TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

Post-gara Gran Premio di F1 di Cina 2012

Era scritto nel cielo o da qualche altra parte che oggi Nico Rosberg dovesse vincere il suo primo Gran Premio. Primo per lui e primo per il team Mercedes, se escludiamo le vittorie degli anni ’50.

Tanto di cappello a questo ragazzo che ha sfruttato benissimo la prima, vera occasione della sua carriera. Un piccolissimo monito alla squadra invece va fatto, perche’ rischiare la strategia a due soste e’ stato (col senno di poi) un discreto azzardo. A guardare le gomme di Rosberg a fine gara c’e’ da restare terrorizzati, ma d’altro canto le temperature di oggi consentivano di prendersi un rischio del genere. Viene da chiedersi come sarebbe andata con una decina di gradi in piu’ sull’asfalto.

E’ probabile che il mago Ross Brown abbia fatto bene i conti e abbia anche capito che Button stava facendo una gara strepitosa. Averlo indietro a Maranello adesso sarebbe un sogno…

Riguardo a Button, dico “stava” perche’ il secondo pit-stop e’ stato fatale al pilota inglese: problema a una gomma e via, indietro a combattere in mezzo al casino di media classifica. Ancora una volta un applauso a questo ragazzo educatissimo e velocissimo, che ha avuto la forza di riprendersi subito emotivamente e rimettersi sul podio, al secondo posto. Bravo!

Piu’ muscolare la gara di Hamilton, terzo alla fine, ma primo in classifica e buon per lui. In generale questa McLaren resta un avversario tremendo, e quando ci sposteremo in Europa saranno sicuramente dolori per tutti, Mercedes inclusa. Per ora gia’ troneggia saldamente le due classifiche, con quella Costruttori, in particolare, che la vede avanti di 24 punti sulla RedBull e di ben 51 sulla Ferrari (dopo 3 gare!).

Sfortunatissimo anche il Kaiser Schumacher, che alla prima sosta riparte con 3 ruote fissate e una no, se ne accorge e,  saggiamente, decide di accostare immediatamente e togliersi dai guai. Peccato perche’ anche lui oggi avrebbe potuto prendersi un po’ di teutonica gloria. Sara’ per la prossima.

Bravi anche in casa Sauber, piu’ per aver messo in pista una monoposto competitiva che per la gestione di oggi. Sarebbe potuta andare molto meglio con una strategia diversa (e una partenza migliore). D’altronde la gente non puo’ improvvisarsi direttore sportivo dalla sera alla mattina, e’ bene ricordarselo, come ha detto giustamente anche Ivan Capelli dopo la gara.

E veniamo alle note dolenti: la Ferrari, tanto per cambiare. E non ci facciamo illusioni, perche’ il fatto che Alonso, e qualche volta anche Massa, girassero su tempi tutto sommato accettabili, e’ stato dovuto a una serie di questioni. In primis le basse temperature di oggi e poi anche i vari problemi, gli errori e il caos generato dalle monoposto che hanno corso tutta la gara a pochi decimi l’una dall’altra, e non ultima la gestione di coperture Pirelli che richiede la sfera di cristallo (ci torniamo fra un attimo). La Ferrari non c’e’, punto e basta, e se non mette seriamente mano all’aerodinamica e’ destinata a fare solo brutte figure. Certo, Alonso come al solito c’ha messo del suo, al punto di arrivare nono nonostante le 3 soste, rispetto a Massa, tredicesimo, con una sosta in meno. Pero’ e’ anche vero che partiva nono… Su Massa che dire? Ha parlato tantissimo, ha fatto promesse, e’ andato a Maranello a fare le riunioni, ha lavorato al simulatore, ha fatto cose e ha visto gente e il totale sta ancora a niente. Che vogliamo fare?

Tornando alle strategie, la Ferrari ha toppato anche in questo comparto oggi, perche’ se c’era qualcuno che doveva azzardare oggi era proprio Alonso. Con una strategia analoga a quella di Rosberg avrebbe, probabilmente, scalato la classifica. A meno di non fare come il povero Raikkonen che, a pochi giri dalla fine, era secondo e poi si e’ ritrovato a perdere 3 secondi al giro, cosi’, all’improvviso, per atterrare quattordicesimo sulla bandiera a scacchi. Non se lo meritava, perche’ aveva fatto un’ottima gara, ma nel suo caso il rischio preso non ha pagato. Capita, ma questo non incide sul giudizio estremamente positivo nei suoi confronti e nei confronti della Lotus, che sta decisamente crescendo.

Notine dolentine anche in casa RedBull, con le due macchine al quarto e quinto posto. Viste le premesse si tratta sicuramente di un buon risultato, ma negare che i bibitari siano in difficolta’ sarebbe sciocco. Attendiamo con ansia l’ennesima trovata del volpone Newey, siamo sicuri che non ci deludera’, anche se deve sbrigarsi perche’ gli altri scappano.

Fatte tutte queste chiacchiere, io credo pero’ che il tutto sia in larga parte riconducibile alle gomme Pirelli. Che siano pilotate dalla FIA oppure no, le coperture italiane preoccupano molto. Non per prestazione, ma piuttosto per l’inesistente divario tra le due mescole! Che vanifica l’obiettivo iniziale, cioe’ quello che si dia spettacolo obbligando tutti a utilizzarle entrambe. E la situazione e’ talmente anomala che nemmeno la Pirelli stessa riesce a fare delle previsioni accettabili, sia in termini di differenza di performance tra le due varieta’ e sia in termini di durata, dando ai team delle indicazioni fasulle e fuorvianti. Credo onestamente che la colpa sia della FIA, che impone le mescole e le impone malissimo: cosi’ e’ stupido andare avanti. Gia’ che ci siamo, vorrei anche ricordare a lor signori lo zig zag di Hamilton mentre era in battaglia con Vettel: il regolamento, lo applichiamo si o no?

Alla prossima brutta figura Ferrari.

Commento gara precedente: Gran Premio di Malesia.

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15 aprile 2012 Posted by | formula 1 | , , , , , , , | 4 commenti

E BASTA MO’!

Posso sopportare molte cose, ma i calzini lasciateli stare!

E’ un po’ che ho scoperto, con orrore, che i calzini da uomo (rigorosamente lunghi, quelli corti li aborro) non vengono piu’ confezionati come una volta. Una volta, qualita’ del cotone a parte (che oggi possiamo serenamente salutare con un fazzoletto bianco di finto cotone cinese), i calzini lunghi da uomo avevano tre caratteristiche imprescindibili:

  • Avevano punta e tallone rinforzati;
  • Avevano entrambi la cartina nera infilata dentro (quella che fa quel rumore odioso);
  • Arrivavano,con l’elastico, sotto il ginocchio, in modo da sostenersi come si deve.

Oggi, questi tre “dettagli” sono spariti. Passi per la cartina, che pero’ significava qualita’, ma che i suddetti si rompano dopo pochissimo tempo e, soprattutto, non superino il polpaccio, in modo che l’elastico ceda al primo lavaggio, non e’ accettabile.

Oggi si spendono diversi Euro per calzini di una presunta qualita’, per ritrovarsi a rammendare/buttare tutto entro breve e, nel frattempo, passare il tempo a doverli tirare su di continuo, una cosa che mi fa incazzare come un rinoceronte ‘mbuttunato!

Il pistolotto del calzino non e’ fine a se stesso, naturalmente, ma e’ indice di una situazione malsana. Allarghiamo lo sguardo dal calzino alla situazione economica mondiale. Si, forse pretendo troppo, ma dobbiamo farlo!

L’amara verita’ e’ che sotto la pittura fresca che continuiamo disperatamente a mettere su, il Da Vinci che c’era sotto e’ irrimediabilmente distrutto. Come siamo messi? Siamo messi che, a furia di grattare il fondo del barile, la nostra generazione si e’ gia’ mangiata tutto quello che le generazioni precedenti avevano faticosamente accantonato. Siamo messi che, oltre ad esserci mangiati tutto, abbiamo gia’ sul groppone debiti sufficienti a lasciare un vero inferno in eredita’ ai nostri figli. Siamo messi che i nostri figli, vista la situazione, ben difficilmemte potranno mettere a posto la baraonda, e quindi cio’ che lasceranno ai loro figli sara’ solo miseria nera.

Ormai non basta piu’ nulla e nulla e’ abbastanza: il Mondo intero e’ nelle mani di quei pochi che gestiscono i soldi. O meglio, quali soldi? Piuttosto gli interessi sugli interessi, i derivati, gli spread, i futures, i bond e tutta la merda equivalente che soldi veri non sono, ma sono soldi virtuali. Certo e’ che, se restassero tali, ci sarebbe poco da preoccuparsi. Anzi, sarebbe come assistere a una partita a Monopoli, e che vinca l’uno o l’altro, chi se ne fotte!

Il problema e’ che i soldi virtuali vanno, periodicamente, tradotti in carta moneta e denaro sonante, altrimenti i signori si arrabbiano e non investono piu’ (ma magari…). E come si fa per accontentare i ladroni? Si vanno a prendere i soldi da quelli che li producono e li devono obbligatoriamente rendere visibili: NOI! Non si puo’ fare altro, ce ne siamo resi conto si o no? Mica si possono stampare banconote a pacchi? No, chi deve pagare e’ una categoria tristemente nota come…

… quelli a stipendio fisso.

Il problema e’ che il debito che abbiamo accumulato e’ un pozzo senza fondo, e mai ce l’avra’, perche’ sono troppe le bocche da sfamare:

  • I politici corrotti e, piu’ in generale, chiunque abbia una posizione di potere;
  • Le amministrazioni inefficienti e ladre;
  • Gli evasori (che pretendono servizi uguali se non migliori di quelli riservati a chi paga le tasse);
  • Le Banche e le Istituzioni Finanziarie, che incassano, speculano, ma non rimettono in circolo;
  • Le Borse;
  • I Capitalisti;
  • Le 7 Sorelle (zoccole tutte e 7!);
  • I mercanti di armi, di droga e di prostituzione;
  • I milioni di immigrati che non producono, anzi delinquono, ma che noi dobbiamo mantenere;

Continuate voi la lista, io ne avrei ancora, ma devo andare a vomitare…

Eccomi, sono tornato, scusate l’alito.

Dove ci ha portato tutto questo? Sull’orlo del baratro, almeno a noi che dobbiamo pagare per forza, ma adesso siamo scesi cosi’ in basso che oggi ci sono padri che, pur di salvare culo e poltrona, arrivano a rinnegare i propri figli!

Ma come e’ possibile, mi chiedo? Forse non lo capiro’ mai, forse per capirlo bisogna trovarsi li’, perche’ come dice Andreotti “il potere logora chi non ce l’ha”, ma io, si io, come potrei buttare sulle spalle di mio figlio le mie colpe?

Per quanto imbecille e deficiente possa essere un mio diretto discendente (ma evidentemente non cosi’ tanto, vista la capacita’ di comprendere e sfruttare il meccanismo perverso) come potrei affermare che le colpe non sono mie, ma di qualcuno che porta il mio cognome? Come? E chi gli avrebbe insegnato a fare il ladro? E’ cresciuto ladro? Ma certo, dentro un cerchio magico di ladri!

Quando avevo vent’anni, mio padre, seppur in maniera del tutto non invasiva o quasi, sapeva perfino a che ora mi soffiavo il naso e che marca di fazzoletti di carta usassi per farlo! E, se non lo sapeva, chiedeva a mia madre, che lo sapeva senza nemmeno guardarmi!

Mio padre si accorse che avevavo fumato la mia prima sigaretta a quattordici anni, dopo nemeno un’ora dall’averlo fatto!

Mia madre si accorgeva, a pelle, se avevo combinato qualcosa di poco buono, a distanza di chilometri, e mi faceva vuotare il sacco in un modo o nell’altro. E di modi, i miei ne conoscevano, oh se ne conoscevano…

E non ero scemo, ve l’assicuro, magari lo sono diventato con l’eta’. A maggior ragione, se fossi stato scemo, ma palesemente scemo, scemo a tal punto da costringere mio padre a comperarmi una laurea all’estero per darmi un minimo di contegno, credo che i miei genitori mi avrebbero controllato perfino mentre mi facevo le cose in bagno! Se poi mio padre fosse stato un personaggio pubblico, consapevole del mio, come dire, potenziale, mi avrebbe chiuso in un bunker per il resto della vita, pur di evitare che io lo mettessi in braghe di tela, sfruttando a fondo le mie innate capacita’.

Eh no… Scusate… mi scuso… chiedo perdono, ma io non lo sapevo, mi hanno preso in giro… io sono pulito, quelli sporchi sono altri che hanno il mio stesso cognome. Adesso dobbiamo fare pulizia… mi dispiace… sigh… sob…

Altri col mio cognome??? Ma nemmeno figli e’ capace di chiamarli? Ma come si puo’? E come si puo’ fidarsi di uno che NON PUO’ NON SAPERE che altri col suo cognome rubano i soldi dei cittadini, ma che non esita a disconoscerli a tal punto da puntargli il dito contro senza nemmeno chiamarli per nome? Avrebbe dovuto dire: “sono i miei figli, e li ho cresciuti io, cazzo!”.

E non e’ l’unico, questo e’ il problema, sono tutti cosi’, dal primo all’ultimo, ed e’ per questo che non ne usciremo mai. Monti oggi ha detto che lo spread a 400 punti non e’ un problema. L’ha detto oggi, cosi’ puo’ arrivare vivo a domani per annunciare candidamente che servira’ un’altra manovra da 50 miliardi e che, gia’ che ci siamo, dobbiamo considerare l’ipotesi di portare l’IVA al 25%.

Dai, scomettiamo! Io scommetto due rate del mutuo (oh, che volete, c’ho solo debiti io…).

In mezzo a tutto questo pattume, ieri sera guardavo mio figlio di due anni e mezzo mentre dormiva. E mentre lo guardavo, gli ho fatto una promessa: comunque andra’, qualunque cosa accadra’, debiti o non debiti, tasse o non tasse, io non lo rinneghero’ mai!

E se dovessi farlo, vi prego, giustiziatemi subito, perche’ un padre che rinnega un figlio e’ qualcosa che va oltre la dignita’ e la natura Umana. E io sono del parere che, quando una testa e’ oggettivamente sbagliata ma non si riesce a cambiarla, quella testa va tagliata!

11 aprile 2012 Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita' | , , , , , , , , , | 1 commento

   

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