TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Questo Blog non e’ un albergo

Ogni tanto spunta da queste parti qualche sedicente sostenitore dell’India che mi fa girare un po’ i maroni. Un po’ parecchio, devo dire.

Nota bene: io non sono contro i sostenitori dell’India che mostrano di avere le loro ragioni, anzi li accolgo e li rispetto. Ma siccome sono contro l’India, e penso che ormai questo l’abbiano compreso anche le incudini, sono anche contro coloro che vogliono difendere l’India a spada tratta, pur mostrando chiaramente di appartenere ad almeno una delle seguenti categorie:

A- Non sanno un cazzo dell’India;
B- Sanno dell’India le stesse cose che sa Rampini;
C- Sanno dell’India molto, magari moltissimo, ma ci sono andati come turisti oppure a farsi le canne nella giungla;
D- La A, la B e la C a piacere ma decidono comunque di accanirsi contro di me;
E- Sono indiani

Ieri uno di costoro si e’ presentato qui, e ha scagazzato qui e li’ svariatissimi commenti che lasciano veramente il tempo che trovano, scritti in un italiano da far rivoltare le budella a un cinese. Chissa’, magari e’ indiano. Se fosse cosi’ sarebbe un peccato, che’ delle cinque categorie, con un po’ d’impegno, la E e’ proprio quella che potrei cercare di tollerare, sia perche’ in fin dei conti sparlo della loro patria e sia perche’ loro qualcosa da dire dovrebbero avercela sul serio.

Purtroppo pero’ alla fine costui l’ho dovuto marcare come spam, perche’ effettivamente il suo comportamento era tale. Non solo ha lasciato commenti sui POST relativi all’India senza dirmi niente di sensato e di oggettivo, ma si e’ attaccato anche ad altre cose buttandola sempre e comunque sul tema dell’orgoglio nazionale impacchettato nel “non so di cosa parlo ma voglio parlare comunque”. Parlavo di Trenitalia? “Ah… la vostra Trenitalia… le Ferrovie Indiane si’ che sono buone, hanno chiuso l’anno in attivo”. Parlavo di auto? “Ah… dici che le macchine indiane prendono fuoco (nrd: la Toyota Innova e’ giapponese per la cronaca), allora vedi quante auto tedesche sono bruciate di recente (ndr: ?)”.

Insomma, un vero rompicoglioni.

Ora, prendete questo POST un po’ come volete, io lo definisco un POST di servizio. Per dire, qualora ce ne fosse ancora bisogno che:

1- Questo blog e’ mio e ci scrivo quello che mi pare;
2- Chi viene a leggere e’ sempre un gradito ospite, a condizione che non rompa le palle a titolo gratuito, ma che almeno di sforzi di portare qualcosa di costruttivo. O che almeno mi faccia ridere, toh!
3- Se qualcuno ha qualcosa da contestarmi, chiedo che lo si faccia fatti alla mano, la rava e la fava mi hanno stufato gia’ dal 1958. Ah, e le contestazioni sono gradite quando poste in modo educato. Darmi del coglione e dello stronzo 18 volte, magari anche privatamente per email, prima di spiegarmi dove ho sbagliato non e’ bello.

A tale proposito, vorrei dire al signorino di cui sopra, che sicuramente sta leggendo, che e’ perfettamente inutile venire a portare qui l’esempio delle Ferrovie Indiane.

Le Ferrovie Indiane… tse’!

Sappi caro ragazzo che il treno e le ferrovie non ve le siete inventati in India, ma ve li hanno regalati gli inglesi, insieme a quelle altre poche cose che non siano il riso, l’elefante e il TAJ MAHAL (che ve l’ha regalato, per inciso, un imperatore moghul). Insomma, se fosse per voi andreste ancora tutti a dorso di mulo.
Detto questo, cosa pensi di dimostrare dicendo che le Ferrovie Indiane hanno chiuso in attivo? Dimostri solo una cosa, e cioe’ che in India lo sfruttamento del lavoro a basso costo e la totale indifferenza nei confronti della sicurezza e del valore della vita umana sono prossime allo zero. Gia’, perche’ anche il piu’ fallito dei manager saprebbe gestire un’azienda che paga una miseria la maggior parte dei propri dipendenti, li fa lavorare su turni impossibili, tralascia qualsiasi elementare norma di igiene e pulizia, non fa manutenzione, usa la stessa tecnologia di 50 anni fa, fa viaggiare la gente in condizioni pari a quelle di carri bestiame, ecc ecc ecc ecc (e vorrei metterci due milioni di eccetera) , ma dispone sempre e comunque di un bacino di utenza sterminato.
In altre parole: all’azienda il servizio costa un cazzo e i clienti abbondano, anzi sono cosi’ tanti che viaggiano sui tetti e attaccati alle maniglie esterne.

Ma brave le Ferrovie Indiane, brave davvero! Che achievement, come direbbero da quelle parti.

In verita’ la questione e’ molto semplice, almeno per quel che mi riguarda: l’India non solo mi ha fatto del male, e gia’ questo per me e’ sufficiente, ma e’ oggettivamente un paese di merda, e io difficilmente cambiero’ idea in futuro. Quindi in questo blog si parla male dell’India.

Prendere o lasciare.

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20 dicembre 2009 - Posted by | Cose da ricordare, L'India non puo' farcela! | , , ,

18 commenti »

  1. Prendere.

    Commento di Nello | 20 dicembre 2009 | Rispondi

    • Prendere!…prendere a palate sui denti gli indiani e chi ama sta fogna!

      Commento di Luca | 5 gennaio 2015 | Rispondi

  2. Ciao Tuttoqua, seguo il tuo blog da parecchio tempo perché ti trovo intelligente e dotato di umorismo. Però sull’India i tuoi argomenti sembrano un po’ quelli di chi è stato derubato della valigia al Cairo e ne deduce che tutti gli egiziani sono ladri. Comprendo che molti possano difendere acriticamente un Paese dimostrando lo stesso pregiudizio razzista di chi lo disprezza, e che siano petulanti. Apprezzo pure la tua esperienza a tema e le tue sagaci osservazioni. Ma frasi come: “Sappi caro ragazzo che il treno e le ferrovie non ve le siete inventati in India, ma ve li hanno regalati gli inglesi, insieme a quelle altre poche cose che non siano il riso, l’elefante e il TAJ MAHAL (che ve l’ha regalato, per inciso, un imperatore moghul). Insomma, se fosse per voi andreste ancora tutti a dorso di mulo.” Qui siamo decisamente sul livore personale che si prende una vacanza dal pensiero. Non mi umilio nemmeno a ricordare i contributi enormi che l’India ha dato al pensiero occidentale perché la lista imbarazza chi la ignora.
    Ora, io come lettrice del tuo blog ti apprezzo davvero molto, ma poiché parli di critiche costruttive ben accette, allora non te la mando a dire: un blog NON è un sito. NON è uno spazio unidirezionale. Ci sono altre formule, ricordarlo ad una persona che come te lavora nelle IT è superfluo.
    Perciò non si può fare un blog e poi scambiare la sua natura per quella di un redazionale. Non è un libro, è un’arena. Con affetto
    Marcella

    Commento di Marcella | 21 dicembre 2009 | Rispondi

    • Ciao Marcella, sono d’accordo. Sul livore senz’altro: c’e’ e non intendo far nulla per cancellarlo, almeno per il momento. E, per me, la cosa piu’ importante e’ ammetterlo e non cercare di nasconderlo. Anche sull’uso del blog sono d’accordo, pero’ per il sottoscritto e’ fondamentale la coerenza: io non bloggo per attirare lettori a tutti i costi, sia perche’ non m’interessa e sia perche’ non campo di pubblicita’ (che non c’e’ sul mio blog e non ci sara’ mai), ma bloggo per scrivere quello che penso. E quello che penso e’ quello che si legge; puo’ non piacere il contenuto piuttosto che il tono; si puo’ essere d’accordo e si puo’ non essere d’accordo. Quello che chiedo e’ che il disaccordo nei confronti di fatti oggettivi venga spiegato oggettivamente, proprio come hai fatto tu. Perche’, se l’alternativa e’ quella di venire qui a offendere a spron battuto senza portare alcun argomento valido per controbattere, allora vale la regola che il blog e’ mio e ci faccio quello che mi pare, e se qualcuno non e’ d’accordo puo’ sempre andare in giro a leggere altro 😉

      Commento di tuttoqua | 21 dicembre 2009 | Rispondi

  3. Prendere, prendere!!! anzi…mi mancava un post sull’India! 🙂

    Commento di Ste | 21 dicembre 2009 | Rispondi

  4. Ciao Tuttoqua, ormai ce lo sanno pure li sassi che tieni i mal de panza se solo si nomina l’India.

    Comunque, dico qualcosa che mi piace dell’India (anche se non ci sono mai stato).

    1. Sandokan interpretato da Kabir Bedi!
    2. Gandhi o comq la rappresentazione occidentale di Gandhi
    3. il matematico Ramanujan (forse per questo si parla tanto dei matematici indiani come dei fenomeni, ma è come dire che noi Italiani siamo tutti geni perchè abbiamo avuto Leonardo).

    A parte gli scherzi, io credo che l’India sconti anche parecchio i postumi della colonizzazione. Mi spiego: potremmo anche dire che i pellerossa sono incivili perchè sono state le giacche blu a portare i binari e il telegrafo. Che le popolazione autoctone australiane non sapevano manco coltivare. Che gli Aztechi non sapevano scrivere e non conoscevano la ruota e che devono ringraziare gli Spagnoli per il ferro.

    Insomma, parliamo di una civiltà con un retaggio millenario, dedita alla pratica dell’ascesi da tutte le parti (Buddha è nato lì), con le mucche in giro per strada. Ma loro stavano bene così. Sono stati conquistati e hanno dovuto “subire” il progresso, non l’hanno vissuto. Non mi riferisco agli Indiani soltanto, ma a tutte quelle popolazioni che sono state vittime dell’acciaio. E in ogni popolo in cui manca l’istruzione e che ha dovuto correre per forza per recuperare il terreno perduto, chi governa in genere è un branco di bifolchi.
    Ti consiglio un libro: Armi, acciaio e malattie di Jarred Diamond. E’ un libro tosto, impegnativo ma assolutamente illuminante.

    Ah, a me stanno sulle palle i napoletani col loro modo di fare, e in genere il Sud per la mentalità assistenzialista e per la logic clientelare stile “damme sta cosa a me che io faccio un favore a te”. Però ho una moglie pugliese e un collega amicissimo napoletano. Credo che è un po’ la differenza tra “popolo” e “nazione di cittadini”: nel primo finiscono tutte le credenze, nel secondo occorre separare tra tante realtà.

    Ciauz!

    Commento di Lorenzo | 21 dicembre 2009 | Rispondi

    • Non c’e’ dubbio che la colonizzazione ha sempre lasciato il segno, ovunque e comunque: Asia, Africa, Isole Caraibiche, Australia, ecc… Pero’, secondo me, restano sempre e comunque delle differenze che non si spiegano se non con una certa attitudine. L’indiano medio (con le dovute eccezioni) e’ e resta uno sfaticato che ti imbroglia e ti ruba tutto, che si pulisce le terga con la mano sinistra, che sputa a terra, scoreggia e rutta in ogni dove, che se ne fotte della vita umana, che sporca, inquina e tutto il resto. Il pellerossa cosi’ come l’aborigeno australiano hanno una dignita’ ammirevole che in India non ho mai trovato. Poi, se mi vieni a dire che anche “in occidente” c’e’ gente che fa lo stesso, io non lo nego e non l’ho mai negato. Il fatto che l’India mi stia sui maroni non implica che mi piaccia tutto il resto indiscriminatamente.

      Commento di tuttoqua | 21 dicembre 2009 | Rispondi

  5. @ Lorenzo, il colonialismo non è una scusa: il Nepal non è mai stato colonizzato da nessuno e danno la colpa dei loro mali al fatto di NON essere stati colonizzati.
    Il problema è la struttura della società indù, che uccide i diritti dell’individuo per mantenere il paese in un’immobilità che da noi non è mai esistita nemmeno in epoca medioevale (guarda che nella mia gioventù ho fatto da assistente ad un eminente studioso di storia medievale, non parlo per sentito dire).
    Ho amici in India e Nepal, persone intelligenti, soprattutto donne, quelle che pagano il prezzo più alto dell’orrore e le loro storie, vere, sono raccapriccianti. E un paese intriso di una tale sofferenza, che stritola le persone, che non concede loro niente, è un paese che deve cambiare. Radicalmente. Perchè per quante aberrazioni ci siano qui da noi, sono niente confronto a quello che succede lì.

    p.s. lo sai che nelle campagne esiste ancora l’uso del sati? E che le poverette che vengono bruciate vive lo accettano perché la vita che sarebbero costrette a menare sarebbe così tremenda che la morte nel rogo è preferibile?

    Commento di Niki | 21 dicembre 2009 | Rispondi

  6. Mi dispiace intromettermi per fare il saputello ma ho come l’impressione che l’India in fondo sia solo un’Italia ” un pò più grande”.
    Ottenute indipendenza e democrazia, entro 2 generazioni,se non c’è una moralità di fondo ( frutto di poche religioni, quali se non erro solo quelle scintoiste e protestanti ) in un popolo di pecoroni ci sarà sempre un 1% di furbi che lo ficca in culo a tutti gli altri dai posti di potere; il restante 99% subisce e si crede contento se ogni tanto può a sua volta inchiappettare un altro della sua razza, cosicchè ci si trova tutti a lottare fra perdenti, con gli Agnelli, Berlusca, Santoro, ecc. che ci guardano, fanno una pausa nel loro balletto, e ridono ridono ridono… cazzo come devono ridere!

    Commento di giorgio | 21 dicembre 2009 | Rispondi

    • Giorgio, per quanto io sia il primo a condannare quello che succede in Italia, devo dirti che non e’ cosi’. La situazione dell’India e’ veramente catastrofica, e la catastrofe non e’ solo generata da quell’1% che si fa i cazzi suoi. E’ sicuramente colpa dell’ignoranza ma anche della religione che stimola la gente ad una vita di passivita’ e sottomissione nella speranza di un’altra vita migliore.

      Commento di tuttoqua | 22 dicembre 2009 | Rispondi

  7. Ciao Niki,

    come ho premesso non sono mai stato in India; non voglio fare questioni di lana caprina, ma io separerei due aspetti: il primo, è quello di un Paese tecnologicamente molto più avanzato che invade un altro (gli Inglesi con l’India, i Cinesi con il Nepal, gli Spagnoli con il Sud America e via discorrendo). In questo caso, alle disparità già presenti fra i sessi o i ceti sociali del paese più arretrato, si [b]SOMMA[7b] il nuovo regime importato,
    Il secondo, è quello delle disparità sociali, etniche religiose etc. che sono invece caratteristiche del Paese.

    Io non entro in merito alla religione, o alle diecimila religioni, che stanno in India. E’ un Paese in cui esistono ancora le caste sociali, in cui le donne fanno i mestieri più infamanti. E’ un Paese lontano geograficamente e culturalmente. Però non mi piace generalizzare, perchè pure i Francesi dicono che noi Italiani siamo cafoni e gli Americani pensano che abbiamo tutti la Mafia in giardino.
    Come noi pensiamo che i Francesi siano tutti spocchiosi e razzisti e gli Americani sempliciotti e omologati.

    Commento di Lorenzo | 22 dicembre 2009 | Rispondi

  8. @ Giorgio
    ma di che scintoismo parli? Lo scintoismo è giapponese. In India si parla di indù che significa: sistema delle caste. Tu NON HAI IDEA DI COSA VUOL DIRE! Dario ed io abbiamo girato e anche vissuto per brevi periodi nel subcontinente, ma la full immersion è diversa, tocchi con mano l’orrore. O vorresti dire che anche da noi è NORMALE abbandonare un famigliare morente vicino al cimitero perchè porta sfortuna? O bruciare la mamma sul rogo del cadavere del papà? O vendere (anche a alto livello) la figlia? E potrei proseguire per giorni e giorni!

    per favore! Non confondere l’inferno con la normale vita quotidiana!

    Commento di Niki | 22 dicembre 2009 | Rispondi

  9. …prendere, sicuramente prendere.
    @lorenzo grazie a nome dei napoletani. Logica assistenzialista e logica clientelare. Queste due logiche hanno fatto la fortuna di molte aziende, Fiat in testa, che mi sembra non risieda a Napoli. La stessa Confindustria che rappresenta gli industriali esercita da sempre queste logiche. Ti invito a visionare l’elenco delle ruberie miliardarie sugli insediamenti industriali sulle zone del cosidetto cratere, all’indomani del terremoto del 1980. Aziende che “impiantavano” prendendosi i cospiqui finanziamenti a fondo perduto, fallendo subito dopo o non entrando mai in produzione. Alcune destinate al fallimento già sulla carta. Naturalmente i soldi non sono mai ritornati indietro. Il 95% delle aziende risedieva al di la del tevere con concentrazioni altissime tra lombardia veneto e emilia romagna. Ti sei mai chiesto che fetta di mercato avrebbero le vetture italiane, se non si trovassero in un mercato “drogato” dagli incentivi, sgravi e chi ne ha più ne metta? Oggi si vuole chiudere Termini Imerese, secondo me non si doveva proprio aprirla. Fu aperta perchè mamma Fiat ebbe fiumi di danaro dallo stato per rimpinguare le sue casse….

    Commento di mimmo | 23 dicembre 2009 | Rispondi

  10. Caro TuttoQua,
    voglio leggere i commenti del sostenitore dell’India! Mi fanno troppo ridere quelli che difendono l’India! Anzi guarda, se si ripresenta, mandalo sul mio blog che mi diverto un po’!

    Beatrice (Unbearable India)

    Commento di bixx108 | 26 dicembre 2009 | Rispondi

    • Non manchero’ Beatrice! 😉

      Commento di tuttoqua | 27 dicembre 2009 | Rispondi

  11. Grande. Semplicemente: grande.

    Commento di marce | 15 febbraio 2015 | Rispondi

  12. Lavoro in campo turistico e mi ritengo molto fortunato di essere stato a contatto con persone provenienti da tante Parti diverse del mondo in quanto sono molto attratto da culture e modi di fare differenti Dai nostri. Detto questo concordo Su tutto quello detto dall autore del blog, capisco perfettamente il suo risentimento nei confronti del popolo indiano perche’ e’ anche il mio.. In poche parole “Li schifo proprio” e non mi riferisco alla loro scarsa igiene personale, ma proprio come persone. Se dovessi definire l indiano medio userei termini come lurido accattone, sporco approfittatore, opportunista al 200% ma fortunatamente dotato di un intelletto pari a quello di un criceto. Totalmente privi di generosita’ umilta’ rispetto delle persone e delle cose, la cosa che mi stupisce di piu’ degli indiani e’ la superbia che ostentano, giustificata da cosa non riesco proprio a capire, in quanto ritengo che la natura e/o dio si siano veramente accaniti Su questo popolo in termini fisico/motori e intellettuali. Sono Italiano ma abbastanza critico nei confronti del Mio paese e Dei miei connazionali, ma mi permetto di dissentire fortemente a chi vuole paragonare in qualsiasi campo l Italia gli Italiani da nord a sud all India e gli indiani, penso che non avete la minima idea di quello che dite. Amo molto viaggiare, ho viaggiato in 4 continenti spesso in paesi “meno sviluppati” del nostro ma francamente non andrei in India neanche a gratis. Chiudo specificando che non ho subito particolari soprusi Dai suddetti, il Mio giudizio totalmente negativo deriva da Una serie di comportamenti, atteggiamenti pretese assurde fatti dagli indiani nel Mio lavoro, nei confronti miei, Dei miei colleghi, verso le loro donne anch esse pessime ma perlopiu’ vittime.
    Ti saluto Tuttoqua e to faccio i complimenti sei davvero simpatico

    Commento di maurizio | 26 maggio 2015 | Rispondi


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