TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Il Signore della Vuvuzela

Io non sono uno che va allo stadio, quindi il problema non mi tange. Pero’ mi sono gia’ messo nei panni di spettatori e calciatori che, a partire da Agosto, ricominceranno ad affollare tribune e a calcare prati verdi. Insomma, temo che alla ripresa dei campionati l’Italia sara’ invasa dalle maledette vuvuzelas, che sono una vera rottura per timpani e maroni.

So per certo che un imprenditore di queste parti si e’ gia’ attrezzato per produrle. Siccome si tratta di un semplicissimo oggetto in plastica che si fabbrica con un singolo stampo, l’investimento si aggira intorno a qualche decina di migliaia di Euro. So anche che ha intenzione di produrne 1.000 al giorno, e di venderle a 5 Euro l’una, a fronte di un costo di manifattura ridicolo. Fate due conti e guardate che business case ne viene fuori…

Ma in realta’ questo sproloquio serviva solo a introdurre questo breve video che mi ha fatto divertire un sacco:

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29 giugno 2010 Posted by | Aziende e dipendenti, Bestialita', Cose da ricordare, Pericoli vari e disservizi, Quando uno non ha niente da fare... | , , , , , | 9 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 d’Europa 2010

Devo dire che questa volta non c’ho capito molto. O meglio, chiariamo: quello che e’ accaduto mi e’ chiaro, ma il modo in cui e’ stato gestito il casino generato dall’ingresso tardivo, e tutto sommato non necessario, della safety car ha dell’ incredibile.

Riassumiamo.

Dopo pochi giri, Mark Webber, reo di aver commesso una delle partenze piu’ orride di tutta la storia della Formula 1, si e’ trovato a combattere con le scuderie di serie B. Giunto negli scarichi di una Lotus, ha pensato bene di inforcarla, decollando a oltre 200 Km/h. Poco male, tanto spavento (tanto!) e un rottame di quella che fu una monoposto in fondo alla via di fuga.

Subito le bandiere gialle, a quanto pare pero’ non subito su tutto il tracciato, e poi, molto poi, una safety car che entra in pista.

Prima di tutto cio’, Vettel era primo, Hamilton secondo, Alonso terzo e Massa quarto. Dopo tutto questo, Vettel era sempre primo, Hamilton sempre secondo, Alonso undicesimo e Massa, mi pare, quindicesimo. Nel frattempo altri piloti si trovavano avanti, grazie, almeno in apparenza, ai valzer dei pit stop scatenati dall’incidente. Nel frattempo Vettel e Hamilton se ne andavano, mentre Kobayashi, trovatosi miracolosamente terzo, creava un tappone con la sua Sauber che non dava scampo a tutti gli altri, relegandoli a due anni luce di distanza.

I commissari di pista, per confermare la rapidità di azione che li aveva già’ caratterizzati prima, decidono di infliggere una penalità a Lewis Hamilton, per aver superato la safety car infrangendo il regolamento. E come lo penalizzano? Con il solito passaggio nei pit stop, che non serve a un beneamato nella fattispecie: grazie al vantaggio accumulato proprio in virtu’ della scorrettezza, il pilota inglese secondo era e secondo resta, con buona pace del regolamento e degli altri che erano stati onesti. In quel momento le mie considerazioni sono state due: che Hamilton e’ il solito ladro che la passa sempre liscia, e che la Ferrari e’ stata onesta ma non ha sicuramente gestito bene la situazione.

Il resto della gara fila via in modo assolutamente noioso, con l’unico scossone di Kobayashi che da terzo si ritrova decimo dopo un pit stop non previsto e che riesce a passare Alonso a due giri dalla fine. Il quale, a mio parere, si mostra troppo arrendevole (e dai, e’ una Sauber porca miseria, che sara’ mai??).

E a questo punto avrei finito il commento di una gara incommentabile, se non fosse che a bocce ferme i commissari, sempre con la prontezza di spirito che li ha caratterizzati lungo l’arco dell’intero Gran Premio, decidono che altri dieci piloti devono essere penalizzati per la stessa ragione che aveva visto Hamilton beccarsi il drive through. Tra questi dovrebbero esserci tutti quelli tra lo stesso Hamilton e il giapponese Kobayashi. 5 secondi sul tempo totale di gara: questo il ridicolo guiderdone, a fronte del fatto di essersi immensamente avvantaggiati a danno degli altri!

Questa ciliegina sulla torta ha mostrato in modo evidente un altro limite della Formula 1 moderna: che quando si combatte per un millesimo di secondo, e’ necessario che anche le decisioni siano prese in un battito di ciglia e non dopo eoni, perche’ cosi’ va tutto a farsi friggere e si incoraggiano piloti e team a comportarsi scorrettamente. Datemi una sola buona ragione per cui un Alonso o un chicchessia non dovrebbe fottersene del regolamento e scegliere l’imbroglio alla prossima occasione? Sono secondo ma rischio di finire indietro, allora rubo, mi puniscono e resto secondo. Ma come funziona ‘ sta cosa?

E comunque, commissari a parte, io vorrei capire come mai nella gestione Domenicali, la Ferrari se lo prende sempre in quel posto quando si verifica una situazione ingarbugliata? Possibile che nei tanti anni vissuti al seguito di Jean Todt e di Ross Brown lui non abbia imparato nulla? Caro ingegnere, non si può sempre pensare alla prossima gara in cui “speriamo di fare meglio”. Il Mondiale si vince di gara in gara. Ed e’ veramente un peccato, perché oggi la Ferrari c’era davvero…

PS: questo POST l’ho scritto interamente dall’iPad, ecco ad esempio perche’ il testo non e’ giustificato. Se vedete altre cose strane fatemelo sapere.

Commento gara precedente: Gran Premio del Canada

AGGIORNAMENTO 28 GIUGNO ORE 10:45: Dopo le penalizzazioni ridicole di 5 secondi (5 secondi???) a Button, Barrichello, Kubica, Sutil, De la Rosa, Petrov, Liuzzi e Hulkenberg non e’ ovviamente cambiata una mazza:

Clicca per ingrandire - 714x623

Quindi chi imbroglia vince… come direbbe Emilio Fede: che figura di Merda (per i commissari)!

27 giugno 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , | 10 commenti

Formula 1 2010 – La situazione

Se escludiamo la gara di ieri (Gran Premio del Canada), per ragioni che dopo vi dico, la stagione 2010 si e’ gia’ buttata dietro le spalle ben 7 gare. Che su 19 fa poco piu’ di un terzo. Mi sembra un momento adeguato per fare un attimo il punto e vedere cosa ne pensate voi.

Iniziamo dalle caratteristiche peculiari di quest’anno. Prima di tutto ha debuttato un nuovo sistema di punteggi, in stile MotoGP, che assegna punti ai primi 10 classificati invece che ai primi otto come accadeva fino all’anno scorso. Ecco una tabella riassuntiva:

In secondo luogo quest’anno sono stati eliminati i rifornimenti di carburante, quindi ogni macchina parte col pieno e deve arrivare fino in fondo. Dei punteggi parleremo dopo, ma soffermiamoci un secondo sull’aspetto pit-stop. E’ evidente che questo ritorno al passato ha introdotto delle variabili notevoli. A partire dai progettisti che hanno dovuto disegnare e alloggiare grandi serbatoi per il carburante, per passare ai piloti che hanno dovuto imparare a gestire monoposto pesantissime in avvio e a trattare bene di conseguenza freni e pneumatici, fino a chi decide la strategia dei pit-stop e della scelta delle coperture. A cio’ aggiungiamo la follia regolamentare che obbliga tutti ad utilizzare almeno una volta entrambe le mescole disponibili e il gioco e’ fatto. La decisione doveva introdurre spettacolo, secondo me ha introdotto solo guai e qualche rischio in piu’. Si dovevano tagliare i costi, ma e’ evidente che riprogettare ex-novo costa, e anche consumare di piu’ costa (auto pesante = piu’ carburante, piu’ gomme, piu’ freni, piu’ tutto!).

In terzo luogo sono stati eliminati i test. Di tutte quelle che potevano mettere a tavola, questa e’ senz’altro la pietanza piu’ indigesta. In sostanza, una volta disegnata la macchina e una volta fatte certe scelte, tutto cio’ che si fa dopo si puo’ solo verificare al simulatore, oppure spremendo il motore sul rettilineo di una pista. Vere e proprie sessioni di prove sono proibite. Se l’obiettivo era quello di tagliare i costi, e’ probabile che sia stato raggiunto, anche se bisognerebbe conoscere i numeri. Perche’, in effetti, se sono un grande costruttore, cio’ che non posso spendere in pista lo spendo in simulatori e in tutte le altre diavolerie che mi possono dare una mano. La verita’ e’ che questa regola ha definitivamente ammazzato i team minori, i quali gia’ partivano in enorme svantaggio competitivo, per ritrovarsi nella situazione di dover tirare a campare con le quattro pezze disponibili.

Il quarto errore e’ stato quello di non riuscire a trovare un modo di trattenere i grandi costruttori che se ne sono andati. In primis BMW, ma anche Toyota e Renault (quella che corre quest’anno di Renault ha solo il motore e poco piu’ perche’ appartiene a un fondo di investimenti arabo). Perdere i grandi costruttori e’ stato un disastro, completato dall’ingresso di nuove scuderie che stanno alla Formula 1 come il sottoscritto sta a un orso marsicano.

E i team che hanno fatto in tutto questo? La Ferrari molti mesi prima che terminasse la scorsa stagione decise di interrompere lo sviluppo della fallimentare F60 per concentrarsi sulla monoposto di quest’anno. Bene fece, almeno a giudicare dalla doppietta all’esordio (Barhain), ma il lavoro da fare e’ ancora tanto, ma non c’e’ ancora da disperarsi, anche se era lecito attendersi molto di meglio. Non foss’altro per l’arrivo di Fernando Alonso, duplice campione del Mondo, velocissimo, esperto e tutto il resto. E in effetti oggi Alonso ha (inclusa la gara del Canada) 33 punti in piu’ del suo compagno di squadra Felipe Massa, che sta invece rendendo al di sotto delle aspettative. Cio’ non toglie pero’ che l’asturiano sia comunque solo quarto in classifica, alle spalle di Hamilton (109), Button (106) e Webber (103).

I primi due della classifica invece se la passano piuttosto bene, anche perche’ guidano una McLaren che sembra migliorare gara dopo gara. Gli inglesi hanno indubbiamente imbroccato la via giusta in termini di sviluppo, soprattutto (ma non solo) per quel che riguarda la diavoleria che va di moda quest’anno: l’F-duct. Un condotto dell’aria che il pilota chiude sui rettilinei e che consente di mandare l’ala posteriore in stallo togliendo carico aerodinamico e favorendo la velocita’ di punta. L’hanno pensato prima degli altri e adesso se ne godono i vantaggi. E con questa sono due (l’altra e’ quella del doppio fondo dell’anno scorso): due le idee che la Ferrari non ha avuto prima degli altri.

La RedBull e’ partita un po’ in sordina, ma gia’ dalla seconda gara si e’ messa bene in evidenza, raggranellando un botto di punti con entrambi i piloti nei GP di Malesia, Spagna e Monaco. Nella situazione attuale sarebbero loro i favoriti al titolo, se non fosse proprio per la crescita della McLaren.

Gli altri, sinceramente, contano come il due di coppe con la briscola a bastoni. A partire dalla Mercedes, che ha messo sotto contratto il giovane e talentuoso Nico Rosberg ma, soprattutto, il Kaiser dei Kaiser, il pilota dei piloti, il recordman dei recordmen, e cioe’ Michael Schumacher. Che, dopo tre anni di motorette, ha deciso di ritornare, facendo tutto sommato una figura mediocre. E prima doveva riprendere il ritmo, poi non si trovava col passo corto, e poi aveva il telaio danneggiato e poi ancora e ancora. Sta di fatto che e’ sempre li’ a remare nelle posizioni a meta’ classifica e, soprattutto, spesso le prende dal compagno che potrebbe anche essere suo figlio. Mi pare che la scelta sua personale e quella della Mercedes finora si siano rivelate davvero un grosso buco nell’acqua. Dispiace per il campione che e’ stato e soprattutto perche’ lo e’ stato al volante di una vettura made in Maranello.

La Renault fa quello che puo’, ha un ottimo pilota (Robert Kubica) che puo’ fare l’outsider quando il pacchetto lo assiste, ma purtroppo capita di rado. Pare che anche l’anno prossimo restera’ dove si trova, visto che il recente e imcomprensibile rinnovo del contratto che lega Felipe Massa alla Ferrari gli ha tolto ogni ambizione modenese. Peccato.

Volendo fare un po’ di statistiche, una cosa ve la posso dire subito: nel 2008 e nel 2009, colui che si e’ trovato in vetta alla classifica piloti (rispettivamente Hamilton e Button) dopo il Gran Premio di Turchia ha vinto il Mondiale. Quest’anno dopo il Gran Premio di Turchia Webber era primo (ieri e’ passato in testa Hamilton). E’ anche vero pero’ che il 2009 e’ stato pesantissimamente condizionato dallo strapotere iniziale della BrownGP (vi ricordate il “trucco” del doppio estrattore?) e che comunque prima di quest’anno i punti si assegnavano in modo diverso. Allora mi sono preso la briga di andare a fare due conti, e tirare fuori le classifiche di Webber, Vettel, Hamilton, Button, Alonso e Massa nel 2010, 2009 e 2008, fermandomi al Gran Premio di Turchia, perche’ quest’anno il Canada e’ una novita’.

Prima di condividere con voi i miei ragionamenti devo ricordarvi che:

  1. Nel 2008 e nel 2009 Alonso correva in Renault, mentre in Ferrari c’era Raikkonen, ed e’ per questo che li vedrete entrambi nelle tabelle;
  2. Button correva per la BrownGP nel 2009 e per la Honda nel 2008 (e la Honda faceva abbastanza schifo). E, ancora nel 2008, Sebastian Vettel era al volante di una ToroRosso;
  3. Nel 2009, al termine del Gran Premio della Malesia furono assegnati la meta’ dai punti, perche’ la gara fu interrotta prematuramente da un diluvio universale. Nelle mie tabelle, per uniformita’, ho considerato il punteggio pieno;
  4. L’ordine di quest’anno in cui si sono svolti i primi sette GP (Bahrain, Australia, Malesia, Cina, Spagna, Monaco e Turchia) lo si ritrova abbastanza fedelmente anche nel 2009 e nel 2008, fatto salvo il GP di Cina del 2008 che invece si tenne come penultimo. Questo quindi potrebbe sporcare un po’ le statistiche perche’ le monoposto cambiano radicalmente nel corso dell’anno. I piloti pero’ (si spera) cambiano meno!

Fatte le dovute premesse, eccovi tre tabelle in fila per tre col resto di due in cui vi riporto a sinistra la classifica secondo il vecchio punteggio e a destra quella col nuovo. Facendo due conti ho anche scoperto che tra il vecchio e il nuovo sistema c’e’ un fattore di scarto medio di 2,55, quindi per normalizzare i valori basta dividere (o moltiplicare) per 2,55. Questo spiega l’ultima colonna a destra (Norm.) che riporta il gap normalizzato secondo il vecchio punteggio (vi consiglio di cliccare e ingrandire altrimenti non si vede un tubo, anzi se li volete sottomano mentre leggete, apriteli in altre finestre/schede del broswer).

Clicca per ingrandire (1001 x 365)

Clicca per ingrandire (1001 x 405)

Clicca per ingrandire (1001 x 405)

Notate nulla? Che a parte una lievissima discrepanza tra Massa e Raikkonen nel 2008, assolutamente trascurabile, il nuovo sistema di assegnazione dei punti non ha cambiato praticamente nulla. Questo almeno per i primi, cioe’ per quelli che si giocano il titolo. E’ chiaro che premiando i primi dieci invece che i primi otto, alla fine dell’anno qualche squadra minore si portera’ a casa qualche soldo che prima avrebbe solo intravisto al microscopio elettronico. Ma tanto la torta e’ sempre quella, quindi vuol dire che alla fine dell’anno ci avra’ “rimesso” qualcun altro.

E la performance e il rendimento dei piloti invece? Come funzionano queste macchine umane? Nei grafici che seguono ho cercato di rappresentare due valori. La Performance, cioe’ una curva che indicasse, GP dopo GP i punti presi e quindi, di fatto, ottenere un colpo d’occhio sull’andamento di ogni pilota. E il rendimento, cioe’ fatti 10 i punti massimi ottenibili in ogni GP, quanti punti ogni pilota e’ stato in grado di portarsi a casa in media (totale diviso 7 GP). In altre parole, quanto e’ stato bravo ogni driver a sfruttare il pacchetto e le varie situazioni per massimizzare il risultato. Tenete presente che i numeri nei grafici di Performance rappresentano i 7 GP nell’ordine che vi ho detto prima e che tutti i calcoli li ho fatti normalizzando il punteggio di quest’anno sulla vecchia regola, in modo da ottenere coerenza tra i dati.

2010

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Quest’anno quello meno soggetto a oscillazioni e’ paradossalmente Felipe Massa, che pero’ ha avuto un rendimento di soli 3,71 punti, cioe’ il piu’ basso. Gli altri piloti, invece, oscillano molto (notevole la curva di Webber tra i quinto e il sesto GP) ma portano a casa un bottino migliore, con Button, tanto per dirne un’altra, che sembra avere picchi e cadute regolari ma, su un massimo di 7, porta a casa un 5 netto. Alonso fa il pari con Vettel, nonostante una vettura inferiore. Qui, evidentemente, lo spagnolo se la gioca di esperienza sul ragazzino tedesco.

2009

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Rendimento - Clicca per ingrandire (981 x 666)

Il 2009, come gia’ detto, dal punto di vista statistico e’ stato inquinato dalla supremazia indiscussa della BrownGP, che non solo ha consentito a Button di mettere via punti sufficienti a gestire il resto della stagione, ma ha anche messo Rubens Barrichello in condizioni di sottrarre altri punti preziosi agli avversari. Quindi, tolti per un attimo il rendimento e la performance di Button che sono mostruosi, agli altri resta ben poco, seppure Webber e Vettel, grazie a una RedBull comunque molto veloce, riescono a salvare la faccia (e sappiamo bene che poi da meta’ stagione in poi passeranno in una posizione di predominio).

2008

Performance - Clicca per ingrandire (1024 x 545)

Rendimento - Clicca per ingrandire (982 x 667)

Il 2008 e’ stato l’anno in cui Felipe Massa sfioro’ il Titolo Piloti, perdendolo all’ultima gara in cui fu Hamilton a prevalere, grazie a un sorpasso (molto dubbio!) all’ultima curva su Sutil Glock, che all’epoca guidava una Toyota. Felipe fu Campione per circa 30 secondi. In termini di Performance nel 2008 si notano bene l’acuto di Raikkonen in Malesia, Cina e Spagna e anche una buona partenza di Hamilton che resta poi su valori alti, a cui invece fa da contraltare un tonfo iniziale di Massa che poi, pero’, si riprende molto bene. E il grafico del rendimento conferma la stessa cosa, con l’inglese e il brasiliano che svettano decisamente sugli altri. Vettel e Button non fanno invece testo, perche’ erano al volante rispettivamente della ToroRosso e della Honda.

A Valencia (che quest’anno ospita il Gran Premio d’Europa) cosa accadra’? Difficile a dirsi, sia perche’ la pista e’ tosta e sia perche’ sono attese varie novita’ tecniche, con Ferrari in testa. Staremo a vedere, speriamo di divertirci.

14 giugno 2010 Posted by | Bestialita' | 9 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 del Canada 2010

Signore e signori, e’ ufficiale: la Bridgestone non c’ha mai capito un cazzo! Per fortuna stavolta se ne vanno sul serio, e dobbiamo solo sopportarli per il resto di questa stagione. Poi arriva Pirelli e speriamo bene.

Pero’ anche io, evidentemente, seguo la stessa sorte, perche’ avevo criticato la scelta di Ferrari (e di McLaren) di partire con le gomme morbide. E invece, col senno di poi, avevano ragione loro.

La gara poi parte male, anzi malissimo!

Massa compie la regina delle cagate, facendosi mettere nel sacco da Liuzzi, che mostra davvero di meritare il volante di una scuderia indiana. Si comporta, infatti, da perfetto stronzo e il brasiliano subisce, rompe il muso, buca una gomma e ciao.

Patetico Mazzoni che, per tutta la gara, non fa altro che rammaricarsi della sfortuna di Liuzzi, dimenticandosi che quello che ci ha rimesso di piu’ si chiama Felipe e guida una macchina rossa prodotta in Italia dalle parti di Modena e non a Mumbai!

Che merda, e abbiamo appena iniziato.

Comunque, dopo i primi casini con le gomme, una cosa mi ha disturbato moltissimo! E cioe’ quando Alonso aveva Buemi davanti e Hamilton dietro. E’ vero che Buemi era primo e lottava per mantenere la posizione, ma sapeva anche di dover rientrare ai box poco dopo, era consapevole di non avere una macchina in grado di competere con Ferrari e McLaren, e che questi si giocano il mondiale tutte le gare e lui no. Bene, come dire? Ha rotto il cazzo! A tal punto da ostacolare Alonso ripetutamente fino a che quel fetente di Hamilton non se ne e’ approfittato ed e’ andato davanti. Bravo lui, un po’ pollo Alonso ma stronzissimo Buemi. Forse piu’ di Liuzzi. E riesce difficile dare la colpa da Alonso, perche’ era in mezzo, e di solito ha la meglio quello che sta in coda al gruppo.

A conti fatti, la manovra di Buemi potrebbe aver tolto la vittoria ad Alonso. Verrebbe voglia, se non fosse infattibile, di convocare la ToroRosso domani mattina e strappargli in faccia il contratto di fornitura dei motori e bruciargli la fabbrica!

Ma la verita’, a freddo, e’ che ormai in questa Formula 1, se non piove o se non capitano botti clamorosi non succede nulla. Secondo le previsioni dei grandi esperti, una buona meta’ dei concorrenti avrebbe dovuto spataccarsi alla prima curva, e invece si sono spataccati solo il brasiliano e lo stronzo. A dire la verita’ anche Kobayashi c’ha tenuto a visitare il muro dei campioni, ma poco dopo e in una circostanza diversa.

Le RedBull sbagliano palesemente strategia e pagano per la prima volta quest’anno un prezzo abbastanza caro, giungendo quarte con Vettel e quinte con Webber, a 37.8 secondi il primo e 39.2 secondi il secondo da Lewis Hamilton. Un abisso!

Dopo di loro solo Rosberg e Kubica (non a caso direi!) ne escono con la dignita’ quasi intatta, tutti gli altri sono doppiati miseramente, da 1 giro fino a 5 giri. Nemmeno il vecchio Kaiser riesce ad esimersi dalla figura di merda (11-esimo).

Si salva solo Chandhok, per la gioia dei suoi tanti estimatori, che invece di arrivare ultimo riesce ad arrivare penultimo, mettendosi dietro nientedimeno che Lucas di Grassi sulla sua velocissima Virgin. Se consideriamo che partiva ultimo…

Bah…

Per fortuna che tra sabato e domenica ho trovato la forza di guardarmi quasi tutta la 24 Ore di Le Mans (ho dormito solo 2 ore e mezza dall’una di notte fino alle 03:30) e mi sono goduto uno spettacolo favoloso, con colpi di scena incredibili, continui cambi di fronte, con decine e decine di auto in pista, quattro categorie, commento professionale, soprassi a iosa, pit stop, cambi di pilota, guida di giorno e di notte, su una pista di oltre 13 Km.

Penso seriamente che se trasmettessero regolarmente la Le Mans Series potrei anche parcheggiare la Formula 1 per un po’!

Commento gara precedente: Gran Premio di Turchia.

13 giugno 2010 Posted by | formula 1 | 23 commenti

Habemus iPad!

Ebbene si, l’ho comprato questo benedetto iPad!

Vi chiederete perche’, e io vi rispondo perche’ non ho resistito alla tentazione, visto che sono un fricchettone fissato con la tecnologia, non potevo esimermi. E tra l’altro l’ho preso in Francia, dopo aver compiuto innumerevoli peripezie per trovarne uno. Alla fine il merito va a TuttoQua Girl, che a Cannes, mentre tornavamo mesti mesti verso l’auto senza averne trovato nemmeno uno (anche a Nizza!), ha individuato in una traversa di Rue d’Antibes un’insegna seminascosta di una mela…

“Ma non e’ un negozio Apple quello?”

“Quale, quello? Vediamo… vediamo… si, e’ un Power Reseller Apple!”.

Entriamo: “bongiur messie, che cazz che tu vuo?'”.

“Je vulesse n’iPad wifi (da pronunciare proprio con le i altrimenti non capiscono) e #@%^$# Gb memouar!“.

“Je teng un'”.

“Azz, che cul, je lu prend!”. E l’ho preso. WiFi senza 3G con 32 Giga di disco, 599 Euri.

Perche’ non ho preso la versione 3G pur lavorando per un’operatore di telecomunicazioni? Perche’ Apple si e’ inventata la cagata della microsim, cioe’ una sim piu’ piccola. Un paio di operatori la vendono, appositamente realizzata per l’iPad, con tanto di piani tariffari. Ma io ho le sim aziendali (normali!), vi pare che devo andarmi a pagare di tasca mia per la connessione 3G? Ma non sia mai detto! In realta’ avrei anche trovato sul Web le istruzioni per ritagliare correttamente una sim tradizionale in modo che la si possa ficcare nel diabolico aggeggio, ma poi cosa farei? Ritaglierei la mia sim aziendale senza poterla utilizzare altrove? Figuriamoci!

Cosa ne penso? E’ senz’altro un dispositivo molto accattivante. Si maneggia molto facilmente, e’ leggerissimo, la qualita’ del display e’ incredibile (ci vedo i film anche in HD), e la sensibilita’ dello schermo touch e’ disarmante.

Il tutto poi e’ talmente intuitivo che non servono istruzioni: la stessa Apple dentro la scatola ti mette una scheda con una pagina in cui c’e’ scritto di scaricare iTunes, attaccarlo al PC per attivarlo e via. Nient’altro, perche’ non serve nient’altro. Quando ce l’hai in mano ti sembra gia’ di saperlo usare da sempre. Se poi uno ha gia’ un iPhone, allora la sensazione di familiarita’ e’ completa.

Pur potendoci fare praticamente di tutto, e’ bene essere consapevoli che l’iPad non pretende di sostituirsi completamente a un buon laptop, ma solo di andare a colmare il vuoto esistente tra quest’ultimo e uno smartphone. Tanto per dirne una, non si puo’ fare multitasking, il che significa che non si puo’ navigare, leggere l’email con l’apposita applicazione e tenere aperto un documento tutto insieme. Fai una cosa, finisci, pigi sul tasto Home (l’unico tasto che c’e’ sulla cornice) e inizi a farne un’altra.

La quantita’ di applicazioni disponibili e scaricabili direttamente sull’iPad e’ sterminata. Una buona dose sono gratis, quelle veramente interessanti sono a pagamento, quasi sempre a prezzi risibili. Si va dai 79 centesimi di Euro (si, settantanove centesimi!), ai 2 Euro, fino a qualche caso in cui si possono spendere 8 Euro per applicazioni come Keynote (il PowerPoint del Mac che e’ fighissimo!) e perfino 10 Euro per qualche supergioco mozzafiato. Ma si tratta sempre e comunque di un impegno economico lontanissimo da quello richiesto per l’acquisto di software tradizionale.

Pro

  • Bellissimo e Trendy
  • Facilissimo
  • Leggerissimo
  • Display fantascientifico
  • La sera sul divano e’ impagabile (vi risparmio commenti sarcastici 🙂 )
  • Almeno 8 ore di autonomia col WiFi acceso

Contro

  • Non ha porte USB, ma solo il connettore proprietario Apple 😦
  • Accessori molto costosi (solo Apple)
  • Caricare i film e’ macchinoso (devono essere in formato MP4 a monte, quindi vanno convertiti su PC)
  • Costicchia per essere un super-smartphone. La versione base, solo WiFi e 16 Gb costa 499, la versione all’estremo opposto, cioe’ WiFi + 3G e 64 Gb costa ben 799 Euro.

8 giugno 2010 Posted by | Cose da ricordare, Cose tecniche | , , , | 14 commenti

   

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