TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Post-gara Gran Premio di F1 di Turchia 2010

L’ennesima gara ammazza balle.

Infatti, aspettavamo tutti la sospirata pioggia per vedere un po’ di movimento. E invece, al giro 41, c’ha pensato Sebastian “Pirla” Vettel, che nel tentativo di attaccare il suo compagno Webber ha scassato la sua macchina e il musetto dell’altra. Risultato: lui fuori, Webber terzo dopo il pit stop e le McLaren che accendono un cero alla Madonna di Istanbul!

Nel passare davanti, Hamilton riceve una notizia ferale: “devi risparmiare carburante”. Evidentemente, nell’arrembante rincorsa alle RedBull ha spremuto il limone piu’ del previsto. Poco male, tanto pioviggina e non si spinge piu’. E poi in McLaren non sono mica coglioni, se uno e’ davanti e l’altro dietro a poco piu’ di 10 giri dalla fine, chi fa il fesso si scordi la carota e si becchi solo il bastone (nodoso). Ma davvero??? Maddeche!! Sono coglioni pure loro, e dopo un po’ iniziano a suonarsele di santissima ragione. Incredibile!

Gli altri oggi hanno corso la loro gara di Formula 2, con l’unico inconveniente di dover avere a che fare con auto vere che ogni pochi minuti le riprendevano da dietro. Per i poveracci siamo sempre li’: con pochi mezzi e niente test, il recupero e’ semplicemente impossibile. Pero’ i poveracci lo sanno che sono dei poveracci, e non si aspettano molto, anzi per loro finire la gara e’ gia’ un risultato. Il problema, ancora una volta, ce l’hanno quelli vestiti di Rosso. Anche uno che di F1 non sa una mazza ormai ha capito che il percorso dall’inizio dell’anno e’ stato un evidente declino. Si e’ partiti vincendo, e si e’ arrivati qui ad avere perfino difficolta’ a superare le varie fasi delle qualifiche.

Ma che e’ successo? Ora dicono che siccome si sono concentrati molto sull’F-duct (il condotto per stallare l’ala posteriore sui rettilinei) hanno perso un po’ di vista lo sviluppo generale. E sarebbe una risposta questa? Io credo che sia esclusivamente un problema di cattiva gestione, e a Maranello cattiva gestione significa che qualcuno deve andare a casa. Si accettano scommesse sul Toto-Domenicali. A mio modesto parere, l’ora e’ ormai giunta.

Ma basta parlarne perche’ la delusione e’ tanta. Piuttosto, ci tengo a dire che mi dispiace tanto per Petrov, che a me piace molto e non ne faccio mistero. Stava andando benissimo come al solito, quando nel piccolo contatto con Alonso ha bucato.

Un paio di note di colore:

  • Al giro 51, sotto un po’ d’acqua, Alguersuari con la sua ToroRosso marca il record sul giro, scendendo sotto l’1:30… (boh…). Poi ci pensa Petrov a soffiarglielo all’ultima curva… (ri-boh…).
  • Il bravissimo Chandhok, che stava come al solito facendo un’ottima gara in ultima posizione, purtroppo si e’ ritirato a 2 giri dalla fine.

Vorrei chiudere dicendo all’Ing Bruno: “Ma e’ possibile che perfino Mazzoni ha imparato a tacere durante i team radio e tu invece continui a parlargli sopra??? Ma cazzo, sta zitto!!”.

Commento gara precedente: Gran Premio di Monaco.

30 maggio 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , | 8 commenti

Giro d’Italia 2010

Il mio caro amico ain’t that bad (lo trovate nei commenti qui e li’) e io abbiamo deciso di fare un esperimento. Essendo lui un esperto ciclista, appassionato d’altri tempi e al tempo stesso praticante iper tecnologico (dovreste vedere che cavolo di bicicletta che ha!), gli ho proposto di scrivere un POST sul Giro d’Italia 2010. Ve lo pubblico integralmente.

***

22 squadre, 198 corridori, 3452 km da percorrere, 6 arrivi in montagna, 21 giorni nella bagarre con 2 giorni di recupero.

Eccovi il Giro d’Italia del 2010.

Partito quest’anno dall’Olanda, e’stato caratterizzato fino ad ora da pioggia, freddo, tante cadute e una sorpresa ogni giorno. I commentatori non sanno piu’ che cosa prevedere da un giorno all’altro (e neanche i corridori), visto che ne sono capitate di tutti i colori.

Dopo un inizio nervoso, tra le infinite rotatorie Olandesi da negoziare sotto la pioggia, il normale parapiglia tra i vari team (e nei vari team) per mostrare le proprie carte, tutto si e’ rivoltato come un omelette in padella, dopo la 11-esima tappa con arrivo a L’Aquila. Nella pioggia e nevischio che veniva giu, un gruppo che diventera’ di 56 corridori prende il largo. I “big” (Basso, Evans, Vinoukorov in maglia rosa, Scarponi, Nibali, etc.) lasciano fare, e nessuno si fa carico di mantenere il gap con i fuggitivi. Beh 56 corridori in fuga, si puo dire che e’ un peloton, e infatti cambiano bene, tirano forte nelle condizioni meteo da paura, e arrivano ad avere fino ad un massimo vantaggio di 17 minuti sui “big”.  Alla fine della tappa, tutti i presunti favoriti per questo giro restano a piu’ di 10 minuti dalla nuova maglia rosa, un pischello australiano che non crede a quel che sta vivendo: Richie Porte.

Grandi recrminazioni e accuse tra i team di Basso (Liquigas o Leaky!), Evans (BMC), Vinokurov (Astana) e Scarponi (Androni Giocattoli) su chi doveva andare a chiudere il gap: il team della maglia rosa (Astana) che pero’ non e’ tra i piu’ forti e gia’ a corto di 3 membri, la BMC del secondo in classifica Evan (anche loro con team scarsetto e gia’ con 4 elementi fuori) o Leaky con il dream team del Giro (forte di tutti e 9 i corridori nella squadra)? Non si sono accordati, ognuno ha fatto tattica contro i diretti avversari, e Porte si e’ andato a prendere la maglia rosa con 10 minuti di vantaggio sui big. Cosi’ il caparbio Arroyo finisce a 1.42 dal nuovo leader della Generale, e un redivivo Sastre, meritevole di essersi infilato nel gruppo in fuga, si porta a 7.09 dalla maglia rosa ed e’ pronto per giocarsela nell’ultima settimana.

Un paio di tappe da velocisti preparano corridori, direttori sportivi, commentatori e noi spettatori ai fuochi d’artificio dell’ultima settimana. Sabato c’era il Grappa: 1.400 metri di scalata in 18km. Domenica lo Zoncolan, a cioe’ altri 1.200 metri di scalata in 10 km (con massime pendenze al 22%). Poi martedi la crono individuale di Plan de Corones, 12.8Km con strappi al 24% e 5 km di sterrato. E ancora ci si appresta ad affrontare il Mortirolo (1.300 metri in 12 km), la Forcola di Livigno (1.900 metri in 35 km) e infine il Gavia (1.500 metri in 25 km). Tutto cio’ dopo 18 giorni di corsa e 2 soli di riposo. Non male per le gambe dei ciclisti!

La Leaky, dopo l’Aquila si e’ messa a fare sul serio. Nella tappa del Grappa e dello Zoncolan ha comandato la gara forzando un pressing incredibile. Tutti i gregari tiravano come se stessero facendo una crono. Ritmo altissimo fino alla salita, e poi li’ Basso e Nibali a giocarsi le loro doti di scalatori contro gli altri big, a quel punto stremati dal ritmo elevato, dalle continue accellerazioni e dalla mancanza di aiuti da parte delle rispettive squadre. Risultato? Gara riaperta, con tutti i big che si riavvicinano al buon Arroyo (finito in rosa dopo il Gavia) ma ancora tutta da giocare

Ieri la crono del Plan de Corones e’ stata piu’ spettacolare che rivoluzionaria per la classsifica. 12 km dove si va su, e poi su, e poi su, e poi ancora piu’ su. Senza tregua, asfissiante, tosta, da bruciare le gambe. La televisione appiattisce la strada, ma chi su una strada al 24% di pendenza c’e’ stato sa bene quanto sia ripida! Se volete farvi un idea, guardatevi qualche foto su questo validissimo blog.

I corridori erano li’, con la lingua fuori dalla bocca ad arrampicarsi, pedalata dopo pedalata, sulle rampe del Plan de Corones. Molti montavano cambi da mountain bike con rapporti 34/28, ed alcuni (sono sicuro) avrebbero volentieri aggiunto qualche altra moltiplica! Garzelli (il vecchietto di quasi 37 anni) si era ben gestito sullo Zoncolan avendo abbandonato qualsiasi velleita’ per la maglia rosa, e ha tagliato il traguardo in 41 minuti prendendosi una bella vittoria.

Basso ha guadagnato un minutino su Arroyo (in rosa ancora) portandosi a 2.27 nella Generale. Evans ha guadaganto 30 secondi su Basso, ed e’ a 3.09 dalla rosa.  Sastre e Nibali sono li’ vicino, a 4.36 e 4.53 rispettivamente. Il pischello di down under (Richie Porte) e’ ancora li’ anche lui, a 2.36 di ritardo dalla rosa, e se non scoppia potrebbe almeno centrare un podio o un piazzamento nei primi 5, cosa che per una matricola al primo anno da professionista sarebbe incredibile.

Oggi tappa non super impegnativa, ma che si presta a fughe, con il Passo delle Palade (pendenze fino al 16%) ad una 70-ina di Km dall’arrivo a Pejo Terme,

L’unica cosa prevedibile in questo giro e’ che e’ assolutamente imprevedibile!!!

26 maggio 2010 Posted by | Ciclismo | , , , , , , , , , , | 5 commenti

Incidente Aereo Air India Express 812

Il 22 Maggio alle 06:30 (03:00 CET), un Boeing 737-800 si e’ schiantato durante l’atterraggio all’aeroporto di Mangalore-Bajpe (India). Il velivolo proveniva da Dubai, e trasportava 6 membri dell’equipaggio e 158 passeggeri, apparentemente tutti di nazionalita’ indiana. Di questi, solo 8 si sono salvati, molti dei quali sembra grazie alla prontezza di riflessi e al coraggio di saltare giu’ dall’aereo prima che questo prendesse fuoco.

Non dispongo ancora della situazione meteo ufficiale, ma sembra che il tempo fosse brutto e che la pista fosse completamente allagata, a causa delle abbondanti piogge monsoniche, tipiche in India in questo periodo. Un paio di sopravvissuti hanno anche raccontato di aver udito un botto al momento del contatto col suolo, suggerendo che possa essere esploso un pneumatico.

Fatto sta che il 737 non e’ riuscito a fermarsi prima del termine della pista, finendo in un avvallamento, spezzandosi e prendendo fuoco subito dopo. Speriamo di riuscire a sapere qualcosa presto, grazie anche al fatto che le scatole nere sono state subito recuperate.

Tra l’altro, l’aeroporto di Mangalore era stato appena riaperto e inaugurato, in seguito alla costruzione di una nuova pista, quella su cui e’ avvenuto l’incidente. Ecco la mappa:

Clicca per ingrandire (800×401)

A questo link si vede la stessa area in una foto scattata da un aereo in avvicinamento.

Il Ministro dei Trasporti indiano, recatosi subito sul posto, si e’ affrettato, in un maldestro tentativo di sviare l’attenzione dal fatto che la struttura fosse stata appena inaugurata, a ricordare che da quell’aeroporto sono gia’ transitati piu’ di 32.000 voli, dimenticandosi di dire pero’ che nessuno di essi aveva utilizzato la nuova pista, visto che non c’era…

Per la cronaca, la nuova pista ha una lunghezza utile di 2450 metri, e le specifiche del 737-800 dicono che gli servono 1450 metri per atterrare. Questo ovviamente in condizioni normali, il che significa: superficie asciutta, velocita’ corretta, carico ben distribuito, ecc… Facile dare la colpa all’acqua, ma non si puo’ mai dire, infatti nessuno e’ in grado di escludere l’errore umano al momento.

L’aeromobile protagonista del crash era registrato VT-AXV, aveva compiuto il suo primo volo il 20 Dicembre del 2007, era stato consegnato all’Air India il 15 Gennaio 2008 e registrato subito dopo, il 21 Gennaio 2008. La compagnia aerea indiana sta rilasciando vari comunicati stampa a questo link.

Ecco una foto d’archivio del VT-AXV:

Clicca per ingrandire (1024×695)

Chiudo con le statistiche. Si tratta dell’ottavo Boeing 737-800 distrutto, ma del peggior incidente mai occorso a questo modello di aeroplano e del terzo incidente aereo accaduto in India.

AGGIORNAMENTO ORE 13:15: Su segnalazione dell’ottimo ain’t that bad, vi riporto un link dall’Hindustan Times che spiega la dinamica dell’incidente. Pare anche che la visibilita’ fosse buona (6 Km).

24 maggio 2010 Posted by | incidenti aerei | , , , , | 7 commenti

Sabato Imolese in pista

Della mia passione per la Formula 1 sapete, ma devo dirvi che anche trovarsi a pochi metri da una celebre pista dove rombano bolidi di altra natura e’ un’esperienza tutt’altro che trascurabile.

Questo weekend appena trascorso c’erano una serie di appuntamenti interessanti a Imola, tra cui il campionato Auto GP e l’International GT Open. Sabato, insieme al resto dei TuttoQua’s, ho trascorso alcune ore sulla tribuna del rettilineo principale (tra l’altro l’accesso era gratis) a godermi due gare:

Gara 1 dell’Auto GP e Gara 1 del GT Open. Si tratta di campionati piuttosto diversi tra loro. Il primo vede schierate monoposto molto simili (nell’aspetto) ad auto di Formula 1, che utilizzano il telaio Lola B05/52, e che fino all’anno scorso era in uso alle vetture che correvano il campionato A1 GP (che e’ stato cancellato quest’anno dopo 5 anni). I bolidi montano un 8 cilindri a V di 3,4 litri di cilindrata, che sviluppa circa 550 cavalli, il che unitamente ad un peso che probabilmente si attesta intorno ai 600 Kg le rende auto da adrenalina pura. Il video (circa un minuto e mezzo) che segue l’ho girato con il mio Nokia N96 e caricato ieri su Youtube:

E’ poco, ma sufficiente per udire il boato a tutta velocita’ (con tanto di effetto Doppler), e per rendersi conto di quanto i cambi marcia in uscita dalla pit lane siano delle vere e proprie fucilate. Vi assicuro che, data la breve distanza dalla pista, ero costretto a tapparmi le orecchie ad ogni passaggio! Una cosa incredibile! Ho visto varie gare di F1 nella mia vita, ma non ero mai stato cosi’ vicino, quindi i suoni non mi erano mai giunti alle orecchie in modo cosi’ devastante. La gara comunque e’ stata bella e ricca di colpi di scena, alla fine l’ha vinta Adrien Tambay, figlio d’arte del Patrick che nel 1983 si trovo’ fra le mani il volante della Ferrari in F1.

Completamente diverso il GT Open, che vede schierate vetture “di serie” ma agghindate abbondantemente per la pista. Molte Ferrari 430 (Scuderia e non), alcune Porsche 911 (GT2 e GT3), tre Aston Martin Vantage, una Audi R8 e una Ford GT. La gara e’ stata bellissima, con sorpassi da tutte le parti, testacoda e uscite varie. Non e’ mancata la mega rimonta finale di Pierre Kaffer (Ferrari 430) che, mentre era in testa, si e’ girato a 14 minuti dal termine lasciando strada libera a Enrico Toccacielo (sempre su Ferrari 430), salvo andarlo a riprendere e superarlo alla Rivazza, che e’ la curva prima del retttilineo del traguardo!

Pure con queste auto i canti dei propulsori erano da capogiro, anche se non a livello dei mostri di prima. Soprattutto le Ferrari 430, che montano un V8, facevano tremare tutto, costole comprese. Meno le 911, che con i loro 6 cilindri boxer fanno un po’ meno casino, ma fischiano tantissimo col turbo. Il V12 delle Aston era tutta un’altra storia: bello, corposo, pieno e tutt’altro che invadente, e si sentiva arrivare da un chilometro di distanza. La R8, dal canto suo, girava molto in alto, ma complice anche uno scarico educato, non scuoteva gli animi piu’ di tanto. Come dire, un bel canto, ma ovattato. Discorso a parte per la Ford GT, il cui mostruoso V8 da 5,4 litri, capace di erogare ben 550 cavalli in configurazione stradale, creava un vero e proprio sfacelo a ogni passaggio. Anche qui, impossibile non tapparsi le orecchie.

Chiudo con 5 minuti di video del GT Open.

Non male, vero?

23 maggio 2010 Posted by | Cose da ricordare, Cose tecniche, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , | 10 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Monaco

Partiamo da due assiomi: il primo e’ che Montecarlo e’ una pista che livella molto le performance, facendo emergere il manico dei piloti (bravi). Il secondo e’ che se non succede qualcosa, puo’ essere la corsa piu’ noiosa dell’intero campionato.

Oggi non e’ successo nulla, nonostante i tre interventi della safety car.

Giovedi si’!

Quando Alonso ha commesso il secondo errore grave da quando guida una Ferrari, andando a sbattere durante le prove libere, danneggiando il suo telaio. Cio’ ha fatto si’ che non potesse partecipare alle qualifiche del sabato e partisse ultimissimo dalla corsia box. E’ un gran pilota, ma questi errori sono troppo gravi. Perche’ correre rischi tali durante un prova libera? Anche la F.I.A. pero’ sembra aver fatto di tutto per creare un regolamento ridicolo. Rompi il telaio? Non partecipi alle prove! Vorresti usare il muletto? Non c’e’ piu’! E allora vaffanculo, no!?

Comunque, oggi Alonso cosa poteva fare? Quello che ha fatto: andare forte quando possibile, usare la strategia e gestire le gomme. Ed e’ arrivato sesto, a due posizioni da Massa che partiva proprio quarto. Questo e’ il Gran Premio di Montecarlo.

Su Massa e’ necessario fare due appunti importanti. Ieri ha dominato i primi due stint in qualifica e poi si e’ afflosciato proprio quando contava, vale a dire nello stint finale. Inoltre, oggi il suo ingegnere, dopo ben oltre 50 giri, gli ha dovuto ricordare si usare le regolazioni del flap anteriore, per gestire al meglio gomme e aerodinamica. Si potrebbe obiettare che non serviva a nulla, visto che a Montercarlo se chi ti sta davanti non rompe o non sbatte tu resti li’. Ma e’ l’attitudine che non mi piace: se e’ previsto che il pilota utilizzi certe procedure in gara, lui deve utilizzarle, indipendentemente dalle situazioni in gara. Michael Schumacher ci ha vinto 7 titoli mondiali con questa attitudine, e anche oggi lo si vedeva li’ a pistolare con i manettini del volante per tutto il tempo! Mentre Massa ancora non ha vinto una fava, forse anche a causa di questa sua non attitudine. L’unico lato positivo e’ che in tutto questo a Maranello sono riusciti a contenere i danni, e lo spagnolo si ritrova ora a soli tre punti dalla vetta.

Impressionanti le RedBull, che sembrava dovessero soffrire le curve monegasche, e invece hanno piazzato l’ennesima zampatona e l’ennesima doppietta, che porta entrambi i piloti in testa alla classifica. Fenomenale Webber, che e’ andato a missile per tutta la gara senza sbagliare mai, ma bravissimo anche Vettel, forse un po’ meno veloce, ma abilissimo a superare Kubica alla partenza. Davvero notevole questa squadra. Altro che Ferrari, questi se continuano cosi’ non li ferma piu’ nessuno.

Incredibile invece l’errore dei meccanici di Button, che si dimenticano di rimuovere una delle paratie che proteggono i radiatori, cosi’ che l’inglese si e’ ritrovato col motore indorato e fritto dopo due giri. Roba da licenziamento in tronco per il meccanico distratto!

Il Kaiser, dal canto suo, ha fatto una gara onesta e concreta, mettendosi Rosberg dietro per la seconda volta. Chissa’ che il megacampione non stia riprendendo il feeling.

Pericolossissimo invece l’incidente, a 4 giri dal termine, tra Trulli e Chandok (chissa’ come mai…), con l’italiano che monta sulla monoposto dell’indiano e rischia di portargli via casco e testa. Coraggioso il tentativo di Trulli, pero’ forse poteva lasciar perdere vista la posta nulla in gioco.

NOTA: resta da capire cosa e’ successo all’ultimo giro, quando in regime di bandiere gialle, Schumacher ha superato Alonso… (vedere aggiornamento in basso)

Detto tutto questo, la notizia peggiore e’ che l’anno prossimo si potrebbe correre in India.

E adesso ho veramente detto tutto!

Commento gara precedente: Gran Premio di Spagna.

PS: standing ovation per Jean Alesi che condanna i piloti della HRT che “pur prendendosi 5 secondi al giro, si permettono di rompere le palle a chi puo’ vincere il Mondiale (ndr: Alonso). Mi fanno ridere, sono da circo! Quando fai entrare degli imbecilli, sono cosi'”.

AGGIORNAMENTO 16 MAGGIO 2010 ore 21:30: Michael Schumacher e’ stato penalizzato di 20 secondi per aver illecitamente superato Alonso. Il regolamento, infatti, dice che se la gara si conclude in regime di satefy car le posizioni sono congelate. Schumacher quindi oggi si piazza dodicesimo e fuori dai punti. Spiace che un veterano come lui si sia fatto sorprendere in questo modo, ma quello che giusto e’ giusto. In realta’, credo che questa regola sia eccessivamente severa. Infatti, si potrebbe semplicemente rimettere la classifica nell’ordine giusto dopo la bandiera  a scacchi, piuttosto che penalizzare una manovra che, alla fine dei conti, non porta alcun danno a nessuno.

AGGIORNAMENTO 17 MAGGIO 2010 ore 21:00: Schumacher non ha deciso di testa sua, ma pare che l’ordine di passare Alonso sia giunto direttamente da Ross Brown, il mitico mago della strategia. Ordine, tra l’altro, dato anche a Rosberg. Che toppa micidiale!

16 maggio 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , | 18 commenti

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