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L'umanita' sta regredendo

Formula 1 2010 – Il punto a 2 gare dal termine

Proviamo a ragionare insieme su qualche dato, cosi’ da prepararci al meglio a quello che si annuncia un finale di campionato molto emozionante. E’ un po’ lungo, quindi mettetevi comodi e assicuratevi di avere una 10ina di minuti.

Dunque, a questo punto mancano solo il Brasile e Abu Dhabi, da compiersi rispettivamente il 7 Novembre (ore 17:00 italiane) e il 14 Novembre (ore 14:00 italiane). Andra’ come andra’, ma come dicevo proviamo a leggere qualche dato.

La prima cosa da fare e’ mettere a video un bel riassunto delle puntate precedenti. Eccolo:

 

Classifica al 25/10/2010

 

Lasciate perdere il Sig. IDEALE, che serve solo a rappresentare il dato di performance massima (tutte vittorie).

Qui si vede il buon Fernando in testa alla classifica come ben sappiamo. E si vedono anche altri due valori: il GAP che banalmente indica, a partire dal secondo in poi, quanti punti separano ogni concorrente dalla vetta, e il DI, cioe’ il distance index. Questo me lo sono autoinventato, e ci dice “quante gare” dovrebbe vincere un pilota per agguantare il primo posto, immaginando che gli altri restino a bocca asciutta. La ragione per cui me lo sono inventato sara’ chiara fra un attimo.

Infatti, voglio farvi vedere come sarebbero cambiate le cose se anche nel 2010 si fossero assegnati i  punti alla vecchia maniera, e cioe’ come e’ avvenuto dal 2003 al 2009 (vedere questo link per chiarimenti). Ecco la classifica di sopra convertita al vecchio metodo:

Vedete? Come avevo gia’ annunciato 4 mesi fa, non sarebbe cambiato un tubo! Stessi piloti e stesso ordine di classifica! Questo nuovo punteggio, almeno per quel che riguarda le posizioni di vertice, non ha introdotto nessuna novita’ e, soprattutto (come si vede dal DI) non ha nemmeno aggiunto un po’ di pepe alla competizione, ad esempio rendendo la vita piu’ facile o piu’ difficile a qualcuno. In sostanza, e tanto per citarne uno a caso, Vettel per scalare la classifica deve vincere una gara e gli altri non devono andare a punti, sia col vecchio e sia col nuovo punteggio. E’ ovvio che il nuovo sistema serve solo a distribuire qualche soldo in piu’ verso le parti meno nobili del tabellone, ma per fare cio’ non c’era certo bisogno di una rivoluzione copernicana come questa, che ha solo reso meno semplice la comprensione del tutto agli spettatori.

Proviamo ora ad andare un po’ piu’ in dettaglio, e concentramoci sulle ultime 4 gare:

Qui il recupero di Alonso e’ evidente. 90 punti su 100 gli conferiscono un tasso di efficacia spaventoso. Il secondo e’ Vettel a ben 35 punti di distanza (DI=1.4). L’efficacia di ogni pilota diventa ancora piu’ evidente se rappresentata come segue (il grafico e’ ingrandibile). Lasciate perdere la scala dei valori a sinistra, serve solo a visualizzare meglio le curve:

Qui si vede ancora meglio quanto il pilota spagnolo sia riuscito a capitalizzare tutte le opportunita’ che gli si sono presentate da Monza in poi. Che altro si legge? Sicuramente un trend positivo per Hamilton, reduce pero’ da due ritiri in Italia e Singapore, e un deciso stop per gli altri che fino al Giappone, invece, si erano comportati bene. Quindi l’unico elemento sostanziale e’, ancora una volta, riferito a Fernando Alonso, mentre sugli altri si puo’ dire poco. D’altronde sappiamo bene che in Korea Webber e’ andato a muro e Vettel e’ andato arrosto, quindi sarebbe scorretto parlare di trend negativi. Piuttosto li possiamo definire incidenti di percorso, che pero’, forse, sul morale un po’ incidono. In realta’, cio’ che sta mettendo a rischio il titolo piloti in casa RedBull e’ la pessima gestione della squadra e la totale assenza di scelte strategiche precise. Se il team avesse da tempo puntato con decisione su uno dei due piloti, forse il mondiale si sarebbe gia’ chiuso o quasi. Questo, d’altro canto, e’ un toccasana per i tifosi Ferrari e McLaren e, in generale, per tutti gli amanti di questo sport, ma non riduce nemmeno un po’ le responsabilita’ di Chris Horner e soci.

L’ultimo dato importantissimo che vi passo, e che ci aiuta ancora meglio a prepararci meglio al finale di campionato, e’ il numero di motori nuovi utilizzati da ogni pilota. Come sapete ognuno ne puo’ utilizzare 8 al massimo, dopo di che si campa con quello che passa il convento. E cioe’ ci si arrangia con motori gia’ usati e rigenerati per quanto possibile. Non ne so molto, nel senso che non so di quanti cadaveri disponga ognuno dei 6 piloti, e non conosco nemmeno le norme della FIA che regolano questa operazione dal punto di vista tecnica e quali siano le limitazioni. In ogni caso, questo e’ quanto:

Salta subito una cosa all’occhio: tra i team di testa il motore Renault sembra il piu’ robusto (Petrov e Kubica), ma siccome non conosciamo i dati di potenza massima e regime di rotazione e’ difficile farsi un’idea. Gli altri, in pratica, hanno gia’ consumato il parco disponibile, tranne proprio Massa che e’ andato oltre (con Heidfeld, la cui Sauber per inciso monta sempre un motore made in Maranello). Qui la regola invece e’ chiara. Infatti, l’articolo 28.4 dice che per ogni motore extra utilizzato si perdono 10 posizioni in classifica al Gran Premio successivo. La penalizzazione di Massa non ce la ricordiamo solo perche’ a Singapore, dovendo gia’ partire dietro a causa di un problema in qualifica, ha approfittato per montare un propulsore fresco.

Per tirare le somme della situazione motori ho trovato un bellissimo articolo di cui riporto qui un estratto testuale:

La Ferrari, pur avendo accusato due sole rotture di motore nel corso dell’anno contro le tre della Red Bull, è quella attualmente messa peggio (ndr: e ti pareva!). Felipe Massa, approfittando della partenza in fondo al gruppo a Singapore, ha utilizzato anche il nono motore, uno oltre il limite previsto dal regolamento, ne ha però ben due che hanno compiuto solo una gara e uno che ne ha compiute solamente due, più quello cambiato per motivi precauzionali dopo le qualifiche in Bahrein, utilizzato successivamente per le prove libere, ma che per regolamento potrà essere nuovamente usato anche nella gara conclusiva del campionato ad Abu Dhabi.

Alonso ha invece successivamente rotto quel motore, durante le prove libere in Cina, nonchè quello utilizzato anche in Malesia. Ora, il leader del Mondiale si ritrova ad aver utilizzato tutti e otto i motori disponibili, tutti per almeno due gare, e solo tre motori hanno ancora un Gran Premio prima di raggiungere la fine del ciclo di tre corse. La situazione migliora in casa McLaren, che ha rotto un solo motore finora (quello di Button a Monaco, surriscaldatosi quando il team si era dimenticato di rimuovere la copertura del radiatore). Il campione del mondo in carica ha ancora due motori con una sola gara disputata e tre che ne hanno compiute due. Situazione esattamente analoga anche per Lewis Hamilton, che non ha rotto nemmeno un motore quest’anno.

Per la Red Bull, prima del pesante ritiro in Corea, Vettel era a quota zero rotture nel 2010. In compenso si trova ancora a disposizione quattro motori che hanno alle spalle solo due gare e uno che ne ha compiuta solo una (quello del Bahrein, utilizzato però molto per le prove libere nei Gran Premi successivi). Il più fortunato, in questo senso, è proprio Webber, che di motori ne ha rotti ben due (entrambi nelle prove libere, uno in Australia e uno in Turchia), ma ha tre motori che devono ancora compiere una gara per completare il loro ciclo e uno addirittura quasi nuovo, utilizzato solo in Corea per pochi giri prima dell’incidente.

Per chiudere, vale la pena di segnalare che in giro sul Web qualcuno sostiene che anche Alonso sara’ costretto a ricorrere presto al nono propulsore… Il che sarebbe per lui e per la Ferrari una vera disfatta.

Credo di avervi dato spunti sufficienti, ne parliamo dopo Interlagos.

26 ottobre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , , , , , , , , , , , | 6 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 di Korea 2010

Una cosa e’ certa: Alonso si sta riprendendo con gli interessi i crediti della sfiga subita nella parte centrale del campionato.

Pero’ oggi e’ successo davvero di tutto, in particolare si e’ capito che…

  • … non si puo’ fare la corsa a stendere l’asfalto su una nuova di pista di  Formula 1, anche a costo di non avere il tempo perche’ tale asfalto si asciughi come si deve. Ma siccome lo show must go on, si e’ deciso di omologare il circuito 10 giorni fa, quando al posto del nastro nero c’erano ancora terra e sabbia.
  • … non si puo’ e non si deve progettare un’uscita dalla pit-lane con il chiaro intento di ammazzare qualcuno!
  • … la pioggia resta l’unico evento capace di impepare questo sport, almeno con i regolamenti attuali.
  • … Webber deve mettersi le mani nei capelli.
  • … ci vuole un coccolone al motore per fermare Vettel.
  • … Hamilton, quando gli monta l’ansia, sbaglia.
  • … perfino i meccanici Ferrari possono cannare (di brutto) un pit-stop… ebbene si!
  • … Massa fa di tutto per confermarsi un mediocre. 28 secondi da Alonso sono troppi!
  • … Sutil dovrebbe andare a correre sulle macchinine ‘ntozza ‘ntozza (per i non addetti parlo delle auto-scontro).
  • … il pilota della safety car e’ un manico pazzesco!
  • … Rosbger deve iscriversi a un pellegrinaggio a Lourdes.
  • … la Mercedes va forte (Schumy quarto) solo quando gli altri vanno piano o vanno a muro.
  • … Trulli dovrebbe trucidare chiunque sia quello che gli fornisce l’idraulica.
  • … Button gioca sempre a fare l’avvoltoio. Ma un conto e’ un cervo che fa un agguato a un ciuffo d’erba e un conto e’ correre dietro alle gazzelle.

Quindi… come dicevamo l’altra volta, Button e’ fuori, Webber, nonostante tutto e’ li’, Hamilton ha recuperato le speranze, Vettel deve dare l’anima e Alonso e’ a cavallo. Tutto questo ovviemente per quanto concerne il titolo piloti, perche’ il costruttori, per quanto ne dicano gli esperti, e’ gia’ in casa RedBull.

Commento post precedente: Gran Premio del Giappone.

24 ottobre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , | 13 commenti

Post-gara Gran Premio di F1 del Giappone 2010

Se a Suzuka si potesse superare, forse sarebbe la pista piu’ bella del Mondiale.

Ma non si supera manco a calci nel sedere, e quindi resta una pista tutto sommato mediocre. Certo, Kamui Kobayashi non e’ sicuramente di questo avviso, perche’ al volante della sua Sabuer ha piazzato notevoli sorpassi a un sacco di gente. Gente che pero’, avendo compreso che ieri il giapponese non avrebbe guardato in faccia a nessuno, ha come dire anche agevolato un po’, evitando di seminare pezzi di carbonio sulla pista e dover cosi’ tornare ai box con il casco in una mano e i maroni nell’altra.

E poi c’e’ il problema della prima curva che, a memoria d’uomo, miete vittime illustri. Mi ricordo i due titoli mondiali di Senna e di Prost vinti sfanculandosi a vicenda nella sabbia 10 secondi dopo l’avvio della gara.

Infatti anche ieri si e’ verificato puntualmente il carambolone d’ordinanza, con Petrov (Renault) che nel tentativo di infinocchiare Hulkenberg (Williams) gli ha toccato la ruota ed e’ partito a cannone per il muro di cemento! E Massa, che stretto un po’ da Rosberg (Mercedes) ha messo mezza ruotina sull’erba (bagnata, va detto) e ha perso macchina e trebisonda, andando a speronare il povero (e antipaticissimo) Liuzzi. Al quale colgo l’occasione di inoculare una riflessione: sarai pure sfigato figlio mio, e per questo c’e’ Lourdes, ma come mai ti trovi sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato? Anzi, come mai vi trovate? Eh si, perche’ Liuzzi parla sempre al plurale. Va bene il gioco di squadra, ma dire cose tipo “abbiamo toccato la striscia bianca e siamo andati in testa coda e poi siamo andati a sbattere e abbiamo rovinato la nostra gara…”. Ma chi cazzo c’e’ in macchina con te, si puo’ sapere??

Ma torniamo alla gara. Superato lo smaronamento di 6 giri (dico 6) dietro alla Safety Car, la gara e’ ripartita con un’altra sfiga: Kubica (Renault) che partendo terzo aveva infilato Webber e si trovava in posizione ideale per fare un garone, ha… ha… no dico… ha… perso una ruota!!!

Ma e’ possibile che nel 21-esimo secolo si possano perdere le ruote su una monoposto di Formula 1?? A parte la figura di merda, ma il rischio? Gli e’ andata ancora bene che gli e’ successo dietro la SC, ma se il gommone fosse partito per la tangente a 300 Km/h??? Ma insomma, ma mettetelo un sensore da 3 Euro che segnali ai box che c’e’ un dado avvitato male!! Su quelle macchine ci sono sensori per qualsiasi cosa, e per i dadi di fissaggi degli pneumatici no? Ma dico, ma ci devo pensare io a ‘ste robe?

Passata anche la sfiga di Kubica, la gara e’ andata avanti fino al traguardo piu’ o meno nello stesso modo. La RedBull ha sicuramente dominato, ma non cosi’ tanto, visto che Alonso e’ giunto a meno di 3 secondi, guidando da pari suo come ci ha fatto vedere ultimamente.

Ora la situazione vede il Campionato Costruttori quasi in tasca a RedBull e soci, visti i 47 punti di vantaggio sulla McLaren e i 94 sulla Ferrari.

Il Titolo piloti merita ancora qualche attenzione, visto che Webber e’ sempre in testa a 220 punti, ma Alonso e Vettel incalzano a -14 dalla vetta. Il duo McLaren (quarti e quinti ieri) si e’ allontanato un po’, e anche se la matematica gli concede ampi spazi di recupero, il dubbio e’ sulla qualita’ delle evoluzioni recenti della macchina e sulle caratteristiche diametralmente opposte dei due piloti. Button non rompe mai, ma e’ un calcolatore: si mette li’, gira che ti rigira e attende le sfighe degli altri. Se sfighe non ce ne sono, lui arriva dietro. Hamilton al contrario, oltre ad essere un manico, e’ arrembante, ma spreme molto motore e gomme e, qualche volta, rischia a sbatte.

Alonso e’ solo. Massa non puo’ piu’ vincere il Mondiale (e c’era da attendere il Giappone per scoprilo?). Speriamo che la consapevolezza di non poter piu’ puntare a una minchia gli tolga pressione da dosso e lo metta in condizioni di prendere almeno un paio di podi, cosi’ giusto per togliere punti agli altri.

Webber e’ sicuro di se’, guida un missile e fai i calcoli. Vettel e’ molto emotivo ma e’ anche tremendamente veloce e quindi sara’ un osso duro per il compagno.

Al momento, al mio parere, le possibilita’ che ognuno dei 5 vinca sono le seguenti:

  • Webber: 50%
  • Vettel: 15%
  • Alonso: 30%
  • Hamilton: 5%
  • Button: 0%

Vedremo.

Commento gara precedente: Gran Premio di Singapore.

11 ottobre 2010 Posted by | formula 1 | , , , , , , | 11 commenti

   

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