TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Dove sarebbero gli irti colli?

La rappresentazione cartesiana dell’orografia della Pianura Padana e’ molto semplice:

f(x) = 0

In questo luogo ameno, abitato da Lumbard, Veneti, Emiliani e Romagnoli, non serve imparare a fare la partenza in salita, perche’ non c’e’ la salita. Qui il freno a mano potrebbe essere venduto come accessorio superfluo. Sara’ per questa ragione, sara’ per l’abitudine ad andare in bicicletta, sara’ per la pena del contrappasso (Emilia, terra di motori…), sara’ per l’eccesso di po(l)enta e osei piuttosto che di tortellini in brodo, ma qui il guidatore medio fa veramente pieta’. Con le dovute eccezioni, e siccome l’intento non e’ quello di scatenare polemiche, se siete padani ritenetevi inseriti d’ufficio nella lista delle eccezioni.

Per gli altri che restano fuori dalla lista invece, indipendentemente dalle condizioni stradali e meteo, la velocita’ massima e’ quella del bradipo, in seconda, col motore che emette un ululato sommesso e lamentoso. Un comportamento che genera traffico anche laddove la zona e’ solo pedonale. Esiste, poi, una categoria speciale di autisti, che io ho ormai classificato come “Gruppo FIAT”, che mi fa veramente venire le vesciche al fegato. In particolare, coloro al volante di Pandino, Multipla (preferibilmente a metano), Punto e, soprattutto, Palio (La Duna del 21-esimo secolo), sarebbero da annichilire a materia primordiale. Io sogno di possedere un dispositivo lanciarazzi mimetizzato nel cofano. Che, alla bisogna, alla sola pressione di un tasto sul cruscotto, possa fuoriuscire dal mio radiatore, individuare il nemico e polverizzarlo entro e non oltre il decimo di secondo successivo. Contestualmente sogno di attraversare trionfante le polveri appena sparate in aria dalla catastrofica esplosione. In aggiunta, sogno di avere anche un mega impianto audio da 40.000 watt montato sul tetto, dal quale io possa mandare a cagare in eurovisione il maledetto automobilista di turno.

Le rotonde sono un altro patema d’animo. Qui il comportamento naturale dei Gruppi FIAT & C. e’ l’attendismo. Prendono tempo, in attesa che l’Umanita’ si estingua a causa di qualche disastro naturale, e che, di conseguenza, le auto smettano di circolare e gli uccelli di cantare. Questi, per trovare il coraggio di mettere il muso dentro l’invincibile rotatoria, vorrebbero essere soli al Mondo.

“Vai… vaiii… vaiiiiiiiii…. e parti, cazzo! Ma chi aspetti, vai che non c’e’ nessuno… noooo…e’ arrivato quello che parte alle 5 da da Bolzano, tocca farlo passare…“.

Poi entrano…

“E mo’?”.

Quelli che devono uscire subito girano con le gomme interne sull’aiuola centrale, salvo fare un taglio diagonale all’ultimo momento terrorizzando tutta la popolazione mondiale e portandosi a casa interi quarti d’automobile da mettere via per l’inverno. Quelli che, al contrario, devono uscirne non prima dell’anno 2045, girano praticamente sul diametro, rompendo i coglioni a tutti quelli che aspettano un intervento divino per entrare. Ma almeno girassero in maniera uniforme… no! La manovra avviene con scatti continui e nervosi dello sterzo, atti a riposizionare il muso della macchina. Ma che c’hanno il Parkinson? Li vedi li’… non sai quali siano le loro intenzioni (perche’ nessuno usa le frecce, tranne gli extracomunitari di origine Pellerossa), sembra che stiano per uscire, provi a fare mezzo metro e… zac!! Te li trovi quasi a strisciare contro il tuo paraurti. Dico quasi solo grazie al fatto che uno frena di botto rischiando di generare un tamponamento a catena con effetti collaterali su un’area di 100 Kmq!

La vera nemesi dei Padani pero’ e’ la nebbia. Il grande Carducci aveva girato tanto nella vita e, sicuramente, da qualche parte lui la nebbia l’aveva vista sui famosi irti colli. Ma la verita’ e’ che la nebbia, per colpa del Po e dell’assenza dell’asse delle ordinate, sta qui, in Padania! Ed e’ cosi’ piatta la Padania, che basta salire su un cavalcavia di 5 metri s.l.m. e la nebbia non c’e’ piu’! E’ tutta sotto… sali tre gradini di casa e ti sembra di essere sul tetto del mondo! “Guarda, l’Everest…”. “Ma quale Everest, e’ la cocozza del pensionato che prende aria sul balcone di fronte!”.

Io lo ammetto: da buon terrone, la nebbia mi fa scattare la modalita’ cagasotto. Mi metto li’, buonino buonino e pianino pianino, cerco di non rompere i maroni a nessuno e mi concentro sui 10 metri davanti alla macchina, cercando di non perdere d’occhio qualsiasi linea bianca che sia a portata di mano (una volta mi sono anche ritrovato nell’area di rigore dello stadio San Siro). No, il padano generico nella nebbia deve volare. “Cazzo (oppure figa oppure sciorbole oppure altro) noi qui siamo abituati alla nebbia!”.

Abituati alla nebbia??? E che minchia vuol dire?? Che negli eoni precedenti avete sviluppato capacita’ visive sconosciute ai piu’?? I vostri occhi si sono adattati  sviluppando un senso radar?

Come si fa ad abituarsi alla nebbia? Ma perche’ per caso in Irlanda, a furia di prendere acqua per 300 giorni all’anno, sono diventati idrorepellenti? “Oh yes, we are so used to rain that we can get out naked and stay dry”.

Certo.

Pero’, siccome loro sono abituati, vanno come fulmini, sfilando dentro i banchi di nebbia come aerei nelle nuvole. In realta’ fanno i furbi, perche’ finche’ hanno un punto di riferimento davanti vanno forte, ma quando lo perdono, si puo’ assistere a decelerazioni sull’ordine dei 5 g, degne delle migliori staccate alla curva Ascari. Il massimo lo esprimono in autostrada: tu sei li’, a 80 Km/h, tra Ferrara e Rovigo che stai sorpassando il solito TIR, cercando di evitare lui da una parte e il guard rail dall’altra, riuscendo a malapena a intravederlo a fasi alterne, e con gli occhi che ti lacrimano per lo sforzo, arrivando a chiederti se mai rivedrai la tua famiglia… che arriva uno di loro a 160 Km/h e ti folgora il deretano con i suoi fari bi-Xenon Plus!

Pausa di riflessione per spegnere la rabbia… fatto.

Ora, gia’ il fatto che mi lampeggi mentre sto sorpassando, significa che i tuoi neuroni sono andati in polenta, visto che non saprei proprio dove mettermi. Ma il bello e’ che appena lo lasci passare, lui inchioda, perche’ non ha piu’ i tuoi fari posteriori come riferimento, e si piazza a 75 millimetri davanti a te alla stessa velocita’, col il faro retronebbia rosso fuoco che ti polverizza la cornea!

Risultato: l’altro ieri sera c’ho messo due ore per fare Padova-Bologna, sono arrivato a casa incazzato, cieco e con il culo bruciato.

21 gennaio 2010 - Posted by | Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , ,

22 commenti »

  1. Hai detto una sola -ma grandissima- cagata: hai definito casa mia un luogo ameno.
    Il nostro pianeta è un organismo vivente e come tale ha un buco del culo, posizionato proprio nell’inesistente Padania.
    T’appoggio il resto: una volta, su 10 guidatori trovavi un paio di incapaci, oggi il rapporto si è invertito e, confermo, quelli su Panda sono la maggior parte.
    Ti correggo leggermente sulla diatriba occhio-tarro/occhio padano: vero, nella nebbia ci vediamo tutti tanto uguale ma chi ci è nato dentro ha una diversa forma mentis, un po’ come il pugile, che non è che non sente male ma è allenato a sopportarlo.
    Per noi è un gioco di sfumature, di sensazione, di impalpabili percezioni; ma tutto questo funziona se in una nebbia da 50 all’ora per un Napuli, noi mutanti padani andiamo a 60, massimo 70 all’ora: quelli che vanno forte quando davanti ci sei, tu sono come quelli che sanno tutte le risposte guardando i quiz da casa.
    La mutazione serve anche per trovare un bivio, che un altro volerebbe, solo perchè siamo abituati a guidare non guardando la panna montata davanti a noi bensì quel triangolino pulito tra muso dell’auto e fosso, tanto, che guardi a fare in mezzo alla strada?
    Purtroppo, il problema più grave è il cretino con le luci di posizione quando hai un centinaio di metri di visibilità; noi Alessandrini (e riconosco che il 90% di noi ha litigato col volante) ci troviamo spesso davanti un Genovese ai 20 all’ora, anche se si potrebbe viaggiare agli 80, e col retronebbia acceso, anche se a 100 metri vedi le luci rosse normali; lo sorpassi e ti ritrovi a fare il pelo ad un vecchio (facci caso: vecchi o donne) bastardo con le luci di posizione, mentre con gli anabbaglianti (suoi) accesi l’avresti visto mezzora prima e ti saresti regolato.
    Tal Nicola, Pugliese di Milano, mi spiegava che lui accende i fari solo quando non può farne a meno, così, senza riflesso, vede meglio.
    Giusto, ma solo se una recente e devastante pandemia ti dà la certezza di essere l’unico in giro, mentre io gli ho solo dato del cretino.
    Dottordivago

    Commento di ilpandadevemorire | 21 gennaio 2010 | Rispondi

    • Azz, furbo Nicola. Pensa che, invece, giusto per sottolineare il livello di ebetismo, gli indiani quando c’e’ nebbia accendono anche gli abbaglianti (veramente li accendono anche quando non c’e’ nebbia), e non c’e’ verso (credimi, non c’e’ verso!) di spiegargli che cosi’ e’ peggio. Ah, mi piace molto la questione delle sfumature, anche se secondo me fidarsi troppo dell’esperienza ti puo’ far trovare in guai grossi.

      Commento di tuttoqua | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  2. E’ tutto veroooooooooooo!!!! hehehehehe soprattutto le rotonde, che crescono come funghi ma ancora NESSUNO ha imparato a prendere… 🙂

    Comunque, l’incompetenza dei guidatori è ovunque, in padania come nell’appennino tosco-romagnolo, dove ho la fortuna di abitare…solo che da noi si concentrano quasi tutti la domenica!!! :)))) figura MITOLOGICA il vecchietto con cappello e Ford Fiesta primo modello… una tragedia!!! ti tocca inventarti sorpassi in staccata, degni del miglior SòccMacher!!!!

    Bellissimo post, scusa l’assenza ma son stato incasinatissimo!!!_Ste

    Commento di Ste | 21 gennaio 2010 | Rispondi

    • Prego l’assenza, ci mancherebbe Ste. Ovviamente gli impediti sono dovunque, in questo POST pero’ il target sfortunato e’ il cittadino padano, per via della presenza dell’aggravante nebbia 😉

      Commento di tuttoqua | 21 gennaio 2010 | Rispondi

  3. Ragazzi, con la Multipla vi bevo tutti a condizione che ci siano curve! I veri chiodi qui da noi sono i bisiacchi e quelli che con le loro alfa o bmw ( e non dimentichiamo le golf ) vanno come dragster ma solo fino alla prima curva; lì frenano, si fermano, freno a mano, scendono a guardare il panorama, poi ripartono come dragster. Dentro pensano ” cazzo che motore! questa macchina è un drago, non come quella Multipla che mi sta passando e che non prendo più a meno che non ci sia un bel rettifilo”. “Bello, per prendermi devi andare a Bonneville!”
    Quasi dimenticavo di chiedervi se avete gomme invernali.

    Commento di giorgio | 21 gennaio 2010 | Rispondi

    • Giorgio, si io ho le gomme invernali. Pirelli sottozero per la precisione. Riguardo alla Multipla che, senza offesa, ho sempre trovato piuttosto discutibile, vorrei ricordati che una volta Beppe Grillo l’ha descritta come “un’edicola con le ruote” 😀

      Commento di tuttoqua | 22 gennaio 2010 | Rispondi

    • Ocio, Giorgio, che fare le curve con la Multipla è come se io pretendessi, col mio uccello, di fare la controfigura di Rocco Siffredi…
      Dottordivago

      Commento di ilpandadevemorire | 25 gennaio 2010 | Rispondi

      • Oddio… adesso svengo… ahahahahahahahah!!!

        Commento di tuttoqua | 25 gennaio 2010 | Rispondi

  4. ahahahaaha, sono nata in piadura padana e vivo in Irlanda! Non posso risponderti con frasi carine e ad effetto, sto ancora rotolando 😀

    Commento di Stefania | 22 gennaio 2010 | Rispondi

    • Quindi sei idrorepellente e hai anche la vista radar, complimenti! Superman ti fa un baffo a te 😀

      Commento di tuttoqua | 22 gennaio 2010 | Rispondi

  5. Sono una modenese da esportazione, ma non sono andata in Irlanda per diventare idrorepellente come Stefania, bensí nell’assolata Spagna mediterranea … qui non c’è nebbia, almeno non paragonabile a quella padana, ma ogni tanto visto che siamo al mare, c’è nebbiolina, bruma, sí insomma na cazzatina con visibilitá a 100 mt .. e gli spagnoli che fanno? Attaccano fendinebbia, retronebbia, fari ausiliari e sí, pure gli abbaglianti ecchecazzo hanno speso un “pastón” in accessori potranno usarli almeno una volta all’anno!?
    Ciao
    Marta 😀

    Commento di Mila | 24 gennaio 2010 | Rispondi

    • Marta, a dimostrazione che tutto e’ relativo 😉

      Commento di tuttoqua | 24 gennaio 2010 | Rispondi

  6. Va bene ho esagerato ma la storia di Grillo non la sapevo; carina ma nella mia riviste non ne ho: tengo solo libri.

    Commento di giorgio | 24 gennaio 2010 | Rispondi

    • Giorgio, non ho mica capito, sai?

      Commento di tuttoqua | 24 gennaio 2010 | Rispondi

  7. Sono ermetico o meglio frainteso; probabilmente il fatto deriva da una buona dose di confusione mentale e processi (il)logici ingarbugliati.
    Si trattava solo di ironia ovviamente non riuscita.

    Commento di giorgio | 25 gennaio 2010 | Rispondi

  8. Sono donna, cresciuta in padania ,vivo in Liguria, per fortuna non ho una Fiat……Ma chi è Rocco ?!

    Commento di Trudy | 25 gennaio 2010 | Rispondi

  9. Ma se in Veneto non ci sono le montagne… com’è che mio babbo, come prima lezione di guida (sono tornata a casa bagnata di sudore che sembrava avessi fatto la doccia) mi ha fatta guidare (era un po’incoscente) per 4 ore su stradine allucinanti di montagna con tanto di precipizi a latere (ovviamente senza parapetti sennò non era abbastanza divertente)in provincia di Verona? ;-D

    Commento di niki | 25 gennaio 2010 | Rispondi

    • E chi ha detto che in Veneto non ci sono montagne? Ci sono montagne bellissime, come nel Cadore ad esempio. Pero’ e’ anche vero che buona parte del Veneto giace nella Pianura Padana 🙂

      Commento di tuttoqua | 25 gennaio 2010 | Rispondi

  10. Ma quella è la bassa!

    Commento di niki | 28 gennaio 2010 | Rispondi

    • La bassa… pianura padana! 😀

      Commento di tuttoqua | 29 gennaio 2010 | Rispondi

  11. tra tutti i difetti della pianura padana a me sembra che l’assenza di colline e montagne sia invece un enorme pregio..

    Commento di floriano | 24 dicembre 2010 | Rispondi


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