TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Ho visto AVATAR. Ebbe’, e allora?

Domenica, io e il pargolo maggiore, siamo andati a vederci AVATAR, del bravissimo James Cameron, un signore che ha firmato titoli come Terminator (1 e 2), Aliens Scontro Finale, The Abyss, True Lies e, ovviamente, Titanic.

Prima di andarci mi sono documentato (a proposito, se volete sapere da dove arriva il termine Avatar, leggetevi questo bellissimo POST di Marco Restelli) e ne ho lette di tutti i colori in giro. Ma, volendo sintetizzare, il commento generale era sempre: “effetti speciali stupendi, storia vuota… Si, bel film, pero’…”.

” Ammazza”, mi sono detto, “sta a vedere che sto andando a buttare i soldi nelle casse del Medusa. Pero’, che cavolo, questo film ha frantumato tutti i record d’incasso, un motivo ci sara’. Non saranno mica tutti deficienti ‘sti milioni di spettatori”.

Ora ve lo posso dire: non ho buttato un bel niente. Anzi, in tutta sincerita’, la vedo molto diversamente dai finti intellettuali, che devono per forza condannare a priori tutto cio’ che non risponde a certi canoni che, sinceramente, c’hanno anche fatto due maroni cosi’ ormai. Poi, per carita’, ognuno ha diritto alle sue opinioni, ci mancherebbe altro.

Io parto da un presupposto alternativo: gli effetti speciali non mi stupiscono piu’. So benissimo che ormai esistono tecnologie e professionisti capaci di creare cose strabilianti. Ma, siccome le creano regolarmente, credo che la cosa sia diventata normale. Indubbiamente i personaggi virtuali di questo film sono bellissimi, affascinanti, sono vivi! Ma lo erano anche i dinosauri del primo Jurassic Park, che risale al 1993. E che vogliamo fare? Dopo 17 anni ci vogliamo ancora stupire? Ma perche’ nel 1986 eravamo ancora li’ che dicevamo: “ohhhh…. incredibile… l’Uomo ha messo piede sulla Luna per la prima volta nel 1969…che bello… incredibile… da non crederci… ma come avranno fatto?”.

E basta con questi effetti speciali! il giorno in cui tornero’ a stupirmi sara’ quello in cui una creatura virtuale scendera’ dallo schermo, camminera’ verso il mio posto e mi stringera’ la mano chiamandomi per nome, cognome, indirizzo e numero di telefono, starnutendomi contemporaneamente in faccia e ricoprendomi di muco rivoltante e puzzolente!

Quello che ho visto, invece, e’ proprio una bella storia, perfino commovente in paio di situazioni. Forse siamo abituati a pensare che le storie belle possano nascere solo in contesti reali e realistici, ma non e’ detto che sia necessariamente cosi’. Cio’ che viene posizionato in un futuro piu’ o meno lontano e’ difficile classificarlo. In AVATAR non ci sono concetti anomali, tutta le tecnologia che ho visto e’ quasi normale, se non perfettamente plausibile. Le armi sparano proiettili, i soldati indossano uniformi mimetiche e usano maschere a ossigeno, i veicoli hanno le ruote, gli elicotteri le pale e gli aerei i reattori. Le bombe esplodono, le costruzioni hanno le finestre di vetro e i protagonisti indossano pure t-shirt colorate e pantaloni alla moda. Certo, viene da chiedersi come si possa viaggiare nello spazio su distanze tali da poter raggiungere pianeti lontani. Ma il regista ha usato il “trucco” del sonno criogenico per giustificare l’approccio. E, come ho gia’ detto, chi lo sa cosa ci aspetta fra altri 150 anni? AVATAR e’ ambientato nel 2154 (se non ricordo male), per cui se pensiamo che solo 100 anni fa l’Umanita’ andava ancora a carbonella e vapore, e se consideriamo che la progressione dello sviluppo tecnologico non e’ lineare, allora siamo a cavallo.

Cosa c’e’ dentro la storia? Io c’ho visto un gran bel mix di emozioni, di aspettative, di sogni, conflitti. C’ho visto un intreccio di idee filosofiche e di credenze religiose, e lo scontro epocale tra popoli di diverso retaggio e di diverso sviluppo sociale e tecnologico, condotto a cavallo degli interessi economici che radono al suolo tutto cio’ che trovano sul loro percorso. Cameron mi ha fatto riflettere su molte cose. Ad esempio che l’incomprensione tra genti diverse e’ un fattore cosi’ radicato in noi che, forse, non ce ne libereremo mai, nemmeno quando (e se) incontreremo altre civilta’ non di questo Mondo. Che puo’ succedere che quello che noi consideriamo importante possa essere del tutto immateriale per qualcun altro, e viceversa. Che alla base dei conflitti c’e’ sempre un problema di comunicazione, che noi occidentiali abbiamo una bruttissima tendenza a mettere sul tavolo del dialogo anche un mitra carico, cosi’, tanto per essere sicuri che il messaggio venga recepito subito e bene.

E che, qualche volta, siamo anche vittime di decisioni che viaggiano a 20 Km di quota sulle nostre teste, e non possiamo influenzarle. Ma che, se davvero vogliamo farlo, dobbiamo essere pronti a mettere in gioco tutto, consapevoli del fatto che tutto cio’ che ci giochiamo possiamo perderlo.

E che l’amore e’ innegabilmente uno stimolo fortissimo, che ci fa fare cose che altrimenti non faremmo mai, per nessuna ragione al Mondo. Che, evidentemente, la sintesi dell’esistenza dell’Umanita’ cosi’ come la conosciamo e’ proprio l’amore, nel bene e nel male. E’ l’amore per il nostro partner che ci fa rinunciare a parte della nostra individualita’ per creare una coppia, trovando i compromessi necessari ad appianare le differenze. E’ l’amore per i figli (e forse anche per noi stessi) che ci fa procreare e continuare ad esistere come razza. Ed e’ l’amore per le nostre idee (giuste o sbagliate che siano) che ci fornisce la spinta a batterci per vederle affermate o, quantomeno, difese.

Insomma, io ho guardato dentro AVATAR e, al suo centro, ho trovato l’Uomo e non solo qualche effetto animatronico ammaliante.

Il mondo cambia, e con esso cambiano il linguaggio e la comunicazione, Cameron mi pare l’abbia capito molto bene.

Quindi mi permetto di rubare un’espressione tanto cara a un mio buon amico, e anch’io dico che:

Il Panda deve morire.

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27 gennaio 2010 - Posted by | Cose da ricordare, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , ,

19 commenti »

  1. Assolutamente d’accordo con te, ho avuto le tue stesse identiche sensazioni, ma non avrei saputo rendere l’idea meglio di come tu hai fatto.

    PS:Mi saresti stato piu’simlpatico se solo avessi risposto alla mail 🙂

    Commento di Katiaz | 27 gennaio 2010 | Rispondi

    • Katiaz, quale mail?

      Commento di tuttoqua | 27 gennaio 2010 | Rispondi

      • Ti ho spedito una mail un po’ di tempo fa, dove ti chiedevo informazioni sull’india visto che tra qualche mese probabilmente andro’ a viverci.
        Sono gia’ in Marocco da 8 anni, sempre per lavoro (del marito) quindi molte delle cose che tu racconti, le ho gia’ in qualche modo vissute, anzi, leggendoti, sembra proprio di sentir parlare me sui marocchini 🙂

        Commento di Katiaz | 29 gennaio 2010 | Rispondi

        • Katiaz, rimandamela, perche’ non mi ricordo di aver ricevuto nulla da te.

          Commento di tuttoqua | 29 gennaio 2010 | Rispondi

  2. Evvai, Tuttoqua! anch’io mi sono divertito guardando Avatar. Per me c’è dentro di tutto – compreso il cartone Disney di Pocahontas – ma va bene così.
    in barba agli intellettual-chic,i cartoni animati mi piacciono ancora.
    E come diceva Fantozzi «La corazzata Potiomkin è un boiata pazzesca!» 🙂
    Marco/MilleOrienti

    Commento di marco restelli | 27 gennaio 2010 | Rispondi

  3. Sottoscrivo in pieno. Io con sto cazzo di battage sul 3D mi aspettavo che i Navi uscissero dallo schermo per saltellare in mezzo agli spettatori. Invece ho visto soltanto qualche scintilla, e foglie che cadevano. Poi va bene che la storia non era l’elemento principale, ma potevano impegnarsi un po’ di piu’.

    bixx

    Commento di bixx | 27 gennaio 2010 | Rispondi

  4. Bene, anch’io sono uscito felice, chisedendomi come fare a fare un viaggetto criogenico e cercando alla cassa i moduli per l’imbarco.
    Anch’io so che ho visto di nuovo Pocahontas ( e non solo: Balla coi lupi, Mission, Un uomo chiamato cavallo, Dinotopia, Fanteria dello spazio, e ce ne saranno altri ) ma credo che proprio non sia importante; un conto è la storia sciocca, banale e prevedibile al punto che mia moglie mi dava di gomito per predire le scene dell’ ora seguente, un altro è la magìa cui ho assistito, non tanto – non solo – tecnica, ma ottica.
    Una festa per gli occhi, una per le mie emozioni.
    Io ho visto un sogno vivente, non sono riuscito a scartare una caramella fino alla fine del film, perchè non potevo abbassare lo sguardo, per tutto il tempo ho desiderato di essere lì con loro.
    Se l’arte è suscitare emozioni forse ho rivisto L’empire des lumieres, ma questa volta in 3D.

    Commento di giorgio | 27 gennaio 2010 | Rispondi

  5. Veramente a parte gli effetti speciali e il notevole effetto 3-D la storia fa molta acqua dai buchi della coerenza.
    I sogettisti nemmeno si sono sforzati di far apparire coerenti sia “la cultura” indigena che i “dettami capitalistici dell’impresa/governo militare sfruttatrice”.
    Nelle prime scene gli indigeni riprendono un “avatar” sul fatto che per essi non bisogna uccidere, e se ne dispiacciono quando per salvarlo viene sterminato un branco di animali.
    Però poi fanno la guerra agli umani capitalistici e militareschi dal grilletto facile, vincendola pure con gli animali volanti!
    Infine il film termina con mezza natura distrutta e gli umani che malgrado la tecnologia militare e distruttiva si arrendono e buoni buoni se ne vanno dal pianeta, come se qualunque cricca capitalitica accettasse tale epilogo!!!
    Insomma, è la solita americanata… rifritta, stravenduta e propagandata fino alla nausea.

    Commento di Italo | 31 gennaio 2010 | Rispondi

    • Italo, perdonami, ma io di solito quando guardo un film cerco di non leggerlo come se fosse il Corriere della Sera, Repubblica o il Manifesto. E mi sforzo anche di non vederci a tutti i costi un contenuto politico di una sponda oppure di un’altra. Hai mai letto Asimov, Dick, Clarke? Sono tre mostri sacri della fantascienza, che con la loro letteratura hanno non solo definito i canoni con cui l’Uomo di oggi immagina l’Uomo di domani, ma hanno anche fornito spunti alla ricerca tecnologica e a chiunque, dopo di loro, volesse cimentarsi nella scrittura di un romanzo fantastico (non ci dimentichiamo che AVATAR questo e’). Se penso a Fondazione e Terra, ad esempio, il concetto di “Gaia” ha sicuramente indirizzato l’autore della trama di Avatar a costruire la struttura su cui si regge il rapporto tra gli alieni blu e il mondo che li circonda. Perfino George Lucas, quando ha scritto Star Wars, di cui tutto si puo’ dire tranne che non sia una storia bellissima che riscuote un successo immenso da oltre 30 anni, ha attinto a piene mani da quei tre. Di solito questi racconti, quando sono buoni come questo, vanno ben oltre i soliti stereotipi a cui ti riferisci.

      Commento di tuttoqua | 31 gennaio 2010 | Rispondi

  6. Complimenti per il Sito. Personalmente ritengo Avatar un film che può entusiasmare solo due categorie di persone: gli adolescenti (per ovvi motivi di ignoranza di ciò che li ha preceduti) e chi va a vedere il film con un bambino, e quindi gode dell’entusiasmo del pargolo per interposta persona. Un adulto che abbia alle spalle una buona cultura cinematografica non può che farsi due palle così. Non prendo nemmneo in considerazione la sceneggiatura, davvero elementare nella psicologia delle azioni e delle motivazioni. Prendete Balla coi lupi, spruzzate il tutto con un ecologismo reazionario, confezionate con la new age più retriva e infine mettetici dentro anche quella sciocchezza di Gaia, teoria frescona che non ha mai avuto la ben che minima credibilità scientifica. Ma tralasciamo la storia, che è davvero sparare sulla Croce Rossa per la banalità e la mancanza di complessità (siamo proprio a livelli infimi). Ciò che delude davvero è che questo film non è un genere fantasy, su cui si potrebbe al limite accettare il centone di scopiazzature da tutti i generi. Questo film vuol essere fantascienza e come tale va giudicato. Bene, il design è ciò che farebbe un bimbo delle elementari: disegnare un uomo di diverso colore, con qualche dito in meno e magari più grande di statura. Prendete un indiano d’america, antropomorfizzatelo ben bene in modo che risulti gradevole anche quando sbatte gli occhioni tristi e ammicca, dategli l’arco, le treccine rasta. Inoltre copiate tutto Miyazaki di Mononoke, l’albero, i kodama luminosi, addirittura la tentata resurrezione della Weaver con tanto di laguna e isoletta centrale. Copiate il Moebius degli uccelli cavalcati, copiate gli isolotti volanti da Laputa (e siate abbastanza scemi da metterci le cascate sopra). Insomma, una banalità assoluta, altro che Dick, Asimov, Stanislaw Lem e compagnia. Questa è merda, soprattutto con un budget di 230 milioni e passa di dollari, questo sì un record che fa pendant con gli incassi. Del resto, Tuttoqua, ti stimo e proprio per questo so che conosci l’argomemento da dare in pasto agli insicuri che si chiedono perché il film piaccia a tanti: è come la merda, che è buonissima perché miliardi di mosche non possono sbagliarsi.
    Ciao

    Commento di Giorgio | 3 febbraio 2010 | Rispondi

    • Miii Giorgio, è solo CINEMA, serve per evadere, non bisogna necessariamente trovare un significato recondito a quello che vedo o la novità in assoluto, mi serve per passare due ore fuori dalla realta’ e se il film è ben confezionato e non ti fa accorgere del tempo che passa ok!
      Io sono cresciuto con Tex, i supereroi Marvel, i cartoni giapponesi anni ’70 … non mi dire che quelli erano originali ci sono sempre i buoni che combattono contro i cattivi e vincono.
      Per quanto riguarda il copiare, mi sembra quasi inevitabile, 30 anni fa(ai tempi di Guerre Stellari) c’erano 3/4 “Filmoni” in una stagione, ora ne fanno decine poi mettici la tv, internet e tutti gli altri media e risulterà inevitabile avere delle contaminazioni, guarda la musica!
      Su una cosa concordo il marketing oggi fa miracoli renderebbe un successo anche il peggiore dei film…. guarda Twilight! e tutti a vederlo specie under 25!
      Pertanto a mio avviso, e chiudo, il problema non è nella qualità della pellicola ma nella qualità di chi guarda …. ha mai visto i cartoni animati e i telefilm per preadolescenti e adolescenti ? Sembrano ideati dalla DeFilippi e Oprah Winfrey! bah!
      Ciao a tutti!

      Commento di Pier | 4 febbraio 2010 | Rispondi

  7. Approposito di plagio TQ, mi sono accorto ora di aver detto più o meno le stesse cose della tua replica ad Italo…. giuro è stato involontario non portarmi in tribunale!!!!!

    Commento di Pier | 5 febbraio 2010 | Rispondi

    • Eh non lo so Pier… ti faranno sapere i miei avvocati 😀

      Commento di tuttoqua | 5 febbraio 2010 | Rispondi

  8. Io davo le gomitate al marito anticipando la scena dopo e mi sono pure addormentata dalla noia.
    E’ un film carino, non dico di no….ma e’ stato troppo pubblicizzato e mi aspettavo davvero di piu’.
    Non ho gli occhi da bambina per apprezzarlo? Ho 28 anni, leggo i manga, guardo Miyazaki, recentemente mi sono comprata un astuccio di Hallo Kitty e non vedo l’ora di andare a vedere Alice in Wonderland.
    Ma schiettamente ritengo Avatar “una palla”.

    Commento di Stefania | 12 febbraio 2010 | Rispondi

    • Stefania, e che problema c’e’? 😉 Non deve mica piacere per forza ‘sto Avatar. L’astuccio di Hallo Kitty pero’ ce lo devi far vedere.

      Commento di tuttoqua | 12 febbraio 2010 | Rispondi

      • Ho solo commentato. Ultimamente il mio sport giornaliero e’ dire “avatar fa schifo” ogni volta che leggo un commento minimamente positivo sul film. Boh, saro’ rimasta traumatizzata……
        L’astuccino l’ho comprato da H&M e mi vergogno da sola :p

        Commento di Stefania | 16 febbraio 2010 | Rispondi

        • H&M? Allora l’hai anche pagato un botto, capitalista che non sei altro! 😀

          Commento di tuttoqua | 16 febbraio 2010 | Rispondi

  9. una persona banale sarà affascinata da cose banali, è semplice. Prendi balla coi lupi, guardalo con un filtro blu davanti allo schermo e vedrai un film uguale ad avatar ma fatto molto meglio ( e girato 20 anni prima )

    Commento di Andrea | 20 novembre 2013 | Rispondi


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