TuttoQua?

L'umanita' sta regredendo

E BASTA MO’!

Posso sopportare molte cose, ma i calzini lasciateli stare!

E’ un po’ che ho scoperto, con orrore, che i calzini da uomo (rigorosamente lunghi, quelli corti li aborro) non vengono piu’ confezionati come una volta. Una volta, qualita’ del cotone a parte (che oggi possiamo serenamente salutare con un fazzoletto bianco di finto cotone cinese), i calzini lunghi da uomo avevano tre caratteristiche imprescindibili:

  • Avevano punta e tallone rinforzati;
  • Avevano entrambi la cartina nera infilata dentro (quella che fa quel rumore odioso);
  • Arrivavano,con l’elastico, sotto il ginocchio, in modo da sostenersi come si deve.

Oggi, questi tre “dettagli” sono spariti. Passi per la cartina, che pero’ significava qualita’, ma che i suddetti si rompano dopo pochissimo tempo e, soprattutto, non superino il polpaccio, in modo che l’elastico ceda al primo lavaggio, non e’ accettabile.

Oggi si spendono diversi Euro per calzini di una presunta qualita’, per ritrovarsi a rammendare/buttare tutto entro breve e, nel frattempo, passare il tempo a doverli tirare su di continuo, una cosa che mi fa incazzare come un rinoceronte ‘mbuttunato!

Il pistolotto del calzino non e’ fine a se stesso, naturalmente, ma e’ indice di una situazione malsana. Allarghiamo lo sguardo dal calzino alla situazione economica mondiale. Si, forse pretendo troppo, ma dobbiamo farlo!

L’amara verita’ e’ che sotto la pittura fresca che continuiamo disperatamente a mettere su, il Da Vinci che c’era sotto e’ irrimediabilmente distrutto. Come siamo messi? Siamo messi che, a furia di grattare il fondo del barile, la nostra generazione si e’ gia’ mangiata tutto quello che le generazioni precedenti avevano faticosamente accantonato. Siamo messi che, oltre ad esserci mangiati tutto, abbiamo gia’ sul groppone debiti sufficienti a lasciare un vero inferno in eredita’ ai nostri figli. Siamo messi che i nostri figli, vista la situazione, ben difficilmemte potranno mettere a posto la baraonda, e quindi cio’ che lasceranno ai loro figli sara’ solo miseria nera.

Ormai non basta piu’ nulla e nulla e’ abbastanza: il Mondo intero e’ nelle mani di quei pochi che gestiscono i soldi. O meglio, quali soldi? Piuttosto gli interessi sugli interessi, i derivati, gli spread, i futures, i bond e tutta la merda equivalente che soldi veri non sono, ma sono soldi virtuali. Certo e’ che, se restassero tali, ci sarebbe poco da preoccuparsi. Anzi, sarebbe come assistere a una partita a Monopoli, e che vinca l’uno o l’altro, chi se ne fotte!

Il problema e’ che i soldi virtuali vanno, periodicamente, tradotti in carta moneta e denaro sonante, altrimenti i signori si arrabbiano e non investono piu’ (ma magari…). E come si fa per accontentare i ladroni? Si vanno a prendere i soldi da quelli che li producono e li devono obbligatoriamente rendere visibili: NOI! Non si puo’ fare altro, ce ne siamo resi conto si o no? Mica si possono stampare banconote a pacchi? No, chi deve pagare e’ una categoria tristemente nota come…

… quelli a stipendio fisso.

Il problema e’ che il debito che abbiamo accumulato e’ un pozzo senza fondo, e mai ce l’avra’, perche’ sono troppe le bocche da sfamare:

  • I politici corrotti e, piu’ in generale, chiunque abbia una posizione di potere;
  • Le amministrazioni inefficienti e ladre;
  • Gli evasori (che pretendono servizi uguali se non migliori di quelli riservati a chi paga le tasse);
  • Le Banche e le Istituzioni Finanziarie, che incassano, speculano, ma non rimettono in circolo;
  • Le Borse;
  • I Capitalisti;
  • Le 7 Sorelle (zoccole tutte e 7!);
  • I mercanti di armi, di droga e di prostituzione;
  • I milioni di immigrati che non producono, anzi delinquono, ma che noi dobbiamo mantenere;

Continuate voi la lista, io ne avrei ancora, ma devo andare a vomitare…

Eccomi, sono tornato, scusate l’alito.

Dove ci ha portato tutto questo? Sull’orlo del baratro, almeno a noi che dobbiamo pagare per forza, ma adesso siamo scesi cosi’ in basso che oggi ci sono padri che, pur di salvare culo e poltrona, arrivano a rinnegare i propri figli!

Ma come e’ possibile, mi chiedo? Forse non lo capiro’ mai, forse per capirlo bisogna trovarsi li’, perche’ come dice Andreotti “il potere logora chi non ce l’ha”, ma io, si io, come potrei buttare sulle spalle di mio figlio le mie colpe?

Per quanto imbecille e deficiente possa essere un mio diretto discendente (ma evidentemente non cosi’ tanto, vista la capacita’ di comprendere e sfruttare il meccanismo perverso) come potrei affermare che le colpe non sono mie, ma di qualcuno che porta il mio cognome? Come? E chi gli avrebbe insegnato a fare il ladro? E’ cresciuto ladro? Ma certo, dentro un cerchio magico di ladri!

Quando avevo vent’anni, mio padre, seppur in maniera del tutto non invasiva o quasi, sapeva perfino a che ora mi soffiavo il naso e che marca di fazzoletti di carta usassi per farlo! E, se non lo sapeva, chiedeva a mia madre, che lo sapeva senza nemmeno guardarmi!

Mio padre si accorse che avevavo fumato la mia prima sigaretta a quattordici anni, dopo nemeno un’ora dall’averlo fatto!

Mia madre si accorgeva, a pelle, se avevo combinato qualcosa di poco buono, a distanza di chilometri, e mi faceva vuotare il sacco in un modo o nell’altro. E di modi, i miei ne conoscevano, oh se ne conoscevano…

E non ero scemo, ve l’assicuro, magari lo sono diventato con l’eta’. A maggior ragione, se fossi stato scemo, ma palesemente scemo, scemo a tal punto da costringere mio padre a comperarmi una laurea all’estero per darmi un minimo di contegno, credo che i miei genitori mi avrebbero controllato perfino mentre mi facevo le cose in bagno! Se poi mio padre fosse stato un personaggio pubblico, consapevole del mio, come dire, potenziale, mi avrebbe chiuso in un bunker per il resto della vita, pur di evitare che io lo mettessi in braghe di tela, sfruttando a fondo le mie innate capacita’.

Eh no… Scusate… mi scuso… chiedo perdono, ma io non lo sapevo, mi hanno preso in giro… io sono pulito, quelli sporchi sono altri che hanno il mio stesso cognome. Adesso dobbiamo fare pulizia… mi dispiace… sigh… sob…

Altri col mio cognome??? Ma nemmeno figli e’ capace di chiamarli? Ma come si puo’? E come si puo’ fidarsi di uno che NON PUO’ NON SAPERE che altri col suo cognome rubano i soldi dei cittadini, ma che non esita a disconoscerli a tal punto da puntargli il dito contro senza nemmeno chiamarli per nome? Avrebbe dovuto dire: “sono i miei figli, e li ho cresciuti io, cazzo!”.

E non e’ l’unico, questo e’ il problema, sono tutti cosi’, dal primo all’ultimo, ed e’ per questo che non ne usciremo mai. Monti oggi ha detto che lo spread a 400 punti non e’ un problema. L’ha detto oggi, cosi’ puo’ arrivare vivo a domani per annunciare candidamente che servira’ un’altra manovra da 50 miliardi e che, gia’ che ci siamo, dobbiamo considerare l’ipotesi di portare l’IVA al 25%.

Dai, scomettiamo! Io scommetto due rate del mutuo (oh, che volete, c’ho solo debiti io…).

In mezzo a tutto questo pattume, ieri sera guardavo mio figlio di due anni e mezzo mentre dormiva. E mentre lo guardavo, gli ho fatto una promessa: comunque andra’, qualunque cosa accadra’, debiti o non debiti, tasse o non tasse, io non lo rinneghero’ mai!

E se dovessi farlo, vi prego, giustiziatemi subito, perche’ un padre che rinnega un figlio e’ qualcosa che va oltre la dignita’ e la natura Umana. E io sono del parere che, quando una testa e’ oggettivamente sbagliata ma non si riesce a cambiarla, quella testa va tagliata!

11 aprile 2012 - Posted by | Ammazza che ladri!, Bestialita' | , , , , , , , , ,

1 commento »

  1. i calzini che piacciono a te esistono ancora, ma costano come una giacca di qualche anno fa.
    E’ per il costo della vita che certi figli, quelli che hanno lo stesso cognome del padre, usano i soldi del partito…….. che a sua volta ha usato quelli dei contribuenti, raramente comunque da un pirla nasce un genio, è questione di genetica, e infatti un pirla è padre di un pirla e allora i conti tornano, gli euri No!!!

    Commento di maurizio | 12 aprile 2012 | Rispondi


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