio sta m3rd4 di Explorer non ha Flash) però posso dire una cosa?
    E’ importante pensare che l’Universo è immenso, ma è anche semplice: Idrogeno, elio, ed elementi più complessi in quantità microscopica.
    Quello che mi attrae è l’idea di PIANETI nuovi..oceani, fiumi, magari vegetazione e pure animali..
    Ma…e se fossimo soli nell’universo come civiltà intelligente? poniamocela ogni tanto questa domanda: capiremmo meglio quanto siamo preziosi e unici.
    E’ infinitamente più complesso un neurone di una stella.

    Commento di Lorenzo | 16 dicembre 2009 | Rispondi

  4. Rispondo a tuttoqua e a Lorenzo che hanno postato prima di me:

    tuttoqua: cosa intendi per nome legato alle caratterstiche della stella che lo porta? Non credo sia così, nel senso, prendiamo un esempio classico e comune: Aldebaran vuol dire semplicemente toro rosso e non mi sembra si possa legare alle caratteristiche della stella. Dici che i nomi sono arabi. Beh è come i numeri, essendo stati i primi ad essersi interessati agli astri, utili per navigare di notte, sono stati i primi a dare dei nomi alle stelle più visibili che usavano come punti di riferimento.

    Anche le costellazioni hanno dei nomi latini. Semplicemente perchè nell’antichità consideravano queste stelle legate in qualche modo (e ricordo a chi legge che non è così, sono solo effetti di proiezione, ma le stelle delle costellazioni non hanno niente a che fare tra loro e si trovano a distanze diversissime) e per rendere semplice l’identificazione usavano i miti e le leggende, dando forma a figure stilizzate.

    per Lorenzo: mi chiedo perchè si debba sempre sminuire o comunque parlare di campi di cui forse non si è esperti. Voglio dire, io non so che lavoro tu faccia, però io non sono esperto di medicina quindi non ti so dire quanto sia complesso un neurone, ma ti posso dire da astrofisico che una stella è molto più complessa di quanto tu possa immaginare. Se io avessi una conoscenza approfondita di entrambi i campi potrei forse fare un paragone, ma con una conoscenza limitata ad uno dei due non me la sento di fare un’affermazione così perentoria. E ti dico di più, sono profondamente convinto che sia molto più importante per l’umanità capire a fondo il comportamento e funzionamento di un neurone piuttosto che sapere quello di una stella, ma ciò non toglie che non si possa comunque decidere aprioristicamente quale delle due entità sia di più difficile comprensione, senza ripeto avere una preparazione specifica in entrambi i campi.

    Qualora tu fossi contemporaneamente un ricercatore astrofisico e un ricercatore di neurologia ovviamente il mio discorso cade in quanto avresti tutti gli strumenti per poter pesare e confrontare le due complessità.

    Rileggendo mi sono reso conto che forse posso risultare pedante e antipatico; qualora così fosse me ne scuso anticipatamente perchè non era assolutamente mia intenzione, solo che tramite scrittura, tra le altre cose di getto, è difficile riuscire a far trapelare un tipo d’intonazione come quando si discute dove subito si capisce quale sia il tono dell’interlocutore. Questo per dire che il mio vuole essere solo uno spunto per un approfondimento della discussione e non certo un panegirico a persona saccente e irritata.

    Mi scuso inoltre per la prolissità, mi rendo conto solo ora di aver scritto anche troppo.

    un saluto a entrambi

    Commento di matteo | 18 dicembre 2009 | Rispondi

    • ovviamente la frase corretta è: DA persona saccente e irritata.

      Commento di matteo | 19 dicembre 2009 | Rispondi

    • Matteo, in effetti devo dirti che un po’ pedante lo sei, soprattutto la questione delle costellazioni. Tu sarai anche astrofisico e me ne compiaccio, ma questa e’ una cosa che sanno anche i bambini. Per quel che riguarda i nomi delle stelle, giusto per non fare la figura dell’ignorante, ne cito due a memoria: Betelgeuse e Rigel. Entrambi i nomi derivano dall’arabo e significano rispettivamente “Il Gigante” (nome piu’ che appropriato) e “Il piede sinistro di colui che e’ centrale” (altro nome appropriato). E cosi’ come queste due ce ne sono tante altre. Pero’, siccome non sono astrofisico, non me le ricordo e dovrei andare a cercare. Poi, ovviamente, di stelle ne conosciamo migliaia per nome, quindi mi pare statisticamente evidente che i nomi possano provenire da varie lingue, incluso il latino. Se pero’ fosse come dici tu, allora i Romani avrebbero assegnato nomi anche a stelle visibili solo dall’emisfero Australe, il che non mi pare possibile.

      Commento di tuttoqua | 19 dicembre 2009 | Rispondi

  5. allora mi riscuso ancora però continuo a non capire cosa tu voglia dire. Tu scrivi: “il significato del nome si puo’ associare ad alcune caratteristiche della stella che lo porta”. Quali caratteristiche mi/ti chiedo io?
    Mi citi Betelgeuse e Rigel e scrivi: “Il Gigante” (nome piu’ che appropriato) e “Il piede sinistro di colui che e’ centrale” (altro nome appropriato)”.
    E’ questo appropriato che proprio non capisco. Cioè piede sinistro di colui che è centrale mi dovrebbe dare indicazioni sulle caratteristiche della stella? Forse ho capito aspetta: correggimi se sbaglio: tu intendi che loro chiamavano le stelle in modo da caratterizzarle rispetto alla costellazione che componevano. In questo modo uno collega il nome alla posizione nella costellazione. Dico bene? Io pensavo ti riferissi a caratteristiche fisiche intrinseche della stella e allora non capivo come si legassero i nomi.

    Per il resto hai ragione, sono sicuramente stato pedante, ma fidati, lo leggo da parecchio il tuo blog anche se ho scritto poco o niente e anche tu quando dicono quelle che consideri castronerie sui campi dove sei esperto, sei sempre, giustamente, pronto a scrivere qualcosina con ironia e sarcasmo (vedi India no?) 🙂

    Commento di matteo | 20 dicembre 2009 | Rispondi

    • Matteo, intendevo quello, ma non solo. Viste le dimensioni di Betelguese, chiamarla Il Gigante mi sembra quanto meno stupefacente. E’ evidente che non mi aspettassi che gli Arabi, i Maya o chi per essi fossero in grado di compiere analisi sullo spettro emesso dalle stelle.

      Commento di tuttoqua | 20 dicembre 2009 | Rispondi

  6. Ammetto e confesso la mia ignoranza in fatto di neurologia, fisiologia e astrofisica! sono un povero ing. elettronico.
    D’ora in poi dovrò specificarlo ogni volta che parlo di questioni che non siano pertinenti a microonde, radar, telecomunicazioni….Semplicemente volevo dire che il cervello è l’apice dell’evoluzione, che a sua volta è il termine di una storia iniziata 5 miliardi di anni fa con la genesi del sistema solare.
    Una stella è regolata da equazioni non troppo complesse: si parla di fisica del plasma, e si può già stabilire adesso quando il sole inizierà a trasformarsi in una gigante rossa, inghiottendo persino Marte. Invece, buffo, non sappiamo nemmeno dire cosa faremo esattamente tra due ore. Questo perchè siamo immersi in un mondo di interazioni e retroazioni complessissimo.

    Però ci tengo a precisare: per tuttoQua, lungi da me l’idea di voler dare meno credito a quello che hai scritto, che invece ho apprezzato (come sempre). Se così è sembrato, me ne scuso.

    Ciao

    Commento di Lorenzo | 21 dicembre 2009 | Rispondi

    • Lurenz, non c’era bisogno, io non avevo frainteso e non mi ero offeso, anzi il tuo commento mi era piaciuto.

      Commento di tuttoqua | 21 dicembre 2009 | Rispondi

  7. video bellissimo del quale sono venuto a conoscenza perché una persona l’ha inserito in un commento ad un mio post sul tema star-size.

    Lessi una volta che il diametro di canis majoris equivale alla lunghezza di tutto il sistema solare… cioè ci starebbero dentro tutti, dal sole fino a plutone… tutti in fila… già faccio fatica a immaginarmi la distanza fra noi e la luna… immaginati il mal di testa…

    Commento di micmonta | 28 gennaio 2011 | Rispondi

    • In effetti fa riflettere sull’irrilevanza del nostro posto nell’Universo…

      Commento di tuttoqua | 28 gennaio 2011 | Rispondi


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