TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

E toglietemi da questa tinozza, cazzo!

Provate a pensare un attimo al sottoscritto: 2 metri di cristiano per circa 120 Kg. Ora prendete il sottoscritto e mettetelo dentro una tinozza rettangolare, diciamo 2 metri x 1 metro e riempite d’acqua la tinozza.

Domanda: secondo voi, dopo quanto tempo mi girano i maroni e m’incazzo? Non so, facciamo 10 minuti? Ma si, anche una mezz’oretta, va.

Ma aggiungiamo uno step in piu’. Dopo che mi avete messo nella tinozza col culo nell’acqua, chiedetemi di fare qualche esercizio ginnico, tipo alzare le gambe a tempo, battere i piedini, allungare il collo di qui, un braccio di li’, afferrare qualche oggetto, colpire una palla e cosi’ via. Tutto questo mentre decine di persone intorno mi guardano e ghignano e senza nemmeno che qualcuno si degni di spiegarmi perche’ minchia devo fare tutta ‘sta manfrina!

Seconda domanda: dopo quanto tempo salto fuori dalla tinozza e mi trasformo nell’incredibile Hulk? Beh, insomma, avete capito.

Proviamo a fare lo stesso esercizio cambiando i volumi in gioco. Prendiamo un essere intelligente, molto intelligente, un essere che comunica e parla, cosi’ evoluto da avere un dialetto diverso per ogni famiglia. Ma che sia anche un essere grande e grosso, diciamo lungo circa 7 metri e dal peso di 6 tonnellate. Mettiamolo dentro una tinozza solo apparentemente adeguata alle sue dimensioni (in realta’ questo essere vorrebbe spaziare in tutta l’acqua del Mondo), chiediamogli di esibirsi in salti, capriole, corse sfrenate e tutto il resto, e lasciamo che migliaia di persone si accalchino a guardare, schiamazzare, urlare, piangere, ridere e gridare. E, dulcis in fundo, spieghiamogli che se fa tutto questo e lo fa bene, si becca qualche trancio di merluzzo aggratis, quando lui sarebbe in grado di centrifugare uno squalo bianco con le pinne legate dietro la schiena.

Domanda: quanto tempo passa prima che costui s’incazzi e macelli il misero essere umano che l’ha messo  in queste condizioni? Risposta: qualche anno. Non c’e’ che dire, questo essere dimostra di essere mooooolto piu’ paziente del sottoscritto. Ma la pazienza non basta, perche’ le palle girarono pure a Giobbe, bastava solo attendere.

L’essere in questione si chiama Tilikum, un favoloso esemplare maschio di Orca Marina, catturato nel Novembre 1983 nei mari dell’Islanda quando aveva due anni. Da allora vive in cattivita’. La prima volta che Tilikum s’incazzo’ fu nel 1991, quando afferro’ la sua trainer con i denti e la fece svolazzare qui e li’ nella piscina come fosse una bambola di pezza. Come a dire: “ragazzi, io qua mi sarei anche rotto un po’ i coglioni orchini… fatemi uscire”.

Ma  niente, anzi l’anno dopo fu trasferito in Florida, al SeaWorld di Orlando, dove s’incazzo’ per la seconda volta, anche se paziento’ prima un bel po’. Nel 1999, infatti, un barbone si nascose nei pressi della piscina, attese la chiusura dell’impianto e poi, di notte, decise con un colpo di genio di farsi una nuotatina. E Tilikum lo assaggio’. Come a dire: “ragazzi… io questo fatto ve l’avevo gia’ accennato 8 anni fa… mi sono rotto le palle di stare qua dentro a fare il ritardato, che come mi muovo sbatto contro qualcosa. E fatemi uscire, porca di quella miseria vacca orca boia!”.

Naturalmente il messaggio fu recepito cosi’ bene che la bestia rimase dove si trovava, a fare esattamente le stesse cose.

La terza e ultima volta che Tilikum si e’ incazzato risale a 2 giorni fa. Il 24 Febbraio, sempre a Orlando durante uno spettacolo, l’orca ha afferrato la sua istruttrice e l’ha portata sotto, impedendole di risalire fino a causarne la morte per annegamento.

Come a dire: “oh, sentite, io non so piu’ come dirvelo, anche perche’ quando ve lo dico poi vi do anche un sacco di tempo per riflettere. Ma mi volete togliere da questa merda di tinozza si o no?? E che cazzo!”.

Quando una vita umana finisce, soprattutto in modo tragico, e’ sempre un momento molto triste e non ci si dovrebbe scherzare sopra, quindi mi scuso per aver fatto lo scemo. Ma puntare il dito contro Tilikum e’ un errore. La storia racconta che le orche hanno attaccato e ucciso esseri umani piu’ volte, ma sempre e solo in cattivita’. Sara’ che non si puo’ tracciare tutto quello che accade in mare aperto, sara’ che chi si avvicina a un’orca nel suo ambiente naturale lo fa con tutte le precauzioni del caso, ma se le orche ogni tanto, e sottolineo davvero ogni tanto, perdono la pazienza, un motivo c’e’. Poi, spesso, uccidono quasi per gioco, nel senso che non si rendono conto di cio’ che fanno, anche perche’, come proprio nel caso di Tilikum, non controllano nemmeno la loro enorme forza, e fanno danni solo perche’ si muovono in uno spazio appena sufficiente per respirare. Solo per curiosita’, questo e’ il rapporto tra le dimensioni di un’orca e quelle di un uomo:

Sono animali meravigliosi, affascinanti, estremamente intelligenti e sensibili. Ma lasciamoli in pace, liberi di scorazzare dove gli pare e di farsi un po’ i cavoli loro!

Annunci

26 febbraio 2010 Posted by | Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , | 15 commenti

Il Trio Monnezza – parte seconda

Come abbiamo gia’ visto, l’ennesima schifezza tutta italica e’ accaduta sotto gli occhi di tutti. Ma prima di dirvi qualcosa, voglio che vi godiate questa spettacolare parodia, prima che la tolgano da YouTube (la prima l’hanno gia’ rimossa per violazione del Copyright… che poi… de che? E’ una parodia!). L’apoteosi si raggiunge col ritornello del tenore, roba da sbellicarsi:

Fantastico.

Bene. Ora, pare che la merda stia per venire a galla, visto che, a quanto pare, chi e’ riuscito a comprarsi piu’ televoti ha saltato piu’ in alto. Come si comprano i televoti? Semplice, dicono che basti rivolgersi a call center “specializzati” che televotano a manetta, dietro pagamento di notevoli guiderdoni. Inutile sottolineare che chi piu’ spende piu’ sale in classifica. E, per stessa ammissione (vedi Striscia la Notizia di qualche sera fa) della titolare di uno dei suddetti call center, se io compro un pacchetto da 100.000 Euro ma poi arriva uno che ne paga 150.000, perdo di sicuro. Il quotidiano Avvenire ha pubblicato il segretissimi (ahahahah!) tabulati del televoto. Il regolamento del Festival prevedeva che tutti i voti utili a delineare i tre finalisti venissero poi riazzerati, in modo che si potesse aprire un’ultima e decisiva sessione durante l’ultima esibizione (senza pesare i giudizi degli orchestrali).

NOTA: O’ Festival, a 0.75 Euro a televoto, pare abbia incassato quasi 3 milioni di Euro. FINE NOTA.

Confrontando i tabulati del prima e del dopo, si osserva un recupero a dir poco strepitoso di Valerio Scanu che, fino a mezz’ora dal suo successo, era parecchio indietro, salvo poi staccare quasi 100.000 voti negli ultimi 53 minuti e scavalcare il trio merdacce di due punti percentuali. Trio merdacce che, dal canto suo, riesce a incrementare il bottino solo di altri 2.000 miserrimi voti. Il tutto per giungere a questo risultato:

Clicca per ingrandire a 1024×768

 Notare anche la finezza, forse per sviare qualche sospetto: il trio riceve molti piu’ voti da linea fissa, rispetto ai due piu’ giovani Valerio Scanu e Marco Mengoni, come a testimonianza che le generazioni di votanti fossero diverse e avvezze a diverse forme di comunicazione (i “vecchietti” che votano Pupo usano il fisso, i ragazzini che votano i ragazzini il cellulare).

Che e’ successo? Qualcuno ha sbagliato strategia, sottovalutando l’importanza cruciale dell’ultima sessione? Oppure ha intepretato male il regolamento, pensando che i voti si sarebbero semplicemente sommati ai precedenti e contando su un vantaggio apparentemente incolmabile? Parrebbe di si’. D’altro canto, il recupero del sardo vincitore pure ha del miracoloso. Un investimento deciso all’ultimo secondo, per evitare che The Trashcans vincessero e l’orchestra prima sodomizzasse ripetutamente e poi bruciasse la povera Antonellina in Eurovisione?

E nessuno mi venga a dire che non e’ vero, eh! Pupo, per sua stessa ammissione, gia’ nel 1994, quando si votava con le schedine del Totip, compro’ lui stesso una vagonata di schede, riuscendo a spuntare solo un quarto posto, perche’ “evidentemente altri ne avevano acquistate di piu'” (cito Pupo testualmente). E che dire del pr… bleah… del pr… scusate, non ci riesco… del pri… non ce la faccio, non mi viene, e’ piu’ forte di me… di Emanuele Filiberto che, il giorno dopo la finale, ha dichiarato qualcosa tipo “che volete, il regolamento e’ cosi’, se non vi piace allora cambiatelo”. Come a dire, se esiste questa possibilita’, fesso chi non la sfrutta, se volete fare le cose pulite, allora assegnate il voto solo a una giuria tecnica.

Ragazzi, che monnezza! Vi saluto con un altro breve video, richiamo irresistibile a un famoso film.

24 febbraio 2010 Posted by | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , | 9 commenti

Il Trio Monnezza

Sono consapevole dell’irrilevanza di quanto sto per dirvi, ma lasciatemi fare lo stesso, perche’ sono troppo incazzato. Parlo del 60-esimo Festival della Canzone Italiana, meglio conosciuto come il Festival di Sanremo. Lo seguite? Io penso di averlo seguito spesso. Perche’ e’ un evento nazional-popolare, e’ una tradizione canora che riguarda solo noi e nessun altro, si canta nella nostra lingua e, infine, qualche volta viene fuori anche qualcosa di buono, piu’ spesso dai Giovani e meno spesso dai Big.

Fatto questo preambolo, passiamo alla premessa: che i voti siano truccati, da sempre, e’ un’insinuazione tutt’altro che velata. Si dice, infatti, che siano le case discografiche, a mettersi d’accordo, sia su chi entra e sia su chi vince.

Se e’ vero, allora mai come quest’anno la cosa e’ stata cosi’ evidente.

Quest’anno, il giudizio finale su ogni concorrente e’ stato ricavato sommando i voti degli orchestrali (quelli che suonano dal vivo in teatro) e il televoto di chi segue da casa: lo split e’ 50-50%.

Tra i big quest’anno si e’ proposto un insolito terzetto: Pupo, una star degli anni ’70 che poi si e’ dovuto riciclare in presentatore dopo aver fatto bancarotta per debiti di gioco, il principe (bleah, e pensare che c’erano quelli che si offendevano quanto Toto’ pretendeva di essere chiamato Principe) Emanuele Filiberto di Savoia, su cui preferisco sorvolare, e Luca Canonici, un tenore piuttosto apprezzato nell’ambiente della lirica. La canzone l’avete sentita? Una emerita cagata, scritta dal principe e musicata da Pupo stesso. Una roba da far vomitare! Per non parlare delle qualita’ canore del Filiberto, che canta con la stessa identica voce della mia professoressa di latino al liceo, che era una zitellaccia vecchia e stizzosa alle soglie della pensione e che fumava 60 Marlboro 100’s rosse al giorno! Solo che almeno la prof non era stonata.

E quindi, volendo, si potrebbe discutere gia’ sull’opportunita’ di far concorrere una puttanata del genere presentata da un trio a dir poco disomogeneo (stasera sono eufemico), caratterizzato dal fatto di includere un membro (la scelta del sostantivo non e’ casuale) che sta alla musica come io sto al tombolo calabrese.

Ma non fa niente, in fin dei conti, in 60 anni di orrori ne abbiamo visti molti altri. Cosa e’ accaduto la prima sera? Che i tre disgraziati sono stati eliminati al primo giro, con grande soddisfazione del sottoscritto. Evidentemente pero’ non doveva andare cosi’, quindi i discografici (piu’ chi sa chi altro) si sono dovuti attivare in fretta e furia per rimediare. La seconda sera, dunque, sono stati ripescati.

Ma lo scandalo vero e’ iniziato ieri sera, quando il trio si e’ ripresentato sul palco a concorrere per la finale, cercando di non ritrovarsi alla fine dei giro tra i due concorrenti eliminati da televoto+orchestrali. E che hanno fatto? In ordine:

1- Hanno portato Marcello Lippi! Capirai… la canzone si chiama Italia Amore mio, “poteva mancare il ct della Nazionale di Calcio”, ha chiesto lui. E certo che poteva mancare, rispondo io! Anzi, doveva mancare! Che caduta di stile… anche perche’ ha sparato un pippone sull’attaccamento alla patria, e questo e quello e cip e ciap… Si poteva fare? No, il regolamento lo vieta!

2- Hanno cambiato un po’ il testo per omaggiare la presenza dello stesso Lippi. Si poteva fare? No, il regolamento lo vieta!

Sapete come e’ andata? Si sono salvati!! Sono approdati alla finale!!! Ma scusate… facciamo un attimo un ragionamento, partendo dai professori d’orchestra. Potevano questi mai apprezzare Italia Amore mio, un brano basato sulla nota sequenza LA-, SOL, FA e MI, ma con una martellata sui maroni a caratterizzare ogni battuta? E il testo? Stupido, falso, insignificante! Saranno mica deficienti ‘sti orchestrali, no?

E il televoto??? Cazzo, in teatro li hanno fischiati fin dalla prima sera, e non hanno smesso piu’. Il giro sul Web si dice che il brano fa cagare, che Pupo e’ patetico e il principe sta sui maroni a tutti! Ieri sera li hanno insultati al ristorante e assediati in hotel! Ma chi li ha votati questi??? Ma dai, e’ una presa in giro!

Ma la cosa che piu’ mi ha fatto incazzare e’ che per far passare loro hanno eliminato Enrico Ruggeri! Si, Enrico Ruggeri. Quello che il Festival l’ha vinto due volte, quello che ha scritto capolavori come Il mare d’Inverno, Quello che le donne non dicono e prima ancora Vecchio Swing!! Ruggeri, un’istituzione della musica leggera italiana, un cantautore ancora lucidissimo e ispiratissimo.

Ora, mentre scrivo questo POST, Qui Quo Qua hanno fatto un altro passo avanti: sono approdati in finale. Ma che cavolo sta succedendo??? L’orchestra si e’ ribellata facendo ampi cenni di no con le mani e tirando spartiti accartocciati sul palco, ma soprattutto chiedendo di poter rendere pubblico il suo voto. Ma certo! Il voto dei professori costituisce il 50% (quindi non importa il numero di votanti, si tratta sempre della meta’!), come e’ possibile che la classifica sia cosi’ diversa da quella che si aspettavano loro?? E, sempre mentre scrivo, milioni di persone su Facebook stanno insorgendo. Allora, seriamente, almeno per una volta, diciamolo che il televoto e’ una farsa! Cioe’ la gente vota, perche’ cosi’ la RAI incassa tantissimi soldi (0.75 Euro a telefonata/SMS), ma i voti vengono ignorati.

E ve lo dimostro. Se anche la gente avesse dato un voto altissimo, cosa che credo poco a giudicare da tutto quello che si e’ scatenato, e dando per scontato che l’orchestra abbia dato un voto bassissimo, come ha fatto il Trio Monezza a beccarsi un valore medio che li ha posizionati tra i primi tre? Boh… i misteri della matematica.

Ecco, ci siamo… giuro che lo sto scrivendo in diretta. I finalisti sono sul palco, su Facebook gia’ dicono che le tre spazzature hanno addirittura vinto, io prego che non sia cosi’… la Clerici e’ molto tesa.

Ha vinto Valerio Scanu, evidentemente le quindicenni arrapate hanno televotato fino alla morte (nella finale a tre il voto dell’orchestra non c’era piu’). Un ragazzetto insignificante, con una canzonetta qualsiasi. Ma meglio delle tre scorregge ammuffite. Mi spiace per Marco Mengoni che invece e’ una star dichiarata.

Ma che senso ha, veramente, tutto questo? Non lo, pero’ ora vi lascio che c’ho da andare a fare l’amore in tutti i laghi.

20 febbraio 2010 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare | , , , | 16 commenti

Message in a bottle (per SKY)

Vorrei dire a quelli di SKY che sono delle grandissime teste di rapa, anzi, di cazzo.

E badaben, quando dico SKY, dico quelli della televisione satellitare. Lo so, forse e’ una puntualizzazione superflua, ma ci tengo a sgombrare il campo da equivoci.

Noi siamo clienti SKY da 10 anni, no dico 10! 120 mesi! Una vita! Quando ci trasferimmo in India, decidemmo di lasciare il contratto acceso, per tutta una serie di ragioni, ma soprattutto perche’ pensammo che sarebbe stato piu’ facile rientrare in Italia, mettere la scheda nel decoder e avere la TV in tempo zero, piuttosto che chiudere un contratto, fare tutta la trafila con i fax, le raccomandate e le incazzature (perche’ e’ cosi’ che va a finire), e poi doverne riaprire un altro alla fine. E tutto cio’, nonostante i 52 Euro (all’epoca) di canone mensile.

Il problema fu che, dopo qualche mese di esilio (il periodo in India lo posso definire solo cosi’, come quello di Napoleone a S. Elena!), io dismisi la carta di credito su cui veniva addebitato il conto (poi vi raccontero’ questa storia un’altra volta) e comunicai gli estremi di un’altra carta a quelli di SKY. O cosi’ credevo, visto che, per qualche ragione, loro gli estremi non li recepirono. Naturalmente non ci fecero sapere nulla, non ci segnalarono di avere problemi con gli addebiti, quindi ogni volta che, dopo tot mesi, uno di noi rientrava in Italia, si trovava da pagare un bel bollettone di 200/300 Euro di arretrati. Nessun problema, pagavamo sempre alla prima opportunita’. Nessun problema nemmeno da parte loro (apparentemente), perche’ bastava pagare e loro riattivavano la scheda rapidamente.

Fino a circa 2 mesi fa, quando decidemmo di approfittare dell’offerta per il passaggio all’Alta Definizione. Che, a fronte di un modesto (beh…) incremento del canone mensile, ci dava la visione HD con relativo decoder, piu’ un televisore LCD 32″ Full HD. Bene, facciamolo!

Facciamolo un cazzo! La povera TuttoQua Girl ando’ al negozio, ma quando provo’ a fare il passaggio si senti’ rispondere dall’operatore che siccome ci avevano disattivato la scheda due volte, il sistema non gli consentiva di farci quell’offerta. Ma come? Ma scusi, ci sono pagamenti insoluti a nostro carico? No! Il contratto e’ attivo? Si! E il sistema non consente comunque? No! E allora vaffanculo? No! Ma si, dai, vaffanculo! No!

Ovviamente, l’imbarazzo della povera TQG e’ solo vagamente immaginabile, nel contesto di un negozio pieno di gente, in una discussione con un operatore la cui strafottenza e’ paragonabile solo a quelli che non raccolgono le merde dei loro cani da terra! Con frasi del tipo: “ma signora, ma se proprio vuole un televisore, perche’ non se lo compra?”. Perche’ poi, in queste situazioni, la gente ti guarda come se tu fossi un pezzente, uno di quelli che non paga le bollette e che ruba le caramelle ai bambini. Come, ad esempio, quando sei alla cassa del supermercato, e il bancomat, per ragioni che non ti riguardano, non va, e la cassiera urla a tutto il supermercato “disponibilita’ insufficiente”, come se tu sul conto avessi meno di tremila lire iva inclusa e pretendessi di fare 100 Euro di spesa! Che miserabile barbone, morto di fame, lader, bauscia, mangiasavun, negher!

Tra l’altro, lo stronzo del call center e’ doppiamente fortunato, sia perche’ non posso fare nome e cognome, ma solo perche’ ce ne ha fornito uno falso (!), ma anche perche’ questo genere di transazione e’ avvenuta al telefono. Se l’avessi avuto davanti, avrei fatto la felicita’ del suo dentista. E’ ovvio che noi disponiamo di data e ora della conversazione, quindi SKY, volendo, sarebbe perfettamente in grado di risalire all’imbecille in questione.

Ma torniamo a noi. Cosa facciamo? Eh no… queste cose non possono passare impunite, ne va di una dignita’ che e’ difficilmente spiegabile a chi, come loro, l’ha cancellata anche dal vocabolario aziendale. Fanculo, chiudiamo il contratto con SKY. Dopo 10 anni di onorato servizio? Si, dopo 10 anni di onorato servizio!

Da allora, i nostri amiconi stanno facendo disperati tentativi di retention, senza pero’ di fatto proporre una minchia, ma dietro semplice invito a rifletterci bene… Ammazza che politica di retention che avete! Un cliente se ne va perche’ gli avete frantumato le palle con le vostre stronzate, e voi lo invitate a pensarci bene??? Ma complimenti! E quanti super consulenti avete pagato per ottenere questo risultato? E quante ore di riunione avete fatto? E quante slide avete prodotto?

Due settimane fa, pero’, ci chiama una che ci offre… udite udite… di passare all’HD! COSA??? Ma scusa, ma non c’era il blocco di sistema???? Ma che cazzo fate, il neurone destro che non parla col sinistro???? Avete perso un cliente per una cosa che invece si poteva fare tranquillamente??? Ma allora siete proprio dei coglioni!

Ieri sera, poi, chiama (alle 21:20!!!) un altro operatore, ignorante e maleducato quasi quanto il primo, che approccia TQG. Lei lo fa educatamente parlare (alle 21:20, quando uno vorrebbe anche farsi un pentolino di cazzi suoi), gli dice di non essere interessata, e: “ah signora… ma allora se non vuole parlare con me, basta che lo dica eh!!”.

Ma che e’, una chat line erotica??? Imbecille, non e’ che uno non vuole parlare con te!!! Ma chi cazzo ti conosce, ma che vuoi??? Ti ho appena detto, per l’ennesima volta, che non sono interessato, per cosa mi hai chiamato, per un appuntamento al buio??? Ma infilati un petardo nel sedere e dai fuoco alla miccia senza troppi patemi!!

Ora, resta da capire se e quando riusciremo a terminare il contratto! Loro dicono, ormai da settimane, di aver ricevuto la disdetta, ma la scheda e’ ancora attiva. Mi pare gia’ evidente che dovremo incazzarci parecchio e, nel mentre delle incazzature, continuare a pagare per chissa’ quanti mesi ancora.

NOTA BENE: se qualcuno di SKY dovesse leggere questo POST, e’ educatamente invitato a farsi i cazzi suoi. Non ci aspettiamo nulla, non vogliamo spiegazioni, non vogliamo giustificazioni e, soprattutto, non gradiamo l’ennesimo tentativo di retention, perche’ abbiamo gia’ riso abbastanza. L’unica cosa a cui teniamo veramente e’ di smettere di pagare nei termini previsti. Per tutto il resto, fora di ball!

17 febbraio 2010 Posted by | Ammazza che ladri!, Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi | , , , , , , , , , | 21 commenti

Buoni vecchi americani!

Vi piace la vela? A me piace molto, da ragazzo mi sono divertito un po’ sulle coste della Campania. Vi piace la America’s Cup? A me piace in modo esagerato, fin dai tempi di Azzurra e di Cino Ricci. Come non emozionarsi al ricordo del Moro di Venezia prima, e, in tempi piu’ recenti, di Luna Rossa? Si, lo so, e’ una competizione anacronistica, perche’ e’ roba per ricconi, pero’ ha un fascino tutto suo, ed e’ un mito che, in un modo o nell’altro, resiste da circa 160 anni.

Le due ultime edizioni hanno visto una grossa anomalia: un team svizzero che prima strappa la coppa ai neozelandesi nel 2003 (come se gli abitanti di Bormio si dimostrassero pescatori piu’ abili degli amalfitani), e poi la difende, sempre contro i kiwi, nel 2007. Insomma, gente che il mare non lo vede nemmeno col binocolo che offre lezioni di vela a tutto il resto del Mondo. La spiegazione e’ semplice: non importa dove sia registrata la societa’ proprietaria della barca, contano i soldi del patron (Ernesto Bertarelli nel caso di Alinghi), l’equipaggio e i progettisti. E tutta ‘sta roba, di svizzero, ha ben poco.

Ma torniamo a noi. L’edizione di quest’anno e’ stata caratterizzata da due fatti: le scelte estreme del defender (Alinghi) che ha facolta’ di decidere praticamente ogni aspetto della sfida, e le battaglie tra gli avvocati delle due parti, che si sono protratte per anni. Alla fine la decisione e’ arrivata all’ultima ora: si naviga in Spagna, a Valencia, con barche multiscafo (tipo i catamarani, prima volta nella storia della Coppa). Tutto il resto “fate come vi pare e spendete quello che volete”. Devo ammettere che, con questa formula, che tra l’altro ha escluso tutti gli altri sfidanti, la cosa e’ sembrata un litigio fra due bambini viziati che si contendevano un lecca-lecca tempestato di diamanti, pero’ questa volta e’ andata cosi’, e c’e’ poco da fare.

Ah, dimenticavo di parlare dello sfidante: Larry Ellison, sovrano di Oracle, multimiliardario, con le spalle coperte pure dalla BMW. Il budget? Boh, nessuno lo sa, ma si parla di circa 200 milioni di dollari spesi solo per la costruzione della barca. Ma neanche Bertarelli si e’ fatto mancare nulla, anzi… col risultato che a Valencia si sono presentati due mostri del mare. Apparentemente simili, ma molto diversi. Prima di tutto lo scafo: OracleBMW e’ un trimarano, con lo scafo centrale decisamente piu’ grande delle due gongole laterali. Alinghi e’ un bimarano, quindi due gondole e niente corpo centrale. Ma la vera differenza l’hanno fatta gli americani, mettendo in campo tutta la creativita’ possibile e tutta la tecnologia disponibile, progettando l’intera barca a partire da un foglio bianco. E hanno lasciato tutti a bocca aperta, reinventandosi il concetto di vela, e presentandosi in acqua con una randa ridiga di circa 650 mq (!), piu’ grossa dell’ala di un Boeing 747, corredata di nove flap indipendenti, tutti controllati da un computer. Risultato? Variazioni istantanee e precisissime della configurazione velica, con un’efficienza mai vista prima. Nonostante il peso di oltre una tonnellata in piu’ rispetto alla soluzione tradizionale di Alinghi, compensata solo in parte dal fatto di necessitare di 4 uomini in meno a bordo, questo incredibile pezzo d’ingegneria ha sicuramente rivoluzionato il modo di andare a vela. La gara era al meglio delle tre prove. Nelle prime due, Oracle ha semplicemente sottomesso Alinghi (che solo nella seconda regata ha dato l’impressione di potersi misurare alla pari per un pochino nella prima bolina), infliggendole distacchi abissali e, tanto per gradire, anche due penalita’ (una penalita’ si sconta facendo compiere un giro di 360 gradi all’imbarcazione).

OracleBMW in acqua sembra un aereo che vola a pochi metri dalla superficie e sfiora il pelo solo con una delle gondole. Chi ha visto le gare capisce cosa intendo, e’ stato un spettacolo senza eguali e senza precedenti. Un volo emozionante, sempre tra i 20 e i 30 nodi, che e’, per capirci, il range di velocita’ di un aliscafo!!

Alinghi non era brutta da vedere, ma sembrava la sorella sfortunata della barca americana.

Che dire? Non c’e’ stato match race, cioe’ la caratteristica tipica delle regate di Coppa America (ma non solo), per il semplice fatto che le due barche provenivano da due pianeti diversi, con Oracle che guadagnava un metro al secondo, invece del solito metro al minuto che potevano spuntare “le barche di una volta”, cioe’ quelle tradizionali a scafo singolo. La barca di Ellison ha messo in campo un potenza tale da non consentire repliche, una capacita’ di gestire i salti e i buchi di vento inaudita, e in virtu’ di cio’ il mare ha emesso un verdetto incontrovertibile e piuttosto imbarazzante per Bertarelli & Co.

La buona notizia e’ che Oracle ha gia’ ricevuto la prima sfida: infatti, mentre la barca superava la linea del traguardo, Vincenzo Onorato, armatore di Mascalzone Latino, firmava i documenti in presenza dello stesso Larry Ellison. Da qui in poi, si vedra’, io pero’ aspetto Luna Rossa!

Chiudo con un video di 1:36, giusto farvi vedere OracleBMW in azione, con i gommoni che faticano a starle dietro.

14 febbraio 2010 Posted by | Aziende e dipendenti, Cose da ricordare, Cose tecniche | , , , , , , , , , , , | 3 commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: